Come diventare un trentenne disoccupato – 4

03/06/2009 - COME TI INCREMENTO IL PIL - La donna del fancazzaro deve essere automunita per una semplice, ma fondamentale, ragione. Egli infatti non ha la patente perché la patente implica responsabilità e le responsabilità implicano, semplicemente, il male. Per non parlare

     
 

di

COME TI INCREMENTO IL PIL - La donna del fancazzaro deve essere automunita per una semplice, ma fondamentale, ragione. Egli infatti non ha la patente perché la patente implica responsabilità e le responsabilità implicano, semplicemente, il male. Per non parlare poi dell’inquinamento ambientale. Il fancazzaro va in giro in motorino ma alla sera ha bisogno di riposare le sue stanche membra che ha portato tutto il giorno in giro per attività assolutamente prive di lucro, come andare dallo psicologo (-65 euro), fare shopping compulsivo in libreria (-46 euro), mangiare fuori pasto (-12 euro di snack vari, caffè e sigarette). Il fancazzaro crede infatti nel libero mercato e nella necessità di far girare il denaro incrementando i profitti dei più più vari esercizi commerciali. È vero che egli per mantenere siffatto tenore di vita ha bisogno di uno stipendio di dirigente di alto livello, ma questo è giustappunto lo stipendio del mantenitore maschio, che egli in un afflato di amore filiale si ostina talvolta a chiamare «papà». E pur tuttavia il fancazzaro è a modo suo coscienzioso e non vuole ulteriormente gravare sulle già logore finanze familiari con assicurazione auto, riparazione auto, multe auto, e tutto quel che ne consegue. Dotato di un senso morale e civico come pochi, la nostra piccola vedetta lombarda sceglie una soluzione più radicale: si fa venire regolarmente a prendere dalla detentrice di vagina di turno. Infine qualche chiarimento meriterebbe anche il comma che prevede che la donna del loser di successo sia dotata di casa propria. In primo luogo come sappiamo il nostro eroe vive ancora con i genitori e questo pone alcuni problemi logistici che converrà esplicitare. Quando il fancazzista si accoppia, talvolta infatti anch’egli si accoppia, la testa della compagna che sbatte ritmicamente sulla tastiera del letto potrebbe svegliare il mantenitore che sta riposando il sonno dei giusti. Dal momento che questi il giorno dopo deve essere fresco come una rosa per poter alzarsi all’alba e ostentare produttività sul luogo di lavoro non è ovviamente il caso di alternarne il prezioso ciclo sonno-veglia. È vero che l’aspirante scioperato potrà avere qualche difficoltà nell’espletare le sue funzioni virili se nella stanza attigua non riposa la sua edipica genitrice ma qualche eventuale defaillance fuori casa varrà bene un conto in banca florido e prosperoso.

MI PIACCIONO LE TROTTOLE ALTRUI – Abbiamo detto che il bamboccione medio è di sesso maschile e dovremo ora darne precipua dimostrazione. In primo luogo le donne sono geneticamente e culturalmente indotte a darsi da fare. Pensiamo solamente a che grandissima rottura di coglioni, per usare un termine tecnico, dev’essere cambiarsi di continuo il salvaslip, truccarsi le sopracciglia, smaltarsi financo le unghie dei piedi. La donna è sempre in movimento, fa le torte, rifà i letti, dimena il culo in palestra, è un essere in ultima analisi nomade, che non trova requie nemmeno davanti a una playstation3 o a una lattina di birra. Sappiamo che se un uomo finisse per diventare donna, se mi si concedete l’argomento controfattuale, morrebbe di setticemia al quinto giorno per essersi dimenticato in loco l’assorbente interno. Tutto questo darsi da fare della donna genera una spirale di movimento in cui ella è costretta a muoversi sempre di più finché il muoversi non le costa più fatica alcuna. Da un punto di vista utilitaristico, mirando alla felicità del maggior numero, è quindi cosa buona e giusta che sia mia madre a lavare i piatti piuttosto che io, perché a me costa più dolore che a lei. Se vogliamo promuovere la felicità umana, piuttosto che farsi ciascuno gli affari propri, è quindi cosa giusta che i lavoretti domestici non siano svolti dall’indolente fancazzista ma di chi ha fatto del movimento il proprio stile di vita. Per tutti i suddetti motivi la donna mediamente non aspira alla disoccupazione perenne ma ad un posto di lavoro che le consenta di sfogare la sua brutale e animalesca voglia di darsi da fare. Laddove io posso stare giornate intere a guardare il soffitto, appagato semplicemente dal mio esserci, la donna tenderà a passare compulsivamente da una attività locomotoria all’altra, in quella perigliosa forma di divertissement di cui parlava Blais Pascal che nei suoi Les pensées così chiosava: «ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera». Prendiamo ad esempio il modo in cui il bamboccione risolve un problema che all’occorrenza gli si para sulla via. Immaginiamo che so, che il giorno dopo debba svegliarsi presto per andare a fare le analisi del sangue e questo pensiero (quello di svegliarsi presto) giustamente lo terrorizzi. Il bamboccione ha un problema e fa quel che è logico fare in questi casi, vale a dire sbronzarsi fino a cadere nell’incoscienza, o in altri termini, stare fermi, nello stesso luogo, e aspettare che passi. Prendiamo invece la donna alle prese con analogo problema di pari entità, ad esempio non avere soldi a sufficienza per comprarsi un delizioso paio di scarpe. La donna quando ha un problema si muove, parla, telefona a destra e a manca, consuma energia ed aumenta l’entropia dell’universo. Ella è in ultima analisi eraclitea, e in qualche fortunato caso anche clitoridea, laddove l’uomo è parmenideo. La donna se ha i genitori malati li va a trovare, come se andarli a trovare cambiasse qualcosa nell’ordine dell’universo. È come se la donna si ergesse in tutta la sua superbia contro il creatore, dicendogli, Creatore io contesto le tue insondabili decisioni, io cerco di cambiare il corso degli eventi, io cerco di fare qualcosa affinché quello che tu hai deciso sia altrimenti. L’uomo invece è più pio e sa che se la grande consolatrice ha deciso di portarsi via i suoi mantenitori (incredibilmente si sono ammalati entrambi) lui non potrà farci nulla e tanto vale non aggiungere mestizia a mestizia con un’inopportuna visita al capezzale. Il bamboccione sa per esperienza che per quanto uno possa pulire la casa tutti i giorni (per esperienza non sua evidentemente) il lordo e la putredine tenderanno di nuovo a stiparsi non visti negli anfratti. Egli quindi rinuncia all’obsoleta pratica di passare l’aspirapolvere perché sa che nulla è creato e nulla si distrugge. La donna invece si danna, si ribella, e tutti i giorni come in Ricomincio da Capo ripete le stesse inutili gesta che fecero per prime le sue progenitrici. Linda i fornelli, deterge il pavimento, come se una storia plurimillenaria non ci avesse insegnato che alla fin fine tutti dobbiamo morire.

     
 

15 Commenti

  1. ipazia scrive:

    Poi probabilmente le donne sono eraclitee secondo quanto recita il frammento 87: “Le persone stupide si fanno con piacere abbindolare da qualsiasi discorso”

  2. Shaduck scrive:

    E Gintama rientra fra i trentenni disoccupati?

  3. Lucia scrive:

    …Un bamboccio è meglio che se ne stia a casa con “mammà e papà!!” :)
    Una donna può esserti amica, moglie, amante, ma quelle tanto amate “cure materne” lasciamole alle mammine!

  4. vertigoz scrive:

    > Essemme e Cordapazza hanno ragione, queso corso per fare il giovane farebbe furore in libreria.

    in effetti questo corso era stato concepito proprio per quello e inviato a un editore romano che però non mi ha fatto sapere gniente di gniente.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie