Mousavi: un mostro che l’Occidente fa finta di non vedere
18/06/2009 - Mentre l’Occidente sta con il fiato sospeso sperando che la piazza rovesci il regime iraniano, nessuno si rende conto che quella piazza è aizzata da un candidato peggiore di Ahmadinejad. È curioso come l’opinione pubblica e i media dell’Occidente in
Mentre l’Occidente sta con il fiato sospeso sperando che la piazza rovesci il regime iraniano, nessuno si rende conto che quella piazza è aizzata da un candidato peggiore di Ahmadinejad.
È curioso come l’opinione pubblica e i media dell’Occidente in questi giorni si siano schierati a favore di Mousavi senza minimamente essersi informati sul suo passa
to e soprattutto sulle sue idee politiche attuali. Con questo articolo cercheremo di rispondere a due domande: chi è Mousavi?; e, soprattutto, l’Iran sarebbe diverso con Mousavi?
CHI È MOUSAVI? – Mir-Hossein Mousavi Khameneh è stato il principale candidato dell’opposizione nelle appena svolte elezioni iraniane. All’interno del panorama politico iraniano è considerato un riformatore. Il che per i canoni dell’occidente democratico rimane comunque un conservatore di stampo fascista. Mousavi non arriva dal nulla. Non è parte di un progetto rivoluzionario nato nell’illegalità, nel sottosuolo della resistenza, fuori dai palazzi del regime. Mousavi è stato parte del regime per quasi un decennio. Fu infatti il Primo Ministro (la più alta carica in Iran prima della riforma presidenziale) della Repubblica Islamica d’Iran dal 1981 al 1989. Fu prima ancora tra i rivoluzionari che nel 1979 seguirono Khomeini nella sua rivoluzione culturale islamica e scacciarono lo Shah. Fu quindi uno tra i fondatori del regime attuale. Come Primo Ministro iraniano condusse la guerra contro l’Iraq in cui morirono quasi un milione tra irakeni e iraniani. Fu durante il suo mandato che il governo iraniano decise di mandare sul campo di battaglia 100.000 bambini per pulire i campi di mine, arruolandoli nel corpo dei volontari Basij. Negli anni terribili del rapimento degli americani all’ambasciata americana di Teheran nel 1979, Mousavi dichiarò che quell’atto era necessario e faceva parte del “secondo stadio della nostra rivoluzione”.Sotto il suo mandato vennero uccisi per impiccagione migliaia di dissidenti politici, crimin
ali, donne fedifraghe e omosessuali. Altri vennero uccisi dai servizi segreti e dai Pasdaran. È del 1988 invece la fatwa di Khomeini contro lo scrittore Salman Rushdie, reo di aver scritto “Versetti satanici”. Fondamentalisti in tutto il mondo si mobilitarono per ucciderlo e diversi traduttori della sua opera furono assassinati o feriti (incluso quello italiano). Mousavi appoggiò in pieno la condanna a morte di Rushdie e si felicitò della mobilitazione internazionale dei fedeli khomeinisti, definendo Rushdie “uno strumento dei sionisti contro l’Islam”. Nello stesso anno Mousavi dichiarò Israele un “tumore canceroso” da eliminare. L’anno prima definì gli Stati Uniti d’America “il grande Satana”. Tutte frasi e concetti ricorrenti nella retorica iraniana. Di fatto Mousavi fu il fondatore della politica isolazionista e fondamentalista dell’Iran. Negli anni ’80 fondò e finanziò il gruppo terroristico sciita Hezbollah in Libano e fu accusato di essere tra i mandanti degli atti di terrorismo internazionale di quegli anni, dalla Germania all’Argentina. Fu anche l’architetto dietro il MOIS, i servizi segreti iraniani, su modello del KGB sovietico, che in quegli anni torturava e uccideva i dissidenti interni.
L’IRAN SAREBBE DIVERSO CON MOUSAVI? – Per rispondere a questa domanda bisogna capire quale sia la facci che si nasconde dietro la maschera di Mousavi e la sua pseudorivoluzione. È ormai assodato che si tratti di Rafsanjani. E, allora, c
onviene chiedersi chi sia anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Fu Presidente della Repubblica alla fine degli anni ’80, fa parte della casta clericale e del Consiglio degli Esperti, il potentissimo organo di potere iraniano (secondo solo alla Guida Suprema, l’Ayatollah). È considerato uno tra gli uomini più ricchi del paese e la sua famiglia tiene in mano l’industria del petrolio. Nel parlamento iraniano viene soprannominato “lo squalo”, per la sua tenacia e i suoi modi duri. Ma, soprattutto, fu grande amico di Mousavi negli anni della sua presidenza. Nei giorni scorsi la folla di centinaia di migliaia di persone scese in piazza per sostenere la vittoria di Ahmadinejad urlava il suo nome con rabbia, stramaledicendolo. Tutti sanno che dietro le rivolte c’è lui. Avversario storico dell’attuale ayatollah Khamenei (considerato debole), molti pensano che stia progettando di prendere il suo posto.
RIVOLUZIONE O RESA DEI CONTI? - Ma allora che sta succedendo in Iran? In poche parole, trattasi non di rivoluzione, ma di resa dei conti all’interno del regime degli ayatollah. Nei prossimi giorni potrebbe anche diventare guerra civile. Altro non è che una lotta per la supremazia all’interno del regime. Nessuno dei contendenti mette in discussione il clero, le sue leggi e le sue guide e di fatto nessuno mette in discussione il regime iraniano. Men che meno il “riformatore” Mousavi, dipinto come un rivoluzionario, ma che altro non è che un gerarca del regime in cerca di potere. Sulla carta poi, tra Mousavi e Ahmadinejad, è il primo ad essere stato il più sanguinario, integralista e di fatto “il più cattivo”. Quest’uomo, che tutti in Occidente vedono come il buon salvatore, ha sulla coscienza centinaia di migliaia di morti, mutilazioni, torture, impiccagioni, sofferenze. È responsabile dell’odio contro Israele, della fondazione di Hezbollah e di attentati terroristici al’estero. Ahmadinejad in confronto pare un agnellino.













Per Wildskudd
forse su wikipedia sono considerate cazzate ma la CNN e il Time le prendono molto seriamente:
http://edition.cnn.com/2009/WORLD/meast/06/18/iran.moussavi.profile/
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1904194,00.html
Secondo me d’Alema è come Mousavi. Come lui vuole sovvertire illegalmente il risultato elettorale del 6 e 7 giugno.
Con le magistrature concertate dalla Puglia casa-patria. E questo lo pagherà. Il Popolo delle Libertà è sul piede di guerra. Preghi solo di recuperare domenica ”due assessori due” a Cividale del Friuli. O una marea verde di rabbia lo seppellirà.
Pingback: Cosa succede a Theran? - Pagina 2 - Il Forum del Body Building & Fitness
Entrambi i leader hanno un proprio passato (e anche un presente) “oscuro”. Persino nel popolo c’è chi ha le proprie colpe. In quel paese è impossibile distinguere la parte buona da quella cattiva ma sappiamo tutti che ESISTE UNA PARTE INNOCENTE E SONO TUTTE QUELLE DONNE, QUEGLI UOMINI E QUEI BAMBINI CHE NON POSSONO AVERE UNA VITA NORMALE CON TUTTI I DIRITTI E LE LIBERTA’ CHE SPETTANO LORO PERCHE’ SONO COSTRETTI A SUBIRE LE VESSAZIONI DI QUEL MOSTRO CHE E’ IL REGIME DITTATORIALE!
“Ma che i preti fanno le rivoluzioni?”Sono passati tanti anni,ma la domanda che mi va di farvi è sempre la medesima: ma che i preti fanno le rivoluzioni?”
Perché no? Gesù Cristo fu un rivoluzionario. Gli stalinisti nella Spagna del ’39 furono dei reazionari.
La rivoluzione è il popolo in armi contro il potere costituito.
Sicuramente i preti non fanno la rivoluzione socialista.
Ma che quella iraniana fosse una rivoluzione non c’è dubbio.
L’Iran passò da una dittatura eterodiretta ad una teocrazia scelta dal popolo.
“ma non è che in Iran la lotta sia tra il bene assoluto e il male assoluto.”
No, infatti, sulla lotta tra il bene assoluto e il male assoluto c’è il brevetto di George W. Bush, evidentemente in Iran non volevano pagargli i diritti…
Certo, ma Obama…un altro mondo…
Intanto Guantanamo, l’Iraq e l’Afghanistan stanno come, se non peggio di prima.
Forse senza la politica imperialista occidentale, che si fa paravento della retorica democratica, la democrazia stessa e la libertà in quell’area avrebbero qualche chance in più…
“Speriamo di non fare gli stessi errori.”
Ti riferisci al Vietnam, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Palestina, all’Africa, alla Cina, al sud America, devo continuare?
A mio avviso il tuo appello va proprio nella direzione degli stessi errori di sempre, quelli della malcelata supremazia razzial-culturale dell’occidente.
La volontà di un popolo in armi non può conoscere una verità superiore al di fuori di sé, tantomeno in una logica democratica.
Qualunque popolo o gruppo sociale faccia valere il proprio pensiero e le proprie opinioni sta rivendicando il proprio diritto alla democrazia.
Si vuole veramente aiutare i democratici iraniani? Si aprano le frontiere e si permetta a chiunque voglia farlo di vivere lo stile di vita occidentale. In questo consisterebbe, a mio avviso, la differenza tra democrazia ed imperialismo.
Per il resto ben venga questo articolo: è giusto che si sappia che Mousavi non è né un democratico, né tantomeno un socialista.
Così come è giusto che si tenga ben presente che è Mousavi, in quanto tale, ad essere sostenuto dalla protesta popolare, non Obama.
Articolo decisamente troppo critico nei confronti di Mousavi. Sarebbe stata opportuna una maggiore attenzione, in particolare circa la faccenda dei bambini mandati sui campi minati: che fonti ci sono? Sono curioso di sapere di più perché per il momento non ho trovato nulla. Per inciso, durante la guerra Iran Iraq era particolarmente amato dalla popolazione per il modo efficace con cui ha evitato il caos economico e l’acuirsi di disparità sociali.
Il grosso (grossissimo) errore dell’articolo sta nell’attribuire una massa di responsabilità a Mousavi, ignorando che l’equilibrio dei poteri nella Repubblica Islamica è molto complesso, e lo era in particolare nel periodo in cui Mousavi era premier: le tre cariche principali dell’epoca erano
1) La Guida Suprema (Khomeini, all’epoca)
2) Il Presidente (Khamenei)
3) Il premier (Mousavi)
E, poco ma sicuro, il premier non era la carica più importante. Tant’è vero che poi è stata abolita senza colpo ferire. Peraltro, Mousavi era già all’epoca inviso a Khamenei poichè apparteneva all’ala sinistra della rivoluzione iraniana.
Aggiungo: a sostenere Mousavi è anche un intellettuale come Abdolkarim Soroush, che non solo non è fascista, ma è anche molto più genuinamente democratico di molti “pensatori” italiani…
Pingback: Aggiornamenti da Teheran e un interrogativo: Mousavi è un eroe o un mostro? | Video Folli
quel mostro ha la piena ragione.comunque se il nemico di Israele non prende la precauzione di essere contro Israele e contro il traditore,come per ogni Stato o popolo,la falsita’del traditore avra’ la vincita sopra tutto,sopra la religione,sopra lo Stato,su’ tutto,ogni cosa verra’rubata e tutto cio’che si ha lo si dona al nemico.Questo e’per ogni Stato o Paese.Ogni Stato,ogni paese deve avere la propria difesa dal ladro.