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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 19 giugno 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Ieri, sul Foglio, Giuliano Ferrara ha detto a Silvio Berlusconi qualcosa che molti pensano anche nel centrodestra: “Caro Cav., un premier non si difende così“, cominciava l’editoriale siglato con quell’”elefantino” che è ormai da anni la sua firma. Comincia chiarendo qualcosa che finora i tifosi dello schieramento favorevole al Cavaliere non hanno ancora capito: “Berlusconi non parla di un oscuro complotto, ma del dipanarsi alla luce del sole di una campagna di feroce inimicizia, che rimesta nel privato e punta al più completo sputtanamento del nemico. Questa rappresentazione della realtà, e chiamatela se volete “funzione di garanzia della libera stampa”, nessuno la può onestamente negare“. Più chiaro di così, considerando chi è il suo editore, Ferrara non poteva essere: è chiaro che Repubblica ti attacca perché gli stai antipatico, ma alla fin fine i fatti ci sono. Le notizie sono vere, non costituiscono un’astrusa montatura. Ci ricamano, è vero: esattamente come si è ricamato altri in simili occasioni (caso Sircana). Se un premier ospita ragazze in una villa durante le vacanze, questa è una notizia; se ci sono le foto, si pubblicano. A prescindere dalle antipatie e dai complotti demoplutogiudaicomassonici.

sdYsolKXXovcgewoSy7JVMJ6o1 500 Se lo dice Ferrara (e non Travaglio), allora Silvio dovrà riflettere Anzi, dice Giulianone, a dirla tutta hanno anche ragione: “le armi di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e dal suo entourage. La prima, è una licenziosità di comportamento difficile da classificare [...] e uno stile di vita esposto ai ben noti meccanismi di condizionamento e ricatto. La seconda arma è un’autodifesa risibile, esposta al ludibrio della stampa italiana e internazionale“. E cita la frase di Ghedini sull’”utilizzatore finale“, per dire che così l’avvocato del premier finisce per paragonare il premier a Cosimo Mele, l’onorevole UdC beccato con due prostitute in albergo due estati fa. Solo che Berlusconi non può comportarsi come un deputato di provincia preso con le mani nella marmellata, dice ancora Ferrara. E chiede a Silvio uno scatto d’orgoglio, che dovrebbe consistere nel rispondere a tono alle accuse e chiudere la partita. “Altrimenti si andrà avanti in questo 24 luglio permanente. Ora tocca a lui tirarsi su da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato, e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d’animo. La situazione si è fatta grave, e perfino seria“, conclude l’Elefantino parafrasando Ennio Flaiano.

Anche perché nel frattempo qualcosa è successo: le registrazioni audio e video degli incontri e delle feste a Palazzo Grazioli (e non delle telefonate, come si era scritto all’inizio), per evitare fughe di notizie, sono state sigillate dal pm di Bari. Di solitoi nastri vengono ascoltati dal magistrato inquirente e dagli investigatori e, successivamente, affidate ad un consulente che si occupa di eliminare i rumori di fondo e trascrivere i dialoghi. Ma per ora, il contenuto delle audiocassette consegnate dalla D’Addario è in cassaforte e non sarà trascritto“. Così si evitano al massimo fughe di notizie: è più facile fare una fotocopia, nelle Procure, che duplicare un file audio e video in velocità. Ma tanto, quanto volete che duri? Altre tre ragazze ascoltate in procura ieri, chissà quante pronte a spuntare, i nastri che prima o poi li sbobineranno e le storie su Patricia Brummel, lo pseudonimo “artistico” della D’Addario, con l’informazione che ha lavorato anche come prostituta – tenendo ben presente che una prostituta non dev’essere per forza anche miope, dura d’orecchi etc – serviranno a poco, se non a rendere più torbida la storia. Nel frattempo, l’inchiesta si allarga a un nuovo indagato – Alessandro Mannavini – e agli inevitabili giri di cocaina, mentre nei brogliacci delle telefonate spuntano anche il nome della parlamentare del Pdl Elvira Savino, approdata alla Camera da Conversano, due passi da Bari e quello di Angela Sozio, l’ex concorrente barese del Grande Fratello fotografata nel 2007 sulle gambe del premier a Villa Certosa. E Marco Galluzzo sul Corriere raccoglie acriticamente gli ultimi vaneggiamenti del Cavaliere: “Il sospetto di essere spiato. Come nel 1996, quando denunciò di aver trovato una microspia nel suo studio.  Nelle ultime ore ha aggiunto una verifica su alcune voci che gli sono ar rivate alle orecchie. Denunce ufficiose che riferiscono di atti vità d’intelligence non autoriz zata, nella Capitale in partico lar modo, compiuta ai suoi danni: controlli, pedinamenti, intercettazioni ambientali“. Speriamo davvero che non sia come nel ‘96, perché fu dimostrato che all’epoca la “cimice” ritrovata da Silvio fu messa lì da chi era stato incaricato di effettuare la bonifica dalle eventuali “cimici”…

In più, la sindrome di accerchiamento incombe: “Stavolta l’intervista alla «velina di turno» l’ha pubblicata il «Corriere» ma c’era già pronta in agguato «Repubblica», informa Silvio, «così perlomeno da via Solferino garantiscono a Letta»“, si legge sulla Stampa. Insomma, qui non stiamo parlando del crudelissimo gruppo editoriale L’Espresso, e nemmeno del cattivissimo Marco Travaglio: si parla di Giuliano Ferrara, il quale lo dice chiaro e tondo che questa è una situazione di “minorità civile“. L’alternativa è passare l’estate perennemente perculati, in lungo e in largo, all’estero e in Italia: sta per arrivare l’estate, nelle spiagge non si parlerà d’altro in ogni caso. Se non fa qualcosa il prima possibile, Berlusconi rischia di cadere a colpi di ridicolo. E Ferrara di doversi trovare qualcun altro da “sostenere”. Idea terrorizzante, eh?

(vignetta da HCJ)

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