PdL, piccoli impuniti crescono all’ombra del capo
22/06/2009 - Un curriculum giudiziario imbarazzante, a cui si aggiungono oggi persino gli escamotage da vecchio delinquente, come cambiare dimora per evitare notifiche e risultare nullatenente per il fisco: Giuseppe Ciarrapico, senatore PdL, così scappa all’estinzione del suo debito con altri cittadini
Un curriculum giudiziario imbarazzante, a cui si aggiungono oggi persino gli escamotage da vecchio delinquente, come cambiare dimora per evitare notifiche e risultare nullatenente per il fisco: Giuseppe Ciarrapico, senatore PdL, così scappa all’estinzione del suo debito con altri cittadini italiani. Che sembrano sempre meno uguali degli altri.
“Non capisco, uno è condannato per concorso in bancarotta fraudolenta a sei anni di prigione. Deve risarcire a noi che non abbiamo un centesimo una somma per lui ridicola. Ma niente: non solo non va in prigione; non solo non ha ancora restituito il maltolto come hanno stabilito due sentenze a distanza di quattro anni; non solo per evitare le notifiche cambia indirizzo come fosse una primula rossa; diventa pure senatore della Repubblica e noi cittadini
dovremo pagargli la pensione a vita. Mi sembra davvero troppo, noi non possiamo comprare la casa a nostra figlia che si sposa”. A parlare, al quotidiano Italia Oggi, è la moglie di Mario Molteni, Vanda Annalisa Molteni, uno dei piccoli azionisti del Banco Ambrosiano che per colpa del crack del 1982 hanno perso, oltre alle azioni, le case, l’azienda, e i risparmi. E ce l’ha con Giuseppe Ciarrapico detto il Ciarra, imprenditore e senatore del Popolo della Libertà, che per quel crack è stato condannato ma ha evitato la prigione e dovrà pagare solo 500 mila euro a 100 piccoli azionisti.
FURBACCHIONE! - E si capisce perché: non è da tutti riuscire a risultare nullatenenti nonostante si possa vantare un impero fatto di società termali, sanitarie, testate giornalistiche, immobili, a cambiare residenza in continuazione evitando le notifiche giudiziarie, ad evitare rilevanti pagamenti imposti dalle sentenze dei processi versando solo una minima parte del compenso dovuto. Tutto questo, però, riesce benissimo a Ciarrapico, il cui curriculum giudiziario, in negativo si intende, è assai ricco: si parte da una condanna per aver violato la legge che tutela il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti incassata nel 1974, fino a quella di finanziamento illecito dei partiti risalente al 2000, passando per il crac del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, per il quale nel ’96 era stato contattato in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, poi ridotti a 4 e mezzo in appello e successivamente in un sol colpo per effetto di due condoni ridotti a sei mesi (scontati a casa e non in carcere)
ELEMOSINA - Il Ciarra aveva ricevuto dal Banco un finanziamento per 39 miliardi per l’acquisto delle Terme di Fiuggi, senza però che gli fossero state richieste particolari garanzie. Secondo una sentenza di questi giorni del Tribunale di Milano dovrà distribuire solo mezzo milione di euro ai circa 100 piccoli azionisti che hanno perso azioni, case, aziende, risparmi a causa della bancarotta fraudolenta di trent’anni fa. Circa 5.000 euro ciascuno che somigliano più che ad un risarcimento ad un’elemosina, un’elemosina tra l’altro di difficile riscossione. Perché il senatore continua a cambiare indirizzo, ultimamente, forse perché improvvisamente colto da improvviso raptus o claustrofobia. Prima Roma, poi Cassino, poi San Marino, poi Villa Santa Lucia: al debitore perfino recapitare la posta diventa impresa ardua, immaginarsi la riscossione di un conto in sospeso. E chissà se oltre alla cella riuscirà questa volta a sfuggire anche alle imposizioni della giustizia.
FASCISMO - Ma anche sul fronte politico il soggetto in questione non vanta di una buona reputazione: in quanto a credibilità, affidabilità, spregiudicatezza i suoi atteggiamenti sono in linea con la carriera giudiziaria fatta di condanne ed escamotage. “Non rinnego il fascismo”, aveva affermato in un’intervista all’indomani della sua candidatura al parlamento nel 2008 tra le fila del Popolo della Libertà, suscitando l’imbarazzo all’interno del partito e della coalizione, da Fini a Bossi. Da sempre vicino ad Andreotti e alla Dc, ma amico anche di Almirante e dell’Msi per il quale faceva stampar ei manifesti nella sua tipografia, non ha mai simpatizzato per An. Il suo nome fu imposto da Silvio. “Ciarrapico ci serve”, fu costretto ad affermare Berlusconi per giustificare l’introduzione nelle liste bloccate del suo partito di un simile personaggio. L’impero editoriale del Ciarra, in effetti, è uno dei suoi punti di forza e l’influenza del padrone su direttori e giornalisti, non si fa mai attendere, soprattutto in clima di campagna elettorale. E spesso succede che fioccano le dimissioni in occasione dell’imposizione del volere del capo: Angelo Perfetti e Gianni Tomeo, che a Perfetti era subentrato dopo un anno di attività, si son dimessi dall’incarico di direttore dei giornali del gruppo Ciarrapico per palesi contrasti con l’editore.
EDITORE INVADENTE - E se l’ingerenza del Ciarra sulle redazioni politiche era servita al Pdl e a Berlusconi poco più di un anno fa, quando lo stesso Ciarrapico veniva eletto, adesso è lo stesso partito, nella persona del neoeletto Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani che chiede l’espulsione del Ciarra dal Popolo della Libertà, insieme agli altri compagni Gianfranco Conte e Umberto Macci, rei, secondo Cusani, di aver remato contro di lui nella difficile campagna elettorale conclusasi due settimane fa. “Ci permettiamo di rapportare con forza al presidente Silvio Berlusconi il grave e lesivo comportamento politico assunto dal trio Ciarrapico, Conte e Macci alle ultime provinciali. Gli elettori del Pdl, i militanti, tutti coloro che rivestono
con onore e orgoglio incarichi istituzionali in provincia di Latina chiedono in queste ore al presidente Berlusconi un segno inequivocabile: Ciarrapico, Conte e Macci, dopo la violazione del patto di lealtà verso il partito e gli elettori devono essere espulsi per manifestata indegnità“, ha fatto sapere in questi giorni Cusani, che non è il solo a sostenerlo.
AZIONE DI DISTURBO - Ad inizio giugno l’invito a cacciare Ciarrapico dal Pdl a causa di denunce, ricatti e insulti ricevuti a mezzo stampa, era giunto pure dalla candidata del Pdl a sindaco di Aprilia, Ilaria Bencivenni, che aveva perfino denunciato il giornale Latina Oggi del gruppo di Ciarrapico per diffamazione e tentata estorsione dovuta ad alcune richieste dell’editore per finanziamenti per pubblicità istituzionali. “Di politico questa vicenda ha molto poco, ma così succede da anni da noi”, affermava la Bencivenni a pochi giorni dal voto. Ad Aprilia, come in altri comuni ed anche nella corsa alla Presidenza della Provincia, Ciarrapico aveva presentato liste di centrodestra alternative a quelle del Pdl come azione di disturbo al suo stesso partito: alla provincia il candidato era Macci, che è riuscito a raccogliere oltre l’8% di consensi. L’operazione elettorale era già costata a Conte, alleato politico del Ciarra, l’incarico di tesoriere del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera (fu sostituito da Chiara Moroni): ora che le polemiche giungono fino ai coordinatori nazionali Verdini, Bondi e La Russa, rischia anche il posto di Presidente della Commissione Finanze.
SI DEVE VINCERE - I colleghi di partito lo definiscono oggi senza mezzi termini un “soggetto pluri condannato dai tribunali italiani, già affidato ai servizi sociali, editore di alcuni giornaletti locali che in provincia di Latina da anni perseguitano, tra gli altri e in maniera paranoica, il presidente Armando Cusani e il senatore Claudio Fazione“, un “senatore della Repubblica che da ben quattro anni ha impostato orgogliosamente la sua campagna di denigrazione a mezzo stampa nei confronti del vertice provinciale di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà oggi”. Chissà se il Cavaliere si schiererà dalla loro parte, o reagirà come alle polemiche del suo partito 15 mesi fa : “Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L’editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall’altra parte”. Evidentemente, dalle parti del PdL, Parigi val bene una messa. Sempre e comunque.













Ogni tanto sul blog mio passa un intellettuale de sinistra e me dà del qualunquista..
Ma che è il qualunquista?
Uno qualunque..
Uno qualunque appunto, che la mattina se sveja e e ce sta er sole dice “CE STA ER SOLE”.
Se invece piove dice “PIOVE !!”
Loro invece ogni mattina se svejano e pensano:
“Poffavbacco e pevdivindina..
Devo fave un post o un commento altvnativo, pev fav sapeve a tutti quanto sono supeviove al popolo volgave e quaunquista.
Pensate che fatica poracci !!
Una fatica peraltro ancor più estenuante perchè inutile: ogni volta frustrata dal fatto che nun se li caca nessuno e che si allontanano sempre più dalla realtà.
Il destino inevitabile del’intellettuale de sinistra..
Il piccolo borghese appena uscito dalla condizione di popolano, tutto preso dall’ostentare la sua cultura per distinguersi dal popolo e che proprio per questo non riuscirà mai a comunicare col popolo.
Ogni tanto ne passa uno sul mio blog, sempre più solo e disperato, a darmi del qualunquista e a lasciare i suoi commenti pieni di livore, rancore e risentimento, conseguenze inevitabili della sua disperata condizione esistenziale.
Io non li cancello mai e rispondo sempre, per farlo sentire meno solo ed inutile..
Fate tutti come me: adottate un intellettuale de sinistra.
Stiamogli tutti vicini, più che possiamo, con tutta la nostra solidarietà e tutta la nostra comprensione umana.
Facciamoli sentire meno soli ed inutili.
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Io vorrei conoscere chi ha avuto il cinismo e lo stomaco di votare Ciarrapico
“Io vorrei conoscere chi ha avuto il cinismo e lo stomaco di votare Ciarrapico”
Nessuno… le liste sono bloccate, mica ci sono le preferenze al Senato
Ma lasciate perdere, è amico intimo, di Andreotti, son culo e camicia, è na to cresciuto alla Sua ombra.
Andreotti. Sicilia. Cuffaro pure è senatore della Repubblica Italiana, e Dell’Utri?. Non sono mica gli unici Senatori o diputati della Repubblica.
La cosa grave, la più grave di tutte, è che possiamo dire qualunque cosa, denunciare qualunque cosa, e l’Italia continuerà a generare di queste persone, il nostro Parlamento continuerà a riceverle e coloro che denunciano queste situazioni saranno derisi dalla stampa e dalla massa “”intelligente”" della popolazione. Se non ci credete, guardatevi intorno e ditemi cosa sta accadendo con i Travaglio, Grillo, Di Pietro e tutto l’IDV., Santoro e tanti altri. L’unico che mi sembra veramente intelligente che è rimasto, è Oliviero Beha, pacatamente, modestamente e insistentemente, continua con le Sue denunce (non ascoltate naturalmente).
Ma lasciate perdere, è amico intimo, di Andreotti, son culo e camicia, è nato cresciuto alla Sua ombra.
Andreotti. Sicilia. Cuffaro pure è senatore della Repubblica Italiana, e Dell’Utri?. Non sono mica gli unici Senatori o deputati della Repubblica.
La cosa grave, la più grave di tutte, è che possiamo dire qualunque cosa, denunciare qualunque cosa, e l’Italia continuerà a generare di queste persone, il nostro Parlamento continuerà a riceverle e coloro che denunciano queste situazioni saranno derisi dalla stampa e dalla massa “”intelligente”" della popolazione. Se non ci credete, guardatevi intorno e ditemi cosa sta accadendo con i Travaglio, Grillo, Di Pietro e tutto l’IDV., Santoro e tanti altri. L’unico che mi sembra veramente intelligente che è rimasto, è Oliviero Beha, pacatamente, modestamente e insistentemente, continua con le Sue denunce (non ascoltate naturalmente).
comunisti invece di rimanere a dire pirlate e piangere per il comunismo sconfitto malgrado tutto andate un pò a rinfrescarvi le idee in corea del nord, cina , cuba. di sicuro tornerete con un bel lavaggio di cervello.