L’Arabia Saudita dichiara guerra ai Puffi

Smurfs figurines are displayed on a fountain during a photocall for the film "The Smurfs" in Cancun

La polizia del regime islamico ha interrotto dei bambini che cantavano vestiti da ometti blu

In Arabia Saudita è stata fermata dalla polizia una rappresentazione teatrale eseguita da un gruppo di bambini davanti ai loro coetanei perchè i piccoli si erano vestiti da Puffi. Gli ometti blu sono una minaccia evidentemente per la morale islamica, e la polizia è intervenuta per fermare lo show, tra le proteste dei giovanissimi. Un altro episodio della lotta ai personaggi dei fumetti messa in atto dai più fondamentalisti regimi del Medio Oriente.

POLIZIA CONTRO  I PUFFI  - L’Arabia Saudita ha un nuovo nemico, oggettivamente inquietante e minaccioso: i puffi. Nella città di Taif è stata fermata due sere fa una rappresentazione teatrale eseguita dai bambini. I piccoli si erano vestiti da Puffi, ed avevano intonato la classica canzone che accompagna, in tutte le lingue, la celeberrima serie animata. L’esecuzione di musica non permessa dalla religione islamica è stata perlò pagata a caro prezzo dai fanciulli. In questo modo è stata stoppata la messa in scena di una scuola che aveva fatto indossare ai bambini gli evidentemente odiatissimi costumi blu dei puffi.

FLOP DEI FONDAMENTALISTI - Il quotidiano arabico Al Sharq, come riferisce Der Spiegel, ha evidenziato  come l’azione degli agenti di polizia e dei funzionari per l’ordine pubblico sia stata ricevuta malissimo dal pubblico composto da giovanissimi spettatori. I bambini che assistevano allo show dei Puffi hanno protestato veemente contro l’interruzione decisa dai responsabili dell’Ufficio di promozione della pubblica virtà e di soppressione del vizio. In Arabia Saudita non è vietato ascoltare la musica. Molti sauditi però ritengono che la musica non sia islamica. La polizia interviene quando accadono fatti ritenuti contrari alla morale musulmana, perchè questo è uno dei suoi compiti principali nel regime saudita. Gli agenti invitano i cittadini anche ad andare in moschea, se vedono che i loro connazionali sauditi non si recano nel luogo di culto quando lo impone l’Islam.


LOTTA AI CARTONI - Nei paesi di religione musulmana è diventato piuttosto consueto leggere notizie sulla caccia delle autorità alle immagini dell’infanzia tipiche dei paesi occidentali. A febbraio l’Iran aveva vietato la vendita dei pupazzi confezionati con le immagini dei Simpsons. Il divieto era stato imposto perché il regime non tollerava più la diffusione delle avventure di Homer e Bart tra i suoi sudditi. Superman e Spiderman, per rimanere nel campo degli eroi dei fumetti, sono invece tollerati dagli Ayatollah perchè si battono per gli ultimi e gli sfruttati.

BIMBI CONTRO IL REGIME – Sempre in Iran a gennaio era stato vietato il commercio della Barbie. La bambola era il simbolo “dell’immorale cultura occidentale”, e per questo era stata ritirata dai negozi che la vendevano, alcuni dei quali sono stati anche chiusi. Al posto della peccaminosa e sensuale Barbie e del suo compagno Ken Ahmadinejad e Khameini hanno messo in commercio due bambole, Sara e Dara, che sono due sorelle vestite con l’abbigliamento tradizionale e pio dell’Islam. Alle bambine però sono piaciute poco, e se sono mancate le grida di protesta come nel caso dei Puffi, le scarse vendite hanno evidenziato la distanza esistente tra il fondamentilsmo religioso dei regimi e il sentimento popolare dei loro cittadini, specie quelli più piccoli ed innocenti.