Guerra alle donne
di Mazzetta - Sono tante. E sono vittime. Mappamondo dei paesi che odiano le donne. O vorrebbero fossero oggetti. Da tenere in casa e curare. Finché obbediscono e stanno buone. Succede anche a vicino a te. Solo che forse non lo vuoi vedere. O non puoi.
Foreign Policy ha lanciato la settimana scorsa un dibattito intitolato alla War on Women che ha avuto grande risonanza
STORIA - Ruolo, diritti e posizione sociale della donna sono andati degradando con l’entrata nel nuovo secolo o, più esattamente, sin dalla caduta dell’ex blocco sovietico. Una dinamica simile a tante altre, svanita la pressione “virtuosa” che il modello concorrente poteva esercitare su alcuni dei più evidenti difetti del modello capitalista, è calato a picco l’interesse politico per un tema come l’uguaglianza, in tutte le sue declinazioni.
POLITICA – L’avanzata delle destre religiose anche in Occidente ha poi dato il colpo di grazia a un dibattito già asfittico, costringendo quasi ovunque chi si batte per i diritti delle donne a una lunga battaglia di trincea in difesa dei diritti conquistati e ora di nuovo minacciati.
NEL MONDO - Ha ragione Mona Eltahawy, giornalista e attivista delle primavere arabe dalla doppia cittadinanza egiziana e americana, non c’è alcuna differenza tra le destre religiose, tutte propongono un modello di relazioni tra i sessi nel quale gli uomini si sono arrogati il diritto di decidere per le donne. Dove sbaglia bersaglio è nell’individuare la causa della regressione civile alla quale stiamo assistendo nell’odio degli uomini per le donne. Eltahawy parla degli uomini arabi e dei paesi arabi, ma proprio la consapevolezza di una universalità della minaccia, trasversale alle fedi e alle culture, avrebbe dovuto consigliarle prudenza. Il livello di misoginia nei paesi arabi è altissimo, ma non certo perché agli uomini sia insegnato a odiare le donne o perché questi arrivino da soli in gran numero a questa conclusione.























ma chi scrive questi articoli? A parte inesattezze e luoghi comuni, a parte il tono retorico e vagamente demagogico, mi sembra che né le cause né le soluzioni possibili siano state vagliate in questo articolo. Il ruolo della donna è declinato dal secolo scorso…ma avete mai letto a proposito della condizione della donna prima del ’900? Che ancora non ci sia una più che sacrosanta uguaglianza son d’accordo, ma non scriviamo articoli accalorati solo per dare legna (inutile) al fuoco
chi li scrive? te lo dico io, un poraccio che manco sa di che parla. Sai che te dico? può esser così scemo, chissà quante mazzette se prende per scriver ste boiate.
L’articolo l’ho scritto io e dalla fine del secolo scorso la condizione della donne è sicuramente degradata, tanto che molte delle più significative conquiste del secolo scorso sono oggi in pericolo o in discussione
sono pochi i paesi nei quali lo standing femminile sia oggi all’apice delle rispettive storie, nella maggior parte s’è assistito a decisi passi indietro
a mazzetta, sei mai stato in romania? chiedilo ad una donna che abita li quante mazzate se pigliavano prima dai poliziotti comunisti se provavano a denunciar le sberle del marito. Quando ce son andato io e me l’hanno raccontato non ce volevo creder.
“Non accade perché gli uomini odiano le donne, ma perché alle donne non sono date alternative o immaginari alternativi praticabili.”
Aspetta e spera che le alternative cadano dall’alto, e poi chi è che dovrebbe dargliele? Mi sembra di capire che se alle donne spettano tali alternative sono gli uomini a dovergliele dare. Tutto qui, serve nient’altro…?
Il problema principale delle donne è che l’impegno politico lo delegano agli uomini perché hanno altro fa fare. Ma soprattutto, noi che cavolo ci possiamo fare se dopo aver provato a sollevare problemi come quello del “velo” islamico veniamo bollati come intolleranti dalle donne stesse che rivendicano il diritto alla sottomissione consapevole?
OK, se sta bene a voi…