Ecco la fotografia dell’uomo che incarna il modello culturale di questi anni: quello che tutti vorremmo essere, forse anche chi lo è già
I veri problemi che affliggono il mondo sono tanti e diversi: la violenza, la fame, le disuguaglianze, l’oppressione dittatoriale, l‘inquinamento, le malattie eccetera. Penso, da buon pessimista, che essi non saranno risolti né a medio né lungo termine. Tuttavia, anche se, in futuro, a tali problemi
fosse data soluzione (vale a dire che pace, uguaglianza, libertà, fraternità, sanità, rispetto dei diritti umani e dell’ambiente si realizzassero e si consolidassero per secoli e millenni), ecco – mi domando – potremmo dire di aver compiuto, realizzato, trovato il senso del nostro vivere? Potremmo cioè aver l’ardire di considerarci nuovamente in una riedizione del paradiso terrestre?
PIRAMIDE DI MASLOW OGGI – A proposito: qual è il sogno che potrebbe accomunare tutta l’umanità? Ne esiste uno? Forse sì: diventare piccolo borghese. La classe media è il fine ultimo e il sogno definitivo dell’umanità. Una volta sbaraccate le vestigia aristocratiche (il re è nudo e ha i miei stessi desideri) e reso palese l’impossibilità di un autentico comunismo, che rimane se non il quieto vivere occidentale? Certo in esso si notano vari turbamenti, scossoni episodici, qualche deriva destrorsa e autoritaria. Ma poi? L’accesso (limitato) alla classe media è la speranza verso la quale tendono i tre quarti dell’umanità che per ora ne sono esclusi. Il piccolo borghese è il modello per eccellenza e dentro questa categoria c’entrano tutti, dai concorrenti del grande fratello a Yoko Ono che espone le sue opere d’arte alla Biennale di Venezia, dall’operaio che sciopera alla rockstar. Gli affamati della terra ci invidiano le nostre case sicure, le nostre auto confortevoli, le nostre ferie, i nostri ospedali, le nostre pensioni, il nostro divano affacciato davanti al televisore, telecomando in mano.
MODELLO CULTURALE - L’uomo medio, il piccolo borghese è il destino della nostra razza. Egli assorbe ogni estremismo contrastandolo efficacemente con l’indifferenza. L’indifferente, si sa, è colui che assorbe meglio i desideri dell’Altro, del combattente, del rivoluzionario, ma anche dell’aristocratico e del maître à penser. «Il piccolo-borghese è un uomo incapace di immaginare l’Altro. Se l’Altro si presenta ai suoi occhi il piccolo-borghese si rifiuta di vedere, lo ignora e lo nega, oppure lo trasforma in se stesso» (Roland Barthes, Mythologies) L’uomo medio è oramai diventato il Modello culturale planetario di riferimento. Nessun uomo nuovo si vede all’orizzonte. Alfonso Berardinelli, nel suo Eroe che pensa (Einaudi, 1997, pag. 52),, sostiene che «in Pasolini, la classe media compariva come agente della Fine di un Mondo [...] Sulle rovine di tutte le trasformazioni e rivoluzioni, oltre le crisi di tutte le prospettive e di tutti i valori, solo la classe media vive, sopravvive, si riproduce, si alimenta di tutto».




Se c’è una cosa che è scomparsa, quella è proprio la piccola borghesia, inghiottità dalla globalizzazione.
benvenuto
Ottimo.
IO stesso non avrei saputo fare di meglio.
Stupenda Clara Munchausen..
Dentro la balena dichiara:
“Cazzo..Non ci sono più balene”
E’ la dimostrazione perfetta di quello che viene affermato nel post.
Grazie a tutti voi.
Chiedo scusa per la lunga citazione tratta da C.W.Mills, ma mi pareva necessaria.
“Il piccolo borghese è un animale che si accontenta, che non guarda oltre il proprio naso, che è pronto sì a protestare se gli si pestano i piedi, ma sempre con garbo e con disincantata fiducia che l’ingiustizia prevarrà.”
Bella anche la sua citazione!
in effetti, non credo che sia del tutto scomparsa la piccola borghesia: esiste ancora la gente semplice e laboriosa, che prende la vita così come viene…
bello. complimenti…ci sarebbe molto da chiederti e dire. per ora banalizzo con piccola curiosità da piccolo borghese quale sono:
citi Battiato pure o sbaglio?
“Su divani, abbandonati a telecomandi in mano storie di sottofondo dallas e i ricchi piangono…”
Citazione inconsapevole… altrimenti avrei citato l’Autore.
Grazie comunque della segnalazione (e dei complimenti, vera manna)
ciao, benvenuto!
… e un bentornato anche alla categoria spirituale del “piccolo-borghese”, che mi pare si fosse eclissata per qualche decennio. Ci mancava.
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può essere che sia scomparsa la piccola borghesia come ceto economico in senso classico, ma di sicuro la forma mentis della piccola borghesia permane ed anzi si è ampliata andando a permeare altri strati sociali.
Lo stesso ex proletariato ne appare dominato.
Questo probabilmente è dovuto allo stabilirsi di un modello ideale di benessere economico diffuso (anche se poi nei fatti viene smentito resiste comunque come “immagine mentale”) combinato con una espansione della pervasività dei media che hanno “inculcato” quel modello culturale e lo sostengono contro ogni ragionevolezza nell’interesse della società del consumo.
Vedi Giamba, è che io l’articolo mica l’ho letto, altrimenti non sarei l’ultimo dei piccoli borghesi. Mi sono basato sul titolo, il resto l’ho immaginato.
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