Inchiesta su Silvio a Bari, è D’Alema il puparo?
17/06/2009 - Più che un’inchiesta, sembra un tentativo di farsi pubblicità gratuita. Però, se le cose stanno così, allora scompare anche qualsiasi “ipotesi di complotto” contro il presidente del Consiglio. E, di conseguenza, anche le sue giustificazioni La storia si ripete. Come
Più che un’inchiesta, sembra un tentativo di farsi pubblicità gratuita. Però, se le cose stanno così, allora scompare anche qualsiasi “ipotesi di complotto” contro il presidente del Consiglio. E, di conseguenza, anche le sue giustificazioni
La storia si ripete. Come nel 1994, è il Corriere - e non Repubblica - a informare dell’inchiesta aperta a Bari nei confronti di Silvio Berlusconi. Una piccola particolarità, però, va sottolineata: la fonte quindici anni fa era la Procura di Milano, oggi è l’entourage del presidente del Consiglio; e si capisce dal taglio dell’articolo e soprattutto dall’ultima frase: “Un’inchiesta che però ali menta i sospetti denunciati dal Cavaliere in questi giorni di tentativi giudiziari di indebolirlo“, che sembra dettata dall’ufficio stampa del premier.
REAZIONE PREVEDIBILE – Conoscendo Silvio, già possiamo immaginare la reazione con la quale proverà a superare l’ennesimo ostacolo. “Come faceva D’Alema alcuni giorni prima a parlare di scossa o di preparazione ad una prossima scossa per il governo in carica? Siamo alle solite. Questa inchiesta è la prova provata che c’è un legame tra magistratura e sinistra e che entrambe hanno un solo scopo: distruggere con inchieste fasulle e diffondendo falsità il proprio avversario politico”, dirà nella prossima uscita. Questa volta però, non potrà appellarsi al complotto della stampa nemica e citare, come suo solito, La Repubblica e la stampa del regime di sinistra: l’indiscrezione viene dal Corriere della Sera e non dal giornale che ha insistito così tanto sul caso Noemi, andando fino a ricercare le interviste di parenti ed ex della aspirante meteorina. E’ la storia che si ripete: come nel ’94, quando gli venne comunicato a mezzo stampa un avviso di garanzia durante il G7 di Napoli, oggi è ancora il Corriere a lanciare l’indiscrezione di un’indagine che coinvolge il Cavaliere. E pure i giudici son diversi: allora la Procura di Milano, adesso quella di Bari. Invocare il complotto, il piano, la battaglia studiata a tavolino, adesso per Berlusconi non sarà affatto semplice.
BELLE EPOQUE – La storia della congiura contro di lui lo aveva aiutato a sminuire l’effetto negativo che, in vista delle elezioni Europee, avrebbero potuto avere sulla sua immagine sia i racconti di Gino Flaminio, che aveva parlato di una della ragazza di Portici presso la residenza del premier lo scorso capodanno, sia, successivamente, le foto di Villa Certosa. E la storia che emerge oggi va al di là del semplice gossip: c’è la magistratura, gli appalti, la politica. Nuove intercettazioni compromettenti in cui si parla ancora di feste organizzate con ragazze, sia a Palazzo Grazioli che a villa Certosa, escono fuori, infatti, nell’ambito di un’inchiesta su appalti e tangenti nella sanità. L’azienda in questione è la Tecnohospital di Giampaolo e Claudio Tarantini, azienda cresciuta molto negli ultimi anni, riferisce il Corriere. Sarebbe stato proprio Giampaolo Tarantino uno degli accompagnatori delle ragazze presso la residenza romana del premier. Tra queste Patrizia D’Addario, candidata a rubare la scena a Noemi Letizia, visto che, nella veste di partecipante alle feste private del premier avrebbe perfino immortalato con un registratore, ovviamente di nascosto, quegli incontri destinati a poche selezionate ragazze: nelle sue registrazioni si sentirebbe perfino la voce di Berlusconi. “Ho le prove”, ha ripetuto più volte intervistata da Fiorenza Sarzanini.
PROVE SCHIACCIANTI? – Al semplice gossip, dunque, stavolta si aggiungono anche il denaro (Patrizia ha dichiarato di aver ricevuto dei soldi, duemila euro per la partecipazione alla festa a Palazzo Grazioli) e la politica (a Patrizia sarebbe stata promessa la candidatura alle europee, poi annullata in seguito alle polemiche sulle candidature delle veline). Ma soprattutto il gossip stavolta non potrà essere etichettato semplicemente come una manovra diffamatoria di chicchessia. Tirare in ballo D’Alema sarebbe come ripetere un ritornello, e questa volta sarebbe fuori luogo. Dalle parole del Corriere si evince che di qualche rischio di nuova indagine che avrebbe potuto colpire il Presidente del Consiglio, l’entourage del Cavaliere era in qualche modo al corrente. Infatti, la vicenda della Tecnohospital e dei fratelli Tarantino era già balzata agli onori della cronaca un mesetto fa, quando l’accompagnatore della bella Patrizia, colui che le avrebbe consegnato il compenso per la partecipazione alla festa del Cavaliere, colui che le aveva parlato di una probabile candidatura alle Europee, veniva indagato per corruzione. E da quel momento per Berlusconi, visto che le intercettazioni per reati di corruzione non sono state ancora vietate, non sarebbe stato difficile immaginare che sarebbero potute emergere anche le altre vicende. Non ci voleva mica D’Alema.
ALLA FIN FINE, PERO’… – Intendiamoci: potrebbe anche essere che alla fin fine all’orecchio del lìder maximo sia giunto qualcosa: dopotutto, la Puglia è un suo feudo elettorale. Ma la mossa dell’intervista sembra un pochino sputtanare sul nascere le ipotesi di complotto. Se è vero che la D’Addario ha registrato le telefonate di Berlusconi, l’ha fatto violando una legge(non esattamente: se le usa, viola una legge): come potrebbe essere considerate accettabili fonti di prova? E anche se fosse, e se il contenuto delle registrazioni riguardasse l’organizzazione di feste nella villa di Silvio, tutto questo non costituirebbe, di per sé, reato. Quindi, o i complottisti sono i più fessi e scalcagnati che siano mai approdati in Italia dal tempo della commissione Mithrokin, oppure è l’ennesimo tentativo di farsi pubblicità gratuita giocando su questa storia. Oppure il punto non è Patrizia, ma i fratelli Tarantino. In questo caso, però, ci vorrà ben più di registrazioni di telefonate per dimostrare qualcosa a proposito di Berlusconi. Ma se così dovesse essere, ne vedremo delle belle.
(grazie a Tetsuo per la segnalazione dell’errore sulle intercettazioni AD)













QUADRO CLINICO FINALE DEL SEDICENTE DOTTOR FICO.
Il dottor Fico VEDE LA VAGINA COME UNA BOCCA CA FUOCO, CONCEPISCE IL RAPPORTO SESSUALE COME UN BATTERSI CONTRO LA VAGINA E NON PRENDE NEPPURE IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITA’ CHE UN MASCHIO E UNA FEMMINA SIANO ENTRAMBI SODDISFATTI AL’INTERNO D UN RAPPORTO SESSUALE.
Una concezione a dir poco orrida e terrifcante della femmina, della sessualità e de rapporto sessaule con la femmina, interisa di paura, angoscia e terrore.
Il apziente vede l’organo sessuale femminile non solo come una BOCCA che lo può divorare ed inghiottire (desiderio di ritorno all’uero materno?) ma una BOCCA DA FUOCO che lo può colpire ed uccidere sparando.
Concepisce il rapporto sessuale con la femmina come un BATTERSI CONTRO UNA VAGINA, a conferma dell’immagine precedente della VAGINA COME BOCCA DA FUOCO che può colpirlo ed ucciderlo.
Infone ritiene assolutamente IMPOSSIBILE UNA SODDISFAZIONE DI MASCHIO E FEMMINA ALL’INTERNO DEL RAPPPORTO SESSUALE, parlando della soddisfazione del amschio come alternativa a quella della femmina (EIACULATIO PRAECOX CONSEGUENTE ALL’ANOGSCIA CON CUI SI ACCOSTA AL SESSO FEMMINILE ?)
La conclusione della nostra analisi ci porta certamente a poter dire che il sedicente dottor Fico, il maschio reale che si nasconde sotto questo nick è certamente affetto DA EIACULATIO PRAECOX conseguente ad una visione aggressiva e violenta del sesso femminile che gli impedisce di rilassarsi ne compimeto dell’atto sessuale e provoca una eiaculazioe immediata finalizzata al fuggire il più velocemente possibile ad una situazione che viebne vissuta come pericolosa.
Alla luce del quadro clinico sopra illustrato possimao comcludere dicendo che il TEMPO MEDIO CI UN RAPPORTO SESSUALE STANDARD DEL SOTTOR FICO SI AGGIRA DAI CINQUE AI DODICI SECONDI.
IL DOTTOR FICO E’ UN EIACULAORE PRECOCE, ERGO UN UOMO INSODDISFATTO ERGO UNA ZECCA CATTOCOMUNISTA PIRLA
La zecca cattocomunista è così definita perchè cresce in famiglie cattoliche e/o comuniste, ambedue impregnate di ideologie contro natura e malate.
Il tipo di educazione ricevuta, fondata sulla criminalizzazione del sano e naturale egoismo, tipica di quelle due ideologie malate, e instillata nel cervello della piccola zecca cattocomunista fin dalla più tenera età, la rende del tutto incapace di avere una vita sessuale gratificante e soddisfacente ed una vita autonoma e felice.
La criminalizzazione del sano egoismo e di tutto ciò che qal sano egoismo è collegato, cioè la soddisfazione dei propri istinti lo rende inevitabilmente enecessriamente un uomo infelice.
Il destiino della zecca cattocomunista è a quel punto segnato: per tutta la vita il coatto mentecatto, rovinato per sempre da un’educazione malsana, continuerà cercare qualcuno attorno a cui girare, per poi girargli attorno.
Come un pirla appunto.
Inutile aggiungere che coloro che si vedono girare intorno la zecca prila, che conoscono questa sua tendenza a girare, ne approfitta per farla girare all’infinito, rivolgendoglisi con una locuzione caratteristica:
GIRA ZECCA PIRLA GIRA !!
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QUADRO RIASSUNTIVO
La sequenza è questa:
1) EDUCAZIONE CATTOCOMUNISTA
2) CRIMINALIZZAZIONE DEL SANO EGOSIMO
3) INCAPACITA’ DI COSTRUIRSI UNA VITA AUTONOMA
4) RIPIEGAMENTO SULL’OCCUPARSI DELLA VITA DEGLI ALTRI
5) ZECCA CATTOCOMUNISTA
6) PIRLA CATTOCOMUNISTA
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SUSSIDIO PEDAGOGICO
Cosa significa “pirla”?
La parola deriva da un gioco in voga molti anni fa.
Si trattava di legare una corda ad un oggetto tondo ed appuntito ( la trottola ) e tirando la corda fallo voltggiare il più a lungo possibile.
In milanese si diceva “falla pirlare”, ovvero girare, poi il termine è passato allo sciocco che gira inutilmente e quindi che fa il “pirla” !
temo di averti preceduto nelle esperienze sessuali di almeno 8 anni
alla mia età una patonzola era una patonzola, non importava se di cuginetta licenziosa o di donna navigata
ed in questo ti do ragione
ma a tredici, quando l’ animo del fanciullo è più delicato per le maggiori conoscenze che questo nutre, è importante ilo modo in cui ti viene sbattuta in faccia
e sicuramente un rapporto poco rispettoso delle debolezze o delle curuosità del puello può essere dannoso e foriero di futuri terrori verso la selvatica pappa marvizzi troppo aggressiva
ma se la magister puelli è stata brava, allora è assicurata una lunghissima carriera per l’ adolescente ed ormai non più inesperto Marvizzo
con Osservanza
Gentilissima Ipazia, mi laureai nella facoltà di Psicologia di Vienna; il relatore della mia tesi fu il compianto Prof. Markus Trollenhof.
Egregio signor Giamba comprendo il suo disorientamento: l’averle svelato la realtà del suo rapporto traumatico con l’intimità femminile forse è stato un passo troppo secco e deciso da parte mia, spero che non si sia agitato troppo visto che ha lasciato numerose e devo dire molto confuse risposte. Se è così mi scuso.
Si calmi, lei mi sembra prossimo ad un completo collasso psicofisico.
Ripeto il mio consiglio: si distragga un po’. Il mondo è ricco e vario e molto altro c’è di interessante oltre a tette e vulve rigonfie e tumide al peccato, specialmente ora che si ritrova in uno stato psicologico (oltre che fisico, alla sua età del tutto normale, per carità) che ormai le impediscono di vivere questo contesto serenamente.
Dott. G. Fico
“Che darei per un commento insultante diverso da:
1) Allusioni alla follia
2) Allusioni alla tossicodipendenza
3) Allusioni alle attività sessuali a pagamento di madre, moglie e sorelle
4) Allusioni alla presunta omosessualitò
Lo sapete che faccio?
Offro un premio..
Se qualcuno fa un commento insultante che esula da queste quattro categorie lo pago.”
A stronzo!
I 1000 euro dalli pure in beneficenza.