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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 5 giugno 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

In premessa, è bene ricordare quello di cui non ci sarebbe bisogno: ovvero, che la pedofilia è un crimine orrendo, e che è difficile immaginarne uno peggiore. Dopodiché, certe cose bisogna pur dirle. Ieri un atto giudiziario ha colpito uno degli indagati nell’inchiesta sui presunti abusi commessi ai danni di bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. La bidella Cristina Lunerti è stata considerata “riconosciuta” dal giudice per le indagini preliminari di Tivoli, in quanto “presenta fattezze fisiche del tutto rispondenti alla comune descrizione dei minori, caratteristiche tali da non potere ingenerare confusioni o incertezze“. Questo, secondo un passaggio delle 25 pagine dell’ordinanza con cui il gip Elvira Tamburelli ha disposto l’imputazione coatta per la bidella Cristina Lunerti e però, insieme, l’archiviazione delle posizioni dell’ex benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva e dell’insegnante Assunta Pisani. La prova regina, secondo il gip, risiede nel fatto che i minori indicano la bidella, “descrivendola come una persona con i capelli arancioni e ricci e con numerosi tatuaggi, come colei che partecipava a numerosi «giochi» o che li fotografava o li faceva uscire da scuola“. 

fEsAiair4nikvzbvUsWgrmNOo1 500 Rignano Flaminio: perché gli Orchi sono sempre gli altri Si attende ora che il pm proceda nei confronti della bidella e chieda il rinvio a giudizio degli altri quattro indagati per i quali ha già chiuso l’inchiesta, atto che prelude di norma ad una richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta delle tre maestre, Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Candida Magalotti, e del produttore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio. I reati ipotizzati sono: sottrazione di minore e violenza sessuale di gruppo aggravata, maltrattamento verso fanciulli e sequestro di persona, ma con esclusione del reato di associazione per delinquere. E sembra persino strano. Perché nel suo fascicolo il pubblico ministero, scriveva Carlo Bonini, “elenca con freddezza contabile e compiacenza per il dettaglio oggetti orribili – corde, siringhe, penne, vibratori, persino pezzi di vetro – anche a costo di sfidare, con il senso della misura, la più ovvia delle constatazioni. Come cioè sia stato possibile che il loro uso non abbia lasciato ferite o mutilazioni profonde sui corpi di quei 21 bambini. Del resto, nel chiudere l’ indagine, il lavoro del pm non sembra essere stato altro che mettere in fila le circostanze che, in oltre due anni, si sono depositate ora nel racconto degli stessi bambini, ora nelle testimonianze dei loro genitori, ora nelle conclusioni delle perizie psichiatriche. Senza alcuna distinzione tra quelle che non hanno trovato alcun riscontro, quelle che hanno trovato riscontro contrario (a cominciare dalle analisi del Ris dei carabinieri) e quelle per le quali un riscontro non è stato ancora cercato. A meno di non voler considerare riscontro la parola di altri bambini“. 

In più, con l’archiviazione della maestra, la Procura definisce una scena del crimine dove i bambini, in pieno giorno, come un gregge innocente, sono stati condotti al macello, su auto private e pulmini, senza che un solo adulto di quella scuola ne abbia avuto all’ epoca la consapevolezza e, oggi, il ricordo. Nel frattempo, Marione Corsi, popolare speaker radiofonico romano, insieme a Carlo Taormina, legale di due bambini coinvolti nelle indagini, hanno organizzato tre mesi fa una manifestazione “contro la pedofilia”, dove però hanno partecipato un migliaio di romani e pochissimi residenti, visto che dopo l’ondata iniziale in paese c’è molto scetticismo sull’indagine. In precedenza, a gennaio, due uomini con falsi documenti della Dia  avevano avvicinato Marione per chiedergli di “occuparsi più incisivamente dei presunti abusi sessuali su minori” a Rignano. Le indagini della squadra mobile diretta da Vittorio Rizzi hanno anche svelato che i due avevano fatto false assunzioni di donne alla Dia e aperto conti correnti intestati a ignari cittadini. E otto giornalisti di tv e carta stampata sono indagati perché, secondo l’accusa, “divulgarono atti, coperti da segreto, relativi ai disegni fatti da una dei bambini. L’ inchiesta fu avviata sulla base di una denuncia presentata dall’ avvocato Pietro Nicotera a nome dei genitori della ragazzina, che sarebbe stata riconoscibile in questi servizi. I fatti risalgono al maggio del 2007, quando le trasmissioni televisive e i giornali citarono i disegni e i racconti della minore“. Le immagini le hanno viste tutti, e ci si ricorda chi le ha pubblicate no? Tra gli altri, anche un settimanale Mondadori in altre situazioni molto più garantista. Perché Orchi sono sempre gli altri. 

Una scuola, dei bambini, un sospetto di crimini orrendi, un battage mediatico che è andato molto al di là del lecito. Uno scrittore – o peggio: uno storico – potrebbe trovare inquietanti analogie tra Rignano e il caso McMartin: “La McMartin Pre-School era di proprietà di Peggy Buckey e di sua madre, Virginia McMartin. Ray Buckey (25 anni) figlio di Peggy, lavorava alla scuola come assistente part-time. Il 12 agosto 1983 la trentenne Judy Johnson, introversa ex-studentessa di teologia, si rivolse alla polizia dicendo che suo figlio Matthew di due anni era stato molestato a scuola da Ray Buckey. L’intera città, in primis i genitori delle presunte vittime, fu presa dall’isteria: i bambini furono sottoposti a pressioni continue da parte dei genitori e del CII, e ricompensati se davano le risposte “giuste” a domande sempre più subdole e capziose. Ne venne fuori che erano stati stuprati; che erano stati costretti a partecipare a film pornografici e a farsi fotografare; che avevano assistito alla mutilazione e all’uccisione di animali; che erano stati costretti a partecipare a rituali satanici, compreso l’omicidio rituale di bambini dei quali Ray aveva bevuto il sangue e bruciati i cadaveri; che avevano visto partecipare ai riti noti attori come Chuck Norris e uomini politici; che erano stati chiusi in una bara e calati in una fossa; che erano stati molestati in un mercato e in un autolavaggio; che erano stati costretti a guardare mentre Ray Buckey uccideva una testuggine piantandole un coltello nel guscio, dimostrazione di cosa sarebbe successo loro se avessero parlato; che erano stati portati in aereo a Palm Springs, violentati e riportati indietro; che erano stati portati in tunnels sotto la scuola e violentati (non fu mai trovato alcun tunnel); che avevano visto streghe volare“. Il processo si concluse con l’assoluzione piena degli imputati. Piccolo particolare: quello, che fu il più lungo – oltre che il più costoso – giudizio della storia statunitense, durò sei anni. Qui ne sono passati già due, e dobbiamo ancora andare all’Udienza preliminare. Il processo in primo grado ancora non è iniziato. No, per dire. 

(immagine da HCJ)

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