Berlusconi, economia, elezioni: quel che resta del (mezzo)giorno

12/06/2009 - Il risultato elettorale ha punito il Pd, ma è stato inferiore alle attese anche per il Pdl, specie al Sud, mentre nel Nord ha trionfato la Lega. Non è un caso, ma il frutto di scelte di politica economica. Con

     
 

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Il risultato elettorale ha punito il Pd, ma è stato inferiore alle attese anche per il Pdl, specie al Sud, mentre nel Nord ha trionfato la Lega. Non è un caso, ma il frutto di scelte di politica economica. Con prospettive non tranquillizzanti per il governo

Perché i risultati elettorali del 6 e 7 giugno per il PdL non dipendono, come provano a far credere in molti, da complotti della stampa contro il premier, dalla storiaccia di Noemi e Papy, o dallo scandalo dei voli di Apicella a spese dei contribuenti. Ma dall’economia. Dalle decisioni di questo primo anno di governo. Che rischiano di creare un corto circuito nel futuro, e di rendere difficile il cammino di Berlusconi e soci

IL RISULTATO ELETTORALE – Nel risultato del [[PdL]], che ha mancato l’obiettivo dichiarato del 40% ma che in termini percentuali è arretrato di poco, si è parlato poco del pesante calo di elettori. Alle politiche di un anno fa, alla camera dei deputati il Pdl aveva ottenuto 13,629 milioni di voti. Nelle europee di qualche giorno fa, il PdL ha avuto 10,807 milioni di voti: 2,821 milioni di voti in meno. Non pochi. Se dipendesse davvero da Noemi, il calo sarebbe più o meno uniforme in tutta Italia. Ma se vediamo la distribuzione territoriale, nel Nord il PdL perde mezzo milione di voti (nel 2008 aveva 5,411 milioni, ora ne ha 4,685). Un calo, ma tenuto conto che alle europee vota meno gente, niente di preoccupante. Nel Sud e nelle isole invece il PdL subisce un tracollo: passa dai 5,438 milioni di voti del 2008 ai 3,777 milioni: 1,661 milioni di voti in meno, il 60% circa del calo dei consensi del PdL. La spiegazione non è una “fisiologica” astensione. Da sottolineare invece il risultato della Lega Nord: 3,025 milioni di voti alle ultime politiche, 3,126 milioni di voti alle europee: oltre 100 mila voti in più, quasi tutti nel Nord, anche oltre il Lombardo-Veneto, con qualche timido consenso anche “all’estero” (Toscana, Umbria, Marche, ecc…). La Lega aumenta nel Nord, sfonda fuori dal lombardo-veneto, e prende pure una manciata di voti nel centro-sud. Il PdL “tiene” nel Centro-Nord ma cala vistosamente nel Sud. Noemi, i complotti, l’immagine incrinata di [[Berlusconi]] non c’entrano niente.

LO SCIPPO DEL FAS – L’elettorato italiano è, come sempre, molto distratto su questioni etiche e su grandi temi come moralità della politica, prestigio all’estero, ecc. Ma anche molto attento alle questioni di portafoglio. E in quest’anno in Italia, come abbiamo detto altre volte, qualcosa è successo: lo scippo del Fas. Un gigantesco spostamento di spesa pubblica dal Sud al Nord. Non riuscendo, a parte le roboanti dichiarazioni, a fare tagli alla spesa corrente e non volendo mettere le mani in tasca ai cittadini, il governo ha finanziato tutte le sue politiche prosciugando i Fondi destinati al mezzogiorno. Lo dice il governo stesso, scritto nero su bianco nel Rapporto annuale 2008 di Coesione, consultabile qui. Le risorse Fas erano(Delibera CIPE del 2007) 63 miliardi di euro. Adesso sono state “riprogrammate” (una bella parola, “tagliate” suonava male) e ne restano circa 45 miliardi. Dove sono finiti? Ce lo spiega sempre il rapporto, alle pagine 184 e seguenti: 8 miliardi sono i famosi “tagli” della finanziaria dei 9 minuti e mezzo, 1,2 miliardi la copertura dell’esenzione Ici, 4 miliardi per l’accordo sugli ammortizzatori sociali, 5 miliardi al Fondo infrastrutture che (forse) in parte servirà adesso per la ricostruzione in [[Abruzzo]], più vari ritagli e frattaglie.

IL FEDERALISMO PROSSIMO VENTURO –  Qualcuno obietterà: c’è la crisi, bisogna fare tutti i conti con essa. Però quel qualcuno dovrebbe spiegare perché il conto della crisi lo devono pagare le regioni più “povere” d’Italia. Qualcun altro invece dirà: è giusto, in fondo al Sud va gran parte della spesa pubblica nazionale, un po’ di soldi al Nord non fanno mica male. Ma siamo sicuri che sia così? Sempre dal Rapporto di coesione del governo, leggiamo a pagina 132: ogni cittadino del centro nord si è avvalso mediamente, nel periodo 1996-2007, di 14.349 euro di spesa pubblica pro capite, mentre ai cittadini del sud sono andati 10.195 euro. La spesa pubblica è più alta al nord, che lo Stato spenda più al sud è una balla che viene raccontata da anni: dati alla mano, è vero il contrario. Chi non ne è convinto, può consultare anche la banca dati ufficiale dei Cpt. In questo scenario il governo ha approvato la legge delega sul federalismo fiscale, labandiera” della Lega. Abbiamo più volte detto che è un testo equilibrato, ma anche molto generico. E che il vero impatto dipenderà dalle scelte concrete che nei prossimi due anni farà il governo. Ma comunque vada, se sarà davvero applicato, esso comporterà una minore disponibilità di risorse pubbliche nei territori con minori capacità fiscali, ovvero un’ulteriore spostamento di risorse verso le regioni ricche del Nord e del Centro a danno del Sud.

UN FUTURO NON ROSEO – Ed ecco che l’interpretazione del risultato elettorale si fa più chiara, e più fosche le prospettive. Trionfo nelle provinciali del Nord incluso. Finora il centro destra ha una precisa strategia di politica economica, che comporta una riduzione di risorse pubbliche al Sud e un aumento al Nord. Giusto? Sbagliato? Opinioni. Ma il fatto è incontestabile. E il voto dimostra che anche gli elettori lo hanno capito benissimo. Lo ha capito anche Gianfranco Fini. Sul Nord: “Il PdL è una fotocopia della Lega e gli elettori preferiscono l’originale“.  E ha aggiunto: “Ci vuole più attenzione per il Sud“. Non è un problema di leadership, ma di scelta politica. Soprattutto per quelle nei prossimi anni, dense di insidie sul versante dell’economia. Perché la crisi sarà lunga, e richiederà scelte difficili. Ma in favore di chi?  Perché alla Lega, premiata dai consensi, non basterà solo qualche poltrona nei CdA delle aziende pubbliche. E il Federalismo fiscale per ora è una costruzione di carta: l’effetto annuncio finirà presto, la gente del Nord vorrà i fatti. Ma se non si sceglie di recuperare risorse in qualche modo (lotta all’evasione, tagli agli sprechi, pensioni, ecc…) e di trovare soldi per gli investimenti strutturali che servono al mezzogiorno, per qualcuno la coperta sarà troppo corta. E allora gli elettori del Sud dall’astensione di oggi potrebbero decidere anche di “passare al nemico“. Oppure quelli del Nord, delusi da promesse senza seguito, potrebbero scegliere l’originale, una Lega sempre più forte e radicata. Oppure Berlusconi potrebbe finire per scontentare tutti, Nord e Sud, anche perché soffiare sul fuoco autonomista non aiuta a trovare mediazioni accettabili. Aprendo il via a scenari nuovi, e forse neppure tanto auspicabili. Fantascienza? Forse, ma il risultato elettorale è molto chiaro. E se il Pd sicuramente piange, Berlusconi non ha molto da ridere.

     
 

12 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    @Z:
    Nulla è meno utile, per sostenre le proprie idee, di mettere in bocca ad un altro quello che non ha mai detto.

    Nell’articolo c’è scritto un dato INCONTROVERTBILE: la spesa pubblica pro capite è più alta nel Nord che nel Sud. Chè è diverso dal dire che non ci sia ridistribuzione tra Nord e Sud. C’è, ovviamente: perchè il Nord è più RICCO del Sud.

    Ora, si può sostenere che questo non sia giusto: che i RICCHI non debbano redistribuire parte del proprio reddito ai MENO RICCHI. Ma è un altro discorso.

    Il problema è un altro, l’ho scirtto tante volte, ma soprattutto lo dicono TUTTE le teorie del federalismo fiscale (anche decine di premi nobel, che certo non riusciranno a convincere coloro che non vogliono ascoltare. O che già sanno la verità. :-)

    Esistono cittadini del NORD ricchi e cittadini del Nord poveri. Esistono cittadini del sud RICCHI e cittadini del SUd poveri. La redistribuzione tra Nord e Sud è frutto del fatto che i RICCHI nel Nord siano di più che nel Sud. Come un dirigente dell’Eni di Milano trasferisce parte del suo reddito (grazie alla progressività dell’imposta) a un contadino dell’oltrepò pavese. Così una regione con una percentuale più alta di redditi elevati (la LOmbardia) finsce per “trasferire” parte delle tasse da essi pagate in un’altra (la Puglia) che ha complessivamente una percentuale di “ricchi” inferiore

    Perché, in base ad una teoria universalmente riconosciuta (tranne che da qualche lettore più oltre di Giornalettismo) ed elaborata dal premio Nobel Buchanan, economista liberale, esiste il PRINCIPIO DI EQUITA’ ORIZZONTALE, ovvero che due cittadini di uno stesso paese non possono “ricevere” in termini di spesa meno risorse pubbliche, a parità di tasse pagate, perchè sarebbe INGIUSTO. Principio sancito nella nostra Costituzione, art. 117 e 119.

    Per far capire anche ai più “resistenti”:
    Un dirigente dell’ENI di MIlano non può ricevere più servizi pubblici di un dirigente dell’ENI di pari grado residente a Bari. Suona strano?

    Per questo esiste la perequazione, che non a caso Calderoli (Non Stalin) ha introdotto nella sua legge. Perchè non è un cretino totale, e soprattutto non lo sono gli studiosi (bipartisan) di cui si è circondato.

    E comunque, questo discorso non muta la sostanza delle cose:

    I cittadini del Nord hanno delle istanze, giuste o sbagliate che siano. Ma ce l’hanno anche quelli del Sud. Tenere in equilibrio le due istanze, non sarà affatto semplice, per una maggioranza molto legata alla capacità della sua leadership di tenere unite istanze potenzialmente confliggenti.

    Con buona pace dei tanti premi nobel che commentano su Giornalettismo.

    Un sorriso festivo

    C

  2. rebyjaco scrive:

    Provate a chiamare le cose con il proprio nome, almeno qualche volta.
    Berlusconi non ha mandato i soldi promessi al Sud, e LE FAMIGLIE l’hanno punito. Tutti conoscete chi sono COLORO CHE SPOSTANO VOTI.
    Immagino che sarà stato un gioco da ragazzi invitare all’astensione. Questa è la musica che si suona in TUTTO IL MERIDIONE. Quando vi fa comodo, ce lo ricordate e ripetete fino all’esaurimento, quando no, ve lo dimenticate.
    L’analisi è semplice e “”brutale”". Berlusconi ha convinto tantissima gente che LUI era l’imprenditore che salvava il paese, dal dire al fare, c’è di mezzo, GLI AMMINISTRATORI REALI, quelli che, muovono gli appalti e distribuiscono i soldini come LORO vogliono, e quelli, non li controllerà nemmeno Berlusconi. Andate a dire alla Famigliola Mastella, come distribuire le risorse. Questa è l’Italia della maggioranza, impresentabile e improponibile per nessun PAESE CIVILE. Poi c’è l’opposizione rappresentata sostanzialmente dal principale Partito, il PD., quello che dovrebbe trascinare l’OPPOSIZIONE. Ma mi dite che “”BANDA E’ ?”" Ma vi sembra un partito? Ma dove hanno un minimo di decenza ? Di DIGNITA’?. Ancora c’è un Dalema che parla come un possibile salvatore. Indecente!! Di Pietro?? Non è un politico, non fingete di volerlo fare apparire tale, è uno che combatte per mettere in galera i miserabili corrotti della politica e non, non ci riuscirà, e non ci riuscirà perchè coloro che scrivono sulla stampa e vari Siti e Blog, fanno parte del medesimo imbroglio DEMOCRATICO. Vorrei un PD. dignitoso da poter votare senza vergogna, ma quando??? La Serracchiani?? O sei un genio, e LEI sicuramente non lo è, o ci vogliono anni di esperienza per sapere come affrontare queste situazioni, mi ricorda tanto Giovanna Darco se ne vuole fare una Icona, ma per favore, cerchiamo di tenere i piedi per terra e non cadere nel ridicolo.

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