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Internidi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 12 giugno 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

E allora lo vedi, Lalli, che nun c’è speranza? Dove dovrebbe risiedere secondo te la forza per portare questi discorsi in parlamento, quando alla nostra classe politica di cattolici pluridivorziati, laici fulminati sulla via di Damasco o semplici esponenti di lobbies non conviene per niente?

Magari facciamogli capire che converrebbe loro essere più liberali. Magari ci cascano. O magari, miracolo!, potrebbero capire che non prenderebbero meno voti se fossero più coraggiosi, almeno da una parte politica. Da quel CENTRO-sinistra che è spaventato pure dalla sua ombra. Anzi, ne prenderebbero di più perché di gente che si è stufata di tanta codardia ce n’è tanta.

Scusami, stai chiedendo uno sforzo a un partito che ha tra le ipotesi di alleanza quella con l’UdC e tra i suoi parlamentari la Binetti. Mi dai il numero del tuo spacciatore, allora?

:) ))

Non puoi rispondere con le faccine, è un’intervista seria questa!

Mettiamola così: sono d’accordo che ci sia ben poca speranza sul fronte politico. Però non può essere questa una ragione per non tentare. Pur sapendo che verosimilmente non servirà, o che ci vorrà troppo tempo. Continua a stupirmi il fatto che non si comprenda il malumore e che nessuno riesca a proporre una ipotesi politica non vile, senza scannarsi o rivolgersi all’Opus Dei per avere l’assoluzione. I fatti zittiscono il mio stupore. E allora uno protesta portando il peso dell’assenza di possibilità. Io però ti domando: qual è l’alternativa?

Mi piace molto la tattica di Zapatero. Il quale dopo l’approvazione di leggi che alla Chiesa non piacevano, si presentava ad ogni Family Day dicendo: “Io amo la mia famiglia. Ma rispetto anche le idee degli altri, e non voglio imporgli le mie”; mentre la Chiesa – guarda la legge sulla fecondazione assistita – questo fa: impone 2679777560 8f41c407f2 Figli di una coppia minore. Perché gayscelte che vuole siano vincolanti per i cattolici, a tutta la popolazione. Ma partendo dalla posizione di forza, ovvero dalla politica. L’unico modo per vincere un braccio di ferro è combattere pulpito contro pulpito. Non trovi?

Concordo. Ci manca Zapatero e a molti manca la lucidità della tua analisi. Quanto alla legge 40: dovrebbe essere insoddisfacente anche per i cattolici, anzi soprattutto per loro. Se parti infatti dalla premessa che il concepito sia una persona dovresti vietare in assoluto la riproduzione artificiale. Non basta porre un limite al numero di embrioni prodotti (una alta percentuale di questi non arriverà a nascere; dalla loro ottica questi sono tutti “omicidi”) – limite che è stato poi dichiarato incostituzionale nel maggio scorso. Io credo che quei cattolici onesti e rispettosi della laicità dello Stato siano (o dovrebbero essere) molto offesi da questo mercanteggiare delle gerarchie cattoliche, dalla loro incoerenza e spesso dalla loro spietatezza – si pensi a come è considerata l’omosessualità nei documenti ufficiali. Bene che vada è un disordine morale!

Beh, volendo ci manca anche una strategia uguale e contraria. Sul tema della fecondazione assistita, sarebbe bello mandare in tv una donna che, con la legge così com’era, ha fallito l’obiettivo della fecondazione, che dichiarasse: “Perché la Chiesa mi vuole impedire di avere dei figli? Ma non erano per la famiglia loro?”. Voglio dire: fight fire with fire, no? Comunque, Lalli, chettedevodì? Mi hai convinto. Adesso comprerò il tuo libro e verrò alla presentazione alla Feltrinelli il 17 giugno. Ma soprattutto: mi schiero dalla tua parte. W la laicità! M la Chiesa! Peace and Love for all e pari opportunità per tutti! Vado bene? Che dici? Sono sulla strada giusta?

Per andare a quel paese sicuramente!

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