Beppe Grillo: “L’Italia deve uscire dall’euro”

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Il leader del MoVimento a colloquio con Bloomberg si schiera ufficialmente per l'uscita del nostro paese dalla moneta unica, non raccontando però i disastri che accadrebbero

Italiani, fuori dall’euro. Beppe Grillo fiuta il vento e propone l’uscita dalla moneta unica come soluzione della crisi economia. Il leader del Movimento 5 Stelle, il grande vincitore delle ultime amministrative, sta già impostando la campagna delle politiche.

GRILLO NO EURO  - La posizione di Beppe Grillo per l’uscita dell’Italia non è una novità, ma il comico genovese ha ora reso ufficiale la sua idea, parlando con Bloomberg. “Affrontiamo questo tema, non può più essere un tabù. Mentre il nostro debito cresce,  la spesa non è più sotto controllo, le aziende chiudono, il costo del lavoro cresce, i salari scendono (Grillo dice due cose che stanno in contraddizione l’una con l’altra, probabilmente intende il potere d’acquisto oppure non sa di che parla) e non abbiamo più il potere di contrattare il nostro debito”.

 

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EURO CAPPIO AL COLLO - Bloomberg definisce Grillo un comico diventato politico, ed evidenzia la forza crescente del MoVimento 5 Stelle, che potrebbe ragionevolmente diventare il terzo partito italiano alle prossime politiche. Una crescita che si spiega anche con il fatto che è l’unica forza con un certo consenso ad opporsi alla moneta unica, una scelta che paga elettoralmente in Europa in questo momento, come mostrano le più recenti consultazioni continentali. ” L’euro è un cappio che si sta stringendo sempre di più attorno al nostro collo, e non c’è un minimo segno di conforto. Si continuano a fare sacrifici, ma non c’è traccia di ripresa economica. Questo non è solo un fenomeno italiano. Guardiamo al 20% circa conquistato da Marine Le Pen in Francia, oppure al successo dei partiti di estrema destra o di estrema sinistra in Grecia.”

LA RICETTA DI GRILLO -  Proseguendo nella consueta contraddizione del suo rapporto col MoVimento  5 Stelle, Grillo dice che la sua posizione è al momento solo personale, e che la formazione che lo usa come megafono, come dicono i militanti del M5S, discuterà del tema e poi prenderà una posizione ufficiale.  In merito all’abbandono dell’euro e del ritorno alla lira, Grillo è molto possibilista,  e pure troppo ottimista, se non visionario. ” Con la cara vecchia  lira potremmo fare immediatamente una svalutazione del 40,50% delle nostre merci, che non risolverebbe i nostri problemi ma ci renderebbe immediatamente più competitivi”.

ILLUSIONE LIRA   - La crisi della moneta unica, e soprattutto del quadro istituzionale della UE  è così palese che nessuno, neanche il più convinto europeista, la può negare. Grillo però, pur ammettendo che un eventuale ritorno alla lira non risolverebbe i nostri problemi, fa una grave dimenticanza. Una svalutazione della metà della moneta circolante nel nostro paese distruggerebbe il potere d’acquisto degli italiani. I prezzi delle materie prime e dei beni di prima necessità che vengono importati, benzina e gas tanto per fare due esempi, esploderebbero in misura anche superiore all’eventuale recupero di competitività. Fare un pieno al distributore o pagare una bolletta del riscaldamento diventerebbe un lusso, o poco meno, per il ceto medio-basso. Senza contare tutti i problemi collegati al debito, che si amplierebbero in caso di ritorno all’euro. L’Italia farebbe ancora più fatica a pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, le pensioni, o  i costi di gestione di scuole, ospedali e altre strutture statali. Per affrontare questo problema la Banca d’Italia dovrebbe stampare moneta a tutto spiano, con relativa esplosione dell’inflazione. L’Europa e l’Italia hanno bisogno di rivedere la fallimentare austerità, ma distruggere l’euro sarebbe un rimedio peggiore del male. Il collasso della Grecia è un monito per tutti. Ricette facili per l’eurocrisi non esistono, ma rinnegare cinquant’anni di storia sarebbe catastrofico.

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