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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 15 giugno 2009 alle 10:40 dallo stesso autore - torna alla home

Quando una cosa la dice Silvio Berlusconi e la conferma indirettamente Massimo D’Alema, mentre il presidente emerito Francesco Cossiga ci mette il carico da 12, l’italiano medio può stare tranquillo: di sicuro è una cazzata. E così, mentre anche Michelle Huntzinker sputa nel piatto in cui ha fatto mangiare gli allocchi – “Il premier? Non lo conosco intimamente; del resto, ho più di 18 anni!” – monta sui giornali italiani l’ipotesi di complotto demo-pluto-giudaico-massonico ai danni del governo eletto da poco più di un anno. A mettere in giro la barzelletta è stato sul Riformista qualche giorno fa Fabrizio D’Esposito, non a casa in corrispondenza con i primi colpi di sole della stagione: sarebbe a dire “l’ipotesi di un «governo dei migliori», poi ripresa da altri quotidiani. Ossia una «transizione oligarchica» tracciata dai quattro professionisti della politica indicati dal nostro giornale: Massimo D’Alema, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e soprattutto Giulio Tremonti, i cui rapporti con la Lega non sarebbero più quelli di un tempo (basta consultare tutti i giorni la Padania, che ormai non lo cita più)“.

Detta così, fa abbastanza ridere: pensare di rovesciare il premier senza l’appoggio di almeno parte del PdL e della Lega è pura fantascienza numerica. E quindi, ecco arrivare in soccorso qualcuno che vuole togliersi altri sassolini dalle scarpe: “Il senatore a vita Francesco Cossiga si dice “certo” che vi sia un progetto eversivo che vuole sostituire il premier Berlusconi con un non eletto, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Intervistato dal Giornale, Cossiga vede a sostegno di Draghi “un piano trasversale tra il partito di Repubblica, il magnate Murdoch e pure Pierfurby Casini”. Il leader dell’Udc, osserva l’ex capo dello Stato, “ha sempre puntato su Draghi in caso di parità elettorale” mentre Murdoch avrebbe, secondo il senatore a vita, “il dente avvelenato per la questione del digitale terrestre”, questione “seria” perché solleva “una montagna di denaro”. Di fronte a questo piano, “Berlusconi fa bene a difendersi”, afferma Cossiga, perché “la prudenza non è mai troppa”. Inoltre l’ex presidente della Repubblica ricorda che “già Scalfaro diede il governo a un non eletto, rimangiandosi la promessa delle elezioni”. Tra i beneficiari del progetto però, “assolutamente” non c’é il presidente della Camera Fini, aggiunge Cossiga, perché lui “si sta creando la sua piattaforma”". L’ex picconatore bisogna capirlo: odia il governatore per tutta una serie di inconfessabili motivi – una serie di “favori finanziari” ai suoi amichetti che Palazzo Koch si è rifiutato di fare – e da qui cerca di buttarlo in mezzo a qualsiasi complotto o ipotesi di complotto per metterlo in cattiva luce. Prima o poi, quando capirà che tanto l’ex Goldman Sachs conosce benissimo la regola “don’t feed the troll”, si stuferà.
Che altro? Ben poco, in realtà, se non ci fosse la psicologia sociale e il teorema di Thomas (http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_che_si_autoavvera). Ovvero, “secondo la definizione del sociologo americano Robert K. Merton, che introdusse il concetto nelle scienze sociali nel 1948, «una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità». Merton trasse ispirazione dalla formulazione che un altro celebre sociologo americano William Thomas aveva dato di quello che è passato alla storia come Teorema di Thomas che recita: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze””. Se alla fine di tutto andasse davvero così, sarebbe davvero la degna conclusione.

20090611 artefatti Cè il complotto demoplutogiudaico e non ho nulla da mettermi! Detta così, fa abbastanza ridere: pensare di rovesciare il premier senza l’appoggio di almeno parte del PdL e della Lega è pura fantascienza numerica. E quindi, ecco arrivare in soccorso qualcuno che vuole togliersi altri sassolini dalle scarpe: “Il senatore a vita Francesco Cossiga si dice “certo” che vi sia un progetto eversivo che vuole sostituire il premier Berlusconi con un non eletto, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Intervistato dal Giornale, Cossiga vede a sostegno di Draghi “un piano trasversale tra il partito di Repubblica, il magnate Murdoch e pure Pierfurby Casini”. Il leader dell’Udc, osserva l’ex capo dello Stato, “ha sempre puntato su Draghi in caso di parità elettorale” mentre Murdoch avrebbe, secondo il senatore a vita, “il dente avvelenato per la questione del digitale terrestre”, questione “seria” perché solleva “una montagna di denaro”. Di fronte a questo piano, “Berlusconi fa bene a difendersi”, afferma Cossiga, perché “la prudenza non è mai troppa”. Inoltre l’ex presidente della Repubblica ricorda che “già Scalfaro diede il governo a un non eletto, rimangiandosi la promessa delle elezioni”. Tra i beneficiari del progetto però, “assolutamente” non c’é il presidente della Camera Fini, aggiunge Cossiga, perché lui “si sta creando la sua piattaforma”“. L’ex picconatore bisogna capirlo: odia il governatore per tutta una serie di inconfessabili motivi – una serie di “favori finanziari” ai suoi amichetti che Palazzo Koch si è rifiutato di fare – e da qui cerca di buttarlo in mezzo a qualsiasi complotto o ipotesi di complotto per metterlo in cattiva luce. Prima o poi, quando capirà che tanto l’ex Goldman Sachs conosce benissimo la regola “don’t feed the troll“, si stuferà.

E infatti l’unico che crede alla storia è Massimo D’Alema, che prima da Lucia Annunziata chiede al Partito Democratico di “farsi trovare pronto in caso di scossoni“, e poi quando arrivano le repliche ironiche di Bonaiuti & Co., fa precipitosamente marcia indietro dicendo che per lui il rischio è che Berlusconi imploda, e il governo cada da solo. Ma tanto, col Lìder Maximo si sa sempre come va a finire: “Appoggia Bersani, si candida in proprio, vuole confermare Franceschini per fare il Presidente, lavora per il terzo-uomo Ignazio Marino ma nel tempo libero sogna il governissimo con Tremonti. Nonostante i giornali si ostinino a descriverlo come il burattinaio della sinistra, finirà che non toccherà palla nemmeno questa volta. Vedrete“. Il problema è che a tutto ciò sembra crederci anche Berlusconi, che minaccia il “ritorno al voto” in caso di caduta del governo. Va bene che è quasi estate e bisognerà pur trovare qualcosa di cui chiacchierare sotto l’ombrellone, ma la situazione di oggettiva difficoltà in cui Silvio si trova a causa dello “scandalo” Noemi è frutto in primo luogo della sua imperizia, mentre le famose foto di Villa Certosa saranno scandalose e pericolose soltanto fino a quando non si deciderà lui, a farle pubblicare, mettendo a tacere le malelingue. Se poi questo non fosse possibile – perché davvero c’è qualcosa da nascondere… – non per questo, quando finalmente il pubblico italiano le vedrà, succederà qualcosa di terribile. Se nessuno si è scandalizzato per la sentenza Mills, perché dovrebbe farlo per un finto matrimonio tra il presidente del Consiglio e l’ennesima velina?

Che altro? Ben poco, in realtà, se non ci fosse la psicologia sociale e il teorema di Thomas. Ovvero, “secondo la definizione del sociologo americano Robert K. Merton, che introdusse il concetto nelle scienze sociali nel 1948, «una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità». Merton trasse ispirazione dalla formulazione che un altro celebre sociologo americano William Thomas aveva dato di quello che è passato alla storia come Teorema di Thomas che recita: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”“. Se alla fine di tutto andasse davvero così, sarebbe davvero la degna conclusione. Le comiche finali. (Gheddafi romanista è di Artefatti)

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