Nel corso dell’inchiesta processuale sulla strage di Ustica sono state espletate decine di perizie, generalmente di parte. Esse hanno riguardato i nastri radar, i rottami del DC9, la “scatola nera” del MIG-23, i corpi delle vittime, le registrazioni telefoniche, la calligrafia e altro ancora. In varie altre fasi sono intervenuti rilievi tecnici non giudiziari. Cerchiamo di fare un quadro sintetico ma esauriente.
IL CORPO DEL PILOTA DEL MIG-23 – Partiamo subito dal MIG-23, il caccia libico precipitato in Cala
bria il 18 luglio del 1980 e che secondo la teoria della battaglia aerea sarebbe stato in realtà abbattuto il 27 giugno. L’Ufficiale Sanitario di Castelsilano, il paese in prossimità del quale precipitò il caccia libico la mattina del 18 luglio, ha certificato che il decesso è avvenuto alle ore 11.30 di quel giorno e ha attestato che il cadavere si trovava in “incipiente stato di decomposizione”, ossia in fase iniziale di decomposizione. La perizia autoptica fu effettuata il 23 luglio da un professore patologo e un primario di medicina legale dell’Ospedale di Crotone che attestarono: “la morte si può far risalire a cinque giorni prima e cioè al venerdì 18 luglio 80”. Anni dopo, i due periti sostennero di aver prodotto una “memoria aggiuntiva” nella quale retrodatavano la morte di almeno quindici giorni, ma questa memoria non è mai stata trovata né essi ne hanno prodotto una copia. Per questa ragione nel 1989 la Commissione Stragi dispose un’altra perizia affidata a due professori esperti, i quali analizzarono le rilevazioni dei medici di Crotone e conclusero che esse confermavano che la morte risaliva al 18 luglio 1980. Il Tribunale di Crotone, con sentenza del 6 marzo 1989, accertava che la “memoria aggiuntiva” non è mai esistita.
IL MIG-23 - Dagli atti esaminati dalla commissione italo-libica e dall’esame della scatola nera risulta che il caccia libico decollò da Bengasi alle ore 09:54 italiane del 18 luglio e ha volato per circa 80 minuti. Al contrario di quanto si ra
cconta, i radar della difesa aerea situati a Otranto videro il MIG-23 e lo tennero agganciato per gli ultimi minuti di volo. Chiarito che i rilievi tecnici lasciano pochi dubbi sulla data in cui è precipitato il MIG-23, veniamo adesso al 27 giugno e al DC9 Itavia.
I RADAR – Furono acquisiti nastri e registrazioni di vari siti radar, tra i quali Ciampino, Marsala, Licola, Poggio Ballone. Tutti i periti hanno concordato che questi dati non sono stati manomessi. I dati radar mostravano che nell’area del disastro non c’erano altri velivoli tranne il DC9 Itavia e un volo civile Air Malta sulla stessa rotta ma distanziato di circa 10 minuti (circa 150 km). Solo uno dei radar, un sistema Marconi di vecchio modello, aveva registrato anche altri contatti classificati dai radaristi come falsi contatti. I periti della difesa confermavano che si trattava di falsi contatti, sulla base di varie considerazioni: i segnali erano sporadici e sparsi, ben diversi dalla serie progressiva e continua lasciata da un velivolo reale; lo stesso tipo di anomalie si rinveniva nelle altre registrazioni dello stesso radar Marconi relative ad altri momenti; i contatti erano assenti nelle registrazioni dei radar di modello più recente. I periti dell’accusa sostennero invece che alcuni di quei segnali (il numero 17 e il numero 12) erano compatibili con la rotta di un aereo che aveva volato parallelo al DC9 per poi attaccarlo e allontanarsi.
I ROTTAMI – Le perizie hanno accertato la presenza di tracce di esplosivo del tipo C4/T4 su alcuni rottami, e in particolare su frammenti e schegge recuperati da cuscini e schienali, nonché su alcuni bagagli. In tutto sono stati recuperati oltre 1000 piccoli frammenti e schegge infilzati negli schienali e nei cuscini della cabina passeggeri. La velocità di penetrazione di questi frammenti è stata calcolata nell’ordine di centinaia di metri al secondo. Sono state rilevate, su alcuni bagagli, evidenti tracce della microfusione tipicamente provocata da esplosioni. Il registratore di voci in cabina ha memorizzato un impulso acustico 2 decimi di secondo prima della completa interruzione di tutti i circuiti elettrici. Alcuni cadaveri erano stati completamente denudati dalla forza dell’esplosione. Non è stato ritrovato alcun frammento o scheggia che non appartenga all’aereo o ai suoi passeggeri e in particolare non sono state ritrovate schegge attribuibili a una testata missilistica. I periti dell’accusa hanno comunque sostenuto la possibilità che uno o più missili abbiano attraversato l’aereo senza esplodere o siano esplosi distruggendo l’aereo con la sola forza dello spostamento d’aria senza investirlo di schegge. Altri periti, tra i quali Frank Taylor, tra i massimi esperti mondiali di questo tipo di disastri aerei, ritengono che le evidenze dimostrino senza alcun dubbio che il velivolo andò distrutto per effetto dell’esplosione di una bomba.
Le ipotesi possibili, dal punto di vista strettamente tecnico, in termini di pro e contro.






















non entro nei dettagli tecnici perchè non ho competenza, ma una cosa della vicenda Ustica suona assai strana e sinistra: la lunga serie di persone legate all’inchiesta e che poteva sapere qualcosa (perchè addetti ai radar, piloti, ufficiali e altro) che si sono suicidati o sono stati suicidati.
Hai ragione sul fatto che in questa storia spesso è sembrato che si cercassero prove per certe tesi precostituite e non elementi da cui partire per costruire un’ipotesi quanto più prossima alla verità. Tuttavia, l’elemento dei suicidi o cosiddetti tali è uno di quelli che getta più ombre e interrogativi sul comportamento delle autorità italiane, molto più delle parole di un vecchio presidente emerito.
Ustica, quarta parte: troppe verità…
Nel corso dell’inchiesta processuale sulla strage di Ustica sono state espletate decine di perizie, generalmente di parte. Esse hanno riguardato i nastri radar, i rottami del DC9, la “scatola nera” del MIG-23, i corpi delle vittime, le registrazioni te…
Mò zio Giamba ve dice una cosa importante..Ma tenete conto che prima de zio Giamba l’aveva già detta zio Luigi (Pirandello)
La maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens costruisce i suoi pensieri e, conseguentemente, le sue azioni su QUELLO CHE CREDE SIA LA REALTA’, quindi su quello che gli fanno credere che sia la realtà.
Mica su quello che è la realtà..
Quindi basta controllare chi costruisce l’immagine della realtà nei cervelli umani e si controllano gli esseri umani.
Quello che conta,dunque, è quello che appare mica quello che è..
E quello che appare lo costruiscono i mass media..
Che lavorano per i loro padroni ovviamente.
E che la danno a bere a tutti..
O quasi tutti..
Poi ce sta qualcuno che vede quello che è dietro a quello che appare..
E prova pure a dirlo agli altri.
Ma siccome tutti so’ convinti che quello che è è quello che appare, succede che a quello che dice quello che è nun je dà retta nssuno..
E je danno del matto..
Ma sta cosa prima de zio Giamba l’aveva detto zio Luigi (Pirandello):
LA VERITA’..DITE LA VERITA’ E TUTTI VI DARANNO DEL MATTO.
Dice: “Ma che cazzo c’entra co Ustica ?”
C’entra c’entra..
Ce sta un aereo che casca e gente che muore.
UN FATTO.
Doetro ce sta qualcosa che nun se poò di..
Che se fa?
Si costruiscono con i media cento ipotesi diverse per spiegarlo finchè la gente nun se amamttisce, se stufa e nun ce pensa più..
Tu è la quarta volta che stai cercando di farci credere che l’aereo non l’hanno tirato giù con un missile e ti arrampichi su tutti gli specchi,e dici che non ci sono prove e dai credito a tutte le evidenti coperture che chi doveva e voleva ha fatto intorno all’episodio.Perché tutta questa solerzia?Ma che vuoi farci arrivare a credere che veramente qualcuno ci ha messo una bomba?Tesi evidentemente assolutoria e ridicola.Le prove ce ne erano tante,solo che le hanno spazzate via tutte insieme a tanti cristiani che potevano confermarle.Ma che hai l’anello al naso,o sei amico del giaguaro?
“I periti dell’accusa sostennero invece che alcuni di quei segnali (il numero 17 e il numero 12) erano compatibili con la rotta di un aereo che aveva volato parallelo al DC9 per poi attaccarlo e allontanarsi.”
Se non ricordo male, in un precedente articolo avevi suggerito che l’ipotesi “aereo che si “nasconde” dietro il Dc-9 e magari per uno “spostamento d’aria” lo fa esplodere in volo era possibile (anche se non probabilissima). Forse mi è sfuggito qualcosa in una delle puntate precedenti, ma come mai hai escluso questa possbilità, puntando decisamente sull’ordigno esplosivo?
E seguendo invece l’ipotesi dell’ordigno, c’è una nuova puntata (mi interesserebbe molto) sul chi e perché?
Ho letto tesi che dicevano che la strage di Bologna sarebbe stata una specie di “diversivo” per nascondere quella di Ustica oppure – peggio – una “risposta” ad essa.
MI piacerebbe che sviluppassi questi argomenti (magari smontandoli continuamente, come fai citando sempre fonti e fatti)
Un sorriso per le vittime delle stragi
C.
Credo che l’ipotesi ordigno non sia sposata da John (o quanto meno non emerge dall’articolo), che si è limitato ad elencare tutte quelle finora emerse.
Le parole di Taylor – che effettivamente la sposa – ritengo siano da leggere, nel contesto del pezzo, in senso generale: ovvero c’è chi per aver voluto seguire una sola pista, non ha voluto nemmeno prendere in considerazione delle altre.
Ho letto diverse cose su Ustica: la sentenza ordinanza del giudice Priore (non interamente, soltanto la sintesi), gli atti della commissione stragi e alcune perizie (Blasi, Misiti). Giuro di aver capito dalla sentenza del giudice Priore che quella notte c’era una battaglia aerea, che volavano numerosi velivoli militari di diverse nazionalità e che il cadavere del pilota del Mig presentava un avanzatissimo stato di decomposizione. Ora leggendo questa inchiesta scopro che invece la sentenza conclude sostenendo esattamente il contrario. Probabilmente anch’io mi sono fatto trascinare dalla verità diffusa e non ho voluto prendere in considerazioni altre ipotesi…
Bell’articolo. L’analisi delle finale delle varie ipotesi mi pare in particolare ben fatta.
@ Carlo e rado: potrei sbagliarmi ma John in altra sede ha effettivamente affermato di propendere per l’ipotesi bomba. la discriminante, da profano, credo di capire sia la famosa perizia che determinò tracce di esplosivo sui rottami. Data per buona questa, decade automaticamente il cedimento strutturale. Rimangono bomba e missile. Missile: assodato che esistono ben 2 casi di aerei passeggeri abbattuti da caccia (1 dai russi, un boeing coreano, e 1 dagli americani), John sostiene però in accordo con le sentenze pubblicate nella terza puntata che non c’è traccia di aerei nei segnali radar. Resta la bomba. Peraltro in questa sede sono state correttamente messe in evidenza le problematiche di tale ipotesi, prima di tutto le 2 ore di ritardo dell’aereo (l’areo sarebbe esploso al suolo, a meno che il DC9 poi non dovesse ripartire per un altro volo).
Chi, per vari motivi, non dà per buona la perizia, propende l’incidente (a dar per buono ciò che si trova in rete, I-TIGI pare avesse avuto vari guasti; una volta si era addirittura “accasciato” sulla pista per una rottura mi pare di una parte del timone).
Un saluto a tutti
L’accusa mossa nei confronti di tutti quelli che provano a “costruire” una verità corroborando i propri castelli con varie ipotesi potrebbe essere mossa anche a quest’articolo visto che evita accuratamente di riportare i particolari che ne contraddicono l’impianto.
Tanto per dirne una, come si sposerebbe l’esplosione della bomba dall’interno con il fatto che solo una delle due ali presenta i segni ticipi di una frammentazione da esploslosione?
Niente da dire sul modo in cui codici e nastri delle registrazioni radar sono stati ritrovati?
Niente da dire sulle tracce anomale?
Niente da dire sui radar spenti subito dopo il disastro?
E le ultime parole dei piloti gua..? guarda che cosa?
Tuo kuggino: in effetti confermi anche tu che in questo articolo John non fa sua alcuna ipotesi, ma si limita ad elencarle.
Non so dirti se in altra sede avesse fatta sua quella dell’esplosione.
Ghisabrain
“Tanto per dirne una, come si sposerebbe l’esplosione della bomba dall’interno con il fatto che solo una delle due ali presenta i segni ticipi di una frammentazione da esploslosione?”
Parlando da inesperto di esplosioni, potrei farti queste domande (giacché a te il particolare pare strano): in caso di esplosione interna ci devono essere segni in entrambe le ali? E se la bomba fosse stata piazzata nel posto vicino attaccato all’oblò ad una delle due ali?
Credetemi, non ho nessuna voglia di discutere su miti, leggende, illazioni, teorie e ipotesi che hanno costellato in questi 30 anni la vicenda di Ustica, e che hanno portato al risultato che vediamo: un fallimento giudiziario che non ha dato giustizia nè risposte. Per di più molte “contestazioni” che leggo tra i commenti sono semplicemente inesatte o del tutto false.
I fatti fisici e oggettivi sono molto semplici:
1) Tutti i periti, anche quelli più missilistici, concordano che i nastri radar non sono stati manipolati perché non è fisicamente possibile. Quindi ciò che vediamo in quei nastri è esattamente ciò che registrarono i radar. Non ci sono altri aerei, non ci sono missili. Che poi qualche perito abbia voluto vedere un caccia tra i falsi contatti che affliggevano uno solo dei vari radar interessati (sempre: erano presenti anche prima e dopo su tutte le registrazioni di quel radar) è un altro discorso di valore soggettivo, non certo oggettivo.
2) Le tracce chimiche di esplosivo ci sono.
3) Le tracce fisiche di esplosione ci sono (microfusioni, proiezioni di migliaia di schegge).
4) Parti di missile non ci sono (schegge della testata a frammentazione, parti del corpo o del propulsore).
5) L’aereo si è disintegrato alle 21 in punto.
Questi sono i dati fisici, dai quali si deve partire.
Qualunque ragionamento che voglia partire da altre prospettive rappresenta un errore logico e di metodo ingiustificabile.
Dai dati fisici si può stabire quali sono le ipotesi verosimili e quali sono quelle meno verosimili o addirittura impossibili.
Se le conclusioni offerte dall’esame dei dati fisici non piacciono, non ci posso far nulla.
@Tuokuggino e John:
Grazie per i chiarimenti. Appunto, mi era sfuggito il punto.
Spero che John abbia in mente un’altra puntata sull’indagine delle possibili “motivazioni” dell’(eventuale) ordigno.
Perchè non è che non sia un’ipotesi ugualmente inquietante, anche se forse meno “suggestiva” del missile o dlel’aereo nemico.
Grazie ancora
C.
Aggiungo questa cosa e poi mi taccio per sempre.Non avendo mai fatto la giornalista in vita mia,è possibile che dica una castroneria:un giornalista che studia una sentenza si pone il problema di registrarla così come gli viene fornita in via ufficiale,o cerca di individuare le possibili ragioni nascoste che possano averla determinata?Se la verità ufficiale è la verità,i giornalisti possono anche starsena a casa.
come mai il personale dell’aviazione ha fatto sparire registri o pagine di registri per cercare di impedire di indentificare chi era in servizio quella notte?
come mai hanno sempre negato di aver fatto telefonate all’ambasciata usa e agli ufficiali superiori?
come mai hanno mentito sul contenuto delle telefonate?
come mai francia e stati uniti non hanno risposto alle rogatorie intarnazionali?
non penso che quando scoppia una bomba su un aereo si tenda a far così.
e trovo infatile che dopo quasi trent’anni si continui a sostenere l’estraneità ai fatti delle forze aeree italiana francese statunitense e libica.
molte delle affermazioni che leggo qui sono state scientificamente rigettate o messe in forte dubbio: articolo grossolano che dimentica volutamente tante cose.
“articolo grossolano che dimentica volutamente tante cose.”
ciao, charun, puoi portare delle fonti che smontino questo pezzo?
Mi scuso per l’intrusione,cui avevo giurato di rinunciare sopra,ma la richiesta di G. mi risulta singolare.Somiglia a quella della macchietta del malavitoso meridionale che chiosa la lettura delle imputazioni a proprio carico ,sollecitando l’inquirente a portare “Le prove,dottore,le prove..”,sapendo bene che queste prove,per ovvie ragioni, non ci saranno mai.
Ipazia, se le prove non ci sono e non ci saranno mai, allora è bene che un inquirente si dedichi a qualcos’altro, anziché formulare imputazioni. Viviamo ancora in uno stato di diritto, ringraziando il cielo.
Il post di Charun è l’ennesimo riproporsi delle stesse fiabe che per 30 anni si sono ripetute alla nausea, ma sempre fiabe restano.
La mania del missile è stata perseguita con religioso accanimento per questi decenni e si è rivelata una strada sbagliata: lo dicono i fatti. Nessun condannato, nessuna ipotesi dimostrata, solo tante teorie che si rincorrono contraddicendosi tra loro.
Forse è il momento quanto meno di avere l’onestà intellettuale di dire: “Ok, forse ci siamo sbagliati. Forse la pista è un’altra”.
Io ho scritto degli articoli con un limite editoriale ben preciso (10.000 caratteri, pari a circa 2 pagine formato A4) e per forza di cose devo sintetizzare. Per illustrare a fondo tutta la vicenda non basterebbero qualche migliaio di pagine. E di sicuro non intendo perdere anni a rispondere a commenti che ripercorrono un cliché fin troppo noto: sì e no saranno cinquanta e più milioni di italiani che sono assolutamente convinti che a Ustica fu un missile, e ciascuno di essi ha da dire qualcosa di simile a quello che ha detto Charun e altri che l’hanno preceduto.
Ma io riporterò sempre la bandierina sui punti fissi che ho enunciato: nastri radar non manomessi, tracce di esplosivo, migliaia di schegge veloci, nessuna scheggia o frammento di missile. Questo dicono i fatti, questo dicono tutti i periti, questo dicono le sentenze definitive.
Fuori da questi punti fissi, ci può essere l’intero circo Orfei e il balletto dei cosacchi e la sfilata del carnevale di Viareggio, ma nulla può cambiare quei punti fissi.
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Comicomix: Spero che John abbia in mente un’altra puntata sull’indagine delle possibili “motivazioni” dell’(eventuale) ordigno. .
No. Finché si parla di fatti è un conto. Questo è uno spazio dedicato al “debunking” e io il “debunking” lo faccio opponendo fatti, non ipotesi. Una volta scartata la teoria della battaglia aerea ci scontriamo con la semplice evidenza che nessuna seria attività di indagine è stata effettuata in altre direzioni.
Questo significa che mancano fatti su cui basare una spiegazione che non sia solo una mera illazione. E mancheranno per sempre, perché le informazioni sono andate ormai irrimediabilmente perse.
Basti pensare che un elemento fondamentale, la lista dei passeggeri che erano saliti a bordo nel volo precedente, non esiste. La compagnia aerea la distrusse perché nessuno gliela chiese per tempo. E quando gli inquirenti si accorsero della cosa, nessuno si prese la briga di tentare di ricostruire quella lista da altre fonti: sarebbe stato possibile farlo, oggi non lo è più.
Ovviamente mi sono fatto le mie idee sulla vicenda, ho le mie ipotesi, ne possiamo parlare (anche via mail o sul forum), ma un articolo costruito sulle ipotesi non lo ritengo giusto, non in questo contesto.
sembra scritto da un’ex ufficiale dell’aeronautica che vuole autoassolversi con tutta la “sua” forza armata. se non ci fossero 81 persone assassinate lo troverei un tentativo commoventemente ridicolo. ma non è così.
sai cosa sono john? non sono fiabe. sono incubi.
e sono tutti tuoi.
non parlo di missili, io a differenza di john non pretendo di scoprire con precisione cose che in anni di inchiesta non sono state determinate.
se “tutti i periti” concludono “bomba”, come mai la sentenza ordinanza priore conclude “azione militare di intercettazione”?
evidentemente ci sono lavori che arrivano a conclusioni diverse. non si può affermare “tutti i periti” per la bomba. è vero o no?
allora è diverso, molto diverso da quanto leggo qui.
john sa che le tracce di esplosivo sono state contestate, eccome se lo sa, ma non lo dice. come fa a non dire una cosa così importante?
così come sa che le tracce di esplosione sul relitto non ci sono. che gli effetti sulle valige (microfusioni) sono riconducibili a lacerazioni meccaniche, che i periti che cercavano di dimostrare la bomba non sono mai riusciti a trovare il posto deve sarebbe stata piazzata: prima il vano bagagli ma era impossibile, poi il cesso, ma anche lì era impossibile.. una bomba che non lascia tracce di esplosione ma solo di esplosivo. è strano. così strano che non va scritto john?
perché john non lo scrivi? ustica è complessa. non si possono selezionare i dati. se no è un’altra strage, non è ustica. con che criterio selezioni?
i radar, quanti errori fa il radar quella notte? non esistono frammenti che cadono controvento. anche quelli errori? non esistono frammenti che volano in senso opposto all’aereo. scrivi di radar, come puoi tacere su certi particolari? sono importanti. sono interessanti. ma hai dovuto “riassumere”
la vicenda del mig-23 in cui la versione ufficiale italo-libica è stata completamente sconfessata in base ad evidenze tecniche? dove manca la registrazione finale della scatola nera? e dove i radar di otranto seguono una traccia non compatibile con quanto affermato? mentre l’aereo avrebbe bucato la difesa volando a 12000 metri durante una esercitazione della nato? sono problematiche che mettono in dubbio i tuoi fatti. andavano scritte. non ci sono prove? ma tante questioni irrisolte e il comportamento dell’am assai dubbio. (e occhio che non dico che è sicuramente caduto prima del 18 luglio)
come fai “debunking” di una vicenda che nessuno sa come è andata?
selezionando e “riassumendo”?
forse ustica non si può scrivere in 10.000 caratteri. allora è meglio non scrivere niente. o scrivi una cosa falsa.
inoltre lo stile, il tipico “panino” con poche scarne e approsimate righe per le affermazioni contrarie alle idee dell’autore ed ampi periodi per affarmare le sue, la bomba. particolarmente evidente nel finale. il finale si sa, è importante, rimane in testa al lettore.
e mi parli di sentenze definitive quando il caso è stato riaperto da poco. salti logici e collegamenti fallaci.
vai, john, dormi bene che ci riesci. stanotte ora è il 28 giugno 2009.
29 anni fa nei centri radar a ciampino facevano sparire la pagina del registro del personale, a marsala la tagliavano con cura. a licola spariva l’intero registro. raccontaci come mai. che magari li conosci quelli che erano di turno.
nasconditi dall’altro lato del balletto dei cosacchi e delle maschere del carnevale e cura i punti fissi di un mondo tutto tuo che se ne sta appeso alle stellette sul bavero della giacca.
ps-un saluto a ipazia, nickname bello e importante
x gregorj: le fonti sono esattamente le stesse dell’autore, solo che c’è la parte che lui ha “riassunto”
Charun, probabilmente ti sono sfuggite le altre “puntate”.
Per esempio quando scrivi “la vicenda del mig-23 in cui la versione ufficiale italo-libica è stata…” potevi almeno fare lo sforzo di commentarla nelle parti in cui l’autore ne tratta…
Un aiutino per trovarle?
Riquadro al di sotto dell’articolo, “Potrebbero interessarti”
- Ustica: una tragedia, troppe verità. Prima parte: la cronaca
- Ustica, seconda parte: la verità diffusa
- Ustica, terza parte: la verità giudiziaria
Dai, non è difficile: basta che ci clicchi sopra con il mouse!
Charun, le cose che contesti stanno tutte scritte sia in questo che negli altri tre articoli.
E sì, certo che non dedico all’ipotesi missile più di tanto: sono stati già dedicati 30 anni a questa ipotesi e abbiamo visto che fine ha fatto.
Per il resto, i fatti fisici sono ancora quelli:
- nastri radar non manipolati;
- migliaia di schegge, nessuna estranea;
- tracce chimiche di esplosivo
In questo vuoi vederci un missile? Affar tuo.
il caso è stato riaperto da poco.
E’ stato aperto un fascicolo sulle dichiarazioni di Cossiga (“è stato un missile francese a risonanza…”). Andiamo avanti con le chiacchiere, inventiamoci anche i “missili a risonanza”.
@Gregorj
Basta leggere la relazione peritale Basili 1 (una delle più complete). Li si da conto di tutte le cose –sorvolate– dal nostro John B.
Per esempio si dice di come ci siano chiari segni sulla fusoliera dell’attraversaemento di un corpo estraneo (il motore del missile?).
Li, per esempio si specifica che nessuno dei corpi rinvenuti aveva le caratteristiche di un esplosione interna (assenza di bruciature)
Sempre per esempio, John omette comodamente di parlare di missili a testata inerte e di sferule di piombo ritrovate nel 92 nel flap di una delle ali (quella più frammentata…)
e’ curioso che il nostro amico debunkista che vanta una grande cofidenza con i velivoli militari e l’intelligence investigativa (grazie alla sua professione) si trovi sempre a sposaer delle versioni istituzionali delle storie che non convincono… curioso..
In particolare, sempre curiosamente, l’obiezione circa la vetustità dell’unico radar che individua le traccie di un altro velivolo militare, ricalcano, quasi lettera per lettera, la posizione dell’AM a riguardo.
Ma guarda le coincidenze certe volte sono proprio come i morti di questa storia… inspiegabili
@ ghisabrain:
qui non si sorvola nulla, l’onestà intellettuale di John è incommensurabile, pari soltanto alla tua ignoranza in economia, peraltro già molto spesso misurata e dimostrata in queste pagine. Non ti permetto di offendere o di accusare di malafede una persona di specchiata onestà come lui. Primo e ultimo avviso
@ charun:
http://www.giornalettismo.com/archives/28354/ustica-seconda-parte-la-verita-diffusa/
http://www.giornalettismo.com/archives/28354/ustica-seconda-parte-la-verita-diffusa/
http://www.giornalettismo.com/archives/27124/ustica-una-tragedia-troppe-verita-prima-parte-la-cronaca/
buona lettura. Poi mi saprai dire.
@ ipazia: “Mi scuso per l’intrusione,cui avevo giurato di rinunciare sopra,ma la richiesta di G. mi risulta singolare.Somiglia a quella della macchietta del malavitoso meridionale che chiosa la lettura delle imputazioni a proprio carico ,sollecitando l’inquirente a portare “Le prove,dottore,le prove..”,sapendo bene che queste prove,per ovvie ragioni, non ci saranno mai.”.
No. La mia richiesta è uguale a quella che faccio quando arriva il solito sarchiapone che dice che c’è un complotto demo- pluto-giudaico-massonico in cui le scie chimiche, in combutta con il signoraggio, fanno piovere ma solo sulla casa di chi è nato a febbraio. Gli chiedo: hai le prove di quello che affermi? Quando leggi le risposte – come quella di charun qui sopra – di solito capisci che parlano per sentito dire.
Non è mio costume,né voglio e né posso attribuire patenti di malafede a nessuno,tantomeno a persone che non conosco direttamente e di cui riesco appena a decifrare qualche scampolo di idea da quanto si legge qui,ma nella fattispecie,anche dopo il trentennale,chiarissimo tentativo messo in atto dalle “Istituzioni”per indirizzare la “Verità” su Ustica verso territori lontanissimi rispetto a quella intravista dal senso comune,mi permetto di sostenere che l’articolista presenti una forte venetura di ingenuità.
ipazia, non ho mai parlato di malafede per quanto riguarda te.
“ma nella fattispecie,anche dopo il trentennale,chiarissimo tentativo messo in atto dalle “Istituzioni”per indirizzare la “Verità” su Ustica verso territori lontanissimi rispetto a quella intravista dal senso comune,mi permetto di sostenere che l’articolista presenti una forte venetura di ingenuità.”
Opinione legittima e rispettabile; faccio però presente che di missile parla Kossiga
Noto depistatore,ma anche titolare ,quanti altri mai,di tanti segreti di Stato che spesso sono segreti di Pulcinella,sempre per le vie ufficiose del buon senso
“…indirizzare la “Verità” su Ustica verso territori lontanissimi rispetto a quella intravista dal senso comune,mi permetto di sostenere che l’articolista presenti una forte venetura di ingenuità.”
Non sempre il “senso comune” intravede una qualsivoglia verità: pensare questo è la vera ingenuità, non certo quella che (non) mi pare proprio traspaia in questo/i articoli.
Ma la frase “…a persone che non conosco direttamente e di cui riesco appena a decifrare qualche scampolo di idea da quanto si legge qui” è piuttosto curiosa. Per quale motivo in una rubrica di debunking, che per esser efficace e credibile deve mantenersi asettica, trovi la necessità di decifrare “qualche scampolo di idea” del suo autore?
Nel giornalismo un buon articolo non abbisogna di essere infarcito di opinioni personali, altrimenti quale buon articolo può mai essere?
“Charun, le cose che contesti stanno tutte scritte sia in questo che negli altri tre articoli.”
riderei.
ho già letto tutto da ieri, cari. mi ci è voluto stomaco ma l’ho fatto. sempre grossolano e parziale. magari leggete meglio quel che commento io. che non parlo mai di missile. ma john è troppo fedele alle teorie dell’am per leggere davvero. che c’è john esco dal diagramma di flusso?
e i fatti fisici. parla delle tracce di esplosione john che non ci sono. dopo 30 anni la teoria della bomba che fine ha fatto? chi rimane a sostenerla? il comitato studi per ustica? (bella roba) non è che ne fai parte? vorrei dirti “ci vedi la bomba? fatti tuoi” ma non posso perché te ne vai in giro a scrivere mezze verità che poi sono falsità intere.
onestamente nessuno che ha letto gli atti ufficiali può sostenere con tanta sicumera la bomba.
e gregorj.. qui non si sorvola su nulla? riderei. e mi mette sullo stesso piano le scie chimiche con un’inchiesta della magistratura. ah ma è vero priore è un folle che ha scritto documenti fantasiosi.. leggiti le fonti invece di questi articoletti che farebbero vergognare chiunque, intrisi di allusioni e affermazioni di verità mai provate.
pah.
Sferule di piombo? Allora siamo a posto, è stato abbattuto dalla fucilata di un cacciatore… Dove stanno queste “sferule di piombo”?
Quanto alle relazioni peritali, siamo sempre lì: i periti possono dire tutto e il contrario di tutto, sono di parte apposta.
Ma i fatti restano sempre quelli che ho illustrato.
Come pure è un fatto che il 2 agosto esplose la bomba a Bologna, stessa composizione chimica, stessa città da cui era partito ITIGI.
Ed è pure un fatto che Ciavardini, Fioravanti e Mambro, i tre esecutori materiali della strage, si incontrarono a Palermo pochi giorni prima della strage. E Palermo era l’altro capo della rotta di ITIGI, in andata e in ritorno.
Fatti documentati degli atti giudiziari della strage di Bologna.
Ma tutto questo non basta ad accendere campanelli nella testa di chi vuole vedere missili ovunque…
olè siamo al collasso logico.
john,
i periti sono di parte e riescono dagli stessi dati a dire tutto. verissimo. e allora perché l’articolo si adagia sulle teorie della difesa? è palese. e dei periti d’ufficio che diciamo? anche loro di parte? ah già erano manovrati da priore che odia l’am..
e il collegamento con bologna? quello è pure senza prove (non dico che è falso, ma che non è emersa nessuna prova) e me lo porti come supporto solido alle teorie della difesa? ma non si parlava di fatti provati? (e il compound b non è c4, anche lì decidi: accenni al c4 a ustica e poi dici la composizione di bologna è la stessa, allora diciamo niente c4 a ustica, che ne dici?)
invece di correre al 2 agosto 80, perché non rimaniamo su ustica e ci spieghi come mai la teoria della bomba non è mai stata provata e anzi si sono trovati elementi che la smontano?
fai un autodebunking. vedi le sorprese.
a me il campanello è suonato leggendo questo articolo. pensa te!
un campanello che dice: qualcuno mentre “debunka” targa certe idee di complottismo e altre come vere, senza nessuna base.
e la verità è quella dell’aviazione militare. guarda caso.
ce n’è di idee astruse su ustica, dedicarsi a quelle no?
eh no, quelle non sono d’utilità.
hai lucidato le stellette? mi raccomando, devono brillare che si vedano bene. anche da lontano.
“…a me il campanello è suonato leggendo questo articolo. pensa te!”
Dev’essere proprio vero! Non ho fatto nemmeno in tempo a leggere il tuo ultimo commento, charun, che già sentivo un gran frastuono! Sicuro che il campanello fosse solo uno?
Vedi Charun, il punto è che si trovano tante cose “sospette” anche quando si guarda all’ipotesi bomba. Però subito dici: “Non è stata trovata nessuna prova del collegamento Ustica – Bologna”. Giusto.
Ricordatene anche quando si parla di missili e battaglie aeree a Ustica. Non solo non ci sono prove, ma c’è stata un’inchiesta giudiziaria attraverso tre gradi di giudizio che ha sancito che quella dei missili e delle battaglie aeree è puro romanzo, e ha assolto tutti gli accusati di depistaggio per non averlo commesso o perché il fatto non sussiste.
Per la cronaca,
C4, Compound B… il C4 è un esplosivo composto quasi totalmente di RDX, il Compound B non è altro che una miscela ottenuta aggiungendo tritolo al C4. La bomba di Bologna pesava oltre 20 kg, ed era composta da C4 con l’aggiunta di altri esplosivi, fra cui tritolo e nitroglicerina più facilmente reperibili, per aumentare il botto.
hai lucidato le stellette? mi raccomando, devono brillare che si vedano bene. anche da lontano.
Il tuo rancore nei confronti delle divise la dice lunga.
Personalmente ho ottimi rapporti con la gente in divisa, e pessimi con delinquenti e terroristi. E ti dirò: la cosa non mi dispiace affatto.
Ma questi articoli non sono scritti per difendere l’Aeronautica: è stata assolta dai giudici, non sa che farsene del mio aiuto, nè del tuo rancore.
@John:
Ok.
Ti contatterò presto ^_^
oh oh, rancore verso le divise.. non sai quanto sei fuori strada! ho solo fastidio verso chi “pensa in divisa”. ho ottimi rapporti con persone in divisa, persone veramente preparate. ma c’è anche chi abbagliato dal luccicar di stellette non riece a vedere oltre.
e per la cronaca tu parli di solo t4/c4 nell’articolo. è un errore: trovano tnt e t4 in quantità compatibili con un compound b. se parli di c4 non si dovrebbe trovare tnt. il solo c4 fa propendere per la bomba, una miscela invece lascia aperta l’ipotesi di un missile. (a parte che se mi metto a mischiare tnt al c4 non mi viene il compound b ma un casino. e contano le percentuali)
missile di cui, ti devo dire, non mi frega niente. e che non vado in giro a sostenere perché la faccenda è ancora aperta e ci sono tanti punti mancanti. capito a sto giro? io-non-sostengo-il-missile
ma la bomba è sostenibile?
1) centinaia di schegge ad alta velocita (centinaia di metri al secondo scrivi)
perché non lasciano visibili perforazioni? sono tra l’altro caratteristiche. tracce di schegge le hanno cercate con cura ovunque per provare l’esplosione di un missile. nessuna traccia compatibile con velocità di quell’ordine. (se no la teoria del missile che esplode era accreditata)
2)nessuna traccia di elevate temperature, combustione o incendio di elementi dell’aereo.
nessun effetto “rounded edges” nessun segno di “gas washing” tutti segni tipici di esplosione. mancano. quindi nessuna traccia di esplosione
3)rimangono le tracce di esplosivo: quella sul gancio interno di un seggiolino è attribuibile ad elementi chimici presenti anche nelle colorazioni utilizzate sull’aereo. quelle sulle valige invece sono di sicuro tnt-t4.
ma ipotesi rimane.
è stata avanzata l’ipotesi che potessero derivare da una contaminazione mentre erano tenute su una nave militare. (ma lì c’erano solo t4 e tnt separati
quindi abbiamo una bomba con esplosivo convenzionale ma fredda che non brucia, fa centinaia di schegge che volano a centinaia di metri al secondo ma che non perforano la struttura dell’aereo. strana forte.
e nessun posto dove possa essere stata piazzata. sfiga. bastavano i segni delle perforazioni lasciati dalle schegge per capire dove.
poi gli esperimenti col cesso ricostruito che esplodendo crivella il simulacro di un motore aeronautico. nessun segno compatibile sul relitto.
allora che ne diciamo, manca qualcosa a quest’articolo? è esauriente?
ma soprattutto è decente?
forse i contatti del campanello ossidati? e non ha suonato?
e visto che qui piace giocare al giornalismo (e non fraintendetemi è una gran bella cosa) ricordatevi sempre di chiedervi se vi siete posti abbastanza domande. è fondamentale.
se no poi si pubbllicano ste cose qui.
Charun, tutto quello che dici e scrivi non fa che confermare l’assurdità dell’ipotesi missile.
Che le schegge ci siano non lo dico io: sono state trovate. Non una, non centinaia. Migliaia. Infilate nei cuscini, nei sedili, persino nei corpi dei passeggeri. Per “schegge” si intende frammenti di cose che erano nell’aereo. Compresa la carta. Frammenti di carta si sono infilzati all’interno dei sedili. Con una velocità di centinaia di metri al secondo, in base alla profondità di penetrazione.
Certo che non hanno perforato la fusoliera. Un pezzo di carta o di stoffa o di plastica non può perforare una fusoliera di metallo.
Ma un sedile imbottito sì che lo perfora. Se non cogli la differenza non so che farci.
Se fosse stata una testata a frammentazione di un missile (missili aria-aria “inerti” non esistono) la fusoliera sarebbe un gruviera e i frammenti di acciaio e tungsteno (non certo piombo) ovunque e con traiettorie ben definite visto che la diffusione delle schegge nelle testate è accuratamente calcolata e ottenuta per pre-frammentazione.
Perché l’esplosione è avvenuta all’interno, non all’esterno, altrimenti non c’erano quelle migliaia di schegge.
Quanto alla posizione della bomba, l’ho scritto che non è stata determinata in modo convincente.
Quanto ai test, i test richiedono di stabilire a priori la quantità di esplosivo e la sua posizione: due dati sconosciuti, per cui i risultati lasciano il tempo che trovano.
Quanto ai militari, la tua acredine e i tuoi tentativi di attacco personale sono chiarissimi, quello che hai scritto e i tuoi toni sono evidenti, così come è evidente che la vera cosa che ti dà fastidio è il fatto che questi articoli non abbiano dato addosso all’Aeronautica come tutti gli altri.
se vi siete posti abbastanza domande
Hai ragione, non ho parlato di UFO e meteoriti…
quindi mi dici che un esplosione di una forza tale da perforare i sedili con frammenti di carta, non ha prodotto su altri materiali danni tali da produrre schegge in grado di perforare la fusoliera? aggiungo questo miracolo
o l’i-tigi dentro era di carta? o la bomba interagiva solo con elementi soffici e leggeri?
perché invece se ci passa il corpo morto di un missile, di schegge di quel tipo non ne trovi? anche i missili viaggiano a centinaia di metri al secondo. guarda un po’. (ma con questo non voglio sostenere tale ipotesi ma solo dirti che le tue schegge non sostengono da sole una bomba.)
ma quanti m/s poi? centinaia è vago.
ed è normale che non si sia trovato il punto in cui la bomba sarebbe stata piazzata? da che parte entrano nei sedili le schegge?
o la bomba ha creato schegge in tutte le direzioni? sarebbe un altro miracolo
e magari missili aa inerti non ci sono, ma ce ne sono che fanno cilecca. e in ogni caso niente gruviere e ti sfido a trovare i frammenti di acciaio della testa di guerra ovunque (!) su un relitto tirato su dal fondale a pezzi e ricostruito a distanza di anni. (e questo sempre per dire che le tue argomentazioni sono monche e non per dire che è stato un missile)
quanto al perché il tuo articolo mi fa schifo (non dico che non mi piace, ma proprio mi fa schifo) non c’entra il dare addosso all’aeronautica, ma che tu nei giorni in cui ricorreva l’anniversario della strage ti sei messo a propugnare idee di parte su un fatto grave, un fatto in cui contiamo 81 persone morte.
e in un modo tale da sembrare un’emanazione dell’aeronautica.
il mio tono è il tono che ti sei guadagnato.
mi dispiace, ci fossimo letti in altra occasione sarebbe stata una discussione piacevole.
meglio se scrivevi di ufo e meteoriti.
di la verità non hai usato le fonti ufficiali ma ti sei affidato a vari siti web sull’argomento per scrivere qui. eh?
“perché invece se ci passa il corpo morto di un missile, di schegge di quel tipo non ne trovi? anche i missili viaggiano a centinaia di metri al secondo. guarda un po’. (ma con questo non voglio sostenere tale ipotesi ma solo dirti che le tue schegge non sostengono da sole una bomba.)”
Eh, sì, charun, non vuoi sostenere l’ipotesi del missile, ma continui a tirarla fuori. Giusto un caso, eh?
Ma questi tuoi illuminanti passaggi non sono un caso:
“ed è normale che non si sia trovato il punto in cui la bomba sarebbe stata piazzata? da che parte entrano nei sedili le schegge?
o la bomba ha creato schegge in tutte le direzioni? sarebbe un altro miracolo”
“e magari missili aa inerti non ci sono, ma ce ne sono che fanno cilecca. e in ogni caso niente gruviere e ti sfido a trovare i frammenti di acciaio della testa di guerra ovunque (!) su un relitto tirato su dal fondale a pezzi e ricostruito a distanza di anni. (e questo sempre per dire che le tue argomentazioni sono monche e non per dire che è stato un missile)”.
O forse sarebbe meglio dire che non è un caso che tu li abbia èotuti scrivere, data la tua incompetenza in esplosivistica, e non solo in quella, stando a ciò che scrivi…
E, visto che lamenti “magari leggete meglio quel che commento io”, ti consiglio caldamente di cominciare a rileggere ciò che scrivi tu perché con “domande” simili
“…parla delle tracce di esplosione john che non ci sono. dopo 30 anni la teoria della bomba che fine ha fatto? chi rimane a sostenerla?”
“…perché l’articolo si adagia sulle teorie della difesa? è palese. e dei periti d’ufficio che diciamo? anche loro di parte?”
quando l’articolo conclude con le parole di un perito d’ufficio
“Concludemmo che il disastro fu provocato… dalla detonazione di un ordigno esplosivo… Concludemmo anche che non potendo determinare con certezza la posizione dell’ordigno, non era possibile calcolarne tipo e dimensioni…”
ci fai oltremodo una misera figura.
E poi, abbi pazienza, ma se a te l’articolo “fa schifo” e se ti ci è voluto “stomaco” (sapessi cosa ci vuole a chi legge i tuoi commenti!) non interessa a nessuno, e in ogni caso non sono certo l’oggetto della “discussione”.
Due giorni fa sono andato al Museo della Memoria a vedermi per bene e con calma quel che resta del DC9. Avrei potuto e dovuto farlo prima, diciamo. Per un’ora buona ho messo da parte tutto, teorie e controteorie, speculazioni, ipotesi e quant’altro. Non era il momento, lì davanti.
Proprio per non perdere il filo logico, rimango appeso all’unico dato incontrovertibile che abbiamo a oggi: il tracciato radar.
Per intenderci, le famose trentuno battute di solo primario successive allo spegnimento del transponder (il “disastro”): trentuno battute, a distanza di sei secondi l’una dall’altra, in cui a parte quattro casi (tuttora controversi, quanto a interpretazione) di battute doppie, il radar segna un solo punto.
Vale a dire, vede un solo oggetto. Escludendo per ovvi motivi (di “debunking”) di ritenere che si tratti di una singolare pioggia di “frammenti” in cui ciascuno cade a sei secondi esatti (intervallo di tempo tra due battute radar) dall’altro, si deve ritenere che quelle battute le abbia lasciate il DC9 che scendeva ancora sostanzialmente intero. Danneggiato, anche molto, ma intero.
Ora, le domande da fare secondo me sono:
1) che distanza ha percorso, in totale, il DC9 in quegli ultimi sei minuti e sei secondi? Questo è fondamentale per capire se “cadeva” o, come sembrerebbe, “planava” e da questa risposta potremo ragionare sul punto seguente.
2) che tipo di ordigno ha potuto rendere ingovernabile l’aereo, bucando la carlinga (quindi depressurizzando l’interno, uccidendo sul colpo una parte delle persone all’interno e causando asfissia e assideramento nelle altre per perdita di pressione) ma lasciando la struttura sostanzialmente integra?
Mi piacerebbe partire da queste risposte, perché da lì scaturirebbero poi tutte le altre domande del caso – quando sai “cosa è successo” puoi chiederti “chi è stato” con maggior cognizione di causa.
@sperimentando
“E poi, abbi pazienza, ma se a te l’articolo “fa schifo” e se ti ci è voluto “stomaco” (sapessi cosa ci vuole a chi legge i tuoi commenti!) non interessa a nessuno, e in ogni caso non sono certo l’oggetto della “discussione”.”
Cerca di capirlo: lui è qui per discutere pacatamente, mica per insultare. Per questo, da anonimo come tutti i vigliacchi, insulta John. Così come lui non sostiene la teoria del missile: per questo nomina sempre il missile da quando è arrivato.
sperimentando, voleva essere cosa il tuo commento? per quanto sia in disaccordo con john, per quanto mi sia incazzato per quel che ha scritto, almeno lui si mette lì a discutere. anche con uno come me, che sono un “vigliacco anonimo” (brr). da quello che scrivi si capisce che tu non hai neanche le competenze per contestare una gallina. forse anche questo simpatico pennuto sa fare copiaincolla.
ma gli altri di periti d’ufficio? perché ne scegliamo uno invece di un altro? comprati delle ventose che gli specchi son lischi. e magari leggiti qualcosa sull’argomento.
e il mio primo commento per quanto fosse una stroncatura, che lasciava il tempo che trovava, non era certo qualcosa di micidiale. poi si è parlato di fiabe ecc. mi si dice non ti piace per questo motivo, io ti dico perché non mi piace. il motivo vero.
(e la questione dei registri radar è agli atti, non sono fiabe)
parlo del missile per dire che certi segni non portano necessariamente ad una bomba. si è parlato di dati fisici certi. ma non è certa la loro interpretazione. e me lo ha citato john, il missile. posso metterci un’oca indiana al suo posto, ma non vola a quelle velocità.
le stroncature sono facili, di quello vivono le teorie complottiste, ma pure un certo tipo di debunker.
john stronca tutto quello che non è bomba, ma è facile anche stroncare la bomba. vogliamo metterci a dire cosa è stato? cavoli, buona fortuna!
intanto gc pone altre domande estremamente interessanti. e ne discute pacatamente, beato lui che ce la fa. vi eravate mai posti quelle domande?
GC, le osservazioni che fai sono interessanti, ma occorre tener presente il problema della risoluzione radar. I radar in questione hanno una risoluzione che va da un cubo di qualche centinaio di metri per lato a qualche migliaio di metri per lato, secondo la distanza e la radar cross section presentata dal bersaglio.
Questo significa che anche se lì ci fossero più rottami, essi comparirebbero come uno solo. Inoltre un rottame che presenti una velocità orizzontale molto bassa (anche a fronte di una velocità verticale elevata) potrebbe essere semplicemente scartato dal processore del radar, il quale tende a sopprimere bersagli troppo lenti o troppo veloci per filtrare i falsi contatti.
Pertanto quei segnali possono essere di ben scarso aiuto per comprendere se l’aereo è finito in mare intero oppure no.
Un’indicazione migliore è fornita dalla distribuzione dei rottami sul fondo del mare, in base alla quale sembra favorita la tesi di una importante destrutturazione già in quota.
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Charun: si è parlato di dati fisici certi. ma non è certa la loro interpretazione.
Figuriamoci. Così non fosse non esisterebbero nè processi nè avvocati nè idee politiche.
Ma intanto i dati fisici certi ci sono (nastri radar non manomessi, proiezioni di migliaia di schegge, assenza di frammenti di missile, tracce chimiche di esplosivo), ed è bene conoscerli, perché così si può valutare in modo più consapevole se una data interpretazione è convincente, è logica, è ben supportata, oppure no.
vedi anche come metti i dati fisici è di fatto tendente alla bomba.
scrivi “assenza di schegge di missile” giusto (anzi più giusto “assenza di tracce di schegge di missile”), ma perché non scrivi anche “assenza di segni di esplosione”?
lascerei perdere le assenze e conterei solo le presenze.
1-schegge veloci. (anche se bisogna vedere di cosa e quanto veloci)
2- tracce di esplosivo su due bagagli. (messe in dubbio ma non smentibili)
lascerei perdere la non manomissione dei nastri radar.
se no sarebbe da aggiungere “registri del personale manomessi”.
non sono dati fisici. sono elementi per imbonire il lettore.
=====
quanto alle questioni sollevate da gc, ci si riferisce al radar di ciampino che registra tutti gli echi. l’operazione di filtro sui contatti è solo dei radar inseriti nel sistema nato “nadge”, quindi marsala, per quanto ci riguarda. in tale sistema infatti non sono visualizzati echi in caduta per il dc-9 ma solo la traccia che scade di qualità. e per questo non visualizza anche gli altri echi che vede ciampino: i famosi -17 e -12. se non riesce a costruire un profilo di volo dai contatti li scarta.
(per questo i radar militari non vedono i famosi echi della discordia, e d’altronde non è vero che la traccia di un aereo è sempre una sequenza di contatti -sta nell’articolo-, a quella distanza un velivolo con piccola sezione radar può apparire o non apparire a seconda della superficie che offre, per non parlare poi se vola al limite della quota di individuazione)
detto questo ciampino invece non scarta nulla, e rileva anche contatti in caduta con velocità rispetto al suolo anche zero.
al punto della strage la quota minima di rilevamento di ciampino è circa 20.000 ft. i-tigi vola a 25.000.
quindi se i contatti sono solo del dc-9 vuole dire che parti di forte sezione radar o elementi che insieme danno un ritorno radar, in caduta libera fanno 5000 ft in 186 s: a 9 m/s. 32 km/h, poco. non dico impossibile, ma molto molto poco poco probabile.
poi abbiamo echi più ad ovest del punto di ultima risposta e più a nord, che con un aereo che procede verso sud e un forte vento da est hanno attratto le attenzioni degli analisti. poi echi doppi dalle traiettorie poco decifrabili. e poco compatibili col meteo.
spiegare con certezza tutti questi fenomeni è difficile, forse attualmente impossibile, ma sono punti importanti.
(e mancano nell’articolo!)
“sperimentando, voleva essere cosa il tuo commento?”
Se non ti è ancora chiaro, temo che sia troppo arduo spiegartelo.
“da quello che scrivi si capisce che tu non hai neanche le competenze per contestare una gallina. forse anche questo simpatico pennuto sa fare copiaincolla.”
Intanto, charun, si chiama citazione (il copia-incolla forse lo fai tu, visto che lo menzioni). E, considerando che ho citato quasi esclusivamente te, ne arguisco che ti riferisci a quello che hai scritto, quindi alla tue (non) competenze. A dire il vero, ce ne eravamo accorti tutti, fin dal primo commento, ma adesso a quanto pare ci sei arrivato anche tu. Beh… Meglio tardi che mai.
“e il mio primo commento per quanto fosse una stroncatura, che lasciava il tempo che trovava, non era certo qualcosa di micidiale. poi si è parlato di fiabe ecc.”
Sì, anche qui ci sei arrivato, infine: “lasciava il tempo che trovava”. Ma precisa anche di essere stato tu a parlare di fiabe, non attribuire genericamente agli altri.
“mi si dice non ti piace per questo motivo, io ti dico perché non mi piace. il motivo vero.”
Nessuno di coloro che ha commentato qui ti ha chiesto se ti piace l’articolo. E’ stata una tua esternazione, non richiesta.
Anche perché se si vogliono fare delle contestazioni (e solitamente si fanno in modo chiaro e preciso, con citazioni e fonti) non è necessario tirare in ballo problemi di “stomaco”: ognuno ha i suoi e non c’è necessità di sovraccaricarsi anche quelli degli altri.
sperimentando.. mi fai quasi tenerezza. non avevo mai visto nessuno cercare di imitare il discorso umano come fai tu. continua ad esercitarti.. sia in questo che nella comprensione del testo.
ah a proposito, lo spazio “commenti” c’è apposta perché il lettore scriva la sua opinione sull’articolo. te lo dico così, ma forse ora è presto..
commenti, non stronzate.
Come questa che hai detto sopra: “…perché l’articolo si adagia sulle teorie della difesa? è palese. e dei periti d’ufficio che diciamo? anche loro di parte?”
quando l’articolo conclude con le parole di un perito d’ufficio
gregorj, ti sei spiegato con un esempio! grande!
Charun, ho leggiucchiato qua e là ciò che hai scritto ma non intendo perdere altro tempo a replicarti, perché gran parte delle cose che scrivi sono inesatte o nulla c’entrano con l’argomento e servono solo a portare la discussione su altri lidi o su questioni fini a sè stesse.
Questi articoli li ho scritti e firmati io. Abbiamo capito da parecchi post che non ti piacciono. Pazienza. Quando ne scriverai uno tu dove ti pare, potrai tranquillamente impostartelo come piace a te.
o hai finito gli argomenti?
inesatto.. forse chissà, ma meglio di te che neanche sapevi la differenza tra i tracciati di ciampino e quelli di marsala.
troppo facile dire, “pazienza vedremo quello che scriverai tu”.
te ne vai in giro a dire castronerie, a scrivere “articoli” su cose estremamente delicate e te ne tiri fuori con un “pazienza, tu puoi scrivere quello che vuoi”. cos’è stiamo parlando di calcio?
facciamo opinionismo sui morti?
ti dò atto di averci messo la tua firma e so anche che ci siamo prfettamente capiti io e te.
gli altri non so. ma io e te sì.
ah, gregorj, scusa non avevo visto che avevi modificato il tuo post.
prima era solo “commenti, non stronzate” ed era un ottimo esempio di commento-stronzata. ti giuro mi era piaciuto.
poco onesto editare in un secondo tempo
(ma di che mi stupisco?)
parliamo di un perito d’ufficio che faceva parte di un collegio peritale (misiti). il collegio si divide e le teorie di taylor in contrasto con due sui colleghi non vengono accettate (sono in contrasto con le risultanze tecniche ma anche perché dichiara sue autonome ricerche di collegamento con la strage di bologna).
quindi l’articolo finisce con un perito d’ufficio che sposa le teorie della difesa. e di cui nn si accetta l’elaborato.
vero che a lui si accodano 9 periti su 11, ma questo non vuol dire che abbia ragione. la ragione non va a maggioranza. contano i dati.
le ipotesi formulate da casarosa e held (stesso collegio) invece tengono conto di tutti gli elementi tecnici e non sono in contrasto con alcuno di essi. chissà se hanno ragione, ma almeno il loro lavoro è tecnicamente completo.
proprio solo con taylor si doveva chiudere l’articolo?
eh già è d’ufficio. la bomba è accreditata da tutti gli esperti. già già.
quindi teorie taylor=teorie difesa, con cosa finisce l’articolo? su cosa si appiattisce l’articolo? e i periti d’ufficio che intendevo erano casarosa e held. scusa dovevo dire “gli altri” periti d’ufficio. pensavo fosse noto.. ah ma tu hai letto solo questi articoli..
ti mando un messaggio subliminale: “prova ad uscire da questo sito e a cercare informazioni su ustica autonomamente”
ehi! ustica la strage, non l’isola.
non lo farai eh?
Ah, john, m’hai dato corda… mal te ne incoglierà
“occorre tener presente il problema della risoluzione radar. I radar in questione hanno una risoluzione che va da un cubo di qualche centinaio di metri per lato a qualche migliaio di metri per lato, secondo la distanza e la radar cross section presentata dal bersaglio.
Questo significa che anche se lì ci fossero più rottami, essi comparirebbero come uno solo.”
Però quelle trentuno battute compiono spostamenti in orizzontale alquanto significativi. Se l’aereo si fosse destrutturato in quota, poniamo nel modo descritto dall’ultima perizia, ciascun pezzo sarebbe caduto con traiettorie differenti a seconda della sua conformazione e della portanza conseguente (troncone di coda, fusoliera con o senza ali, pezzi di ali…)
Mi pare poco probabile che tutti i pezzi abbiano seguito la stessa traiettoria, o comunque traiettorie sostanzialmente uguali al punto da venir registrate tutte nello stesso plot per ben trentuno battute a fila.
Altro indizio a sfavore della destrutturazione in quota è il ritrovamento tra i motori di frammenti di stoffa, plastica e altri detriti del genere provenienti dalla zona passeggeri. Se il tronco di coda o anche solo i motori si fossero staccati subito, non sarebbe possibile che dei frammenti del genere si fossero trovati lì, men che meno frammenti della scala *anteriore*: i motori sarebbero stati ancora caldi e avrebbero bruciato tutti i frammenti deperibili.
“Un’indicazione migliore è fornita dalla distribuzione dei rottami sul fondo del mare, in base alla quale sembra favorita la tesi di una importante destrutturazione già in quota. ”
Favorita è da vedere. Anche se l’aereo fosse arrivato sulla superficie del mare sostanzialmente integro, si sarebbe frammentato all’impatto e a maggior ragione ogni frammento sarebbe caduto secondo percorsi differenti, oltre che per la diversa portanza di ciascuna sezione anche a causa delle correnti sottomarine.
Senza contare che, per far combaciare il punto di caduta con la mappa dei ritrovamenti sul fondo, il collegio peritale aveva ipotizzato uno scarto tra la battuta del radar e la reale posizione del velivolo di almeno *sette* chilometri… un po’ tanto, secondo me. Con uno scarto del genere, un aereo diretto a Bologna potrebbe essere guidato ad atterrare in Piazza Maggiore anziché sulla pista del Marconi!
Charun: quindi Taylor è d’ufficio, come lui la pensano altri 8 per un totale di 9 su 11, ma se lo si cita è male perché le sue tesi sono uguali a quelle della difesa. Ho capito.
“so anche che ci siamo prfettamente capiti io e te”. Non ho dovuto sforzarmi molto, a dire il vero. Quando si parla di Ustica ne escono a migliaia che fanno i tuoi ragionamenti con la stessa acredine e lo stesso rancore.
=====
GC, si puo’ giocare con le battute finché si vuole, ma la risoluzione dei radar quella è. Ora che quei pezzi fossero uno o trino, cadessero di qua anzichè di là, è tutto molto interessante ma resta puro esercizio accademico, dato che essi non sono utili a preferire una tesi anzichè l’altra. E nel perdersi in certosine analisi delle tracce di cadute dei rottami, si rischia di trascurare il dato di fatto che quei radar i rottami li videro, uno o cento che fossero, ma di altri aerei nemmeno l’ombra.
“Mi pare poco probabile che tutti i pezzi abbiano seguito la stessa traiettoria”
Un aereo vola a 800 km/h, si sfascia, a te sembra improbabile che un pezzo che volava a 800 km/h tenda a rimanere lungo la stessa traiettoria. Come vuoi.
Allora facciamo conto che sia impossibile.
E quindi? Un missile può fare una cosa impossibile, una bomba o un cedimento strutturale no? O parliamo di UFO?
Nel mio articolo non ho espresso una mia teoria, ho citato una serie di dati e fatti, anche perizie, sentenze e persino i detti popolari, e ho fatto una selezione che ha privilegiato le cose che la gente comune non sa (l’articolo non è diretto agli scienziati di Ustica) perché le altre sono state dette e ridette in 30 anni.
Sarebbe un atto di onestà intellettuale da parte vostra dire cosa – secondo voi, visto che siete così competenti da ragionare su traiettorie, radar ed effetti esplosivi – avrebbe determinato la distruzione di ITIGI e in che modo tutto quello che avete evidenziato per contestare quanto ho scritto, si sposa con la vostra teoria.
Se poi non ne avete nessuna, allora ditelo chiaramente. Vorrà dire che pur non avendo nessuna teoria, non vi piace chi porta argomenti che smentiscano la teoria del missile, ma vi piace chi porta argomenti che favoriscono la teoria del missile, giusto perché vi piace come suona.
Forza, fate una scelta di campo e argomentatela.
John, pensavo che ti interessasse discutere, non solo cercare le conferme alla tua teoria. Io ti ho posto i dubbi che mi rimangono dopo essermi letto un po’ di roba sull’argomento, se invece di rispondere nel merito preferisci buttarla sull’ironia non andiamo tanto in là.
Intanto faccio notare che tu mi ascrivi al partito del missile, ma la mia seconda domanda è stata “che tipo di ordigno ha potuto rendere ingovernabile l’aereo”. Prima di decidere che cosa ha distrutto I-TIGI, l’ho premesso, voglio capire in che modo si è distrutto.
Tu dici che l’aereo si è frammentato in volo. E, lasciamelo dire, si ha l’impressione che la tua posizione sia “siccome io credo che sia stata una bomba, allora l’aereo deve per forza essersi distrutto in volo, non importa cosa dice o non dice il radar”.
Io dico la mia leggendo la sequenza delle batture radar e annoto le conclusioni dalle quali sembrerebbe che l’aereo non si sia sfasciato in volo, per cui mi resta il dubbio che qualunque cosa sia esplosa attorno o dentro al DC-9 l’abbia danneggiato ma senza spezzarlo. Dubbio, però, non certezza.
Chiamalo “giocare con le battute”, se ti va. Che dire, avrai studiato di più e meglio di me, non lo discuto.
Ma nel merito, non mi hai risposto. Credo.
cerca di rigirartela come vuoi, sappi che taylor temeva di essere ascritto tra i complottisti e accusava i colleghi di aver montato male alcune parti del dc-9 per nascondere la verità. l’articolo è fazioso, so che non puoi ammetterlo anche ora che l’hai capito..
non è male citare taylor, è male citarlo come se avesse più ragione di altri e sorvolando su certe cose. soprattutto se non scrivi per gli “scienziati”.
poi ho sbagliato a contare i periti, scusa, un errore che se parlassi con un complottista basterebbe a invalidare ogni mia parola. così come attaccarsi al “è d’ufficio” ecc. ma non sono in un sito così, no?
===
gc, se predo il dato dell’altimetro della scatola nera, mi viene che i (forse) frammenti cadono a circa 5 m/s. quindi diciamo che se è destrutturazione in quota abbiamo frammenti che cadono tra i 10 e i 5 m/s. approssimatissimo ma comunque strano.
se la destrutturazione non è in quota, teoria avanzata dal di stefano, allora c’è comunque qualcos’altro in volo.
ma anche se si destruttura in quota vista la persistenza dei contatti per 31 battute e i loro spostamenti, si può ipotizzare che il dc-9 esca presto dal rilevamento radar e rimanga in volo qualcos’altro.
circa l’evento che determina il tutto, sappiamo solo che interrompe i circuiti elettrici e il circuito che apre i portellini delle mascherine (vengono ritrovati chiusi).
quindi è probabilissimo che abbia interessato entrambi i circuiti contemporaneamente.
e sempre probabile che allo stesso tempo abbia depressurizzato l’aereo.
idee?
GC, non è che non mi interessa discutere. Ma non mi interessa discutere di cose che non portano a nulla.
L’aereo è venuto giù intero? Bene, questo non serve a stabilire se è stata bomba o missile o problema tecnico, visto che aerei sono venuti giù interi per tutte e tre le cause, nella storia dell’aviazione.
L’aereo si è frammentato? Bene, anche in questo caso non serve a stabilire niente, perchè la storia dell’aviazione è piena di aerei che si sono disintegrati in volo per tutte e tre le cause.
E allora, a che serve discutere del punto?
Dobbiamo discutere della velocità di caduta dei rottami o del rottame? Stimata sulla base di cosa? Delle rilevazioni radar? E chi siamo noi per fare questi calcoli e per valutare la precisione delle rilevazioni dei radar? Chi ci ha fatti esperti di radaristica? Per quello ci sono le perizie. Ciascuno potrà leggersele, potrà verificare le credenziali del perito e il ragionamento che pone alla base delle sue conclusioni.
Non è che ci mettiamo a fare le perizie noi quattro amici al bar.
Come ho già detto, i fatti sono una cosa.
L’interpretazione di quei fatti sono un’altra cosa.
I fatti che ho citato:
- nastri radar non manipolati (non registri: NASTRI)
- tracce chimiche di esplosivo (non orme: tracce CHIMICHE)
- le migliaia di schegge infilzate (nessuna delle quali estranea all’aereo e al suo contenuto)
non li avete smentiti, nè potete farlo. Potete ricorrere a interpretazioni, potete introdurre diecimila altri discorsi, ma quei fatti restano lì.
Sappi che taylor temeva di essere ascritto tra i complottisti e accusava i colleghi di aver montato male alcune parti del dc-9 per nascondere la verità.
Non lo sapevo. Ma chiederò al barbiere, lui è esperto di gossip…
ma vedi, anche i tuoi fatti non portano a niente. sei tu che hai sposato determinate interpretazioni, brandeggiandole come probabili verità.
la questione dei nastri non manipolati è irrilevante per stabilire le cause del disastro.
conta quello che c’è sui nastri. se invece, per assurdo, fossero stati falsificati allora sarebbe rilevante perché indicherebbe un’azione volta a modificare documenti importanti.
i nastri non sono falsificati, ma i registri sì.
quindi la questioni dei registri è un fatto rilevante che ci indica qualcosa. poi non prova nulla sulle cause del disastro, ma di sicuro ci dice che c’è stato un comportamento anomalo e sospetto. perché? e qui puoi tentare di collegare, valutare ecc.
ma di sicuro non si può dire “è rilevante una cosa normale”, “è irrilevante quella anomala”. anzi dici che non esiste ed è una fiaba.
se stiamo sul tecnico, stiamo sul tecnico.. se mettiamo altri fatti non possiamo metterne solo alcuni.
sulle tracce di esplosivo siamo tutti d’accordo, ma sappiamo anche che la loro affidabilità è stata ridimensionata. e che non portano solo alla bomba.
circa le schegge, e qui non ricordo bene, ci dovrebbero essere state delle contestazioni, ma ti dico, va controllato (quanti m/s?). ma anche se le prendo per buone non mi portano univocamente a una bomba.
quello che io e gc raccontiamo circa i tempi di caduta rilevati dal radar è stato oggetto di discussione. quindi non ci inventiamo niente, non ci improvvisiamo esperti radaristi (io almeno, magari gc ci lavora ed è davvero esperto, che ne so! ho accennato due calcoletti per far capire che cose metalliche in caduta a quelle velocità sono strane. circa l’improvvisarsi esperto dovevi forse chiedertelo tu prima di fare quest’articolo)
la destrutturazione invece è importante per delineare la dinamica, decifrare i plot radar. non è per niente irrilevante, ci può dire se qualcosa era in volo vicino al dc-9, ha a che fare con la potenza di un’ipotetica bomba e la sua posizione e i suoi effetti o con un ipotetico missile e relativo sistema d’arma.. per non parlare dell’importanza basilare che riveste la destrutturazione in quota nell’ipotesi di near collision.
insomma ce n’è un po’.
se chiedevi al barbiere.. ah, perché non lo hai fatto.
quanto al gossip, le accuse di taylor sono ufficiali. ma che dire quando nei tuoi articoli strizzi l’occhio al lettore presentando un davanzali interessato sostenitore del missile solo per salvare la compagnia? perché con la teoria bomba non la salvava la compagnia?
quello non è gossip eh?
hai cercato sui siti e ti sei fatto convincere.. ah ma scivono bene tutti. è che tutti (o quasi) dimenticano di fare un quadro completo.
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gc, il ritrovamento della semiala sinistra più a nord rispetto ad altri rottami con caratteristiche cinematiche di caduta simili, ha fatto ritenere che dovesse essersi staccata prima di altre parti. se prima o dopo il cono di coda… beh, è discusso.. in ogni caso ciò ricondurrebbe ad una destrutturazione in quota.
John, non so perché insisti a dire che io vorrei/voglio/più voglio che vorrei/ecc. smentire o mistificare i fatti.
Se mi sono fermato prima, vale a dire a uno dei dati incontrovertibili della vicenda (il tracciato radar) è proprio perché prima di interpretarli, i fatti, me li vorrei chiarire. Negli ultimi ventinove anni sono stati in troppi a dare interpretazioni, ormai ce n’è per tutti i gusti. Io continuo a pensare che per stabilire “perché” è caduto non si può prescindere da “come” è caduto. Se mi si dice “si è destrutturato in volo, lo prova la mappa dei ritrovamenti in mare” e io faccio notare che la zona dei ritrovamenti più vicini alla verticale dell’ultima battuta radar (i motori, quelli che in aria o in acqua “vanno giù” per primi) dista *dieci* chilometri , lo so che rompo le uova nel paniere, ma come dici tu sto solo elencando dei fatti. E se questi fatti non concordano con la teoria della bomba che spacca l’aereo in volo, non è colpa della mia impertinenza: sono fatti. Qualcuno più bravo di me li interpreterà meglio, se crede e se riesce, ma non può cambiarli nemmeno lui.
charun, così non se ne esce.
Se l’aereo si disfa in volo, o anche solo perde un’ala, quel che ne resta scende o in caduta libera, se privo di portanza, o con traiettorie più o meno complesse a seconda che i vari ed eventuali “pezzi” abbiano elementi che possono ancora dare un minimo di portanza (tronco di coda, pezzi di ali, ecc.). In tutti e due i casi, comunque la metti, i frammenti uscirebbero dalla portata del radar nel giro di due o tre battute al massimo (battute che però dovrebbero essere multiple, e coerenti: uno o più pezzi in caduta non possono percorrere vari chilometri in orizzontale prima in un senso poi nell’altro, come si vede nella sequenza dei plot, che sono singoli o al massimo doppi e vagano per una zona di cielo molto, troppo estesa).
Ma il radar continua a battere per tre minuti e spiccioli (dato di fatto, non mio uzzolo). Cosa vede? Pezzi del DC-9 no, in teoria, per quanto detto sopra. Altri aerei? Francamente, ipotizzare una dozzina o più di caccia sconosciuti che continuano ad incrociare sul punto Condor per vari minuti dopo il disastro, per giunta ad altezze in cui i loro passaggi sono rilevabili dal radar (sia pure con battute di solo primario) mi sembra eufemisticamente improbabile.
gc, siamo perfettamente d’accordo: il dc-9 dovrebbe uscire dalla portata radar in pochi secondi se privo di superfici portanti.
se l’aereo è integro, è possibile che veleggi per quel lasso di tempo. rimangono da spiegare i plot doppi e che appaiono in zone controvento o a ritroso. rimane difficile da determinare anche la traiettoria, che in quelle condizioni meteo non dovrebbe dar luogo a plot così “caotici”.
anche l’ipotesi che alcuni frammenti dell’aereo insieme formino ogni tanto e casualmente “gruppi” di una rilevanza radar maggiore all’aereo integro è molto poco probabile. in particolare per 186s.
circa gli ipotizzabili caccia, come mai dici dozzine? più di due plot per volta non appaiono, se ne possono ipotizzare anche solo due, o anche solo uno col dc-9 che plana.
in ogni caso se la quota minima per ciampino è stimata 20.000 ft, per marsala dovrebbe essere simile vista la distanza dal punto zero. quindi difficile tracciare i movimenti di un ipotetico caccia che affiora da quel limite. inoltre visto il funzionamento del sistema “nadge” marsala non poteva ricavare delle tracce coerenti da quei plot.
la questione della semiala è legata alla destrutturazione in quota, nell’ipotesi di near collision si stacca per prima e determina una serie di effetti che causano in brevissimo tempo il distacco della coda e dei motori.
ma in ogni caso se l’evento “x” determina invece per primo il distacco della coda, capita nella stragrande maggioranza degli incidenti che una o entrambe le semiali si spezzino.
quindi o si destruttura in quota o cmq la semiala sinistra viene troncata per prima. (non te lo dico per dire “è andata così” ma per chiederti “tu che ne pensi?”)
“circa gli ipotizzabili caccia, come mai dici dozzine?”
Perché qualcuno quei trenta plot deve averli lasciati, ma non riesco a pensare a un solo caccia, o due, che rimangono a volare in cerchio per tre minuti sulla verticale all’aereo che precipita. D’altro canto, non riesco neanche a pensare che ci fosse uno stormo intero in transito sul Punto Condor.
Se, e dico se, c’era veramente un’azione di guerra, vien da pensare che lo scenario vedesse un aereo inseguito da un altro o da altri due al massimo (di più sarebbe troppo anche per il più convinto sostenitore del predominio dei voli militari sui nostri cieli). Ma se viene abbattuto l’aereo sbagliato, e l’inseguito fugge, penso che gli inseguitori gli correrebbero appresso per finire il lavoro. E comunque, anche ammesso che l’inseguito sia fuori portata, se gli inseguitori sono coinvolti in un errore così grave non se ne stanno lì in zona.
Credo, eh. Non ho mai preso parte a missioni dell’aeronautica militare. Sono pure obiettore di coscienza, tra l’altro.
D’altro canto, se l’aereo sta precipitando a pezzi, come dicevo prima non penso che lascerebbe tre minuti di tracce radar. Però, se ci sono molti punti, è perché qualcosa che ce li ha lasciati c’era. E quel qualcosa stava perdendo quota lentamente ma costantemente.
Insomma, quel tracciato è a dir poco strano.
“la questione della semiala è legata alla destrutturazione in quota”
Che a me, a giudicare dal tracciato radar, pare la meno probabile, come già detto.
Io sapevo che ad essere ritrovato altrove (a grande distanza dalla zona dei ritrovamenti sul fondo) era il flap destro, non la semiala. E posso immaginare che un’ala senza flap (che sul DC-9 è piuttosto grande, relativamente alla superficie dell’ala intera) dia una certa portanza ma non più la stabilità di volo dell’ala intera. Senza contare che, qualsiasi cosa sia scoppiata lì, negli istanti di caduta la fusoliera è squarciata e c’è stata una violenta decompressione (documentata dagli esami sui poveri corpi ritrovati), che non può non aver influito sull’assetto e sul comportamento del DC-9 in discesa.
Insomma, va bene che quell’aereo pur rotto ha apparentemente percorso più distanza in orizzontale (una decina di chilometri, distanza dalla verticale dell’ultima battuta radar completa) di quanta ne abbia percorsa in verticale (circa sette e mezzo, dall’altimetria e dalle comunicazioni TBT), ma non è pensabile che stesse planando come un aliante.
Sull’ala ti posso dire solo una cosa, vista sul relitto – quindi ormai di pubblico dominio, da quando è aperto il Museo della Memoria. Quella destra è decisamente più danneggiata di quella sinistra. In particolare, l’estremità è vistosamente deformata e mi è sembrato, ma ricontrollerò in una prossima visita perché voglio essere sicuro di non aver visto male, che fosse pure un po’ annerita (premetto però che non credo che dopo tanti anni di visite e perizie ci siano ancora grossi segreti da scoprire su quei frammenti, comunque. O almeno, vorrei sperarlo… Riporto solo le mie impressioni senza collegarle ad alcuna conclusione). L’estremità sinistra, per confronto, è ancora pressoché integra, addirittura il fanale rosso è ancora in posizione.
PS: non sono esperto di radar, lavoro “solo” nelle telecomunicazioni. Di radaristica sapevo di mio poco più del funzionamento base, qualcos’altro ho dovuto impararlo per raccapezzarmi nella documentazione sulla vicenda de I-TIGI, ma finito lì.
Voi continuate pure a discutere tranquillamente, quando arrivate a qualche conclusione vedrò se val la pena di dire qualcosa.
Saluti…
condivido appieno! aggiungo però la possibilità che nell’ipotesi di scontro aereo, se l’inseguito non può scappare in pochi secondi dalla portata degli inseguitori è costretto a manovrare per non essere agganciato e abbattuto. se volasse diritto via dal pericolo diventerebbe un bersaglio facilissimo. questo potrebbe spiegare l’impressione che i plot “girino” intorno al luogo di caduta. sarebbe interessante vedere un tracciato di plot grezzi relativi ad uno scontro aereo e fare un vago confronto. (potrebbe anche essere incompatibile eh…)
strano a dir poco. mentre più il là al largo della sardegna c’è una traccia assolutamente anomala e fuori dall’ordinario che è tutt’ora senza risposta. e che scompare poco dopo il dc-9.
a quanto ho letto sul libro di casarosa, che anche lui dimentica di dire un sacco di cose, la posizione in cui viene ritrovata la semiala sx non può che essere dovuta ad un distacco in quota, c’era anche la mappa dei ritrovamenti ed in effetti a guardarla mi sembra incontestabile.
però è anche vero che ci sono casi di aerei civili che atterrano di fortuna senza semiala. e che per ustica abbiamo certo una decompressione in quota quindi pensare a due eventi uno per l’ala e uno per la decompressione diventa improbabile. anche se non impossibile.
circa il relitto dobbiamo tenere presente che ha subito due eventi, quello che cagiona la caduta e l’impatto col mare e penso sia difficile segnare un confine netto tra le tracce dell’una e dell’altra.
ps-non si sa mai, mi è capitato di chattare con gente addentro alle cose per professione e anche con chi ha partecipato alle perizie