Ustica, seconda parte: la verità diffusa

Lo sanno tutti: il DC-9 di Ustica fu abbattuto da un missile. Americano. E’ la verità diffusa, quella che tutti...

Lo sanno tutti: il DC-9 di Ustica fu abbattuto da un missile. Americano.

E’ la verità diffusa, quella che tutti conoscono e ripetono, quella che i militari hanno nascosto. Ci fu una battaglia aerea sul Tirreno, il 27 giugno del 1980. Caccia americani tentarono di intercettare un MIG-23 libico che si nascondeva dietro l’aereo dell’Itavia, che fu colpito per errore da un missile. Il MIG fu raggiunto e abbattuto, e si schiantò in Calabria. I militari coprirono ogni cosa: distrussero i nastri radar, fecero credere che il MIG fosse precipitato tre settimane più tardi, eliminarono uno a uno i testimoni del misfatto, eressero il “muro di gomma“. I pilastri di questa verità diffusa sono tre: le inchieste giornalistiche, la sentenza ordinanza del giudice Priore, le perizie tecniche di parte civile.
Partiamo dal primo. Numerosi giornali hanno pubblicato sensazionali rivelazioni e testimonianze. Per esempio l’Ora: “La tragedia di Ustica fu causata da una battaglia aerea fra due Tomcat americani e il Mig 23 libico precipitato sui monti della Sila. Non è forse tutta la verità, ma è certo la verità. Parla per la prima volta G.S. un maresciallo ora in pensione addetto al controllo del traffico aereo sui confini dei Paesi alleati, in servizio quella notte del 27 giugno 1980…” Ma sono stati soprattutto i libri e i servizi di Andrea Purgatori, giornalista per il Corriere della Sera, a svelare i mille misteri di quel giorno. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, dalle pagine del prestigioso quotidiano si sono dispiegate le sue sconvolgenti verità (qualche volta in contraddizione tra loro):
- “Macchè cedimento strutturale. Quella sera si sono alzati due dei nostri, per andare a intercettare due Mig libici su Ustica” (fonte: anonimo colonnello della base aerea di Grosseto), 3 marzo 1992;
- “C’è mancato poco che scoppiasse la guerra” (fonte: la cognata di Dettori, radarista di Poggio Ballone morto suicida), 3 marzo 1992;
-”Qualcuno è addirittura riuscito a metter le mani in una cassaforte del “bunker” in cui lavora il giudice istruttore Rosario Priore…. L’incursione è stata scoperta da una donna delle pulizie, che di primo mattino ha trovato sotto una cassettiera alcuni fascicoli relativi al processo…“, 31 marzo 1992;
-”Mi telefonò a casa un paio di giorni dopo la strage di Ustica: … Sono Dettori… Comandante, siamo stati noi a tirarlo giù…” (fonte: Mario Ciancarella, ex capitano espulso dall’Aeronautica per insubordinazione), 17 aprile 1992;
-”La notte della strage di Ustica… la portaerei Saratoga lasciò la rada del porto di Napoli per alcune ore e fece rotta verso il mare aperto per compiere una esercitazione“, 18 novembre 1992;
-”Risulta che il DC9 italiano è stato abbattuto con un missile da un aereo della Marina militare degli Stati Uniti” (capitano del servizio segreto sovietico GRU Anatolij Ivanov), 19 gennaio 1993;
-”Vidi il missile USA colpire il DC9” (sedicente colonnello del KGB Alexej Pavlov), 4 marzo 1993;
-”Due missili aria-aria hanno centrato il DC9 Itavia… afferma Robert Sewell… per 36 anni specialista del centro di ricerca missilistica della US Navy“, 29 giugno 1993;
-”La pagina del “registro operazioni” del centro radar della Difesa aerea di Marsala con i dati del 27 e 28 giugno 1980 fu tagliata, distrutta e poi riscritta….“, 14 ottobre 1995;
-”Il 27 giugno del 1980 il DC9 Itavia…. fu abbattuto (81 morti) per errore da un missile nel corso di un duello aereo tra caccia americani e libici…. la decisione di nascondere tutto… fu presa dall’allora presidente del Consiglio, Francesco Cossiga. Questa e altre “verità” sono contenute nell’archivio…. sequestrato alla vigilia di Natale nell’abitazione del generale Demetrio Cogliandro, ex capo del controspionaggio del Sismi“, 5 gennaio 1996;
-”L’aereo di Gheddafi in volo nel cielo del Tirreno, finti caccia libici che devono intercettarlo e abbatterlo nel quadro di un’operazione segreta, la scorta del colonnello che reagisce, caccia americani e francesi che si alzano in volo e poi il duello inquadrato dai radar della nostra Difesa aerea. Il DC9 Itavia, decollato con due ore di ritardo da Bologna e diretto a Palermo con 81 persone a bordo, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ un missile (francese) che lo centra, mentre un Mig libico viene colpito e finisce sulle montagne della Sila. I particolari contenuti nelle 15 schede sulla strage di Ustica compilate da Demetrio Cogliandro, ex capo del controspionaggio del Sismi, ricostruiscono un vero scenario di guerra, attribuiscono all’allora presidente del Consiglio, Francesco Cossiga, la decisione di nascondere la verità…“, 6 gennaio 1996;
-”Il pilota del Mig libico si autoaccusò per Ustica: Io sottoscritto pilota… colpevole dell’abbattimento e della morte di tanti…. Enrico Milani, siriano di nascita, cittadino italiano e interprete del controspionaggio militare, ha raccontato al giudice istruttore Rosario Priore di aver letto per la prima volta quelle parole il 19 luglio 1980 nel quartier generale del Sios Aeronautica“, 27 giugno 1997;
-”Un primo caccia nascosto nella scia del DC9 Itavia, un secondo caccia in rotta di collisione (di attacco?), tutti gli altri velivoli militari inquadrati dalle basi della Difesa aerea italiana nelle ore a cavallo del momento dell’esplosione con il sistema d’identificazione spento“, 11 dicembre 1997.

QUANTI ERANO SULLA ROTTA DEL DC9? - Insomma, la verità di Purgatori è netta: battaglia aerea. Sulla responsabilità c’è un certo margine di scelta: americani, libici, francesi… con supertestimone allegato a ciascuna ipotesi. Ma c’è anche chi parla di un altro scenario, il quinto (!): “C’è un quinto scenario… che sul piano delle responsabilità dirette assolve italiani, americani, francesi e libici…. ad abbattere il DC9 Itavia in volo tra Bologna e Palermo furono gli israeliani. Per la precisione una squadra mista di cacciabombardieri e intercettori Phantom F 4 e Kfir o A 4, Boeing 707 attrezzati per assistenza radar e con funzioni di guidacaccia e Boeing 707 cisterna per rifornimento in volo. Obiettivo dell’operazione segreta… doveva essere un Airbus 300 cargo dell’Air France con un carico di 12 chili di uranio 235 destinati all’Irak. Ma l’aereo non decollò quella sera da Marsiglia. Nel punto previsto per l’attacco gli israeliani trovarono invece il DC9 civile, casualmente partito con due ore di ritardo. E fu l’errore. La strage. Eccolo Il quinto scenario. La ricostruzione della possibile verità sull’affaire Ustica che Claudio Gatti, corrispondente dell’Europeo da New York, ha scritto per Rizzoli assieme alla moglie Gail Hammer“. Tutti questi scenari hanno un certo grado di verosimiglianza e sono ancor più avvincenti dei romanzi di Tom Clancy, ma il più gettonato resta quello del missile americano. Ad esempio la Pravda, riportando un testo pubblicato su Disinformazione.it, scrive serenamente che: “Il 27 giugno del 1980 esplose nel cielo di Ustica un DC-9 diretto da Bologna a Palermo, e 81 persone morirono. Era accaduto che i servizi segreti americani avevano appreso che Gheddafi avrebbe volato sui cieli italiani con il suo aereo personale, e avevano deciso di colpirlo. Ma il presidente libico non era su quell’aereo e i missili americani abbatterono anche l’aereo italiano“. Poi c’è il secondo pilastro, la sentenza ordinanza emessa dal Giudice Priore nel 1999 (unico atto giudiziario presente nella sezione documenti dell’Associazione dei Parenti delle Vittime). Anche se tutti credono che Priore abbia avvallato l’ipotesi del missile, ben pochi sanno che le sue conclusioni furono di ben diverso tenore, e cioè che quella sera alcuni caccia tentarono di intercettare un velivolo intruso che si nascondeva nella scia del DC9. Scoperto, l’intruso accelerò bruscamente per fuggire, e fu la turbolenza creata da questa manovra a provocare la distruzione strutturale del DC9 Itavia. Infine, c’è il pilastro delle perizie di parte civile, e in particolare quella del perito Luigi Di Stefano, che sull’argomento ha scritto un libro e ha creato un sito Web ed è il più acceso sostenitore della teoria del missile. Anche la perizia del Di Stefano è singolare. Il perito prima considera: “E` possibile che intorno al DC9 Itavia si sia svolta una battaglia aerea senza che sui nastri dei radar militari e civili ne sia rimasta traccia? Ovviamente no…Ma i nastri militari sono stati manipolati? La risposta è “no“. Nessuno ha cancellato niente” e poi teorizza l’azione di un qualche sistema elettronico che avrebbe ingannato i radar producendo tracce alterate per giungere alla conclusione che il velivolo Itavia fu colpito da due missili. Ma se le inchieste giornalistiche hanno fornito teorie così contraddittorie (con tanto di supertestimoni che spergiurano una loro verità), se il giudice Priore ha sentenziato in favore di una destrutturazione conseguente alla turbolenza indotta da un velivolo intruso, se perfino i periti di parte civile esclusero che i nastri radar furono manipolati e ammisero che non mostravano tracce di battaglie aeree… com’è possibile che la verità diffusa, basata proprio su queste fonti, si sia consolidata sulla teoria che il DC9 fu abbattuto da missili americani durante uno scontro aereo? Eppure, cosi è. Se vi pare.