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pubblicato il 25 giugno 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

E’ ufficiale: un’oscura trama si va delineando contro il premier e il governo. Le prove ci sono tutte, e sono ben più che schiaccianti. Ed ormai i complottardi hanno un nome e un volto: sono Silvio Berlusconi e il centrodestra. Se anche, alla fine di tutto, questa vicenda dovesse risolversi in una bolla di sapone (e non ci sono motivi per pensare il contrario, finora), la Papi & Noemi + Patrizia 3msc finirà per segnare la carriera politica del povero Cavaliere. Ma d’altronde, è anche normale. Berlusconi ha vinto per tre volte le elezioni politiche di questo Paese. Le altre due, ha perso per un’intaccatura. Riuscendo a trasformare ciascuna tornata di voti in un referendum su di lui. E’ ovvio: Silvio è uno nato per vincere. E quindi non poteva finir battuto – o meglio: messo “sotto scacco”, perlomeno mediatico – che da sé stesso: semplicemente perché è stato troppo “fuoriclasse” per trovare un antagonista che durasse, visto che per batterlo ha sempre dovuto mettere su non delle alleanze politiche, ma dei cartelli elettorali. Ora è proprio quel Berlusconi autentico“, “nazional-popolare“, “che piace alla gente“, ad essere  Cè una congiura contro Berlusconi. Ed il colpevole è un insospettabilefinito nei guai a causa di sé stesso. Il Cavaliere ha fatto una cosa che, purtroppo, non è bene vantarsi di aver fatto in Italia, nel 2009: è andato con una prostituta. Nulla di male o quasi, legalmente parlando, ma qui c’è un fatto: una signora ha detto a un magistrato di essere andata da Berlusconi, e che il Zilvio era il suo “utilizzatore finale” (cit.). Siccome stiamo parlando di un uomo pubblico, questo fatto è una notizia in tutti i media del mondo occidentale. Pubblici o privati che siano. Rassegnatevi, non è cattiveria. Si chiama giornalismo.

Insomma, è la stupidaggine fatta da Berlusconi - intendendo per stupidaggine quella di non aver rispettato le promesse tra lui e la D’Addario: è questo che ha scatenato tutto – a “condannarlo” oggi; è come se si fosse fatto un autogoal. E viste le condizioni degli avversari, non poteva andare altrimenti. Non sono tanto i messaggi di sfottò su internet (due molto carini qui: “Pensavo fosse amore e invece era una escort“, oppure “La Carfagna può combattere la prostituzione dall’interno! Deve solo andare a Palazzo Grazioli“) a fargli male, ma il fatto che in questa storia ci sia del sesso. E’ questo che interessa la gente, e lui lo sa. Nel frattempo, qualcuno esagera. C’è l’appena nominato direttore del Tg1 Augusto Minzolini che, con audacia e sprezzo del ridicolo, spiega al mondo che ne sta parlando che la storia è gossip, non una notizia. Ora, c’è da sperare che l’opinione di Minzolini non giunga all’orecchio del Pais, del Financial Times, e delle altre decine di quotidiani stranieri che hanno dedicato pagine e pagine alla vicenda: altrimenti fioccherebbero le dimissioni e il panico nelle redazioni. “Dove abbiamo sbagliato?“, si chiederebbero in tutti i giornali. “Cioé, se l’inventore del gossip in politica, Minzolini, ci dice che il gossip non è una notizia, c’è qualcosa che non torna!“.

Berlusconi parla apertamente di complotto contro di lui, e dice che la “signora” è stata pagata benissimo da qualcuno. Tutto da dimostrare, e a chi afferma spetta l’onere della prova. Rimane che finora l’unico che l’ha pagata sicuramente è quel Gianpaolo Tarantini il quale le ha corrisposto duemila euro per la prestazione con Silvio. Il premier non ne era a conoscenza, dice, e di certo non c’è prova che possa smentirlo. “E poi c’è quel problema alla prostata”, gridano gli scherani, contribuendo alla truculenza e alla messa in ridicolo del capo alla prima discussione in spiaggia che si animerà un pochino. Comunque vada, stavolta sarà un insuccesso. E la battuta sul “presidente puttaniere” che il Corriere ricordava perfidamente in prima pagina ieri, così come la querela del gruppo Espresso – strano che non arrivi quella della D’Addario – aggiungono argomenti su argomenti, che diventano notizie e animano il bailamme. In tutto ciò, Berlusconi poteva fare tre cose: stare zitto, ed aspettare che passasse la buriana. Oppure parlare una volta, dire tutto e chiudere per sempre la polemica. Ha scelto invece la strada più rischiosa, quella di esternare un po’ qui e un po’ là, prima a Porta a Porta sul caso Noemi e adesso al settimanale di famiglia “Chi”. Una strategia inefficace, se non altro perché sembra voler sparare a un esercito con un fucile ad acqua. Mentre dall’altra parte il suo, di esercito, non sa più che pesci pigliare. Insomma, il complotto c’è. Ma i responsabili di questa congiura dei deficienti, quelli che hanno reso possibile tutto questo, sono Silvio e i suoi cortigiani. Se questa storia sta entrando sempre più nell’immaginario collettivo degli italiani, è colpa loro.  E tutto questo è fin troppo divertente.

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