Via, via, vieni via di qua

05/06/2009 - Paolino d’altronde è juventino, ad Atene lo sa che finisce male. Come in Nazionale, d’altro canto. Un contrappasso. Come nel Milan ogni ben di Dio, in azzurro qualche medaglietta. Un ricordo qua e la. Un secondo, un contorno, un rigore,

     
 

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Paolino d’altronde è juventino, ad Atene lo sa che finisce male. Come in Nazionale, d’altro canto. Un contrappasso. Come nel Milan ogni ben di Dio, in azzurro qualche medaglietta. Un ricordo qua e la. Un secondo, un contorno, un rigore, un Moreno, uno Zenga, un Baresi. Incubi. Si ma anche dati. Provate a chiedere a Romario e Bebeto cosa ne pensano oggi della finale di Pasadena, se lo ricordano o meno Maldini piombargli da dietro, zompargli di testa, scivolargli nel piatto pronto. Narrano ancora oggi in Amerika, negli States dove del calcio non gliene è mai importato, dove Pelè è passato e scommetto che lo scambiavano per il negro del clan Sinatra, Chinaglia figurarsi, alla Warner, un cafone, un barbiere dei Gambino, un soggetto di Natale al mandolino, lo stesso Beckham subito amico di Paolino, come vuoi che sia passato, un birignao inglese con le mollettine in testa e al naso, ecco in questo solo lui è restato. La leggenda della seconda ombra azzurra. Dicono che su quel campo a mezzogiorno ci fossero due ombre. Quella paciosa di Bebeto, oppure quella ladra di Romario. E l’altra. Quella azzurra di Paolino. E il pubblico non sapeva chi guardare. E ‘ per questo, per Paolino, che l’amerikano non ci crede, al calcio. Non si fida.
Sul ventre Ibra ha tatuato che Only God can judge me, solo Dio può giudicarlo. Paolino non ne ha bisogno. Anche Dio lo sa che nella peggiore delle ipotesi decidessero di fargli perdere tempo nel giudicare uno come lui, Paolino andrebbe assolto. Lui non resisterebbe. L’uomo non può che fare il Male. Lui che tutto può non resiste. Anche se fosse vero, anche se fosse regola, se non San Siro Dio applaude un’eccezione.

     
 

2 Commenti

  1. Tess scrive:

    ma come juventino ?

  2. ricchiuti scrive:

    era juventino per via della nazionale ai mondiali ’78, l’ha detto lui e ha confermato anche il papà

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