Le statistiche sospette di Brunetta sulla povertà

11/06/2009 - Mentre l’Istat fotografa un primo trimestre 2009 particolarmente negativo, il ministro della Pa e dell’innovazione ci consegna una realtà virtuale in cui se le cose non vanno benissimo, poco ci manca. La gente ride, ma c’è poco da ridere. Renato

     
 

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Mentre l’Istat fotografa un primo trimestre 2009 particolarmente negativo, il ministro della Pa e dell’innovazione ci consegna una realtà virtuale in cui se le cose non vanno benissimo, poco ci manca. La gente ride, ma c’è poco da ridere.

Renato Brunetta, alla giornata per la ricerca e l’innovazione promossa da Confindustria ha detto chein Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche”. L’analisi di [[Brunetta]] è questa: in Italia ci sono 15 milioni di lavoratori dipendenti i cui salari progrediscono del 3-4% annuo e per i quali quindi il potere di acquisto è aumentato, a cui si aggiungono 16-17 milioni di pensionati che hanno dinamiche simili. La crisi ha interessato solo 300-400 mila disoccupati e cassaintegrati che però hanno un’integrazione al reddito, i cassaintegrati con la Cig e i disoccupati grazie all’80% di integrazione stabilita dal governo. Anzi, ha detto il ministro,  sono fortunati, perchè non sono disoccupati, ma hanno avuto “una riduzione del carico di lavoro”. La crisi grava “tutta sul lavoro autonomo, che vede il fatturato diminuito tra il 30 e il 40%. Per questo le preoccupazioni sono sul lavoro autonomo e non su quello dipendente.”

LE STATISTICHE ISTAT - Un’analisi accolta con scetticismo persino dagli industriali, che certo non trovano antipatico il ministro anti-fannulloni. Lui si è pure un po’ offeso: “Rumoreggiate pure, ma queste sono le statistiche“. Il ministro Brunetta avrà certamente le sue fonti. Ognuno usa quelle che ritiene migliori. Pochi giorni fa all’Assemblea Annuale di [[Banca d'Italia]] il governatore ha detto che: “I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all’8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell’inflazione”. Proprio ieri l’Istat, ha diffuso i dati definitivi relativi al primo trimestre 2009 dei conti economici nazionali. Dati che fanno a pezzi le tesi “minimaliste” di Brunetta. Intanto, nel primo trimestre del 2009 il Pil è diminuito del 2,6% rispetto al trimestre precedente e del 6,0% nei confronti del primo trimestre del 2008. Solo Giappone e Germania hanno crolli più gravi, mentre in Francia e negli USA le cose sono andate molto meno peggio. Nel complesso, il Pil dell’area Euro è diminuito del 2,5% rispetto all’ultimo trimestre e del 4,8% sul primo trimestre 2008. Il nostro è quindi uno dei cali più gravi.

LA CRISI E‘ TERRIBILE – Ma è guardando dentro i dati che ci sono le notizie peggiori. I consumi, nel primo trimestre 2009 calano “solo” dell’1,7%. Ma se leggiamo “dentro” il dato, i consumi “reggono” grazie alla spesa della PA (che aumenta dello 0,8%) mentre calano a livello di famiglie (-2,6%), soprattutto tra i beni durevoli (-11,2%). Il potere di acquisto sarà pure aumentato, ma la gente non spende. Un mistero delle statistiche? A livello di settori, mentre “tengono” i servizi pubblici (+0,1%) e il credito (-1,6%) crollano l’industria manifatturiera (-16,7%), il commercio e gli alberghi (-6,4%) e le costruzioni (-5,6%). Scartabellando le serie storiche disponibili non si riesce a trovare un trimestre con un dato più basso del Pil e del valore aggiunto trimestrale, neppure tornando indietro di 5 anni. Sempre statistiche alla mano. Gli investimenti delle imprese calano rispetto al 2008 del 12,6%, mentre per l’export siamo al -21,7%. Se queste sono statistiche che tranquillizzano il ministro Brunetta, e il governo Berlusconi, che ripetono sostanzialmente che la crisi è un fenomeno non preoccupante, passeggero, e limitato al solo lavoro autonomo, noi possiamo anche crederci. Ma solo chiudendo tutti e due gli occhi. Gli industriali rumoreggiavano, non a caso.

A PROPOSITO DI POVERTA’ – Oltre al fatto che il crollo è notevole, e che solo grazie alla spesa della PA (che a Brunetta certamente non deve sembrare “virtuosa“) non assume proporzioni drammatiche – è l’effetto dei cosiddetti “stabilizzatori automatici“, bellezza! – le parole di Brunetta non convincono neanche sul versante delle statistiche sulla povertà. Dove, diciamolo subito, le fonti statistiche – a parte quelle del ministro, naturalmente! – sono un po’ “vecchiotte“. Ma raccontano una storia diversa dalla sua. In Italia la [[povertà]] assoluta (pari alla spesa minima per acquisire i beni e servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile) secondo l’Istat interessa 975 mila famiglie, ovvero 2,427 milioni di italiani, il 4,1% dell’intera popolazione. E se si passa alla povertà relativa (pari alla spesa media procapite italiana di una famiglia di 2 componenti, per le altre si applicano scale di equivalenza) il dato si estende a quasi 2,653 milioni di famiglie, 7,542 milioni di italiani, il 12,8% della popolazione. Sono più povere le famiglie con tre o più figli, e  quelle con componenti anziani, soprattutto se si tratta di anziani soli o coppie. D’altronde, ricorda Gianni Baratta della Cisl, “dal 1993 ad oggi il valore delle pensioni è crollato in termini reali del 30%: si tratta di 17 milioni di persone che sono nelle fasce più basse della società“. E lo stesso governo a queste fasce ha “concesso” la Social card. E un recente rapporto dell’Ocse ha mostrato che le retribuzioni medie degli italiani, con un salario netto di 21.374 dollari, sono al 23esimo posto della classifica dei 30 paesi dell’Ocse. Sempre le statistiche dell’Istat  dicono che tra le famiglie il cui “capo famiglia” è un operaio l’incidenza della povertà è maggiore (5,2%), sia per quella “assoluta” che per quella “relativa”, e negli ultimi due anni ci sono segnali di peggioramento. Mentre un leggero miglioramento si osserva tra le famiglie di lavoratori autonomi, in particolare se lavorano in proprio (i “poveri assoluti” autonomi erano il 3,3% e nel 2007 diventano solo l’1,8%, mentre quelli “relativi” sono il 6,3%, la metà della media nazionale). L’esatto contrario delle “statistiche” di Brunetta.

UN MONDO VIRTUALE – Brunetta ha concluso il suo intervento in Confindustria dicendo che “Dal governo non ci si può aspettare molto“: un’affermazione condivisibile, data la qualità dei sui ministri. Le boutade di Brunetta si assommano a quelle di Berlusconi. Nel mondo virtuale di autorevoli esponenti del nostro governo la crisi è passeggera, gonfiata dai media, frutto solo della mancanza di ottimismo. E – dicono loro – ce lo confermano le statistiche. Peccato che poi escano i dati dell’Istat e ci raccontino un altro mondo. Certo, tra i compiti di un capo c’é anche quello di “galvanizzare le truppe” e di evitare lo sconforto. Ed è  pure vero che la crisi peggiora se ci si limita a dire continuamente che è grave e  poi non si fa nulla. Ma proprio per questo, serve consapevolezza della situazione e ricette per affrontarla, non il tentativo di minimizzare la crisi e dire che “passerà da sola“. Perché mettere la testa sotto la sabbia, sfidando il ridicolo anche davanti a platee “amiche” non aiuta a far sembrare la crisi meno grave. Ma anzi lascia la sgradevole sensazione che chi ci governa ci consideri degli utili idioti. O, peggio, che l’utile idiota sia chi ci governa.

     
 

8 Commenti

  1. Giamba scrive:

    E dopo i nani, i pagliacci e le ballerine arriva pure la donna cannone: Serracchiani Deborah

    Appena lanciata sul mercato come “quella che ha preso più preferenze del nano”.

    Addirituraaaaa..

    Tra un pò la vedremo a “Grazie al cielo sei qui” come Adinolfi..
    O da Crozza come Scalfarotto..

    Un oggetto di consumo da lanciare e vendere sul mercato come “politico nuovo”.

    E’ la società della produzione e del consumo.

    Sempre nuovi spettacoli per il popolo coglione..
    Spettatore pagante del circo.
    In fremente attesa di diventare un protagonista pagato del circo.
    Suo unico obiettivo di vita.

    Specchietti per le allodole per attirare i coglioni che rappresenteranno poi, come al solito, gli interessi di quelli che li hanno messi e lanciati sul mercato.
    Ricambiati con quattro soldi e un pò di successo.

    Ma se lo meritano alla fine..
    Se lo cercano , quindi se se lo meritano.
    Poveri figli della società della produzione e del consumo cresciuti con le tivvi commercialie la pubblicità.

    EDUCATI A FARE LE PUTTANE.

    CONTENTI DI FARE LE PUTTANE.

    NECESSARIAMENTE ED INEVITABILMENTE PUTTANE, ALLA FINE….

  2. Gregorj scrive:

    giamba, essi bravo: qui si parla di Brunetta, della serracchiani parliamo domani ;-)

  3. EssEmme scrive:

    Questo governo ha assimilato completamente le lezioni di tanti paesi a democrazia ridotta dell’est europa e del sud america. Sublimando i sondaggi in plebisciti e soggiogando i media. Brunetta è figlio di questo governo: boutade, promesse, rivendicazioni, minacce, accuse; tutto secondo un copione ormai più che collaudato che mette gli oppositori a un bivio: rinunciare a rispondere alle bugie anche eclatanti per non finire nel solito campo di battaglia scelto dal governo e quindi a lui più favorevole, oppure di gettarsi nella mischia ciecamente, dando modo a questo governo poi di decretare d’urgenza sull’argomento, concedendo qualcosa e mostrandosi come perennemente vincente.

  4. Z scrive:

    Hai dato consistenza documentale ad una realtà che credo emerga dall’esperienza quotidiana di chiunque non faccia parte del governo o della cerchia di profittatori che ne sostiene le ragioni.

    @EssEmme
    Io farei dei distinguo.
    Gli oppositori di questo regime in fieri s’oppongono sempre e comunque.
    I questuanti del PD, invece, inscenano l’opposizione solo quando il tornaconto è lauto. Se il governo è l’orchestra del Titanic, il PD ne rappresenta il corpo di ballo.
    E’ proprio la mancanza di fermezza ed intransigenza di questi accattoni della politica ad aver sdoganato negli anni il fenomeno Berlusconi con tutto il suo stuolo di menestrelli, ruffiani e cortigiane.
    I nemici non dichiarati del regime, poi, anche se spesso a nostra insaputa, siamo tutti noi, gente comune. Come in ogni regime.

  5. Comicomix scrive:

    @essemme
    Io credo che rispondere nel merito paghi comunque. L’opposizione oscilla tra populismo e abbaio alla luna, o in condiscendenza.
    Per questo, mentre il governo si arrampica sugli specchi, non riesce a recuperare, anzi perde.

    @Z:
    Grazie, credo che sia utile ribattere nel merito le sciocchezze che dicono diversi esponenti del governo berlusconi. Se non altro per fargli capire che qualcuno che ancora fa attenzione alle loro sciocchezze c’è.

    @tutti:
    Mi scuso per le assenze e per le risposte non tempestive ai commenti, ma è un periodo di iperlavoro :-)

  6. libertyfighter scrive:

    Certo che se conta come reddito la cassa integrazione, fa presto a dire che non ci sono problemi. Sostanzialmente, ha detto una marea di caxxate…
    Hai fatto bene a farlo notare.
    Per quanto riguarda la “soluzione alla crisi”. Questo governo non sta facendo peggio degli altri in giro per il mondo. In primis sta facendo meglio di Obama, si dirà perché il nostro debito pubblico è enorme, ma comunque non abbiamo gettato nel cesso 700 fantastilioni di dollari per creare 1,6 milioni di disoccupati.
    Il problema è che la soluzione alla crisi esiste, ma è unica e nessun governo la vuole adottare. Quindi, da questa crisi, per via politica non se ne esce. Mettetevi l’anima in pace.
    Nessun governo riconoscerà che la manipolazione della moneta non va fatta e nessun governo arretrerà di un millimetro la sua invasività.
    Questo fino a quando non comincieranno le rivoluzioni in alcuni stati. Poi si vedrà. Intanto il Texas pare voglia uscire dagli Stati Uniti.
    Staremo a vedere.
    Sinceramente, mi fate un pò tenerezza quando sperate di trovare un politico onesto. Come dice nonciclopedia, il politico onesto è una creatura mitologica. E come dice invece Mises, non per caso, ma è strutturalmente così. Bisogna smettere di credere nella politica.
    Termino con un esempio tratto dal tuo brano:

    D’altronde, ricorda Gianni Baratta della Cisl, “dal 1993 ad oggi il valore delle pensioni è crollato in termini reali del 30% ”

    Non vi sembra sufficiente per togliere i fondi pensione dalle mani dello Stato?
    Ma voi terreste una polizza vita che in 16 anni ha perso il 30% del suo valore?

  7. Comicomix scrive:

    @Libertyfighter:
    Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la mia vita perchè tu possa continuare a dirlo. E sai perchè? Non solo perchè sono seguace di Voltaire, ma perchè adoro le persone intelligenti.

    Brunetta di sciocchezze ne dice molto, forse anche perchè gli piace essere “provocatorio”

    Sulla crisi: Quasi tutti i governi sbagliano. Il nostro non è che sbaglia solo perchè non ha fatto nulla di anti-congiunturale. Ma soprattutto perchè non ha fatto una sola cosa “strutturale” per cercare di eliminare alcuni dei problemi endemici del nostro paese.

    Politici onesti: sono pochi, hai ragione. Ma esistono. Ne ho persino conosciuto qualcuno (anche se era in un’altra vita, effettivamente..^_^). E se me lo ricordo m’intenerisco davvero un po’.

    Sulle pensioni: Baratta si riferiva in particolare alla perdita di potere di acquisto. Ma il tuo discorso mi trova sostanzialmente d’accordo.

    Ciao, un sorriso libero (aqnche se non del tutto liberale-libertario ^_^)

    C.

  8. libertyfighter scrive:

    Se fossimo tutti d’accordo, che senso avrebbero i blog ?
    Dici bene sulla crisi. Nulla di strutturale. E’ questo il punto su cui bisogna battere, ma finché le ricette anticrisi sono “pacchetti di stimolo”, allora è meglio non fare nulla.
    Ci sarebbero cose da fare, ma coincidono tutte con una perdita di potere da parte dello Stato. E quindi impraticabili.
    Hai conosciuto politici onesti??? Per me sono ancora mitologici, comunque credo che come minimo non contino nulla nella politica. Proprio perché sono onesti.

    Riguardo alle pensioni. Avevo capito che si parlava di potere di acquisto. Ma siccome io ragiono normalizzando al prezzo delle uova, per me perdita di potere di acquisto e perdita di denaro normalizzato al prezzo delle uova, è esattamente la stessa cosa :)

    Contraccambio il saluto libero, e anche il complimento sull’intelligenza. Ti ringrazio!

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