Così ti rubano 120 miliardi di euro
27/04/2012 - L'evasione fiscale è la prima industria d'Italia. Il volume d'affari equivale a quasi dieci punti di Pil. E i controlli scovano solo una piccola parte dei furbetti
I controlli e i blitz anti-evasione fiscale eseguiti dalla Guardia di Finanza hanno il merito di scoraggiare i furbetti che non pagano le tasse e riportare risorse preziose nella disponibilità dello Stato, ma non si possono certamente considerare come la sola mannaia capace di debellare il fenomeno del denaro sottratto alla collettività.
AFFARE DA 120 MILIARDI DI EURO- E’ tutta lì, nel confronto tra le risorse riconsegnate allo Stato e il volume d’affari complessivo del furto nazionale, la gravità del problema italiano. Ogni anno al Fisco vengono sottratti circa 120 miliardi di euro, una cifra pari al volume di affari di un’industria di rilievo. I dati sono quelli diffusi a fine anno dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera. In media ogni contribuente italiano nasconde all’erario circa 2.100 euro, il 13,5% del proprio reddito, uno stipendio. Il fenomeno è ancor più grave se si considera il valore del mancato versamento delle tasse ed economia nascosta al settore pubblico. Secondo l’Istat evasione e sommerso, insieme, valgono 275 miliardi di euro.
LA LOTTA BASTA? – Numeri enormi se confrontati ai risultati della repressione. L’Agenzia delle Entrate e l’Inps, e con loro il braccio operativo Equitalia, negli ultimi anni hanno fatto progressi sensibili nella lotta all’evasione riportando a casa, nel 2010, circa 25,4 milioni di euro, l’ammontare di un’intera manovra finanziaria. La sola Agenzia è passata da 4,4 miliardi recuperati nel 2006 ai 10 del 2010. Negli stessi anni l’Inps da 2,3 a 6,4. Equitalia da 5 a 8,9. Ma far leva sui maggiori incassi non basta. Un migliore incrocio della banche dati, forse, riserveranno risultati ancor più soddisfacenti. Ed anche le Fiamme Gialle sfoggiano numeri leggeri rispetto al macigno dei 120. Stamane la Guardia di Finanza fa sapere che nei primi quattro mesi del 2012 sono stati scoperti circa 650 milioni di Iva inevasa, e duemila evasori totali, e redditi nascosti per oltre sei miliardi di euro. Il comandante Nino Di Paolo parla di “lotta sistematica e decisa all’evasione”. Lo scorso giugno la stessa Guardia di Finanza faceva sapere di aver scovato, nel primi cinque mesi del 2011, 23 miliardi di reddito non dichiarato, 5,5 miliardi di Iva inevasa e 11 miliardi di reddito nascosto da imprese e autonomi sconosciuti al fisco. Ma non tutte le cifre sono relative al medesimo anno di competenza.











gli evasori sono ladri ma i politici gli fanno da palo
no, la prima industria è montecitorio & co.
Articolo demenziale,pieno di luoghi comuni e falsità conclamate.Affermare,ad esempio,che Il nord evade più del sud può solo essere frutto di una plateale ignoranza o peggio di conclamata malafede.Tutti gli studi (comprese le stime della stessa agenzia delle entrate)sono concordi nell’affermare che al nord l’evasione è limitata e in molti casi inferiore alla media europea, mentre nel meridione quest’ultima raggiunge tassi del 60% e oltre.Citare come fonte attendibile uno studio effettuato da un associazione meridionale come lo svimez dà una chiara idea di come l’autore di questo articolo o non sà di cosa sta parlando oppure lo sà ma cerca di travisare la realtà per farci credere che in italia siamo tutti uguali e che tra nord e sud non vi è alcuna differenza.Semplicemente indecente.
Questo articolo è pieno di luoghi comuni e affermazioni superficiali.
Primo, l’evasione reale è sovrastimata: nei 275 miliardi sono compresi gli introiti della malavita; per capirci, il ladro bisogna arrestarlo, non chiedergli di pagare le tasse sulla rapina che fa nella villa. Secondo, se tutti pagassero fino all’ultimo centesimo, probabilmente la nostra economia sarebbe già morta perché la pressione fiscale sarebbe a quasi il 60%, perché chi pensa che le tasse riscosse in più andrebbero a diminuire l’imposizione generale anzichè finanziare ulteriore spesa pubblica è un illuso. Terzo, la spesa pubblica si fa con le risorse che si hanno non con quelle che non si hanno, per cui lo Stato dovrebbe prendere quello che incassa di tasse non quello che incassa più quello che incasserebbe se gli evasori non ci fossero. Quarto, con tutto che ci sono gli evasori, la pressione fiscale viaggia verso il 47%, che comunque è 8 punti di più del 39% della Germania; mi sfugge perché nonostante lo Stato abbia un 8% in più di fondi rispetto alla Germania da loro nel pubblico funzioni tutto mentre da noi non funziona niente e ci chiedono pure altre tasse.
Insomma, basta con ‘sta menata degli evasori, riprenderò a crederci quando la pressione fiscale scenderà al 30%.
FANNO RIDERE,LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE? FATE CAGARE.DINOSAURI AL COMANDO DEI MINISTERI,VECCHI BAVOSI,IMBRANATI E LADRI MENEFREGHISTI.BASTA CONTROLLARE I COMMERCIALISTI DEL LAVORO, E SI RISOLVE TUTTA L’EVASIONE,I PRIMI EVASORI SONO PROPRIO I COMMERCIALISTI.MA QUESTE MEZZE SEGHE E CORROTTI AL PARLAMENTO,DOVREBBERO ESSERE BUTTATI FUORI DALL’ITALIA NATURALMENTE CONFISCATI TUTTI I BENI,HANNO RIDOTTO L’ITALIA ALLA FAME.