Mentre l’Occidente sta con il fiato sospeso sperando che la piazza rovesci il regime iraniano, nessuno si rende conto che quella piazza è aizzata da un candidato peggiore di Ahmadinejad.
È curioso come l’opinione pubblica e i media dell’Occidente in questi giorni si siano schierati a favore di Mousavi senza minimamente essersi informati sul suo passa
to e soprattutto sulle sue idee politiche attuali. Con questo articolo cercheremo di rispondere a due domande: chi è Mousavi?; e, soprattutto, l’Iran sarebbe diverso con Mousavi?
CHI È MOUSAVI? – Mir-Hossein Mousavi Khameneh è stato il principale candidato dell’opposizione nelle appena svolte elezioni iraniane. All’interno del panorama politico iraniano è considerato un riformatore. Il che per i canoni dell’occidente democratico rimane comunque un conservatore di stampo fascista. Mousavi non arriva dal nulla. Non è parte di un progetto rivoluzionario nato nell’illegalità, nel sottosuolo della resistenza, fuori dai palazzi del regime. Mousavi è stato parte del regime per quasi un decennio. Fu infatti il Primo Ministro (la più alta carica in Iran prima della riforma presidenziale) della Repubblica Islamica d’Iran dal 1981 al 1989. Fu prima ancora tra i rivoluzionari che nel 1979 seguirono Khomeini nella sua rivoluzione culturale islamica e scacciarono lo Shah. Fu quindi uno tra i fondatori del regime attuale. Come Primo Ministro iraniano condusse la guerra contro l’Iraq in cui morirono quasi un milione tra irakeni e iraniani. Fu durante il suo mandato che il governo iraniano decise di mandare sul campo di battaglia 100.000 bambini per pulire i campi di mine, arruolandoli nel corpo dei volontari Basij. Negli anni terribili del rapimento degli americani all’ambasciata americana di Teheran nel 1979, Mousavi dichiarò che quell’atto era necessario e faceva parte del “secondo stadio della nostra rivoluzione”.Sotto il suo mandato vennero uccisi per impiccagione migliaia di dissidenti politici, crimin
ali, donne fedifraghe e omosessuali. Altri vennero uccisi dai servizi segreti e dai Pasdaran. È del 1988 invece la fatwa di Khomeini contro lo scrittore Salman Rushdie, reo di aver scritto “Versetti satanici”. Fondamentalisti in tutto il mondo si mobilitarono per ucciderlo e diversi traduttori della sua opera furono assassinati o feriti (incluso quello italiano). Mousavi appoggiò in pieno la condanna a morte di Rushdie e si felicitò della mobilitazione internazionale dei fedeli khomeinisti, definendo Rushdie “uno strumento dei sionisti contro l’Islam”. Nello stesso anno Mousavi dichiarò Israele un “tumore canceroso” da eliminare. L’anno prima definì gli Stati Uniti d’America “il grande Satana”. Tutte frasi e concetti ricorrenti nella retorica iraniana. Di fatto Mousavi fu il fondatore della politica isolazionista e fondamentalista dell’Iran. Negli anni ’80 fondò e finanziò il gruppo terroristico sciita Hezbollah in Libano e fu accusato di essere tra i mandanti degli atti di terrorismo internazionale di quegli anni, dalla Germania all’Argentina. Fu anche l’architetto dietro il MOIS, i servizi segreti iraniani, su modello del KGB sovietico, che in quegli anni torturava e uccideva i dissidenti interni.
L’IRAN SAREBBE DIVERSO CON MOUSAVI? – Per rispondere a questa domanda bisogna capire quale sia la facci che si nasconde dietro la maschera di Mousavi e la sua pseudorivoluzione. È ormai assodato che si tratti di Rafsanjani. E, allora, c
onviene chiedersi chi sia anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Fu Presidente della Repubblica alla fine degli anni ’80, fa parte della casta clericale e del Consiglio degli Esperti, il potentissimo organo di potere iraniano (secondo solo alla Guida Suprema, l’Ayatollah). È considerato uno tra gli uomini più ricchi del paese e la sua famiglia tiene in mano l’industria del petrolio. Nel parlamento iraniano viene soprannominato “lo squalo”, per la sua tenacia e i suoi modi duri. Ma, soprattutto, fu grande amico di Mousavi negli anni della sua presidenza. Nei giorni scorsi la folla di centinaia di migliaia di persone scese in piazza per sostenere la vittoria di Ahmadinejad urlava il suo nome con rabbia, stramaledicendolo. Tutti sanno che dietro le rivolte c’è lui. Avversario storico dell’attuale ayatollah Khamenei (considerato debole), molti pensano che stia progettando di prendere il suo posto.
RIVOLUZIONE O RESA DEI CONTI? - Ma allora che sta succedendo in Iran? In poche parole, trattasi non di rivoluzione, ma di resa dei conti all’interno del regime degli ayatollah. Nei prossimi giorni potrebbe anche diventare guerra civile. Altro non è che una lotta per la supremazia all’interno del regime. Nessuno dei contendenti mette in discussione il clero, le sue leggi e le sue guide e di fatto nessuno mette in discussione il regime iraniano. Men che meno il “riformatore” Mousavi, dipinto come un rivoluzionario, ma che altro non è che un gerarca del regime in cerca di potere. Sulla carta poi, tra Mousavi e Ahmadinejad, è il primo ad essere stato il più sanguinario, integralista e di fatto “il più cattivo”. Quest’uomo, che tutti in Occidente vedono come il buon salvatore, ha sulla coscienza centinaia di migliaia di morti, mutilazioni, torture, impiccagioni, sofferenze. È responsabile dell’odio contro Israele, della fondazione di Hezbollah e di attentati terroristici al’estero. Ahmadinejad in confronto pare un agnellino.
























Ma l’articolista pensa davvero che nell’Iran di oggi una qualsiasi rivolta basata sulla negazione del clero possa avere uno straccio di speranza di successo? Spera che le donne abbandonino gli hijab e si mettano a rotolarsi nude nel fango di Woodstock al grido di Peace and Love? Piccoli passi, raga, piccoli passi. Tutto è relativo: se decidessero (esempio stupido) di amputare ai ladri solo un dito invece dell’intera mano, sarà già un passo avanti. Ah, per inciso, la guerra Iran Iraq è stata iniziata dall’Iraq.
Sono sostanzialmente d’accordo sulle informazioni e le speculazioni di Fabristol. Non credo che nella curiosa battaglia su chi possa essere più sanguinario si può dire con certezza Mousavi, considerando che molte delle nefandezze sono state compiute durante una guerra decennale. E la guerra, si sa, non è che sia questo terreno fertile di azioni umanitarie o rispetto dei diritti civili.
Forse mi domanderei se dall’ultima sua apparizione politica possa aver capito, da bravo politico e cattivo chierico, che appoggiarsi oggi a correnti “moderate” realmente possa essere la carta vincente.
Concordo pienamente con l’articolo, e sulla capacitrà di analisi dei Mass Media è difficile nutrire illusioni….
Personalmente la mia unica ignorante e flebile speranza potrebbe essere che il tentativo di Mousavi e Rafsanjani di cavalcare la tigre della protesta gli si ritorca contro.
Sollevare le piazze è un arte difficile e ci sono notevoli esempi storici in cui le cose sono andate molto oltre le intenzioni dei provocatori.
D’altra parte bisogna sempre tener presente che l’Iran sarebbe semopre una nazione ricca popolosa e fieramente nazionalista. Un nuovo regime potrebbe essere meno fanatico e pericoloso, ma inevitabilemnte continuerebbe a reclamare il ruolo di potenza regionale in un area estremamente delicata
Concordo in pieno con Fabristol. Mi riesce difficile considerare però Ahmadinejad un agnellino, con chiunque lo si compari
Mousavi: il ritratto di un mostro che l’Occidente fa finta di non vedere…
Mentre l’Occidente sta con il fiato sospeso sperando che la piazza rovesci il regime iraniano, nessuno si rende conto che quella piazza è aizzata da un candidato peggiore di Ahmadinejad….
Per Markogts
Sai che forse con Mousavi si potrebbe tornare indietro invece. Ora ti tagliano un dito, con lui ti potrebbero tagliare la mano.
Per quanto riguarda la guerra iran-iraq so benissimo chi l’ha cominciata. Infatti non c’e’ scritto da nessuna parte che sia stato l’Iran ad incominciare.
[...] il meno peggio Salta ai commenti Su Giornalettismo ho fatto un riassuntino degli hobbies del simpatico Mousavi. Molti dicono che tutto quello che ho [...]
E’ curioso che nessun media “importante” si scomodi a fare questo tipo di analisi. Mi ricordo male, o Saddam Hussein era prima di diventare un dittatore sanguinario un grande amico dell’occidente? E Bin Laden chi era, prima di essere il pericolo pubblico numero uno? E che dire di Gheddafi, ieri terrorista ed oggi (per gli stessi leccapiedi di corte di allora) grande statista?
Dovremmo imparare a considerare i leader per quello che sono. Poi certo, come dice falkino, Ahmadinejad ci fa schifo a tutti. ma non è che in Iran la lotta sia tra il bene assoluto e il male assoluto.
C.
Tornare indietro o andare avanti, io credo che all’Iran faccia bene prima di tutto poter parlare e manifestare le proprie opinioni, questo sicuramente farà bene alla gente
Mucio dice una cosa saggia. C’è anche da sottolineare anche che queste manifestazioni sono state organizzate tenendo il livello dello scontro fisico il più vicino allo zero da entrambe le parti. Non sto dicendo che non ci siano stati morti e arresti, ma ci sono racconti di come la polizia faccia cordone per difendere i manifestanti dalle milizie più violente, e comunque non stiamo assistendo a nessuna piazza tienammen finora.
Un’altra cosa che ho visto cenusrata nei media occidentali e’ che molti degli scontri non sono tra la polizia e i “mousaviani” ma tra i “mousaviani” e i sostenitori di Ahmadinejad. Certo il governo tramite i pasdaran e i Basij fomenta la piazza contro i sostenitori di Mousavi pero’ qui ci troviamo in una sorta di mini guerra civile. Stiamo attenti a non vedere solo la folla di civili contro le forze armate. Non e’ cosi’. Il paese e’ profondamente diviso e Ahmadinejad ha molti supporters.
Concordo con markogts (è evidente che la lotta non sia tra bene e male, solo un fesso potrebbe pensarlo, ma mi sembra che questi articoli tradiscano più che altro la voglia di legittimare future trasformazioni dell’Iran in parcheggio).
a me invece sembra che la vuole dare vinta a Israele e se non fa qualche cosa ci riesce Israele e non l’Iran.
ma l’america potrebbe aiutare l’opposizione questo e’sicuro.
Per Prostata
in che senso?
Non sto legittimando Ahmadinejad che considero un criminale. Ho solo criticato i media occidentali per non averci dato una visione piu’ dettagliata della situazione e per aver trasformato un altro criminale in salvatore.
“in che senso?”
L’Islam moderato non esiste (che poi in parte posso pure essere d’accordo) -> asfaltiamoli tutti, oyeah.
Io vedrei comunque il bicchiere mezzo pieno: la gente scende in piazza (e già questo è tanto) perché vede l’unica, concreta opportunità di un piccolo miglioramento, o quantomeno di un cambiamento…
What?
ma di che stai parlando? Chi ha mai parlato di islam in questo articolo?
Prostata rileggitelo e rileggiti che e’ meglio.
Non mettete in bocca ad altri cio’ che non e’ stato nemmeno menzionato.
Io sono malizioso. :]
L’aspetto interessante di quello che sta accadendo non è nel stabilire quale tra i due contendenti sia il male minore, ma nell’impotenza in cui si è trovata la censura governativa iraniana quando il web si è impadronito della notizia. Questo è veramente rivoluzionario.
bbboni, state bbboni
Durante gli annni 1978-79,un giovane corrispondente di un giornalaccio comunista ed estremista che si trovava in Iran ad osservare l’evolversi della situazione politica di quel paese,tale Carlo Panella,se non ricordo male,di cui si sono poi perse le tracce,e che riusciva a godere di una posizione privilegiata di osservatore de visu grazie ai numerosi sottocrittori del quotidiano in questione che magari si privavano del panino col proscitto della colazione in fabbrica di mezza mattina per tenerlo laggiù,alle nostre sollecitazioni rispondeva : “Compagni,compagni..voi non capite…qui è in atto una rivoluzione ” A chi di noi osava replicare che mai nella storia i preti avevano fatto una rivoluzione,e che magari i preti iraniani avevano messo un mitra in mano alle sterminate masse del sottoproletariato urbano creato dallo sviluppo tumultuoso sul piano industriale del lungo governo Hoveyda,e stavano producendo una cosa simile a quella del cardinale Ruffo durante la repressione della Repubblica partenopes de 1799,costui replicava :”Compagni..compagni,voi non capite..(Stavolta aggiungeva anche ..un cazzo..)qui è in atto una rivoluzione” Noi replicavamo “Ma che i preti fanno le rivoluzioni?”Sono passati tanti anni,ma la domanda che mi va di farvi è sempre la medesima:ma che i preti fanno le rivoluzioni?
PEr Prostata
Ah dici, malizia preventiva?
a parte gli scherzi, non e’ mia intenzione:
a) giustificare Ahmadienjad
b) metterla sul piano religioso.
Per Ipazia
si, mi ricorda quando Khomeini veniva acclamato come il rivoluzionario dalle sinistre europee. All’epoca come oggi l’importante era appoggiare chi era contro gli USA. La Francia ebbe una responsabilita’ enorme nell’ospitare ed aiutare Khomeini.
Speriamo di non fare gli stessi errori.
Gregorj, ci sono centinaia di migliaia di persone (se non qualche milione) che in questo momento in Iran sono disposte a rischiare la vita o la libertà personale per mostrare comunque al mondo il proprio anelito di libertà. Come si fa a stare bbboni?
Agli alti livelli sicuramente tutta la vicenda viene gestita come una lotta per la supremazia “nel” regime, non come una lotta pro o contro il regime (e quindi bene ha fatto Obama a dire che tanto poco cambierebbe e bene fanno le nazioni a non prendere partito), ma per noi singoli non è questo ciò che conta. Mousavi non sarà probabilmente il riferimento ideale per molti dei manifestanti e per chi auspichi un futuro democratico per l’Iran (del resto altrimenti il regime non l’avrebbe selezionato tra i candidati “accettabili”), ma credo che per molti Mousavi fosse un pretesto: volevano dimostrare per la libertà e quindi chiunque si opponesse all’espressione attuale del regime, fosse anche solo per ambizione personale, con decenti probabilità di riuscita andava bene.
Da sostenere sono i “ragazzi in verde”, non Mousavi, anche se l’espulsione di tutti i giornalisti mi fa temere che possa accadere il peggio (e senza che si sappia).
@ grano:
ce l’avevo con Prostata e Fabristol che si stavano punzecchiando
Ho dimenticato di dire che nel magazzino di via Dandolo dove arrivavano le telefonate del corrispondente di cui sopra,a ridere a crepapelle delle sue panzane c’era anche un soggetto che oggi contribiusce ad assicurargli il pane quotidiano,ed era, costui ,tra quelli che all’epoca si sganasciavano più di tutti.
Panella il khomeinista diventato nel tempo l’esatto opposto sconta i suoi peccati sul Foglio dove ogni qual volta osa mettere becco con la direzione, tipo quando l’elefantino affidò a Meotti non so quale reportage nella zona di sua competenza, viene sfottuto appunto sull’Iran a botta di non capisci un cazzo, ricordati dell’Iran, stai zitto tu.
Deve sopportare anche di tanto in tanto Andrea Marcenaro che gli ricorda in prima pagina di quando all’epoca del libero amore la sua compagna gli mise con lui libera le corna.
Tu sai di costui cose che io non conosco;magari esiste anche il reciproco
La polizia politica, savak dello Scià era meglio?
Ricordo che in Cina iniziò dagli studenti la spinta al mutamento. Khamenei Rafsanshani sono ”meglio” di Khomeini. Ci sono donne con l’hijab e il kajal in volto che dieci anni fa costavano il carcere, ragazzi in jeans col viso coperto che rischiano il patibolo. Certamente qualcosa sta cambiando.
Un ruolo importante ce l’hanno gli americani ma devono assumere un profilo più marcato. Per adesso Obama sta alla finestra. Non estranei ai fatti sono sicuramente la Cia e il Mossad israeliano. Tanto più che gli Hezbollah sciiti in Libano hanno perso le consultazioni, pilotate dall’esterno dall’Iran e dalla Siria. Non si apre un momento tranquillo per la regione. Israele è in allerta, con l’aviazione che a Gibilterra sta facendo esercitazioni segrete da mesi. Un cerino buttato nella santabarbara e salta tutto.
Gran parte delle teorie in questo articolo sono oggetto di discussione e considerate cazzate su Wikipedia.
Avvisate Ipazia che non si stramazzi di pippe, non è ancora tornato il duce.
1 Cmq vada le manifestazioni che stanno avvenendo in Iran bucano i media e creano intorno a questi giovani, a queste donne ondate di solidarietà che, qualunque sia il cinico gioco di potere ,vede loro in sella a una tigre scatenata che non è detto che sia così facile domare
2 Non credo che sarà possibile tornare come prima qualunque sia il vincitore:internet fotografa, diffonde ,maschera
3 Non a caso queste manifestazioni sono sminuite da chi cavalca lo scontro di civiltà o auspica una guerra all’iran; difficile ora attaccare uno Stato che al suo interno ha così forze vive e non chiede a noi la liberazione.
Sensato.
Per Wildskudd
forse su wikipedia sono considerate cazzate ma la CNN e il Time le prendono molto seriamente:
http://edition.cnn.com/2009/WORLD/meast/06/18/iran.moussavi.profile/
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1904194,00.html
Secondo me d’Alema è come Mousavi. Come lui vuole sovvertire illegalmente il risultato elettorale del 6 e 7 giugno.
Con le magistrature concertate dalla Puglia casa-patria. E questo lo pagherà. Il Popolo delle Libertà è sul piede di guerra. Preghi solo di recuperare domenica ”due assessori due” a Cividale del Friuli. O una marea verde di rabbia lo seppellirà.
[...] [...]
Entrambi i leader hanno un proprio passato (e anche un presente) “oscuro”. Persino nel popolo c’è chi ha le proprie colpe. In quel paese è impossibile distinguere la parte buona da quella cattiva ma sappiamo tutti che ESISTE UNA PARTE INNOCENTE E SONO TUTTE QUELLE DONNE, QUEGLI UOMINI E QUEI BAMBINI CHE NON POSSONO AVERE UNA VITA NORMALE CON TUTTI I DIRITTI E LE LIBERTA’ CHE SPETTANO LORO PERCHE’ SONO COSTRETTI A SUBIRE LE VESSAZIONI DI QUEL MOSTRO CHE E’ IL REGIME DITTATORIALE!
“Ma che i preti fanno le rivoluzioni?”Sono passati tanti anni,ma la domanda che mi va di farvi è sempre la medesima: ma che i preti fanno le rivoluzioni?”
Perché no? Gesù Cristo fu un rivoluzionario. Gli stalinisti nella Spagna del ‘39 furono dei reazionari.
La rivoluzione è il popolo in armi contro il potere costituito.
Sicuramente i preti non fanno la rivoluzione socialista.
Ma che quella iraniana fosse una rivoluzione non c’è dubbio.
L’Iran passò da una dittatura eterodiretta ad una teocrazia scelta dal popolo.
“ma non è che in Iran la lotta sia tra il bene assoluto e il male assoluto.”
No, infatti, sulla lotta tra il bene assoluto e il male assoluto c’è il brevetto di George W. Bush, evidentemente in Iran non volevano pagargli i diritti…
Certo, ma Obama…un altro mondo…
Intanto Guantanamo, l’Iraq e l’Afghanistan stanno come, se non peggio di prima.
Forse senza la politica imperialista occidentale, che si fa paravento della retorica democratica, la democrazia stessa e la libertà in quell’area avrebbero qualche chance in più…
“Speriamo di non fare gli stessi errori.”
Ti riferisci al Vietnam, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Palestina, all’Africa, alla Cina, al sud America, devo continuare?
A mio avviso il tuo appello va proprio nella direzione degli stessi errori di sempre, quelli della malcelata supremazia razzial-culturale dell’occidente.
La volontà di un popolo in armi non può conoscere una verità superiore al di fuori di sé, tantomeno in una logica democratica.
Qualunque popolo o gruppo sociale faccia valere il proprio pensiero e le proprie opinioni sta rivendicando il proprio diritto alla democrazia.
Si vuole veramente aiutare i democratici iraniani? Si aprano le frontiere e si permetta a chiunque voglia farlo di vivere lo stile di vita occidentale. In questo consisterebbe, a mio avviso, la differenza tra democrazia ed imperialismo.
Per il resto ben venga questo articolo: è giusto che si sappia che Mousavi non è né un democratico, né tantomeno un socialista.
Così come è giusto che si tenga ben presente che è Mousavi, in quanto tale, ad essere sostenuto dalla protesta popolare, non Obama.
Articolo decisamente troppo critico nei confronti di Mousavi. Sarebbe stata opportuna una maggiore attenzione, in particolare circa la faccenda dei bambini mandati sui campi minati: che fonti ci sono? Sono curioso di sapere di più perché per il momento non ho trovato nulla. Per inciso, durante la guerra Iran Iraq era particolarmente amato dalla popolazione per il modo efficace con cui ha evitato il caos economico e l’acuirsi di disparità sociali.
Il grosso (grossissimo) errore dell’articolo sta nell’attribuire una massa di responsabilità a Mousavi, ignorando che l’equilibrio dei poteri nella Repubblica Islamica è molto complesso, e lo era in particolare nel periodo in cui Mousavi era premier: le tre cariche principali dell’epoca erano
1) La Guida Suprema (Khomeini, all’epoca)
2) Il Presidente (Khamenei)
3) Il premier (Mousavi)
E, poco ma sicuro, il premier non era la carica più importante. Tant’è vero che poi è stata abolita senza colpo ferire. Peraltro, Mousavi era già all’epoca inviso a Khamenei poichè apparteneva all’ala sinistra della rivoluzione iraniana.
Aggiungo: a sostenere Mousavi è anche un intellettuale come Abdolkarim Soroush, che non solo non è fascista, ma è anche molto più genuinamente democratico di molti “pensatori” italiani…
[...] alcune informazioni tratte da un significativo articolo di Giornalettismo del 18 giugno scorso: "Fu durante il suo mandato che il governo iraniano decise di mandare sul [...]
quel mostro ha la piena ragione.comunque se il nemico di Israele non prende la precauzione di essere contro Israele e contro il traditore,come per ogni Stato o popolo,la falsita’del traditore avra’ la vincita sopra tutto,sopra la religione,sopra lo Stato,su’ tutto,ogni cosa verra’rubata e tutto cio’che si ha lo si dona al nemico.Questo e’per ogni Stato o Paese.Ogni Stato,ogni paese deve avere la propria difesa dal ladro.