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La coperta è troppo corta?

3 giugno 2009

Materie prime e crisi: da quando la bolla è iniziata le oscillazioni di prezzo sono state quotidiane. Ora, sembra, il brutto è passato: che accadrà?

Un anno fa tutte le materie prime sembravano destinate a crescere di prezzo a ritmi vertiginosi, tori solitari in un mondo di orsi: la crisi finanziaria era all’apice, con i fallimenti delle due agenzie immobiliari para-pubbliche Fannie Mae e Freddie Mac, i fallimenti bancari, il collasso del Dow Jones; il petrolio si vendeva oltre 120$ a barile, una libbra di  rame a 4$, una libbra di piombo ne costava 1$ e una di ferro 0.4$; per un milione di BTU di gas ci volevano 12$. Dopo qualche mese, tutte le materie prime erano scese a livelli “normali“, tranne l’oro che però – a differenza delle altre “commodities” è usato come hedging contro l’inflazione e forse per questo andrebbe considerato uno strumento finanziario più che una materia prima. Col petrolio, l’alluminio, il rame e il ferro caduti, insieme a tanti loro colleghi, di oltre il 60%, il problema dell’inflazione delle materie prime sembrava un lontano ricordo.

CRISI CONGELATA - Di recente la crisi finanziaria ha, o perlomeno sembra avere, allentato la propria pressione sui mercati finanziari, tutti si affrettano a parlare di ripresa, trasudando ottimismo da tutti i pori. Che sia vera ripresa, o perlomeno i primi sintomi di questa, oppure una illusione che presto finirà, è difficile dire: di certo viviamo in un’economia drogata, e quindi quello che si vede nei vari mercati finanziari non assomiglia granché a ciò che è la realtà economica. Con vincoli contabili allentati, e investitori protetti a spese del contribuente, è facile vedere segni positivi nelle statistiche economiche e finanziarie: ma tutti questi trucchi potrebbero in fin dei conti funzionare, e l’economia potrebbe riprendersi sul serio, anche se probabilmente con un’esplosione di debito pubblico e con problemi strutturali ben maggiori ad attenderci nel medio termine.

SI RIPARTE? - Ai primi segni di congelamento della crisi economica (chiamarla ripresa sarebbe una menzogna) alcune materie prime hanno cominciato a rialzare la testa: il petrolio è salito da 40$ a 60$, ed è destinato, dicono, a crescere ulteriormente (peccato: avrei voluto vedere Ahmadinejad, Putin e Chavez nei guai). Negli ultimi mesi il rame, invece di spingersi a 1$, è risalito a 2$, il piombo è quasi raddoppiato, palladio, argento, zinco, stagno e platino stanno cercando di rialzare la testa. Nulla di serio, al momento: la maggior parte delle commodities non accenna a rialzarsi, e gli aumenti degli ultimi mesi non sono niente in confronto a quelli di un anno fa. Ma una tendenza c’è, e potrebbe avere importanti ripercussioni economiche. I prezzi dei beni finali dipendono dalla quantità di moneta, che dipende a sua volta dallo stato di salute delle banche, e quindi è presumibile che un’eventuale ripresa economica porterà inflazione, anche considerando le enormi quantità di carta che le banche centrali hanno creato dal nulla: montagne di “carta” che non aspettano altro che trasformarsi in depositi a vista, in moneta creditizia e in definitiva in inflazione; d’altra parte, se la recessione continua, l’inflazione non sarà un problema nel breve termine, visto che la quantità di moneta diminuirà con il crollo dei moltiplicatori monetari.

3 commenti a La coperta è troppo corta?

  1. Testimonianza personale. Commercio e lavoro laminati di ferro e acciaio. Nel 2008 i prezzi hanno avuto una corsa verso l’alto vertiginosa sino a settembre. Da li in poi è un continuo inesorabile calo, che continua tutt’ora. Se ben ricordo, ora siamo quasi ad un quarto del prezzo rispetto al picco del settembre 2008. Naturalmente ti parlo dei prezzi nel mio punto della catena produttiva. La discesa dei prezzi non sembra risentire nemmeno della forte riduzione della produzione dei giganti dell’acciaio, che suppongo abbiano provato questa carta per cercare di “tenere il prezzo”.

  2. io credo che per quanto riguarda certe dinamiche intra-ciclo (anche da un anno all’altro) conti molto la strategia di magazzino; come vada il mercato finale, se la strategia è quella di dar fondo al magazzino per evitare invenduti, i prezzi all’ingrosso non possono che scendere.

    il problema però è tutto il ciclo, chiaramente.

  3. strababaus

    e daiiiiiiii e sali accidenti………
    Evviva le bolle delle materie prime!!!!!!!!!!!!!!!!

    “il problema però è tutto il ciclo, chiaramente.“
    Inquietante quel chiaramente.

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