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La gogna delle prostitute malate di Aids

Prostitute malate di Aids messe alla gogna. I loro volti malati mostrati in Tv, un modo squallido di recuperare voti da parte di esponenti di un governo, quello di Lucas Papademos, che rischia di vedere la sua larga maggioranza travolta dalla grande rabbia per la crisi nera che ha colpito la Grecia.

 

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GOGNA MEDIATICA – In Italia si chiama macchina del fango, ed è quello che ha orchestrato la classe dirigente greca in questi giorni di grande tensione per la campagna elettorale. La polizia ha fatto una maxi retata nel mondo illegale della prostituzione greca. Il meretricio è permesso nel paese ellenico solo in luoghi consentiti dalla legge, ma le prostitute illegali sono sempre state tollerati. Dopo la spettacolare operazione ad uno e consumo di Tv e giornali, le prostitute sono state sottoposte al test dell’Hiv. Dodici di loro sono risultate positive, e le loro fotografie sono state pubblicate dai telegiornali, con l’appello ai loro clienti di andare anche a loro a sottoporsi al test per capire se si è contratto il virus dell’Aids. Negli interrogatori alla polizia infatti le donne hanno confessato di avere molti rapporti non protetti coi loro clienti, e i giornali greci hanno rilanciato la notizia pubblicando le loro foto sotto titoli come “Ecco le bombe Aids”.

PROSTITUTE PER VOTI – L’operazione ha un carattere evidentemente mediatico, ed appare un tentativo di davvero basso profilo del governo Papademos di recuperare consenso a pochi giorni dalle elezioni greche. Tutti i sondaggi evidenziano la crescita dei partiti anti euro ed anti austerità, e la larga maggioranza che sostiene l’attuale esecutivo tecnico, formata dai due grandi partiti ellenici, è sempre più ristretta nelle intenzioni di voto rilevate dagli istituti demoscopici. Michalis Chrysochoidis, il ministro che ha pubblicato le foto delle ragazze che hanno contratto il virus dell’Hiv, è un esponente del Pasok, il partito socialist ache dopo aver vinto le elezioni nel 2009 ora rischia un tracollo alle urne. La pubblicazione delle foto ha portato molte persone a sottoporsi ai test, e tra i clienti delle prostitute c’erano anche molti minorenni.

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