Seduci e distruggi (ma anche no) III
24/06/2009 - Qualche settimana fa abbiamo recensito un manuale di seduzione che prometteva di insegnare “a controllare la propria mente, ed influenzare quella delle persone che conosci”. In buona sostanza a ficcare. Noi di Giornalettismo vi offriamo lo stesso servizio e per
Qualche settimana fa abbiamo recensito un manuale di seduzione che prometteva di insegnare “a controllare la propria mente, ed influenzare quella delle persone che conosci”. In buona sostanza a ficcare. Noi di Giornalettismo vi offriamo lo stesso servizio e per di più gratis. Zio Vertigo vi svela i trucchi per andare a letto con le donne.
(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)
Quando ero giovane e inesperto mi capitò tra le mani un libro di teoria della probabilità e tosto impegnai le mie energie post-adolescenziali a penetrare i misteri della sorca stocastica. La teoria della probabilità ci dice che se lanciamo un dado abbiamo una probabilità su sei di fare sei (il sei rappresenta la copula). Fin qui ci arrivano tutti. Ma lanciando due dadi qual è la probabilità di fare due sei? (i due sei rappresentano anch’essi la copula, ma con una bella passera). Una su trentasei. Basta al tal scopo moltiplicare sei per sei.
Perché vi sto raccontando tutto questo? Non ne ho la più pallida idea ma devo scrivere almeno seimila battute altrimenti mi licenziano e mi tocca andare a lavorare per Libero.
LE PRIME MASTURBAZIONI MENTALI ADOLESCENZIALI - Siccome ero un nerd fatto e finito (dietro ogni grande seduttore c’è o c’è stato un nerd fatto e finito) in quel periodo ci stavo provando con tre ragazze che chiameremo Ame
nia, Bagascia e Carmela. Il mio concetto di “provarci” all’epoca era quello di uscire con queste pulzelle e fare la ruota a mo’ di pavone. Il mio concetto di “fare la ruota” era quello di far vedere quanto ero intelligente, colto e arguto (vedremo poi che è un errore da matita rossa, o blu, non ricordo mai quale delle due è peggio e faccio confusione). Non sorprende che preferissero copulare con qualcun altro che apparisse meglio in arnese. Il mio problema era (e vi giuro sulla madonna che me lo sono posto in questi termini): se attribuisco a Carmela un 33% di probabilità di darmela, e lo stesso dicasi per Armenia e Bagascia qual è la probabilità che almeno una di loro me la dia? Il problema stocastico si risolve così. Si calcola che la probabilità che ciascuna di esse non me la dia è di 2/3. Quindi la possibilità che nessuna delle tre me la dia è 2/3 * 2/3 * 2/3 vale a dire, con l’aiuto della calcolatrice di Uindos, appena 0,29. Secondo queste proiezioni, quindi, al 70% avrei chiavato duro. Niente di più sbagliato. Nessuna di esse ha mai pensato neanche lontanamente di darmela, e anzi, se mi incontrano per strada, ancora oggi, mi ischerzano e mi pisciano in tasca con moto di scherno (soprattutto Bagascia). Le probabilità di base erano errate ma il ragionamento nel complesso era corretto. Avevo infatti colto un’importante verità: per quanto possa essere bassa la percentuale di riuscita per un singolo tentativo dopo un n numero di tentativi avrete successo. Il problema è che la tecnologia dell’epoca non permetteva un adeguato numero di tentativi, ma anche su questo ritorneremo.
VI RACCONTO UN’ALTRA PARABOLA - Era il mio primo inter-rail, correva l’anno 1994. Quell’anno visitai dieci capitali europee in venticinque giorni ma nemmeno una vagina a me aliena. Eppur tuttavia quel viaggio fu importante per la mia formazione statistica. Conobbi infatti due toscani, che chiameremo il Fava e il Pipa, che avevano posto in essere una singolare gara. Il punteggio era basato sulle prestazioni sessuali che i due felloni riuscivano a farsi elargire. La semplice “paccata” (pomiciata con mani in cacia
ra) valeva 1 punto. Masturbazione fatta o subita 3 punti. Sesso orale 4. Chiavata 5. Chiavata con vergine 10. I criteri di scoring erano certamente opinabili (siamo sicuri che un bel pompino valga meno di una mediocre chiavata? o che deflorare una vergine sia divertente anche se non siete Ted Bundy?), ma il Pipa e il Fava erano impegnati a tempo piano per incrementare il bottino. Ricordo una sera nel centro di Stoccolma. Eravamo vestiti da inter-rail, vale a dire mutande sporche, sottopalla paludato, barba unta di big mac. Loro, le svedesi, sembravano attrici internazionali alla prima di gala: inarrivabili, bellissime, intoccabili. Probabilità stimata di successo con una di esse presa a caso: 1/40 (a dir tanto). Ebbene i due toscani fecero esattamente quel che andava fatto. Si fecero il giro del centro e ci provarono con TUTTE le coppie di ragazze, fermandole e improvvisando qualche tipica proposta PietroPacciani-style: “Stiamo organizzando un sabba alla periferia di Stoccolma, verreste con noi nel bosco a rincitrullirvi di vodka per poi magari farvi stuprare e far sì che le vostre spoglie esanimi siano ritrovate qualche giorno dopo dalla polizia scientifica di Uppsala in elevato stato di decomposizione?”. Quando dico TUTTE intendo TUTTE. Al primo giro nessuna gliel’aveva ancora data. Il Pipa e il Fava non si persero d’animo. Semplicemente, ricominciarono il giro da capo. Al secondo giro una coppia ci stette (se passate per i boschi di Skogskyrkogarden dedicate loro un pensiero). Mi dissero di aver molestato almeno 40 (quaranta!) coppie prima di infiocinarne una. Facciamo due calcoli. Credetemi sulla parola se vi dico che la probabilità che nessuna tra le 40 coppie di svedesi ci stesse, posto che la probabilità di base è 39/40, è pari a 39/4040. Vale a dire appena il 2%. Vale a dire che c’erano 98 possibilità su 100 che si andasse a punti. E così fu.
ADESSO FACCIAMO UN SALTO NEL 2004, DIECI ANNI DOPO - Grazie allo sviluppo di una rete di computer interconnessi denominata Arpanet si è sviluppata Internet.
Milioni di orifizi pulsanti sono a portata di modem 56/k. Quante probabilità ha un povero stronzo come me – si fa per dire, intendevo dire “come voi”, ma è una tecnica narrativa per farvi immedesimare – quante probabilità ha di trovare una modella ninfomane con la fissa dei trentenni sovrappreso che vivono con la madre e hanno una passione sfrenata per la filosofia medievale? Molto poche ad occhio e croce, ma non ha importanza. Anche se fosse 1 su 10.000 vuol dire che, posto che ci sono 3 miliardi di donne, posto che 300 milioni sono di età appropriata, posto che solo 30 milioni hanno il collegamento internet, ebbene, la Scienza ci dice che esistono ben 3000 donne con questi requisiti che ve la darebbero d’amblè, solo perché avete approfondito i rapporti tra la patristica e l’alta scolastica e il pensiero di Gregorio Nazianzeno. Vorrei ora parlarvi della curva a campana di Gauss e delle sue applicazioni in fatto di fregna ma le due gemelle Sinikka e Vilhelmina, playmate di agosto dell’edizione delle Far Oer, insistono per farmi una pompa a due mani e suggermi ogni goccia del mio miele che rinnova i tempi e le stagioni (traduco all’impronta, il feringio è una lingua aulica). Debbo quindi lasciarvi e vi lascio con un auspicio. Che la ruota della fortuna sia con voi. E come diceva Tāng Xiǎnzǔ e come diceva Zheng Manqing, e come diceva Enrico Papi: gira la ruota.













errore da matita rosso o blu che sia è sempre stato un errore!
Ho amici che hanno trascorso mesi e mesi filosofeggiando con le pulzelle speranzosi di “odorarla” solamente e alla fine portavano a casa solo un pugno di mosche con l’ulteriore beffa di sapere che alla fine avevano ceduto la loro passera a qualcuno che conoscevano, che era nella cerchia degli amici. E che ce voi fa, l’ho sempre detto che le femmine so’ meglio dopo i 35 anni.
Bello, come al solito!
Ascoltami bene,ma tu Gregorio Nazianzeno lo hai introdotto a caso,come avresti potuto fare con il nome astruso di qualsiasi altro Padre della Chiesa orientale,o perché nel dibattito teologico costui ha introdotto il concetto di “Missione” connesso con quello di “Processione”,nel senso che tu consideri una missione quella di tentare congressi carnali con tutte le donne possibili e ambisci a che ci sia una processione verso casa tua di tutte quelle che speri di conoscere come utilizzatore finale?
Mica solo alla fine, anche durante i ‘mesi e mesi’.
Le stronze sono stronze a tempo pieno
.
Io l’esperimento statistico lo tentai a Vienna, con quattro amici, diciottanni.
Partito ottimista da un gruppo di giuovani turiste lettoni di una bellezza assolutamente fuori dal mondo, fantastiche, celestiali. Con la loro voce incantevole ci risposero qualcosa in madrelingua, non sapemmo mai cosa, roba tipo “Mūsu dienišķo maizi dod mums šodien”.
Probabilmente significava “vaporizzatevi, ripugnanti esseri subumani”. Ma era la voce più bella che abbia mai sentito.
Continuammo, a scendere, con spagnole muy fighe, francesi invitanti, ammerigane un po’ snob, fino ad arrivare – dopo una ventina di rifiuti – sul fondo del barile dell’umanità: il pub irlandese.
Lì sedeva stravolto un gruppo di quattro amiche inglesi, circa tre quintali e mezzo in tutto, prossime al coma etilico. L’avrebbero data. Noi si era ancora abbastanza sobri da ricordarci i nostri standard minimi di qualità.
Caro vertigoz, l’indiscriminato tiro al piccione non paga. Oppure ricordati di bere molto, prima.
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> Oppure ricordati di bere molto, prima.
ti assicuro che non ho bisogno che me lo rammenti
Vertigoz legge i miei commenti fino in fondo, yeah!
Vado a bullarmene con gli amici.
> Ascoltami bene,ma tu Gregorio Nazianzeno lo hai introdotto a caso,come avresti potuto fare con il nome astruso di qualsiasi altro Padre della Chiesa orientale,o perché nel dibattito teologico costui ha introdotto il concetto di “Missione” connesso con quello di “Processione”,
ecco, esatto. la seconda che hai detto.
Questo articolo è così bello che domani quasi quasi lo ripubblichiamo.
Pericolo scongiurato. Segue komunikato n. 17364/ter