12 giugno 2009
Dato che l’inglese ultimamente va di moda, ecco la frase al posto di “Magic Italy” che suggeriremmo al Cav. come autentico motto italico caratterizzante la mentalità imperante nel BelPaese
L’Italia e’ un Paese strano per la maggior parte degli stranieri: indiscutibile e indiscusso in quanto a scenari, panorami e reperti, procura mixed emotions per quanto concerne cio’ di cui molti italiani paradossalmente vanno piu’ fieri, il panorama umano. La nostra immagine non e’ totalmente negativa, intendiamoci: quasi generalmente siamo considerati mediamente amabili, simpatici, non del tutto primitivi o pericolosi. Nonostante il patrimonio ambientale e culturale, arrivano pero’ sempre meno turisti: siamo precipitati in pochi anni dal podio al quinto-sesto posto nella graduatoria dei Paesi piu’ visitati. Accompagna questo dato la costante difficolta’ che sfiora l’ impossibilita’ per gli stranieri di fare business nel BelPaese. Non vorremmo deludere la neo ministra Brambilla ma crediamo che i problemi da risolvere per raddoppiare l’apporto al Pil da parte del turismo, ambizioso obiettivo posto dal Cav. alla giovane pel-di-carota, siano i medesimi che affliggono tutta l’industria italiana: infrastrutture, polverizzazione degli operatori, concorrenza interna, corporativismi, burocrazia borbonica, centralismo, inefficienze etc.etc. In un Paese come il nostro, dove pesi e contrappesi sono studiati in modo da prevenire il FARE concreto, l’intuire prima e il convincere poi tutti i constituents che ad esempio ci sarebbe bisogno di piu’ strade, porti e aeroporti, non rappresenta che il primo, timido passo verso una soluzione che dista anni luce. No, un po’ di iniziative promozionali non basteranno, anche perche’ di mezzo ci sta un aspetto cruciale frenante: la nostra mentalita’ incrociata con la percezione che di noi hanno gli stranieri.
BEL PAESE CHE VAI… – I piu’ tra i miei conoscenti Expats vivono in una sorta di eterna predisposizione alla sorpresa: puo’ accadere di tutto qui, in qualsiasi momento, dall’autenticamente disinteressato coinvolgimento a risolvere alla genialata estemporanea, sino alle piu’ paradossali dimostrazioni di incompetenza, sciatteria e menefreghismo. Come trovarsi indifferentemente dall’America al Burundi senza soluzione di continuita’ e senza preavviso; siamo come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump, non si puo’ mai sapere cosa capita. Noi non ce ne rendiamo conto perche’ ci siamo adattati da generazioni, ma e’ una percezione della realta’ italiana molto piu’ solida e fondata della nostra: cio’ che per noi e’ “normale” spesso rasenta l’assurdo. Guarda caso andare “in Occidente” a noi italiani di solito porta sollievo: grande ordine pulizia e predicibilita’ ai limiti a volte del noioso. In modo solo apparentemente paradossale, questa nostra impredicibilita’ di fondo alla fine non produce nello straniero una sospensione del giudizio nei nostri confronti, come a volte ci aspetteremmo in nome della fairness, nell’attesa di poter giudicare ex post, caso per caso, da irriducibili individualisti che odiano venir catalogati come siamo. Invece la mente umana razionale e’ predisposta a definire dei pattern, a formarsi pre-giudizi utili ad anticipare e quindi a risolvere. Pre giudizio e’ in questa accezione un termine neutro: rappresenta il fondamento, la base di partenza di ogni giudizio e decisione, puo’ essere consapevole o inconscio ma c’e’ sempre (le anime belle, prede totali di enormi pregiudizi inconsci, freudianemente amano negare la loro esistenza e utilita’). Non ce’ da stupirsi troppo allora se si legge sul New York Times il sottotitolo-sentenza: “Vittima in Italia della collusione tra giornalismo rapace e giudici sciatti“: non si riferisce (ancora) ai casi del Cav. ma ad Amanda Knox; e’ un caso di pre-giudizio tranchant nei nostri confronti, che da diecimila metri d’altezza sintetizza in modo esemplare i perche’ e le modalita’ classiche d’azione di un paio delle migliori Caste italiane.
INAFFIDABILI – Il piu’ diffuso dei pre-giudizi nei nostri confronti, guarda caso, e’ quello della inaffidabilita’: non si scappa, le colpe dei padri ricadono sempre sui figli, se avete a che fare con stranieri stara’ sempre a voi dimostrare a ogni pie’ sospinto che siete degni di fiducia, che eseguite i vostri compiti in modo scrupoloso. Soprattutto occorre prestare attenzione all’insorgere del nostro innato peccato capitale agli occhi dello straniero: la predisposizione alla “Italian mafia“. Il tedesco aziendalista piuttosto che l’anglosassone orientato al risultato chiamano cosi’ non la banda armata dedita al crimine ma la nostra predisposizione alla “cordata”, a identificare nuclei spesso non etnici, “inner circle” di solidarieta’ e mutua protezione e soccorso. Col tempo ho imparato che tale pre-giudizio straniero e’ assolutamente corretto, e’ una definizione di “mentalita’ mafiosa” perfetta anche da un punto di vista “psico-storiografico” ed e’ sicuramente piu’ esplicativa e meno auto assolutoria di quella tra noi corrente. Collegato a questo aspetto di mentalita’ c’e’ l’altra critica fondamentale che lo straniero assurge a pregiudizio anti italiano: l’assoluta idiosincrasia alla organizzazione. Battisti -Mogol insegnano, un italiano con un cacciavite in mano fa miracoli, e nessuno nega tra gli stranieri la nostra predisposizione genetica alla genialita’: il design, la creativita’, sono correttamente considerati un portato di tale predisposizione individuale all’ispirazione sregolata (la predisposizione al gusto che ci piace credere di avere no, c’entra niente, e’ altra cosa; ma qui tedeschi e anglosassoni poco hanno da pontificare, pure in una Italia preda dei geometri e di checche straccivendole). Peccato che la nostra indisciplina ci prevenga dal riuscire in quello che dovrebbe essere l’obiettivo di ogni struttura organizzativa: fare in modo che uno piu’ uno faccia tre. Da noi invece, sovente uno piu’ uno si elidono a vicenda. Infatti i migliori casi di successo italiani all’estero sono top manager o grandi consulenti di vertice: presi a uno a uno siamo spesso i migliori, ma inseriti, incasellati all’interno di contesti strutturati, mmm….


“Di fatto pero’ in Italia nonostante il patrimonio ambientale e culturale, arrivano sempre meno turisti”…ecco, con il nuovo logo potrebbe non risolversi la situazione, decisamente
mi piace il ritratto che hai fatto del nostro paese, anzi, mi ci riconosco abbastanza.Aggiungo:io sono una di quelli che partono ma che poi non concludono, sedotti dalla brezza e dalla passione ma spaventati dal progetto, dalla sola idea di terminare, di limitare. Immatura, con una certa predisposizione a sperare che una bacchetta magica faccia quello che non ho la pazienza di fare.
Magic Italy dici? Mi ricorda Magic America, il porno shop che reclamizzava Maurizia Paradiso. Ma io sono perverso, non faccio testo.
Se invece intendi il mio “tutti capiscono, pochi fanno”, sai, l’importante per risolvere i problemi e’ prima di tutto acquisire la consapevolezza di qual’e’ il problema.
“Ma io sono perverso, non faccio testo.” Non sei l’unico. Leggi i commenti sulle bacheche dei due gruppi nati su facebook….
No, il tuo è abbastanza realistico. Direi che mi hai aiutato a comprendere il senso di:”Magic Italy” tra l’altro. Eh sì, peccato che la magia non esista, non per tutti almeno. Sono una nostalgica di Magica Emy e similia, come farò?
E’ l’aria che riespiriamo Gloria, ci insegnano day by day gia’ a scuola a esser furbi piu’ che intelligenti (la differenza? il focus sul beneficio nel breve termine invece che nel medio lungo).
Cresciamo specialisti nel far quello che per gli anglosassoni e’ un peccato mortale: il “cutting corner”,da noi e’ la “scorciatoia”, cioe’ risparmio di tempo.
Peccato che, a imbozzolarci tutti in disordine invece di fare una fila ordinata, alla fine perdiamo moltopiu’ tempo ed energia.
comunque devo rileggerti con più attenzione un’altra volta
lo so, lo so, l’ho sperimentato e lo sperimento ogni giorno. L’entropia è affascinate, è vita, in fondo, ci si può trovare bene dentro, ma fa perdere un casino di tempo,di energia…O, poi c’è anche da dire che tutto dipende da quanto riesci a condividerla con gli altri.
Io disperdo le mie energie ma, ad un certo punto, penso sia un momento legato a problemi personali, non tanto una questione genetica, poiché ci son stati degli anni in cui ero fin troppo ordinata, precisa ed efficiente. Ma anche allora, non era la natura a guidarmi.
Penso che a livello globale il disordine possa essere controproducente, in un mondo che per legge deve essere ordinato per funzionare. Se cambiassero leggi e modi forse…
trovo tutto molto condivisibile.
Così troppo poco ‘contro corrente’….
Carissimo “nemico” mio,
l’unico appunto che posso fare al tuo pezzo è che non è “contro-corrente”. Almeno, non è contro-corrente con ciò che penso.
IL tuo ragionamento mi ha ricordato un bellisismo pezzo del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di lampedusa, quello del dialogo tra il Gattopardo e il piemontese.
E’ proprio per le considerazioni che fai che mi ritrovo nella frase di gaber
“Io non mi sento italiano, ma per fortuna (o purtroppo) lo sono”
Un sorriso “nemichevole” dal tuo affezionato vicino di casa Comicomix dall’Umbria ex-rossa (mettici tu una buona parola per me dai nuovi “pardoni” che avremo fra poco…
vero Essememme, son tutta sfatta per quanto mi son lasciata prendere dalla corrente di questo pezzo. Commenterei ancora.
Pezzo fai date, no Controcorrente? Ay ay ay…
aggio sbajato allora
Facciamo cosi’: da controcorrente cambio nome alla rubrica, per rimanere nel montanelliano la chiamero’ “l’Anti italiano”.
Naaa, c’e’ gia’ don Scalfari ….
Mi fa piacere che ci sia consapevolezza di un “fattore I”, presente nella classe dirigente quanto (e ancor di piu’) nei ggiovani, evidentissimo nella blogosfera: il credersi intelligenti sino all’indisciplina, l’individualismo estremo, il piacere per la dialettica fine a se’ stessa.
Mi fa -piacere che il post “prenda”, in fondo allora e’ controcorrente, smuove nel senso laterale invece che per contrapposisione, senza pero’ suscitare mera adesione da curvasud.
Grazie mille dei contributi Gloria e soprattutto di quel “comunque devo rileggerti con più attenzione un’altra volta”, anche se penso che, se di attenzione ce ne volesse troppa, la colpa e’ di chi non riesce a farsi capire.
Tnxs anche alla condivisione di Esseemme.
Copy, amico nemico, il mio amico inglese ha sintetizzato come sanno fare loro il nostro maggior pregio (essere intelligenti) che e’ anche il nostro maggior difetto (essere furbi).
Loro dei pre-giudizi non hanno paura, essendo non idealisti ma razionali e scientifici: chiamiamoli pattern vah, fa fine e non impegna.
Quanto ai nuovi “paroni”, ammesso e non concesso la Lega arrivi massiva e determinante fino in Umbria prima dell’Idv o del Pdl e purtoppo per laggiu’ non credo (tuta roba vecia), ti troveresti sicuramente bene.
Loro infatti lavorano dal basso con gran coinvolgimento della societa’ civile, stile “festival dell’Unita’” per intenderci. Logiche note dalle tue parti.
La differenza? Si dice siano a-ideologici, in realta’ non e’ vero, sono pragmatici certo, ma sono anche gli unici ad avere un Credo Vero e potente che li anima, tipo i nostri vecchi ai tempi del trionfo del proletariato, e quindi a non occupare il Potere per il potere. Oltretutto, tornando al tema del post, sono anti itialiani nel senso che sono molto ligi e disciplinati. E anche ambientalisti, nel senso che la loro identita’ e’ il territorio e il popolo che se lo vive. Ma ora basta, senno’ crederanno abbi ala tessera, in realta’ adoro il nuovo che avanza e credo nel giro di pochi anni avremo da una parte i centralisti alla Fini, socialisti brunettian sacconiani e cattocom assortiti, dall’altra gli “identitari” legati al territorio.
Lib, lab etc., tutti al museo e nei libri di storia.
Adoro la lingua inglese proprio per la sua intrinseca mancanza di perifresi, per la sua semplice brutalità. Le peggio porcate che mai direi in italiano mi vengono naturali, come fossero acqua limpida.
ABR, l’Anti-italiano era una rubrica di Montanelli mi pare, ma forse mi ricordo male, cmq ti dirò, pezzo condivisibile, ma mai un inglese lo avrebbe scritto, perchè l’analizzarsi, il fustigarsi, il criticarsi è tipico dell’italiano, e abbiamo giornalisti specializzati in ciò da Bocca a Serra, da Ottone a Severgnini.
E diventato talmente un “topos” italico da diventare nauseantemente “In Corrente”, tanto il minuto dopo chi ha scritto sarà lì a fare quello che fanno gli altri 50 milioni, a meno che sia davvero un marziano e tenga un ritratto di Maria Teresa d’Austria sul comodino e a pranzo reciti una preghiera in stile calvinista o mormone.
era l’arcitaliano, mi sa.
“Come tutti i popoli che tengono in gran conto la furbizia, l’Italia è un paese di creduloni; e un paese dove la stolida consequenzialità dello Straniero ha sempre avuto puntualmente la meglio.”
L’ho scritto – sconfortato – nel mio blog più di due ani fa.
Comunque “sempre ‘vanti” (tipica espressione veneta).
Abr, condivido la tua constatazione del carattere molto militarizzato dei leghisti. Peraltro, a smentire le generalizzazioni, la Lega ha avuto un illustre precedente nel Pci e nei suoi “fedeli alla linea”, per cui un 20-30% almeno di italiani disposti ad eseguire senza porsi troppe domande c’è.
Dissento invece totalmente (e per esperienza diretta) dall’immagine che proponi dei leghisti ambientalisti, amanti del territorio e che non vogliono occupare il potere per il potere. Ci sono anche quelli, non lo nego, soprattutto nei piccoli e piccolissimi centri e nelle sezioni di base, ma nelle cittadine e nelle città e a livello della dirigenza centrale o periferica sono solo un’altra struttura di potere che si sta sostituendo a quelle precedenti, né più né meno, tranne una maggiore sfacciataggine nel farlo (i vecchi Dc almeno lo facevano con più stile e rispetto per le forme democratiche).
AG, la lingue e’ logos cioe’ pensiero, la traduzione infatti e’ un esercizio che sfiora l’assurdo: una forma mentis pulita e razionale ha una lingua diretta, noi invece … arzigogolo. Ma si puo’ anche cambiare: il popolo piu’ militarista del ’900, i tedeschi, avevano l anomea fino al settecento (federico il grande) di infingardi e vigliacchi.
Cio’ premesso, ho detto che siamo “troppo intelligenti”, sconvando nel nostro miglior pregio il difetto che ci mette in crisi, ma questo non e’criticarsi o iper analizzarsi, per me e’ prendere coscienza. Altra cosa e’ agitare copia dell’Economist per dire che chi ci governa e’ un bastardo: questo e’ esercizio di creduloneria come lo descrive Zamax.
Comunque in effetti mi sono accorto che a parlar “non bene” di noi italiani, si raccolgie consenso. Si vede che ognuino pensa al suo avversario (o al suo vicino),ma de te fabula narratur …
Ok, potrei inaugurare un prejudice tour, Francia, Usa, Germania, Uk, Olanda … possiedo diverse “cartoline”.
Zamax, piu’ che di creduloni, di “cornercutter” ingegnosi, capaci di trasformare in arma tutto quanto raccattino in giro, voci straniere incluse. Si fingono creduloni, se serve, agitando la copia dell’Economist ma non quella del NYT (un quotidiano liberal) quando descrive la Casta dier magistrati come dedita alla sciatteria (grandissima verita’).
Stendhal, grande amante dlel’Italia e di Milano in particolare (ma anche di Napoli Roma Firenze e Padova, pensa te), scrisse in uno dei suoi voyage en Italie dedicati ad amici che gli chiedevano dritte per il Grand Tour, piu’ o meno cosi’ (cito a memoria): consiglio di scegliere vetturini pubblici per trovar compagni di viaggio locali. E’ importante cercare di conoscere gli italiani, un popolo che diventa sempre piu’ diffidente.
Io in quella diffidenza (“che czzz vuoi?”)ci ritrovo l’acredine dell’Italia dei Livori, la rabbia cieca dell’automobilista con due secoli d’anticipo.
Stiamo attenti però a non valutare troppo positivamente un militantismo che non si fa domande… che sarebbe solo l’altra faccia della medaglia del problama italiano. Esemplare è il caso della Toscana: la terra dei localismi più esasperati, ma puntualmente anche quella del partito più monolitico.
“… e Padova, pensa te”: lo so, lo so, come vuoi che mi sia fatto sfuggire che all’inizio della “Certosa di Parma” Stendhal cita la “beata città dove, come a Venezia, il gran daffare è divertirsi per cui non resta il tempo di prendersela col vicino” e parla di un ottimo zabaglione fatto venire dal Caffè Pedrocchi (lui scrive in francese “Pedroti” ah ah ah)?
sempre vanti, Zamax.
Grano, rimaniamo pure OT.
Ovviamente ognuno ha le esperienze che vede ed e’ difficile generalizzare,l e mi rendo conto che il nuovo sconosciuto e fuori dalgi schemi ingenera paura e ansia.
Da anglosassone in pectore e per lunga frequentazione pero’ non ho paura di tentare di identificare dei “pattern”, invece di sta rli’ a sbattemri per spiegarmi che no, questi rozzi ignoranti xenofobi non possono e non devono farcela.
Il primo elemento che identifico e’ in contrasto con quanto affermi: i leghisti che vedo in Lombardia e in Veneto ma ancn ein Piemont NON si limitano per nulla a “sostituire” le caste dc preesistenti.
A parte che tali caste sopravvivono alla grande, sponsorizzate in primis dal clero medio basso, mimetizzate in liste locali ma manovrate dalla ex margherita nowadays PD, il vero partito clericale italiano.
L’approccio leghista e’ distinto, non so se migliore o peggiore (dipende dal tuo punto di vista): mentre il dc (ma anche il pdl o il pd di ultima generazione) e’ li’ di passaggio e non possiede ideali, tutto quello che fa e’ gestire i due main business di un comune – edilizia e rifiuti – in ottica clientelare, con tutte le sfumature del caso.
Il leghista no: irreggimentato, deve rispondere della gestione e del coinvolgimento della populasiun ai suoi capi. Di arricchimento di camarille peronali, non se ne parla: come il vecchio Pci insomma. Altro che subentro ai vecchi metodi Dc!!
Da cui feste, iniziative, abbassa l’Ici o la tassa sui rifiuti etc.etc. Ambiente? Ci metto anche la salvaguardia dell’agricoltura e della caccia: ambientalismo moderno con le scarpe onte (venetismo) di fango, non ideologico fatto su discovery channel.
Opinioni? Mah c’e’ la controprova: in epoca in cui non c’e’ piu’ il Muro di Berlino e l’elettorato trasmigra come gli pare (chiedere a Idv), quanti sindaci leghisti sono stati riconfermati? 100% mi pare. Quanti nuovi sindaci han preso? Quasi raddoppio (da duecento a oltre trecentosessanta).
Facts.
Mettiamoci il cuore in pace, ‘sti qui so’ darwinianamente adatti.
Stanno (ri-)scoprendo il modo vero di far politica popolana e popolare: altro che Porta a Porta, Ballaro’, Repubblica, Sky e Economist, sti qui fanno la festa comunale del pensionato.
E ancora, altro che “nuovo” uguale faccia nuova Serracchiani: hanno ideali, non rozzi bensi’ veraci, e sono disposti a sbattersi per essi.
Io la vedo cosi’, la punto da preconizzare un futuro DI OPPOSIZIONE per la Lega (premessa ne e’ il tentato referendum): centralisti da una parte, loro e pochi altri dall’altra. Mentre, ripeto, le categorie novecentesche – lib lab etc. – tutti al museo.
Zamax, da anglosassone non do’ giudizi, prendo atto dei “pattern”. Quello che mi piace e’ la novita’ nel panorama asfittico e clientelare, il calcio al formicaio.
E lassa pur che l’mondo diga, e gli dia dei rozzi razzisti: ‘sto fatto, lo stracciamento di vesti impaurito dei gran sacerdoti auto eletti della politica partitica e della “questione morale”, me li rende oltremodo simpatici.
Tornando in topic, pochi han notato, noto, l’aspetto “controcorrente” del post: mentre in Italia e’ piu’; che lecito e praticato parlar male dei CAPI italiani (del governo ma anche dell’opposizione), credevo di aver toccato un tabu’: il famoso “italiani brava gente”.
Col czz, la gente in Italia si crede intelligente e in realta’ e’ solo ( o si crede) furba, si crede legittimanta regolarmente a saperne piu’ di chi li comanda, a pontificare (basta navigare nel web) e questo inrealt’a e’ il suo maggiore e piu’ ridicolo difetto, il non saper stare al proprio posto.
Abr,
non mettermi in bocca cose che non ho detto:
- Non ho dato degli xenofobi ai leghisti (anche se Gentilini non è ovviamente un fulgido esempio di tolleranza culturale e razziale). Al Nord è molto diffuso, sopratutto negli strati più popolari, un rapporto molto tormentato con il problema dell’immigrazione e i leghisti non fanno che rappresentarlo senza tanti filtri. In ogni caso non stavo parlando di quello
- Non ho detto che intascano soldi (per ora). Ho solo detto, e confermo, che gli amministratori leghisti delle città e dei paesotti più grossi (in quelli più piccoli è già diverso) perseguono il potere per il potere usando strumentalmente proprio l’irregimentamento dei militanti, ed è proprio nel mio Veneto che la cosa è particolarmente evidente e brutale. Di ideali non c’è neanche l’ombra: non diciamo fesserie. Sarebbe un ideale, la festa del pensionato? Del resto qui anche le amministrazioni Dc che tu per primo sembri disprezzare, e che tra l’altro non hanno mica cominciato subito ad intascare soldi e ad assumere i caratteri che hai così ben descritto, sono state riconfermate al 100% per decenni (per cui il tasso di riconferma non è sempre un fact). Salendo un po’ di livello ed a conferma di quanto sia evidente ed esplicito il meccanismo di potere leghista, basta vedere come 25 anni dopo la fondazione tutti i massimi dirigenti leghisti provengono dalla zona d’origine di Bossi.
Io per ora non vedo ancora ruberie ma il proseguimento e talora l’intensificazione dei favoritismi affaristici in campo edilizio e della conseguente devastazione del territorio già attuata dalle strutture di potere precedenti, quelli sì, eccome (posso citare esempi). Gli abbassamenti acchiappaconsensi dell’Ici e della tassa rifiuti vengono pagati come sempre con sconvolgimenti di piani edilizi, diminuzione delle aree protette, lottizzazioni a raffica, autorizzazioni per nuove cubature, nuove cave etc. (e questo tu lo chiami “ambientalismo moderno”? ah, già, ma tanto tu oltre ad auspicare altre strade – e qui alcune pedemontane effettivamente servono – , altri porti – che invece vanno solo spostati fuori città – ed altri aeroporti, quando invece è evidente che ce ne sono già troppi, mica che citi quello che effettivamente manca, ossia più treni per merci e passeggeri, come nei paesi più ambientalmente evoluti).
Tornando al mio punto… sbaglierò, ma tra un po’ comincerà anche per la Lega la degenerazione classica di tutte le strutture di potere consolidate, indipendentemente dalla collocazione politica (vedi scandali e scandaletti affaristico-clientelari e magari anche qualche ruberia). A giudicare dalla spietatezza con cui viene attuata la presa di potere (senza dare loro dei criminali, ricordo che anche le mafie sono darwinianamente adattissime), mi aspetto che anche i tempi della degenerazione saranno rapidi.
Poi sono disposto a ricredermi, ma per ora sto rabbrividendo…
E adesso dai, da anglosassone come ti picchi di essere, parti con la tua solita solfa del mediopensatore… ma intanto non mi va che nessuno sfati la leggenda del leghista buono e puro. E’ solo molto ben organizzato, una evoluzione della specie.
P.S. Secondo me tra le nuove generazioni la disponibilità ad eseguire e non ad intepretare a proprio modo è in crescita: la fantasia al potere attacca meno.
Sorry, il commento delle 17:01 l’ho firmato per errore abr. In realtà è mio.
Grano, non ti ho messo in bocca cose a te, ho usato un comun sentire, se non e’ tuo meglio per te.
- Gentilini e’ sindaco (poi pro-) della provincia dall’integrazione piu’ avanzata d’Italia. Again, fatti non parole.
La visita di Gheddafi dovrebbe aver insegnato peraltro, che cio’ che manca al mondo e’ esattamente un (bel) po’ di white man’s burden.
- Ideali: non non li considero cosi’ in basso da essere idealisti, quello lo lasciamo ai brigatisti rossi zombie. No, intendevo ovviamente un Credo forte, stile l’esempio che hai fatto deicomunisti di vent’anni fa.
- non disprezzo certo la vecchia dc del Veneto dove sono cresciuto, disprezzo il riciclaggio che molti di costoro han fatto nel PD, complice la gerarchia medio bassa. L aloro risconmferma era dovuta alla presenza del Muro (non quello di Via Anelli, l’altro di Berlino), credevo s’intendesse.
Diciamo che i tempi sono cambiati, n’est pas?
- Zaia, Gobbo, Gentilini stesso o il sindaco di Verona non mi paiono varesotti.
- sull’ambiente, caliamo il sipario: ce’ ancora troppa fuffa libresco-ideologica Algoriana sull’argogmento per trattarla in un commento, ci torneremo.
Trovo meraviglioso comunque che uno vivente in Italia da piu’/ di vent’anni si trovi di fronte a “devastazioni del territorio”. Dico, dopo quelle degli anni 60 70 80 e 90? Peggio? Mah…
- il tuo scetticismo sulle prossime ruberie: e’ chiaro che hai un pre-giudizio. Il mio e’ diverso, dico che e’ ora di cambiare. Registro, e ladri.
In sintesi, tanta fuffa pre-giudiziale e tanti credo che. Rispettabili opinioni, respinte al mittente non per altro, perche’ noi garantisti una possibilit’a la diamo al nuovo. I sedicenti progressisti, che il nuovo temono, invece no.
- non mi picco certo di essere cio’ che non sono. Nei commenti si taglia corto, quello che posso vantare sopra la media e’ frequentazione e esperienza di vita vissuta oltreoceano (anni).
Mediopensatore a me? Che strano, medioman e’ esattamente come definisco la vittima del mainstream Repubblichino …Vuoi mettere tras me e te chi e’ piu’ “popolare” nella blogosfera, ove stanno color che pensano alle radiose sorti, color che hanno le soluzzzioni?
Non ho compreso bene il ps: se sostieni che le nuove generazioni sono piu’ pronte alla disciplina e alla capacita’ d’ascolto implicita nell’eseguire, si vede che le frequenti gran poco.
“gerarchia medio bassa”: intendevo quella clericale.
Che poi, riflettendoci Grano, sei sicuro che parli dei Leghisti? Secondo ma in realt’a parli di classe politica veneta tout court … (con al magnifica eccezione di Cacciari, ovviamente: uno dei due neuroni rimasti nei PD, l’altro e’ Chiamparino).
Sinceramente ho l’impressione che i leghisti, perlomeno nella zona del varesotto in cui abito non abiamo un CREDO forte, ma seguano il CAPO Bossi in ogni giravolta e cambiamento, si è passati attraverso posizioni tra di loro incompatibili e con metodi di eprazione abbastnza stilinisti nella Lega, all’inizio c’erano persone come Miglio e Pagliarini, adesso Zaia e Cota, se a voi sembrano uguali non so.
Non risco a vedere un credo unico che possa giustifcare contemporaneamente federalismo, secessione, devoluzione dei poteri, localismo ed eliminazione dei tributi locali, berlukaiser mafioso e fedeltà ad ogni decisione, liberlismo e dazi doganali, lotta agli sprechi e difesa ad oltranza delle pensioni d’anzianità, quando poi ho visto nel 1999 l’espulsione dalla lega di Domenico Comino che aveva proposto una collaborazione con Berlusconi, e due mesi dopo l’accordo tra Bossi e Berlusconi mi sono convinto che la Lega è puro pragmatismo politico idee zero.
per quanto riguarda l’argomento dell’inaffidabilità degli italiani, la mia esperienza è quella di un industria chimica che ha impianti in Italia e Germania, i Tedeschi sono disciplinatissimi, organizzatissimi, ma se c’è qualche rogna gli italiani la risolvono in metà tempo, infati nel 99% dei casi si è dovuti andare in Germania per risolvere problemi abbastanza banali mentre nei casi di normale amministrazione le cose in germani procedono molto più regolarmente.
@Abr:
… però il tuo blog mi pare un po’ fermo, o sbaglio?
- No, non ti do del medioman. Non penso che tu lo sia (altrimenti non perderei il tempo a risponderti) e comunque non mi piace categorizzare in questo modo. Più di una volta mi è invece parso che ti riferissi a miei commenti qualificandomi tale. Lecito, in caso, ma un po’ presuntuoso. Del resto riconosco il tuo augusto ruolo nella blogosfera
- Sulla Lega opinioni diverse e chi vivrà vedrà. Forse parlo di classe politica veneta in generale (tra le eccezioni metterei peraltro, per quel che ne so, anche Zanonato, forse non come “pensatore politico” ma come capace amministratore, anche se va al ballottaggio), ma sicuramente almeno per il Veneto i leghisti non sono meglio degli altri e sono molto spietati, questo intendevo dire. I casi di spoils system applicato oltre il lecito, di forzature delle procedure amministrative, di uso sistematico del ricatto politico, di chiusura totale al confronto con le voci diverse sono osservazioni dirette, non pre-giudizi. Che di ruberie per ora non ci sia traccia l’ho scritto io per primo, ma la storia insegna che il potere col tempo ha sempre corrotto tutti e più è certo e prima corrompe. Per questo le occupazioni manu militari le vedo male. Preferisco la quasi certezza di un’alternanza frequente e l’indipendenza del ceto amministrativo dalla politica (dirigenti compresi).
- Gobbo e Tosi per ora come incarichi giocano nell’orto di casa. Tosi fa anche il testimonial in materia di sicurezza, stop. Zaia è ministro, ma per ora sulla linea politica non ha il diritto di aprire bocca. Si vedrà. Per ora Bossi-Maroni-Calderoli-Castelli.
- Certo, l’ho scritto io che in Veneto la devastazione del territorio è già in corso da tempo. Mica che con questo non possa continuare, e infatti continua, anche sotto i leghisti. Ho le fotografie.
- Sulla xenofobia ho già parlato del rapporto tormentato di leghisti e non con gli immigrati. La provincia di Treviso è quella in cui gli immigrati godono delle migliori condizioni materiali e dei migliori servizi e dove contemporaneamente gli italiani hanno più paura degli stranieri e si sentono spaesati. Ho detto solo che Gentilini non dà un grandissimo esempio, verbalmente parlando. Poi non mi risulta abbia fatto del male.
- Proprio tu, Abr, che ammiri chi ha un Credo (con la maiuscola, poi)? Principi molto fermi, impegno, disponibilità e rispetto dell’altro non bastano e sarebbero molto più auspicabili?
La differenza tra l’impegno, il rispetto per l’altro e la disponibilità e un Credo, è che è molto più facile ripeire una parola vuota come il Credo ( o la Padania ) con qualsiasi contenuto e quindi cambiare opinione impunemente un giorno si a l’altro pure.
Si chiama oppurtunismo, sull’onestà dei politici leghisti non ho niente da obbiettare, ma un partito che propone, come ha fatto la lega con un emendamento tempo fa di eliminare l’obbligo di una gara d’appalto trasparente per tutte le spese degli enti locali al di sotto dei centomila euro ( tentativo bloccato da AN fortunatamente ) qualche dubbio me lo fa venire.
Rileggendo bene mi viene da mettere un altro puntino su una i.
“Le caste dc preesistenti (…) sopravvivono alla grande, sponsorizzate in primis dal clero medio basso, mimetizzate in liste locali ma manovrate dalla ex margherita nowadays PD, il vero partito clericale italiano”
“Non disprezzo certo la vecchia dc del Veneto dove sono cresciuto, disprezzo il riciclaggio che molti di costoro han fatto nel PD”.
Beh, oddio, almeno per la mia regione ricordiamoci che la Dc in Veneto era fondamentalmente dorotea, non martinazzoliana, e se guardiamo la ripartizione del potere non-leghista in Veneto nell’era post-Dc (tanto Polo delle Libertà e soprattutto Forza Italia, dal governatore in giù, e poco Ulivo) abbiamo la conferma che il “riciclaggio” le “caste dc” l’hanno fatto assai più nel Pdl che nel PD. Per anni infatti, e ancora oggi, abbiamo avuto a livello dei comuni non capoluogo scontri diretti tra il sindaco di Forza Italia al potere e il candidato della Lega che lo scalzava. Seguendo il filo del ragionamento di Abr, il vero partito clericale italiano sarebbe dunque… Forza Italia nowadays Pdl (ed a giudicare da molti provvedimenti anche dell’attuale governo non mi sento di smentirlo).
Specchiato esempio di pragmatismo della lega che non sarà sfuggito ai più ma fa sempre bene rimarcare…
http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc
@Pietro – 1: si sono puro pragmatismo, quella che in gergo marxista si chiamava una “prassi”.
@pietro-2: “un italiano con un cacciavite in mano fa miracoli”. Probabilmente però quelle aziende chimiche erano tedesche (organizzazionen) …
@Pietro-3: personalmente mi fermo al punto della apparente (maggiore) onestà e “dedizione” amministrativa dei leghisti rispetto agli altri, tutti disillusi individualisti.
Il resto è processo alle intenzioni, è scetticismo: magari sano, magari giustificato .. magari italiano.
Tnxs grano, ma anche se lo pensi per davvero non mi offendo. Visto che rispondevo, al limite la mia eventiale accusa di essere preda dell’effetto mainstream era solo “retaliation”, per metterti sullo stesso piano
Il mio nequidnimis.blogspot e fermo, mi sono convertito al tumblr (http://abr.tumblr.com). per chi soffre di mancanza di tempo e si sente troppo “medio”, non “troppo intelligente” come ogni italiano medio, e condivide il messaggio biblico che tutto è già scritto, allora tanto vale rebloggare.
- Sulla lega sono opinioni, certo. Non da seguace seguo il fenomeno con molto interesse: è il NUOVO, il resto è Berlusconi (effimero per definizione quindi), anti berlusconismo, statalismo centralista e qualche zombie.
NON RUBARE comunque non è un dettaglio da poco, sarebbe addirittura un comandamento. L’altra cosa che non è un dettaglio è l’assenza di vecchi politicanti tromboni riciclati.
- la lega è Bossi-Bossi-Bossi. Gobbo è vicepres. del partito, cosa che nè Maroni nè Castelli sono: con Gentilini è ras locale sempre più potenti (contare i voti). Tosi farà le scarpe a Galan, ‘sto giro o il prossimo.
- La devastazione del Veneto la fanno i Veneti. In specie i cosiddetti imprenditori (agroalimentare in testa, poi la “capannonizzazione” del territorio etc.). Come i medesimi han fatto l’immigrazione, un po’ meglio che da altre parti, ma per meri scopi di sopravvivenza del decotto arretrato (altro che innovazione!) e fregandosene delll’impatto sociale.
- Ammirazione? Credo? Capisco che nei commetni si sta stringati, ma non esageriamo prego. Ricordiamo sempre la massima: politica è scegliere tra il disastroso e il catastrofico.
Poi sulla bellezza elevatrice della DISCIPLINA potrei scrivere un saggio, ma questo è un altro campo.
@grano-2: allora forse “vivo” (indirettamente ma costantemente) il Veneto locale molto più di te: tu parli di regione e governo centrale, io mi riferisco ai comuni, alle province, al territorio.
Il Clero medio basso, così amato nel Giornaletto, è schierato in modo quasi bulgaro in area para PD e lo caldeggia a livello locale, mediante il trick mimetico delle “liste civiche”.
Per tornare agli ex democristi, il doroteismo purtroppo è stato spazzato via; di quello che rimane della dc veneta, mai sentito parlare di Giaretta coordinatore regionale del PD, giusto per fare un esempio?
E Rosibindi, venuta dalla Burinia (*) a vivere (le malelingue sussurrano a convivere, con una donna) e farsi eleggere a Padova?
(*): in un commento ad altro post qui, un lettore sosteneva che a fianco di Padania e Terronia esiste la Burinia, coprente Lazio Umbria, Toscana, Marche ed Emilia
See ghisa. see. Consolati pure con Borghezio, se ti serve per sentirti meglio.
Come se altri usassero Grillo come paradigma del nuovo che avanza nel campo progressista. Troooppo intelligente.