Mentre impazza la storia di Berlusconi e le ragazze-escort, i primi dati 2009 dell’Istat sull’export e sull’occupazione e le stime di importanti associazioni come Confindustria e Confcommercio sul futuro disegnano uno scenario preoccupante. Quasi ignorato dai media
L’ultima settimana è stata molto dura per il governo, alle corde per il caso delle ragazze-escort (o se preferite donne a pagamento) che avrebbero allietato le serate del nostro premier. Che naturalmente è molto preoccupato per gli sviluppi della vicenda. Sono passati in totale sordina
alcuni importanti e attesissimi dati congiunturali, che ci danno finalmente il termometro di cosa sta accadendo all’economia italiana nel 2009. E due rapporti sull’andamento e le prospettive del nostro paese, pubblicati da importanti associazioni di categoria, che della maggioranza di governo rappresentano cospicue e fondamentali basi elettorali. Il quadro complessivo è di un paese alla deriva e con un governo in totale confusione. I Tg e i giornali “amici” si ostinano a non parlarne. Quelli “nemici” si occupano di puttane. Ma quanto può durare?
IL CROLLO DELL’EXPORT – Mentre eravamo tutti intenti a parlare di prostitute d’alto bordo a casa Berlusconi, l’Istat ci ha informato che nei primi 4 mesi del 2009 le esportazioni complessive hanno segnato, rispetto allo stesso periodo del 2008, una diminuzione del 24,4%, con cali via via crescenti, mese dopo mese. Il calo è particolarmente forte sul fronte dei beni durevoli (macchine, mobili, ecc…) e nei settori della siderurgia (-29,3%) e dei mezzi di trasporto (-37%). Il dato è grave, perché l’Italia è un paese a fortissima vocazione all’export. Siamo, come dovrebbero sapere quelli che governano l’Italia, uno dei paesi con il più forte peso dell’export sul Pil (il 23-24%). Quindi per noi la crisi globale è particolarmente grave, perché dipendiamo molto dal commercio internazionale. E suonano paradossali le dichiarazioni del sottosegretario D’Urso che, per consolarci, dichiara che però è “notevolmente migliorata la bolletta energetica”. Come se non sapesse che questa è un’ulteriore spia del crollo di produzione e consumi interni. Quindi, l’export va male, e i consumi delle famiglie e la produzione vanno peggio. Però per fortuna ci si distrarre leggendo le avventure piccanti del premier.
OCCUPAZIONE E CASSA INTEGRAZIONE – L’Istat, evidentemente poco interessato alle vicende erotiche del presidente del Consiglio, ha pubblicato in contemporanea anche i dati dell’andamento dell’occupazione nei primi tre mesi del 2009. Dati che fanno gettare la maschera alle panzane raccontate in questi mesi da Sacconi e Berlusconi. Secondo l’Istat in un anno sono sparit
i 400 mila posti di lavoro, di cui 154 mila contratti a tempo determinato, 107 mila co.co.co e 163 mila lavoratori autonomi, cioè le “partite Iva involontarie”. Solo negli ultimi tre mesi si sono persi oltre 200 mila posti di lavoro. Il peso della crisi è finito tutto sulle spalle dei giovani, del mondo del precariato. La cassa integrazione funziona solo per i lavoratori delle imprese medie e grandi, con contratto a tempo indeterminato. Se si incrociano i dati Istat sull’occupazione e quelli Inps sulla cassa integrazione a livello regionale, le migliori performance dell’occupazione sono nelle regioni dove è più alto il ricorso alla CIG. Addirittura in Piemonte ed Emilia Romagna, ai vertici degli utilizzatori di Cassa integrazione, l’occupazione aumenta. Al contrario di quello che dice [[Berlusconi]] (che evidentemente ha l’abitudine di non dire le verità non solo quando parla delle sue personali vicissitudini “private”) le norme del “Non lasceremo indietro nessuno” offrono tutele – temporanee – solo al 12,5% dei lavoratori parasubordinati, al 20% degli apprendisti, al 60% dei lavoratori a tempo determinato. E il ministro Sacconi, quello che si ostina a non voler fare la riforma degli ammortizzatori sociali commenta la situazione: “I dati Istat sull’occupazione e disoccupazione sono meno peggio del previsto”. Chissà forse pensa di stare su Scherzi a Parte.
CONFINDUSTRIA E CONFCOMMERCIO – Mentre c’è chi si balocca con le vicende di Patrizia, Nicoletta, Noemi, Francesca e chissà chi altre, Confindustria ha pubblicato il suo rapporto di previsione, nel quale – oltre a ricordarci che “quest’anno si chiuderà con una perdita del 4,9% del Pil” – si mette in evidenza che tra 2008 e 2010 si perderanno circa un milione di posti di lavoro. Alla luce di tutto questo, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, avverte: “Se le cose non cambiano avremo un percorso molto faticoso e doloroso. I prossimi mesi saranno veramente fondamentali per la tenuta del nostro sistema e la coesione sociale”. E ha invocato, come ormai fanno tutti, la necessità di riforme strutturali. Ma chissà a cosa stanno pensando nel frattempo Berlusconi e i suoi. Certo non al Rapporto sul terziario presentato da Confcommercio, che sintetizza la sua analisi scrivendo che “non ci sono segnali effettivi di un’inversione del ciclo economico italiano, ma sono molteplici gli indizi che nel futuro prossimo si possa osservare realmente un miglioramento generalizzato delle condizioni economiche. Resta, però, il problema centrale della debolezza strutturale della nostra economia e, pertanto, ripresa non significherà un ritorno rapido ai livelli pre-crisi. Tutt’altro” E che ha messo in evidenza che la crisi riporta indietro l’orologio e gli italiani si ritroveranno nel 2010 più poveri di quanto non lo erano nel 2001. In pratic
a, avremo buttato via 10 anni. Dicono i commercianti che “nel 2010 avremo un prodotto lordo pro-capite inferiore a quello del 2001: in breve, avremo perso dieci anni di crescita economica”. Un’analisi che meriterebbe una risposta. Ma Scajola e Tremonti tacciono. Anche Brunetta, sempre pronto a fare dichiarazioni, stavolta tace.
UN MARASMA TOTALE – Ed è dentro questi scenari che continua il balletto mediatico su Berlusconi e le veline, Berlusconi e Noemi, Berlusconi e Ghedini. Poche le voci “autorevoli” che dicono chiaro e tondo che il paese rischia il collasso, che siamo all’emergenza economica e non iniziamo neppure a preoccuparci di fare riforme strutturali o interventi radicali. Che gli italiani sono più poveri, che le retribuzioni sono ferme, I nostri ministri rassicurano, edulcorano, aiutati dai Tg amici che censurano (neanche fossimo davvero nella repubblica delle banane) e dai giornali “nemici” che puntano il faro sulle escort. Berlusconi, in evidente stato confusionale, dopo averci detto per mesi che nessuno al mondo ha fatto quello che sta facendo lui, ieri ha ammesso: “Il programma è tutto da realizzare“. Chissà che ha fatto fino ad ora, oltre che divertirsi con Apicella e le ragazze pon pon. Noi ce ne eravamo accorti. Nel frattempo l’Italia, come si legge nel recente rapporto di Prometeia, non sta bene. “Fatto 100 il Pil di ciascun Paese nel 2007, nel 2010 gli Usa si collocheranno a 98,2, il Regno Unito a 95,6 e la Spagna a 98. L’Italia, con le sue banche meno esposte ai titoli tossici e il suo stato sociale e solidale che non lascia indietro nessuno, con la sua struttura produttiva ancora sbilanciata sul fare dell’industria manifatturiera, con i suoi distretti e le sue reti di piccole e medie imprese, con le sue famiglie poco indebitate si posizionerà a 94,8, cioè peggio dei Paesi responsabili della finanza creativa, dei titoli tossici e della rinuncia all’economia della manifattura e dell’agricoltura per puntare tutto sui servizi. Peggio dei Paesi dei consumi a debito, stile USA, e di quelli delle bolle immobiliari, stile Spagna”. Insomma, la prospettiva del dopo crisi è una progressiva marginalizzazione: l’Italia sta andando a puttane. Il fatto che ogni tanto potrebbe esserci andato anche il suo primo ministro, non dovrebbe essere poi così stupefacente. Il fatto che non freghi a nessuno, francamente sì.























I casi personali di Silvio e un paese che va a rotoli…
Mentre impazza la storia di Berlusconi e le ragazze-escort, i primi dati 2009 dell’Istat sull’export e sull’occupazione e le stime di importanti associazioni come Confindustria e Confcommercio sul futuro disegnano uno scenario preoccupante. Quasi ignor…
grazie per averci riportato alla dura realtà anche se, ammetto, è più facile fantasticare sull’harem
Scrive Ludovica su fb, e mi sembra possa aggiungere ancora qualcosa anche a questo pezzo
“pensate a questo film, quello con quel pitosforo di Keanu Reeves.
Questa e’ la parte del cucchiaio: http://www.youtube.com/watch?v=dzm8kTIj_0M. La traduzione in italiano è peggio che pessima, ti consiglio di ascoltarla in inglese. Poi dimmi se il concetto di fondo non sia applicabile a quanto viviamo. Il cucchiaino non esiste. Gli scandali sessuali … Visualizza altro non esistono. Il valadier e il de russie non sono noti per ospitare escort di alto bordo da sempre. Il referendum non esiste (e in effetti..). Nulla esiste, ma tutto puo’ essere piegato a proprio uso e consumo in questa Italia dove tutto ormai e’ indifferente, dove gli occhi bevono qualsiasi interpretazione della realta’ ci venga propinata e solo all’estero siano convinti che assistiamo ad una debacle: in realta’ tutto questo finira’ nel solito dimenticatotio italico e repubblica otterra’ solo una fornitura gratuita di pastiglie per la gola in memoria del suo sgolamento fine esclusivamente a se stesso.”
Ragazze a pagamento?????????Non le ha neppure pagate.
Comicomix, conocrdo sulle preoccupazioni esternate nell’articolo.
Non concordo, non per simpatia per il Berlusca, ma per deformazione professionale, sulla circostanza che abbia l’abitudine di non dire la verità non solo quando parla delle sue vicissitudini private.
Non mi pare che esista una verità sul punto e qualche dubbio sulle dichiarazioni attendibili “pentite” lo manterrei.
Sulla situazione, tuttavia, bisognerebbe dire una cosina che nessuno dice e che sembra non interessare a nessuno.
La affermazione sulla maggiore solidità delle noste banche non è campata in aria, anche se è merito di un sistema un po’ più arcaico degli altri.
Sembra che tutti i mali attuali derivino dallla crisi odierna, m non mi pare che sia così.
Di crisi ve ne sono state tante, anche più gravi e, anche quella odierna, come tutte le crisi, sarà motivo di successiva espansione e di maggiore ponderazione (in caso contrario saremmo estinti già da un pezzo).
Il problema vero ed a causa del quale questo paese finirà (momentaneamente) peggio dei paesi avvezzi alla finanza creativa, di quelli dei consumi a debito e di quelli affetti da bolle immobiliari, risiede nel debito pubblico che dovrebbe essere, calcolandolo in vecchio conio, di oltre due miliardi di miliardi.
In siffatto contesto mi sorprendo che il nostro paese campi ancora.
In questa situzione, nessun governo potrebbe fare molto.
Noi, grazie a trent’anni di palude, non abbiamo più margine di manovra che, altri paesi hanno.
Paesi che, oltretutto, possono vantare una classe plitica che non si preoccupa delle abitudini sessuali del premier e più capace di fare fronte comune nel momento del bisogno.
Se il Berlusca potesse dimezzare il debito pubblico, sarei ben lieto di pagarer le sue ipotetiche marchette.
Evidenziato questo problema che in Italia si fa finta di non conoscere (atteso che il debito è stato creato da buona parte dei trombati nella vita che appestano tutti i settori del parlamento e che nonostante le somme favolose spese, la nostra amministrazione, in tutti i sensi è rimasta disastrosa), non comprendo ancora come, nel nostro paese, si dibatta esclusivamente della vita privata di Berlusconi e gli si chieda di fare chiarezza su cose di cui, ad una persona normale, non dovrebbe interessare nulla.
E la sinistra (che io non voto) sta commettendo un errore mortale, perchè invece d prospettare ipotesi alternative, di chiedere chiarezza sulla attuale situazione dell’Italia e sul suo futuro pensa, inutilmente, di abbattere il leader diffamandolo come un pedofilo.
Ma mi domando, ad un soggetto che ha perso il lavoro, ma quanto può interessargli della vita privata del berlusca.
Ho gioito alla morte della prima repubblica, ma oggi devo ammettere che quei pessimi uomini politici, perlomeno, aveano stile e non sarebbero mai caduti così in basso da fondare l’opposizione sulle marchette.
Padre, fino a quando dovrò sopportare? Chiese il Nazzareno in Alto ed a noi, in Basso il nostro Presidente.
Ficcali dentro; tutti i Cialtroni pennivendoli e legulei dell’Antistato e vedi come scomparirà la Canea idrofoba; rispose concorde il Popolo Sovrano al Capo del Legittimo Governo.
Non sono le escort di Berlusconi a mandare a rotoli il Paese, è la politica, questo tipo di politica economica che manda a rotoli il Paese. Non è il primo a subire le conseguenze di questa politica economica sciagurata, che si basa sull’arricchimento di una parte della popolazione,(sempre gli stessi con aggiunta di altri) con l’illusione che LORO, POI, metteranno in moto un GIRO VIRTUOSO che ricadrà con benefici effetti sulla popolazione. E’ esattamente il contrario del Comunismo, però che dovrebbe ottenere lo stesso risultato positivo sull’intera popolazione. Utopia, Utopie.
Aprite gli occhi. Presto chi sta guadagnando molto denaro,(montagne di denaro) comincerà (se già non ha cominciato) a portare i soldini all’estero. Cosi accade sempre quando si vive in paesi sottocivili. Aprite gli occhi, non si trafugano queste cifre senza che gli “” altri “” se ne accorgano. Vi sono migliaia di impiegati, segretari o facchini che partecipano a queste operazioni.
@gloria:
Grazie a te, per questo ed anche altro! ^_^
@Matteo:
il tuo articolato ragionamento merita un’articolata risposta.
Sulla solidità delle nostre banche io ho sinceramente qualche dubbio. perchè se è vero che sono state (paradossalmente) in parte “risparmiate” dalla loro minore presenza nei mercati finanziari globalizzati, è anche vero che ora che la crisi è soprattutto economica, essendo – appunto – più avvezze a fare profitti prestando denaro all’economia rischiano di trovarsi (se, come tutto lascia prevedere, la crisi durerà ancora per mesi e sarà seguita da una stagnazione di cui è difficile ipotizzare la durata, ma che non sarà meno di un anno, forse due) senza clienti. E quindi con problemi gravi, più gravi di quelle che ora sembrano messe peggio.
Sul debito pubblico siamo d’accordo. Sul fatto che sia una magangna vecchia anche. Sul fatto che questo governo non poteva fare molto, un po’ meno.
Primo, è stata “bloccata” la Commissione tecnica della spesa pubblica, che stava indagando e dando indicazioni di policy su dove si annidavano gli sprechi, non appena Tremonti si è insedito. MI chiedo: perchè?
Secondo: si è tagliata la spesa per investimenti (strade, ferrovie, ecc..) e non quella corrente. In pochi mesi è difficile, ma in un anno su quel versante non si è fatto nulla, se non qualche dichiarazione d’intenti di Brunetta.
Terzo: non si sono fatti passi avanti (anzi, il contrario) sul fronte non solo della lotta all’evasione, ma su quello della tax compliance, ovvero su un approccio più “friendly” e più “stringente” al tempo stesso verso i contribuenti.
Quarto: paralizzati dai possibili “veti incrociati interni” non si sono fatte scelte sul fronte riforma pensioni, liberalizzazioni (che fanno crescere il PIL, quindi anche le entrate fiscali).
E anche altro….
“Se il Berlusca potesse dimezzare il debito pubblico, sarei ben lieto di pagarer le sue ipotetiche marchette.”
Io no. Perchè essere un uomo pubblico impone dei doveri. Ma lui, purtroppo, si limita a pagare le marchette (forse)
Sulla parte finale sono d’accordissimo: questo era il senso dell’articolo: pensare di più all’economia e meno al Gossip.
Grazie per lo stimolante commento.
@Zione:
Finchè ci sarà gente dotata di libero pensiero. E per fortuna, ce ne sono tanti, a destra e a sinistra. Nel frattempo, continua a sonnecchiare.
@rebjyaco:
“Non sono le escort di Berlusconi a mandare a rotoli il Paese, è la politica, questo tipo di politica economica che manda a rotoli il Paese.”
E’ esattamente il senso dell’articolo.
@tutti:
Un sorriso on line
C.
Cipiciani,
si consoli. Noi è da un anno esatto che scriviamo queste cose…
http://bamboccioni-alla-riscossa.org/2008/07/05/tettanic/
http://bamboccioni-alla-riscossa.org/2009/06/21/pd-reloaded/
…anche perchè la crisi – la peggiore dal 1929 (Fmi dixit) dura da due (sempre anni, s’intende). Ma non ci si è mai filato nessuno.
La colpa non è dei giornali. E neppure dei partiti. La colpa è degli italiani tutti che da tempo – troppo tempo – non vogliono guardare in faccia alla realtà. Quella di un Belpase che è destinato inevitabilmente al declino. Perchè nessuno vuole rinunciare a (piccoli e grandi) privilegi e furberie.
E poi: sì la crisi ci ha messo, come si suol dire, il “carico”. E media e partiti divagano. Ma solo per raccontare a lettori ed elettori quel che si vogliono sentir dire: va tutto bene, madama la marchesa; e se finirà il pane, ci saran ben le brioche.
Non ci crede? Provi – per credere – a domandare a un trentenne cosa pensi della sua pensione (sempre che sappia come funzioni il sistema pensionistico). E perchè non scenda in piazza a protestare un giorno sì e l’altro pure.
Carissimi Bamboccioni
Non è che non vi si è filato nessuno…è che i media tradizionali sono “distaratti” da notizie più significative. E a diversi italiani (non a tutti) sia di dx che di sx, la riflessione non piace. Perchè costa fatica.
Per questo, voi che siete in gamba dovete INSISTERE: Perchè il vostro sussurro (così come i nostri…), in qualche modo, può seminare qualcosa. E qualche germoglio, in mezzo alle tante erbacce, può farsi strada.
I trentenni sono soprattutto rassegnati. NOn dobbiamo ingrossare le fila.
Un sorriso..bamboccione (ex, ormai…per ragioni anagrafiche ^_^)
..Gli specchi per le allodole..inutilmente a terra balenano ormai…come prostitute che nella notte vendono, un gaio cesto d’amore che amor non è mai…..
non potendo più illudere….li si disorienta con storie di grandi bagasciate… affinché il popolino possa continuare a parlarne nei bar…invece di riempir le piazze.
Sì, è vero, hai ragione tu, ci son questioni più importanti delle millanterie sessuali di questo vecchio caprone…ma…
non credi anche tu che alla fine non faccia poi tutta questa differenza?
Una menzogna è tale indipendentemente dall’argomento.
Una naturale disposizione sistematica alla menzogna non è un criterio in base al quale determinare l’ineleggibilità morale di una persona?