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Ustica, terza parte: la verità giudiziaria

22 giugno 2009

Cosa (non) hanno detto le sentenze su Ustica e tutti gli errori (e le leggende metropolitane) che da quel 27 giugno 1980 continuano a rendere ancor più fumosa la verità sulla strage in cui persero la vita 81 persone

Sono in tanti a pensare che la “sentenza Priore” abbia stabilito che la tragedia di Ustica fu causata da un missile sparato nel corso di una battaglia aerea, e che i militari dell’Aeronautica depistarono le indagini e distrussero le prove, che alcuni di essi furono identificati e condannati in primo grado, e che in qualche modo, fra appelli e prescrizioni, come spesso capita, se la siano tutti cavata senza aver fatto un giorno di galera. E invece i fatti sono radicalmente diversi. Per cominciare, è bene rammentare che il processo di Ustica fu condotto in base alle norme del vecchio codice di procedura penale e non del nuovo (entrato in vigore nel 1988), ossia con un processo di tipo “inquisitorio”. Priore era il giudice istruttore (una figura non più esistente nel moderno processo penale) , ossia il magistrato incaricato di “istruire” il processo e di “passarlo” poi all’organo giudicante, che in quel caso era la Corte d’Assise. Priore non poteva stabilire chi fosse colpevole e chi no, ma poteva soltanto decidere se esistevano elementi sufficienti a imbastire un processo contro uno o più imputati, che in tal caso sarebbero stati “rinviati a giudizio”. Anche oggi esiste il “rinvio a giudizio”, al termine di un’udienza preliminare condotta da un giudice, il GUP. Ma la differenza sostanziale è che il GUP non istruisce il processo e di regola non assume prove: la vecchia fase di “istruttoria” è sparita, spetta all’organo giudicante ammettere, assumere e valutare le prove. Ciò garantisce la massima imparzialità del giudice che non è influenzato dall’attività svolta dal giudice istruttore. Quella di Priore non fu, quindi, una sentenza di primo grado, ma fu semplicemente una sentenza-ordinanza procedimentale: con essa si disponeva l’archiviazione in ordine al delitto di strage perchè “ignoti gli autori del reato” ed il rinvio a giudizio di alcuni generali, ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica con varie imputazioni connesse al tradimento nei confronti della Costituzione e al depistaggio. A monte di questo dispositivo di sentenza-ordinanza, Priore poneva la tesi che il DC9 fosse stato distrutto nel corso di un’azione militare in cui aerei militari (americani, italiani, NATO) avevano intercettato un altro velivolo militare (il MIG-23 rinvenuto in Calabria il 28 luglio) che si nascondeva nella scia dell’aereo ITAVIA. Questa tesi era inserita un contesto internazionale estremamente complesso, nel quale Priore innestava una serie di considerazioni a dir poco “personali (si va dal Re di Prussia a Pearl Harbor passando per la guerra tra Libia e Chad). Dato che al di là di tanti costrutti più o meno fantasiosi, prove non ce n’erano, la teoria era che le prove erano state distrutte o nascoste dai militari. Di qui le imputazioni del rinvio a giudizio.

OPERAZIONI DI DISINFORMAZIONE – La Corte d’Assise non condannò nessuno e non avvallò gli scenari proposti dal giudice istruttore, in quanto privi di fondamento. Rilevò che solo due degli imputati si erano resi responsabili di non aver riferito alcune informazioni o di aver riferito informazioni errate alle autorità politiche ma il reato di alto tradimento che poteva ricollegarsi a questa condotta si era prescritto per cui non potevano essere condannati. E assolse con formula piena tutti gli altri imputati. E’ importante sottolineare che la Corte d’Assise non rilevò che gli ufficiali avessero mentito ai propri superiori o all’Autorità Giudiziaria, ma semplicemente che omisero di riferire alcune informazioni o riferirono informazioni errate all’autorità politica. Se ne deduce che i militari non mentirono né nascosero nulla ai giudici: non ci fu “depistaggio”. Difatti, l’abusata convinzione che i militari dell’Aeronautica “fecero sparire” i nastri di alcune postazioni radar è del tutto erronea. Come lo stesso giudice Priore ebbe a documentare nella sua istruttoria e a riferire innanzi alla Commissione Stragi, non è affatto vero che i militari nascosero o distrussero i nastri. Era invece successo che il provvedimento con cui la Procura di Palermo disponeva il sequestro dei nastri originali era generico e parlava semplicemente di “registrazioni delle intercettazioni dei radar militari comunque operanti sul Mar Tirreno nella notte tra venerdì 27 giugno e sabato 28 giugno 80, tra le ore 20.00 e le ore 23.15”. I Carabinieri, incaricati del sequestro, ritennero che ai giudici interessassero in effetti i nastri dei radar che coprivano la zona in cui era avvenuto il disastro, per cui non procedettero ad alcun sequestro presso i siti radar che non coprivano quell’area. Quando, ben 10 anni dopo, i magistrati romani tentarono di recuperare quei nastri, ormai non c’era più nulla da fare: le norme in vigore nel 1980, infatti, prevedevano che i nastri radar del controllo aereo fossero distrutti (o meglio riciclati) dopo 30 giorni. Dato che nessuno glieli aveva chiesti, i militari dell’Aeronautica non avevano ragione di conservarli e violare le norme. Quindi, se c’era da prendersela con qualcuno, i magistrati avrebbero dovuto prendersela con i Carabinieri che essi stessi avevano delegato, non certo con l’Aeronautica Militare.  Ma in ogni caso, quei nastri non erano importanti come qualcuno ha voluto sostenere: quei radar non battevano (o battevano marginalmente) la zona interessata dalla famigerata battaglia aerea e per di più furono rintracciati e recuperati i tabulati cartacei che riproducevano quelle registrazioni.

16 commenti a Ustica, terza parte: la verità giudiziaria

  1. Rado il Figo

    In pratica chi va parlando di tracciati radar manipolati in modo che sia presente solo la traccia del DC9 nella migliore delle ipotesi non ha capito la differenza fra prendere soli i tracciati radar delle postazioni interessate e togliere dai tracciati radar tracce non richieste?

  2. Tu sei illuminante. Complimenti.

    Aspetto una nuova puntata, sperando non che tu mi dica con certezza cosa è successo, ma che descriva le possibili ipotesi verosimili, in base ai fatti che si conoscono.

    Su Ustica ho una sensibilità particolare…

    Un sorriso, come vuoi.

    C.

  3. SigPar

    Il caso si fa sempre più misterioso. E come dice Carlo attendo di capire effettivamente se ci sono delle certezze su quel che è successo. Complimenti per la ricostruzione, notevole.
    Lodovica

  4. desmo

    MA mica siete Fascisti in questo giornale… ma poco… All’inizio i sembrava un giornale on-line d’informazione poco faziosa…ma poi leggendo bene gli articoli… Minchia manco emilio FidoFede avrebbe scrtto tante cretinate per nascondere le Responsabilità dell’aeronautica sull’OMICIDIO degli 8umani a Bordo del DC9 itavia!!!

  5. Come no John,le varie aereonautiche militari della NATO non c’entrano nulla,come ha dimostrato la suprema Cazzazione:l’aereo l’hanno tirato giù i marziani,che notoriamenente hanno costituito al centro del Tirreno un altro triangolo come quello dei Caraibi.

  6. markogts

    Che arrampicata sugli specchi. Vi aggrappate alla prescrizione, senza toccare le decine di fatti anomali, dai radiofari spenti, alle doppie eco radar, alle pagine tagliate e rinumerate. E’ singolare poi l’affermazione che “tutti gli aerei militari italiani erano a terra”, quando invece da altre fonti è certa la presenza di Naldini e Nutarelli sugli F-104. Cioé, Priore non sapeva se l’aereo era in volo, ma sapeva che avevano impostato gli squawk di “emergenza confermata”?

  7. april

    vabbè ma da uno che collabora con il tuttologo attivissimo che vi aspettavate??

  8. markogts

    April, ci aspettiamo esattamente questo: tesi magari non gradite, non condivise, ma un contraddittorio franco e senza censure, senza attacchi ad personam ma con confronto schietto di fatti. Cosa rara da altre parti.

  9. Scusate, ma io ho riportato quello che dicono le sentenze e gli atti giudiziari. Questa è la verità giudiziaria, non la mia. Se a qualcuno dà tanto fastidio, può sempre rivolgere la sua insoddisfazione nei confronti dei giudici che hanno scritto quelle sentenze. Questi articoli sono destinati a chi vuol capire, non a chi ha già capito tutto.

    Per Rado: “In pratica chi va parlando di tracciati radar manipolati in modo che sia presente solo la traccia del DC9…”

    E’ uno che vive in un mondo tutto suo, visto che nessun perito – nemmeno quelli dell’accusa e delle parti civili – ha mai scritto una cosa simile, anzi, hanno accertato esattamente il contrario.

    ;-)

  10. Tuo kuggino

    John, può darsi che tu stia chiedendo di anticipare aspetti che avevi intenzione di affrontare prossimamente ma, se non chiarisci gli aspetti affrontati da markogts (uno su tutti, la pagina con le presenze fatta sparire) non è che elimini totalmente i dubbi. Altra cosa, tutti fessi i periti che hanno visto nei tracciati radar segnali di altri aerei? Francamente limitarsi a riportare una sentenza senza affrontare questi aspetti mi pare un po’ poco.
    Ripeto una volta di più che, anche eliminando gli aspetti più fantasiosi tipo il MIG libico e la presunta volontarietà dell’incidente di Ramstein, se non si fa luce su questi aspetti il dubbio rimane.
    Altra cosa, i giudici come giustificano le tracce di esplosivo rilevate sui resti?

    Ciao

    PS: anni fa, una sentenza del tribunale di Sondrio (mi pare) per evitare rogne ad una guida alpina che aveva commesso un’imprudenza provocando la morte di alcuni sui clienti, si inventò una valanga a lastroni innescata dall’alto, caso mai documentato in letteratura, ma tant’è….

  11. Tuo kuggino

    riscritto in italiano passabile e parzialmente modificato, scusate l’Alzheimer avanza….

    John, può darsi che ti stia chiedendo di anticipare parti dei prossimi articoli ma, se non chiarisci gli aspetti affrontati da markogts (uno su tutti, la pagina con le presenze fatta sparire) non è che elimini totalmente i dubbi. Altra cosa, tutti fessi i periti che hanno visto nei tracciati radar segnali di altri aerei? Francamente limitarsi a riportare una sentenza senza affrontare questi aspetti mi pare un po’ poco.
    Ripeto una volta di più che, anche eliminando gli aspetti più fantasiosi tipo il MIG libico e la presunta volontarietà dell’incidente di Ramstein, se non si fa luce su questi aspetti il dubbio rimane.
    Altra cosa, i giudici come giustificano le tracce di esplosivo rilevate sui resti?

    Ciao

    PS: solo per sollevare qualche dubbio su sentenze di tribunali che affrontano aspetti molto specialistici, ma mi ricordo anni fa, ad esempio, una sentenza del tribunale di Sondrio (mi pare) che, forse per evitare rogne ad una guida alpina che aveva commesso un’imprudenza provocando la morte di alcuni sui clienti, si inventò una valanga a lastroni innescata dall’alto, caso mai documentato in letteratura (almeno a mia conoscenza).

  12. gateo

    Non avevo assolutamente idea che ci fosse cosi tanta fuffa intorno ad Ustica, nel tempo avevo creduto un po’ a tutto quello che si leggeva sui giornali, ossia a tutte le varie balle che hai riportato.
    Complimenti anche per la forma “appassionante”, ho letto i 3 articoli in stecca (e ci son rimasto male perche’ pensavo che con questo si chiudesse…)

  13. TuoKuggino, in onestà non ho intenzione di convincere nessuno. Nè è possibile, in questa sede, rispondere a tutte le obiezioni o spiegare tutte le centinaia di questioni che richiedono pochi secondi a essere prospettate e molte ore per essere chiarite.

    Con questa serie di articoli (che sarà completata dal quarto, dedicato agli aspetti tecnici) io ho prospettato una serie di fatti che tanta gente ignora.

    Il mio scopo non è quello di convincere che la sentenza ABC è giusta o sbagliata: mi limito a informare che esiste la sentenza ABC e dice ABC, non XYZ.

    Il mio scopo non è quello di convincere che i dati radar non sono stati manipolati: mi limito a informare che tutti i periti hanno escluso che siano stati manipolati.

    Il mio scopo è quello di separare ciò che dicono libri e giornali da ciò che dicono giudici e sentenze e da ciò che dicono periti e tecnici, in maniera tale che non ci sia confusione fra queste fonti.

    Detto questo, con riferimento ai periti, la tua osservazione ha poco senso. In ogni processo, ciascun perito perorerà le ragioni di chi lo ha assunto. Il perito della difesa sosterrà una cosa, quello dell’accusa sosterrà l’opposto. Ciascuno dei due interpreterà evidenze e reperti in modo che si accordino alla teoria che intende dimostrare. Al profano sarà ben difficile valutare il lavoro dell’uno e dell’altro, perché un profano – appunto – non è un tecnico. La valutazione del profano, al massimo, potrà solo riguardare l’attendibilità della perizia sulla base dell’interesse del perito e sulla base della sua competenza.

    ;-)

  14. Tuo kuggino

    Ti premetto che non ritengo di appartenere alla categoria di quelli che hanno capito tutto. :-) )) Solo mi interessava sapere la tua opinione (senza alcuna polemica, credimi) su alcuni aspetti della vicenda. La cosa più eclatante è il fatto che la sentenza sembra non dare alcun peso alla perizia dell’Aeronautica Militare che determinò tracce di esplosivo nei resti del DC9. In pratica è come se affermasse che c’è stato o uno sbaglio o del dolo da parte di chi l’ha compilata, il che, permettimi, mi sembra una ben grave presa di posizione (ovviamente da profano totale, non so dirti chi ha torto e chi ha ragione).

    Un saluto

  15. Non voglio anticipare la quarta e ultima parte di questa esposizione, peraltro necessariamente incompleta considerata la vastità del materiale disponibile (e che peraltro è solo una parte di quello esistente). Naturalmente ho la mia opinione sul punto, che esprimerò in quella sede. Però invito sin da ora a fare uno sforzo oggettivo nel separare due grandi famiglie di questioni. La prima è quella delle evidenze fisiche. Ci sono, e portano innegabilmente a rendere verosimili talune ipotesi e inverosimili talaltre.
    Se non si fa questo primo passaggio, è inutile continuare.
    La seconda famiglia, infatti, comprende testimonianze di ogni tipo e di opposta tendenza, per cui è necessario scegliere a quale credere e a quale no. Questa scelta si può fare oggettivamente, con il filtro delle evidenze fisiche, o soggettivamente, sulla base delle proprie preferenze e idee. Chiaramente la seconda opzione non fa parte del mio modello di analisi. Sempre nella seconda famiglia vanno le perizie (o meglio: le conclusioni delle perizie), anche queste in disaccordo e anche queste da valutare con uno dei due metri accennati. E infine c’è, sempre nella seconda famiglia, una marea di tanti episodi e circostanze che possono avere ognuna mille spiegazioni, e che possono servire a perorare una qualsiasi tesi semplicemente mettendole in relazione e spiegandole in un modo anziché in un altro. Quest’ultima subfamiglia non è di alcuna utilità, proprio perché priva di univoco significato.

    Spiego meglio: la pagina mancante di un brogliaccio di attività (cosa diversa da un registro di dati radar) può mancare per mille ragioni e spiegazioni: credo al cedimento strutturale? Bene, allora in quella pagina c’era scritto che avevano telefonato i responsabili Itavia. Credo al missile? Bene, allora in quella pagina c’era scritto che avevano chiamato dalla NATO per dire che avevano sparato all’aereo sbagliato. Credo alla bomba? In quella pagina c’era il rapporto di una rivendicazione dell’attentato.
    Credo che non c’entri nulla? Su quella pagina era caduto un pezzo di pizza e l’hanno strappata.

    E’ evidente che non serve capire perché la pagina è stata strappata, perché la risposta da dare è: “Che fine ha fatto il DC9?” non “Che fine ha fatto quella pagina?”, domanda, quest’ultima, peraltro destinata a restare senza risposta perché non c’è modo di accertarla.

    Quanto alle tracce di esplosivo, rilevate non solo dall’Aeronautica e ignorate praticamente da tutte le sentenze (anche Priore alla fine preferì la teoria della quasi-collisione rispetto a quella del missile) purtroppo sono annegate nel marasma di disinformazione che ha permeato questa tragedia, e che ha indotto i giudici di ultima istanza a rigettare tout court qualsiasi argomentazione. La sentenza d’appello, è infatti, una vera e propria “crisi di rigetto” provocata dalle troppe idiozie propinate nel corso degli anni. Travolte dalle idiozie, anche le poche cose sensate si sono perse.

  16. aquila 2000

    Dai vari commeni che ho letto,moli di voi non sanno nulla di aerei e di radar,ma hanno soltanto dei preconcetti a sfondo poliico e cioè:forze armate,forze di polizia e alre istituzioni governative,sono da combattere a tutti i costi:Mi chiedo come è possibile che militari,di loro iniziativa,abbiano fatto quello che alcuni di voi commentano? Se lo hanno fatto è perchè hanno ricevuto degli ordini(che motivi personali avrebbero avuo)quindi cari S I G N O R I andate a cercare l’allora ministro della difesa o presidente del consiglio dell’epoca.Neanche il presidente Napolitano(da buon comunista che era)non riesce o non vuole far luce su Ustica e non venite a dirmi che non hà i poteri per poterlo fare.Saluti a tutti

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