Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normali
14/06/2009 - Si può anche far finta di non vederle. Si può persino credere che non esistano. Ma bisognerebbe sempre ricordare che alla fin fine ci sono. E le loro istanze hanno diritto ad essere rappresentate Quello del Gay Pride è un
Si può anche far finta di non vederle. Si può persino credere che non esistano. Ma bisognerebbe sempre ricordare che alla fin fine ci sono. E le loro istanze hanno diritto ad essere rappresentate
Quello del Gay Pride è un tipico “effetto mediatico“. Nel senso che sulla manifestazione di sabato a Roma che è partita da piazza della Repubblica ed è finita a Piazza Navona ogni anno si potrebbe scrivere lo stesso articolo, oppure ripubblicare ogni volta lo stesso: a parte qualche riferimento all’attualità, nessuno si accorgerebbe della cosa. Quella che i media raccontano ogni volta è la solita “Allegria, eccentricità, musica, colori sgargianti, drag queen” (Repubblica), i soliti carri multicolore, i soliti coriandoli, i soliti fischietti. Insomma, le solite cose. Con qualche attualizzazione: l’anno scorso era il Papa, a questo giro oltre a lui è toccato a Papi (e a chi tocca nun se ingrugna): “«Papi Gay» e «Camper Anticiarpame», questi i nomi di due dei venti carri allegorici che sfilano e nel Gay Pride 2009 a Roma. Anche un cartello con scritto «Habemus papi» e l’immagine del presidente del consiglio“, dice il Corriere. Gli altri pezzi, bene o male, sono tutti uguali. Proprio le solite cose, si raccontano.
Quello che non si racconta è che in mezzo
a molta gente vestita o svestita in modo “originale“, partecipano da anni persone che sembrano passare lì per caso, per quanto sono convenzionali. Però magari fanno qualcosa che di solito, in pubblico, nella loro città non fanno: tenersi per mano. Poi passano di lì e continuano un pezzo di strada insieme coppie eterosessuali, che stanno lì un po’ perché ci credono, un po’ perché si divertono. Ogni tanto, raramente, puoi vedere anche qualche bambino o bambina, in braccio ai genitori oppure che cammina mano nella mano. Magari il bimbo a un certo punto urla “Ma non sono normali!“, e si sa con chi ce l’ha. Ma la madre si mette a ridere, pensando che nessuno se la prenderà, e il pupo crescerà e capirà, prima o poi. Tutte queste persone non sono lì per caso, ma per piacere o per necessità (ok, i bambini per cause di forza maggiore), e da anni – si vede – sono sempre di più. D’accordo, gli slogan non sono un granché: “Carfagna dice: gay costituzionalmente sterili. I gay rispondono: cervello della Carfagna sterile ad ogni forma di intelligenza. Carfagna la pari opportunità non sa manco dove sta“. Diciamo che sono difficili da ricordare, per essere buoni. E’ anche vero che le dichiarazioni degli organizzatori sono così così: “Migliaia di persone, non solo gay e lesbiche ma anche giovani, etero e famiglie hanno sfilato a Roma per riaffermare il diritto di tutte e tutti a vivere in un Paese laico e democratico – ha detto il presidente dell’Arcigay Aurelio Mancuso – dalla richiesta del matrimonio civile alla necessità di norme contro le
discriminazioni che combattano realmente la violenza omofobica che in questi giorni è tornata a colpire, il popolo delle vere libertà dimostra ancora una volta che un altro Paese è possibile“. Sembrano uguali a tante altre. Poi, c’è da dire che è una vera vergogna che non ci fossero bandiere del Partito Democratico, se non quelle portate in corteo dal Tavolo Glbt dei Democratici e di un circolo on line del PD: sottovoce, qualcuno scherzava sul carro dei democrats che stava per arrivare, indicando le macchinette per bambini che vendeva un negozio di giocattoli.
E’ vero, l’occhio del fotografo va da tutt’altra parte, così come quello del cameraman. I servizi in televisione sono tutti uguali, più o meno: c’è chi censura gli attacchi al governo, ma lo fa più per abitudine che per obbedire a un ordine tassativo arrivato appositamente. Semplicemente, gli scappa la mano e zac!, via quel cartello contro Papi o la Carfagna: per accorgersene, bisogna aver guardato un tg che le ha fatte vedere, e la probabilità è 2 o 3 su 7: non si rischia poi molto. E alla fine, quello che ne viene fuori è – come direbbero i giornali, appunto – un’allegra manifestazione che assomiglia all’unico giorno di libertà annuale concesso a uno rinchiuso in manicomio: “Vai, sfogati oggi e poi taci per sempre“. In effetti, alla fin fine è proprio così. Le istanze portate avanti da manifestazioni politiche – sì, politiche - come il Gay Pride trovano scarsa o nulla attenzione nella classe dirigente di questo paese.
Di solito, i partiti si presentano con qualche attivista con bandierona d’ordinanza, al quale viene raccomandato di passare davanti alle telecamere e di mettersi più “in largo” possibile, sparpagliati in una zona. Lo scopo è quello di cercare di “inglobare” più persone all’interno del perimetro delle bandiere, in modo da sembrare molti di più di quelli che realmente si è. Un trucchetto tramandato da intere generazioni di sindacalisti e lottacontinuisti e potereoperaisti, fin da quei meravigliosi anni ’70 (che anni di merda gli anni ’70, eh? Che gli toccava fare, per campare…). Poi, magari qualche segretario di partito viene, sfila e dichiara a tutti i microfoni che trova a tiro. Qualcuno ha invece il brutto vizio di dire la verità, come Anna Paola Concia: “Mi scuso a nome del mio partito, il Pd, perchè ancora non ha fatto la sua parte per i diritti degli omosessuali“. Ai fischi che si sono levati da parte dei presenti la parlamentare ha risposto che “in politica nessuno chiede scusa, quindi mi prendo volentieri i fischi. In 30 anni - ha proseguito – non abbiamo ottenuto niente per gli omosessuali, e la colpa non è solo della chiesa, i responsabili sono la politica e le istituzioni, e lo dico oggi che ci sono dentro. Voglio dire al mio partito e a tutti gli altri che omofobia e razzismo sono la stessa cosa, la politica lo deve capire“.
Ma, al netto di tutto questo, quelle persone in piazza ci sono. A Roma, come a Genova, come in tutte le città d’Italia. Quelle comuni, ed è stupido usare questa parola. Passeggiano tranquille, ridono a volte, si divertono ogni volta un po’ di meno, anche se incontrano vecchi amici che non vedevano da anni. Tutte persone che sono praticamente invisibili per la legislazione italiana: come se non esistessero. Eppure si muovono, sembrerà incredibile. Camminano, addirittura, tutti gli anni, testardi e tignosi: sembra quasi di riconoscere le loro facce, per quanto sono familiari ormai. Probabilmente qualcuno si aspetta che si stufino, prima o poi. Non è detto che non succeda, visto che ogni sforzo, sia verso destra che verso sinistra, sembra comunque vano. Però sarebbe un peccato. Un vero peccato.
















Veringe (scusate il doppio post), io non penso che il pensiero di jamba sia quello della maggioranza.
Penso, piuttosto, che sia quello di una cospicua minoranza che in questo paese detta legge perchè il resto (le altre minoranze) o son troppo frammentate, o più semplicemente pensano al proprio orticello credendo che il problema degli omosessuali sia un problema insignificante – quando in realtà non è così.
Per quanto mi riguarda, non credo che le persone vadano *educate*. Guardiamo agli sfaceli della nostra endemica *educazione cattolica*: veti e dogmi inculcati acriticamente nella testa di giovani menti vergini.
Sarebbe più utile ragionare e far ragionare, a prescindere dalle proprie convinzioni.
Il legislatore, piuttosto, dovrebbe essere più neutro e pensare alla totalità degli italiani e non alle fazioni “porta voti”.
Il problema coppie omosessuali tocca problemi che investono la totalità delle persone, in particolari i cosiddetti conviventi.
Bisognerebbe eliminare l’equiparazione dell’uonione civile al matromonio, negare a questo i diritti civili (se è una cosa religiosa rimanga tale), allargare i diritti (e i doveri) anche a chi non si sposa (diritti molto concreti come la reversibilità della pensione), finirma con sto divorzio alla cattolica e istituire il divorzio breve. E’ proprio tutta la sfera delle “unioni” che dovrebbe essere riformata.
E la maggioranza non sta coi conservatori.
Non posso nemmeno avvicinarmi alle vostre conoscienze e istruzione, nemmeno sono in grado di discutere con Voi su argomenti filosofici. La mia opinione condivisa, CREDO, dalla stragrande maggioranza degli esseri umani, è che si tratta di ESSERI UMANI colpiti da diversità (dategli Voi un nome), esattamente come coloro che per motivi di diversità, partecipano a Olimpiadi esclusive. Non c’è di che vergognarsi, ma non c’è nemmeno di che esserne orgogliosi.
sole14 giugno 2009 , 23:30
Non so agli altri,ma i commenti di giamba mi causano una certa tristezza
Vabbè zio..
Capita sempre cosi’ quando qualcuno ce vo ave ragione pe forza e vo converti e trova quarcuno che nun se converte..
E’ la realtà che si impone di fornte alle proprie illusioni..
Nun te preoccupa è NORMALE.
Il problema è che nun me diventi violento..
Perchè l’evoluzione è sempre quella..
Prima se cerca de converti mostrando tristezza verso l’infedele..
Poi se comincia a usa la violenza..
Te volevo avverti che io, qualora la cosa degeneri nella vioenza di conversione. non porgo l’altra guancia.
Io arimeno..
Na cosa Sole..
Io ce provo sempre anche se so che co quelli come te è inutile..
Pre3ndere in considerazione la possibilità di chiudere una conversazione rimanendo ognuno della sua opinione no eh?
Te mette tristezza immagino..
Famme sape comunque..
Il nocciuolo della questione
E tutto là il problema..
Basterebbe dire da semplici animali terreni consapevoli
“Questo è quello che penso io, e finchè qualcuno non mi dimostra con argomenti terreni che non è cosi’ me lo tengo. ”
E ancora:
“Finchè penso cosi’ agisco cosi’, ferma restando la possibilità degli altri di fare lo stesso”
Invece cominciano a parlà de dei, de luci, de teosofie che stanno sopra di loro e li illuminano e gli danno la Verità.
Ognuno s’arrocca sulla sua..
E alla fine se amazzano..
Pe niente..
Pe na questione personale..
A giamba!io resto della mia opinione e nn voglio convertire nessuno,ah scusa se ci ho messo qualke giorno a rispondere ma sai com’è nn vivo attaccata al pc.Poi,al di là della critica alla tua grettezza mentale(perkè sarò libera di esprimere il mio pensiero o mi meni?),io ti ho posto il quesito di come affrontare a questo punto la sterilità nelle coppie eterosessuali visto come la pensi.Ke facciamo eliminiamo le clinike e le specializzazzioni in meteria di fertilità della coppia?Come la vedi?A sto punto sn inutili,così facciamo contento pure il papa,no?Cmq giusto a titolo informativo apparterrei al sesso femminile,te lo dico perkè dai commenti sembra tu sia pronto a farti na lite da ubriaconi al bar