Mentre dove ci sono più donne che lavorano, maggiori investimenti in politiche di conciliazione famiglia-lavoro e sviluppo dei servizi, si fanno più figli. E l’Unione Europea sottolinea che i paesi con minore partecipazione delle donne al lavoro, come l’Italia, otterrebbero dall’aumento dell’occupazione femminile un maggior vantaggio in termini di crescita del PIL. Insomma: più occupazione femminile, più figli, più benessere. Ma per questo sarebbero necessari un cambiamento di mentalità nelle donne e negli uomini italiani. E interventi sul terreno dell’offerta pubblica di servizi, dell’organizzazione dei tempi e orari delle
città, delle politiche di mobilità, ecc., E infine una diversa organizzazione del lavoro nelle imprese, che attualmente penalizza il part-time, resiste a modalità di flessibilità temporale e favorisce tipologie di flessibilità contrattuale che crea forme di “stabile precarietà”. Che si scaricano -guarda caso – soprattutto sulle donne. Prospettive con il nuovo governo? Non giudichiamo prima di vedere all’opera: vedremo. Le premesse però non sono un granchè. Lasciamo stare gli inviti a stare in cucina fatti in campagna elettorale. Lasciamo perdere gli attacchi alla Legge 194. La campagna elettorale è finita. Il programma elettorale del PdL, pur concordando sui problemi (bassa partecipazione, bassa fertilità, povertà tra le famiglie con figli minori), propone misure che sostengono le famiglie con figli, ma si concentrano su quelle monoreddito (si pensi al quoziente familiare). Oltre che un’indicazione delle preferenze sul “modello sociale” di riferimento, questo è – indirettamente – un forte disincentivo al lavoro femminile. E che dire dell’assenza di indicazioni su politiche di conciliazione famiglia lavoro, delle idee in materia di flessibilità del lavoro, delle proposte in materia fiscale, sostenibili solo se accompagnate da pesanti tagli ai servizi pubblici? E delle proposte in materia di immigrazione (uno dei pochi validi aiuti alle donne nel lavoro di cura domestico, in questo scenario, sono le badanti) ne vogliamo parlare? Fermiamoci qui, per ora. Care donne italiane, comunque la pensiate, mi sa che c’è poco da ridere.
Bibliografia e approfondimenti:
Global Gender Gap Index 2007 del World Economic Forum
Studio ocse su fecondità e disuguaglianza di genere
Programmi elettorali e famiglia
Altri link utili
Maternità e partecipazione al mondo del lavoro
Essere madri e lavoro. Indagine ISTAT
la vita quotidiana delle famiglie
Dossier Donne e lavoro Governo Italiano
http://www.politichecomunitarie.it/nastro_inevidenza/15619/donne-e-lavoro
http://www.dirittiepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1633
http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/38294-4632.pdf




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Ma siete sicuri che per una femmina passare dal ruolo di madre e moglie a quello di parlamentare e/o ministro sia un’evoluzione ?
Evolversi vuol dire essere sempre più liberi di vivere secondo la propria natura.
La libertà è appunto lo strumento che permette ad ognuno di vivere seguendo la propria natura.
Provate a pensarci figliuoli, dopo esservi liberati dai totem e dai tabù della società della produzione e del consumo, che instillano nel vostro cervello dalla culla alla tomba.
Poi iniziate a pensare, dopo aver smesso di “essere pensati”.
Interessante la tesi. Diciamo che sarebbe bello vedere un mondo libero dai totem e dai tabù della produzione e del consumo, dove ogni essere umano, indipendentemente da quello che ha tra le gambe, possa fare quello che si sente di voler fare per sentirsi libero. Per seguire la propria “natura”, quella che ognuno dovrebbe decidere da sè, non perchè c’è qualcuno che gliela spiega.
nel frattempo, in questo mondo schiavo di produzione e consumo (troppo schiavo di produzione e consumo), la “divisione dei compiti” (stabilita da chi?) sembra penalizzare alcuni esseri umani a vantaggio di altri. E questo – a me – sembra sì contro natura
domandine semplici-semplici:
- le donne sono la maggioranza dell’elettorato attivo: se poche donne vengono votate significa che la maggioranza delle donne vota maschio?
- l’educazione dei figli è affidata alla donna: perché allora le donne si lamentano della maleducazione dei e del diverso trattamento riservato ai maschi,e allo stesso tempo del ruolo marginale riservato alle donne, se sono loro a tirarli su così?
- le donne hanno migliori risultati scolastici: sarà mica perché la maggioranza degli insegnanti sono donne?
- le donne che lavorano sono in netta minoranza: perché a loro viene chiesto come mai lavorano, cosa cercano nel lavoro? perché si da per scontato che l’uomo lavora per necessità, ma la donna macari per “realizzarsi”?
- conosco decine di maschi che sanno fare bene tutti i lavori di casa, e li fanno volentieri (me compreso): perché sono quasi tutti single (me escluso), e perché è invece normale e anzi suscita divertita approvazione una donna che dichiara orgogliosamente di non saper né cucire, né cucinare, né stirare?
- le donne sono le ultime autorità in tema di interruzione della gravidanza: c’è qualche relazione col fatto che siamo il paese al mondo con meno nascite?
Risposte molto meno facili delle domande facili facili.
1. Le liste elettorali le fanno i partiti, con questa legge addirittutra in pratica si predeterminano gli eletti. Se la società è maschilista, i partiti sono maschilisti, le donne non potrebbero scegliere (ammesso poi che lo farebbero) candidate donne. E comunque il punto non è mica che ognuno si vota in base al sesso..Diciamo che a te sembra normale che ci sono 50 donne e 50 uomini che eleggono e che sono candidati ed eletti 80 uomini e 20 donne. A me no. E non penso che sia colpa delle donne, comunque…
2.Su questo punto sono in parte d’accordo. Fermo restando che l’”educazione” non è affidata SOLO alle donne (sennò ricaschiamo nella trappola), ma è qualcosa di più complesso e intrecciato che riguarda famglia, scuola, società, ecc…E comunque anche le stesse donne sono condizionate dal modello sociale “vincente”
3.Sinceramente non capisco che significa quest’osservazione
4.Le donne che lavorono sono in minoranza perchè, nel modello di società che abbiamo, viene considerato non indispensabile che lo facciano. E questo è SBAGLIATO, come si è cercato di dire nell’articolo e come dicono (molto più autorevolmente di me) molti di coloro che si occupano di economia e sviluppo nel mondo
5.Perchè la notizia è sempre l’uomo che morde il cane, e non il contrario, credo…
6. Qui non sono d’accordo. Esiste una relazione abbstanza chiara, nei paesi “avanzati” quali noi dovremmo essere, tra ricchezza prodotta, partecipazione femminile al lavoro e alla società, disponibilità di servizi di conciliazione, e tasso di fecondità.
Grazie dell’intervento. Un sorriso se lo vuoi
X Baron Litron.
1)Per quanto riguarda la politica tu sai bene che hanno abolito la scelta del candidato quando si va a votare i ocredo che tu lo sai benissimo visto che suppongo vai anche tu a votare, poi io credo che le donne nn vengono votate per il fatto che vengono messe in fondo alle liste e da chi? dai politici maschilisti. E sai bene che la politica è maschilista visto che il Signo Berlusconi ci ha invitato a cucinare, ci definisce orizontali, candida solo vallette, e la destra parla contro i diritti che le donne si sono acquisite con fatica (la 194).
2)L’educazione dei figli è anche affidata al padre, alla scuola, ai mass media e la società quando il bambino cresce non credo stia sempre confinato a casa. Siccome che i mass media offrono un modello maschilista della donna (pensaci) i ragazzi vengono educati in questa maniera (ahimè anche le ragazze.Pe rnon parlare che spesso il padre che da troppi permessi al maschio e da i copri fuoco alla femmina “io conosco una famiglia in cui padre e madre separati. il padre dice al maschio di trovarsi una donna alla femmina le dice di restare vergine fino al matrimonio” pensa te
.
3) la 3 è facilissima: alle femmine i genitori esigono sempre ottimi risultati scolastici più dei maschi.Non so se tu conosci il modell odella brava bambina fascista (roba da altri tempi ma ancora esiste nella nostra società) che deve essere studiosa, educata e premurosa con tutti, sono valori molto richiesti alla donna. non credo che la bravura dipenda dal sesso dipende solo dalla severità del genitore sopratutto quando si è bambini.
4)Le donne lavorano di meno degli uomini e la nostra società è convinta lo facciano per consentirsi spese frivole ed essere indipendenti dal marito (ecco cosa deriva il divario salariale) ma la donna cerca anche lei realizzazione e sopratutto è difficile vivere con un reddito oggi.
5) mha la 5° ammetto che è difficile risponderla, ma credo che anche l’uomo che sa fare i lavori di casa è visto come un esemplare ma come ti ho detto nella 4° domanda da una donna ci si è sempre aspettato di più siamo ammortizzatori sociali è triste ma è cosi (sigh)
6)allora lo fai apposta a fare in modo che le ultime siano difficili
…
comunque io credo che nei paesi dove le pari opportunità sono più affermate le donne fanno più figli perchè ci sono condizioni più favorevoli tipo asili nido (poichè è triste perdere il lavoro) e le donne abortiscono di meno. (fonte istat cmq)se in italia si abortisce più degli altri paesi è x questo motivo.anche.