La poesia migliore è proprio quella che si taglia con un coltello. Mentre stavamo appunto a tavola poetando, riusciranno i nostri eroi in Sud Afrika a scoprire se Adinolfi è una centrale elettrica che accende una lampadina sola o una lampadina sòla, ci mandarono il boccone di traverso dalla vecchia e disamorata Napoli. Il rumeno ucciso, morto, anzi prima moribondo. Con la moglie che par di sentirla strillare, tra un fuggi fuggi e un non c’è campo, ed ululare ancora. Simplicio provava quasi che volesse piangere ma in realtà per quanti sforzi facessimo per avere al nostro tavolo qualcosa di umano neanche la fame gli passava. Fu allora che Galeazzi commentò che oggi il miglior modo, forse l’unico, per non aver brutte sorprese è andarsene in silenzio.
The final Ricchiuti
The Final Ricchiuti #292
18 giugno 2009




L’animale terreno consapevole non si stupisce affatto davanti allo spettacolo di esemplari della specie Homo Sapiens che muoiono tra l’indifferenza di altri esemplari della specie Homo Sapiens
L’animale terreno consapevole sa che non esiste in natura alcun interesse reale di un esemplare adulto della specie Homo Sapiens nei confronti di un altro esemplare adulto della spceie Homo Sapiens, cosi’ come non esiste in natura alcun interesse del genere in alcuna altra specie vivente.
L’atteggiamento naturale di un esemplare adulto della specie Homo Sapiens nei confronti di un altro esemplare adulto della specie Homo Sapiens che ha dei problemi o che sta morendo è esattamente quello dei passanti nei confronti del rumeno che stava morendo, rilevato dalle immagini televisive in Napoli.
A stupirsi di fronte a quelle immagini sono gli esemplari della specie Homo Sapiens convinti dell’esistenza reale dell’amore per il prossimo e della fratellanza tra gli uomini, perchè educati, fin dalla più tenere età, a credere che questi due atteggiamenti esistano realmente.
In realtà il cosiddetto “amore per il prossimo” cristiano o la cosiddetta “fratellanza” massonica sono concetti inventati per controllare gli esemplari adulti della specie Homo Sapiens mantenendoli in condizione infantile.
La creazione dell’amore per il prossimo e della fratellanza avviene infatti prendendo
l’ interesse dell’esemplare adulto per il cucciolo generato, che quello si un interesse reale, ma di natura assolutamente egoistica perchè finalizzato alal permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra, ed inventando che esso esiste da parte di ogni esemplare adulto verso tutti gli altri esemplari adulti.
Il passo successivo è quello di innestare nei cervelli dei cuccioli di Homo wsapiens, fin dalla più tenera età i due concetti di “amore per il prossimo” e “fratellanza” allo scopo di convincerli che esista realmente un interesse reale di ogni esemplare adulto per tutti gli altri.
LO SCOPO DI QUESTO PROCESSO EDUCATIVO E’ QUELLO DI CREARE UNA RETE DI CONTROLLI RECIPROCI TRA GLI INDIVIDUI, E, SOPRATTUTTO, DEL POTERE VERSO GLI INDIVIDUI.
UN POTERE CHE SI PONE VERSO GLI INDIVIDUI SOTTOMESSI, I SUDDITI, COME UN ADULTO VERSO IL CUCCIOLO, OSTENTANDO AMORE ED INTERESSE PER LORO, ALLO SCOPO DI MANTENERLO NEL CONDIZIONE INFANTILE E CONTROLLARLO MEGLIO.
Lo stupore di alcuni esemplari della specie Homo Sapeins di fronte a scene come quella di Napoli, in cui un esemplare della specie moribondo viene abbandonato a se stesso da altri esempalri adulti della stessa specie si spiega quindi, per concludere, con il semplice fatto che quel processo educativo, mirante ad illuderli dell’esistenza dell’amore per il prossimo e della fratellanza, è in loro riuscito.
Adinolfi è uno degli ultimi esemplari di zecca cattocomunista esistente in Italia, una specie in via di estinzione.
Prima del 1968 in Italia si viveva benissimo.
Poi sono apparse le prime zecche cattocomuniste, hanno trovato terreno fertile ed hanno cominciato a diffondersi sul territorio.
Piccoli e meschini ometti e feminette, repressi dalle loro ideologie contro natura e contro la vita che li rendono incapaci di dare ogni felicità a se stessi e quindi agli altri
Stanno lì nell’ombra, come servette, a parlare dei soldi del padrone, senza avere soldi, a parlare delle trombate del padrone, senza trombare.
Stanno lì nell’ombra a sfogare la loro infelicità tramando per togliere la felicità a chi è felice.
Orde di cattocomunisti infelici.
Come potrebbe mai essere felice chi viene educato, fin dalla più tenera età, a criminalizzare il sano e naturale egoismo?
La felicità viene dal nutrire il sano e naturale egoismo, dall’assecondare il sano e naturale egoismo, dal soddisfare il sano e naturale egoismo.
Il loro destino necessario ed inevitabile è l’infelicità, poi il risentimento ed il rancore verso chi è felice, ed infine il bisogno meschino di togliergli la felicità.
Immaginate quanto male può fare agli altri un cattocomunista che si occupa degli altri.
Immaginate quanto male può fare un cattocomunista che governa: un Prodi, un D’Alema, un Veltroni, un Franceschini, una Rosibindi, una Liviaturco.
Pipparoli inutili, incapaci di fare qualunque cosa, che infestano l’Italia con i loro deliri, diffondendo tra i giovani idee deliranto e contro natura sulla vita, sulla realtà e sugli esseri umani, creando disadattati ed emarginati da centri sociali o da parrocchiette.
Inidivui incapaci di avere una vita sana, dall’egoismo criminalizzato, persi dietro a volontariato, solidarietà, assistenza sociale, che portano i malati a Lourdes, che si occupano di handicappati senza speranza, inutile ingombro per una società sana.
UN VIRUS SUBDOLO, PERICOLOSISSIMO..
DA ATTACCARE SENZA PIETA.
Gente infelice, rancorosa e risentita cnme tutti gli infelici.
Per rendere felici gli altri bisogna essere felici.
Come può portare la felicità gli altri chi è a tal punto infelice da voler togliere la felicità a chi ce l’ha?
IO AMO LA VITA, LA SALUTE, LA FELICITA’.
IO SO CHE PER DARE FELICITA’ AGLI ALTRI BISOGNA ESSERE FELICI.
FACCIO COME FECE IL VATE.
SCELGO LA VITA.
SCELGO LA FELICITA’
SCELGO SILVIO.
E’ l’indifferenza e la tradizionale paura omertosa che riguarda, anche i napoletani, insieme a tutti quei popoli che sono sotto minaccia costante dell’illegalità. E’ più facile che ci si muova a denunciare a un uomo di una cosca la morte violenta di un poliziotto poniamo nelle stesso modo del rumeno, ma al clan opposto a quello del gruppo di fuoco. Per ricevere riconoscimento e protezione. Alla polizia se si va, si va per depistare. Vadano li le ronde padane e missine. E’ un buon boot-camp per usare una espressione da talent-show. Saviano prendi appunti.
sono d’accordo