Esteri

Le sfide di Virginia e New Jersey

15 giugno 2009

Le primarie in Virginia e New Jersey hanno deciso i candidati che si sfideranno a novembre. I risultati delle sfide per il vertice dei due Stati saranno guardati con attenzione anche dagli schermi della Casa Bianca.

Nelle ultime due settimane si sono svolte le primarie nei due Stati che a novembre sceglieranno il loro Governatore. In New Jersey il miliardario Jon Corzine, attualmente alla guida dello Stato ed ex senatore democratico anti Bush, se la vedrà con il moderato Steven Lonegan. In Virginia si replicherà invece, in modo abbastanza curioso, la sfida tra Creigh Deeds e Bob McDonnell, che nel novembre del 2005 si fronteggiarono per il ruolo di Attorney General dello Stato. Uno scontro al fotofinish vinto dal secondo, esponente del Gop, per soli 300 voti. New Jersey e soprattutto Virginia sono due Swing States molto importanti per la strategia di una campagna presidenziale, e le elezioni daranno indicazioni utili per il 2012. Nel 2005 la vittoria di Tim Kaine in Virginia fece da modello per il successo inaspettato di Jim Webb al Senato del 2006 e soprattutto ispirò la campagna di Obama, che puntò sull’Old Dominion nonostante la sua fama repubblicana, strappandolo per la prima volta dal 1964 dalla colonna repubblicana.

INSIDIE A NORD EST -  Il New Jersey è la periferia borghese di due metropoli ,New York City e Philadelphia, ed è stato una roccaforte repubblicana quando il Gop si ispirava più a Rockefeller che a Goldwater. La svolta conservatrice ha permesso ai Democratici di inanellare una lunga serie di vittorie in uno Stato moderato e abitato da persone affluenti. Il New Jersey è diventato inespugnabile per i repubblicani anche alla luce del cambiamento demografico dello Stato, sempre più popolato da persone di origine ispanica ed asiatica. All’interno del Garden State convivono molti ebrei con la seconda comunità islamica per popolazione degli Stati Uniti, e proprio un ragazzo del New Jersey di fede musulmana, morto in Iraq a soli 20 anni, fu citato da Colin Powell nel suo endorsement a Barack Obama. La variegata demografia dello Stato ha reso molto difficile la ricezione del messaggio repubblicano, tipicamente anglosassone, e negli ultimi 20 anni sono state abbastanza rare le vittorie a livello statale in uno Stato simbolo del Rockefeller Republicanism. Benché vicino al mare liberal del New England, la forte componente suburbana e l’elevato reddito medio – è il secondo Stato americano per ricchezza –rendono il New Jersey contendibile. Alle primarie repubblicane gli elettori del Gop hanno scelto il candidato, Chris Christie, con le maggiori chance di vittoria contro il governatore in carica Jon Corzine, che ha invece ottenuto una sbiadita riconferma in una primaria svoltasi sostanzialmente senza avversari. Lo scontro in casa repubblicana è stato interessante perché ha mostrato una competizione su due modi diversi di vedere il Gop. Christie, un ex procuratore federale, ha puntato tutto sulla sua eleggibilità, proponendosi come un moderato e rimarcando la sua lotta alla corruzione, tema sempre molto sentito a livello statale. Il suo avversario, Steve Lonegan, aveva invece proposto una linea più conservatrice, basata sul classico messaggio anti government di marca Gingrichiana. La vittoria di Christie, abbastanza netta, rende più difficoltosa la rielezione del democratico Jon Corzine, che prima della politica è diventato miliardario dirigendo, insieme all’ex Ministro del Tesoro Paulson, la merchant bank Goldman Sachs. Corzine è stato uno dei 21 senatori democratici a votare contro la guerra in Iraq, e la sua vittoria nel 2005 fu uno dei primi segnali dell’impopolarità elettorale del conflitto iracheno. Nonostante la rinuncia allo stipendio di governatore Corzine è rimasto intrappolato nella crisi economica e sconta un tasso di approvazione abbastanza negativo, così da rendere molto equilibrato il confronto con Christie.

LA NUOVA VIRGINIA - Dopo l’approvazione del Civil Rights Act e la conseguente migrazione verso i lidi repubblicani dell’elettorato sudista, la Virginia è rimasta un bastione del Gop dal 1968 fino al 2008. La progressiva estensione dell’area metropolitana di Washington Dc, che si ramifica nell’area settentrionale dello Stato, ha attratto una marea di immigrati, anglosassoni o appartenenti alle minoranze etniche, che hanno ridisegnato la mappa politica della Virginia. Dal 2001 a oggi i democratici hanno sempre vinto, con l’eccezione della vittoria di Bush nel 2004, quando la campagna di Kerry però non investì neanche un dollaro. L’attuale governatore della Virginia, Tim Kaine, è stato uno dei primi big democratici ad appoggiare Obama, che l’ha ricompensato con la nomina al vertice del DNC, il vertice nazionale del partito. Kaine, obbligato dalla Costituzione della Virginia ad un unico mandato, sarà sostituito da Creigh Deeds, senatore statale che ha strappato una convincente vittoria alle primarie di martedì 9 giugno. Il favorito della competizione, almeno fino ad un mese fa, era il miliardario Terry McAuliffe, ex responsabile del DNC in quota Bill e top advisor della campagna presidenziale di Hillary Clinton. Nonostante il netto vantaggio finanziario, McCauliffe e i suoi spot non sono riusciti a convincere l’elettorato democratico della Virginia. La gara è rimasta molto equilibrata – i sondaggi rilevavano McAuliffe, Deeds e il terzo candidato, il liberal Moran, tutti vicino a quota 30 – fino all’endorsement del Washington Post a favore del candidato uscito poi vittorioso dalle urne.

2 commenti a Le sfide di Virginia e New Jersey

  1. Insomma, Andrea, Cominciano già le manovre per il 2012.

    Solo che queste manovre “aperte”, le primarie, mi picciono più (anche se non si possono non notarne i difetti) dei miasmi italiani

    UN sorriso primario

    C.

  2. Sarà interessante vedere quale tipo di repubblicano, conservatore o moderato, sarà in grado di vincere. Ancora più interessante in quest’ottica sarà la primaria repubblicana in Florida, se trovo uno spunto ne parlo.
    Vero, rispetto al nostro modello di selezione della classe dirigente qui c’è più chiarezza e trasparenza.
    a presto

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