Stanco di fare solo norme anti-fannulloni, anti-panzoni, anti-neuroni il ministro Brunetta, con la complicità del suo collega Tremonti stavolta ha fatto una norma pro. Ed ha fatto approvare dal parlamento una sua norma pro-trombati alle elezioni, pro-aumenti delle poltrone e pro-boiardi di Stato. Anche se un po’ anti-contribuente

Tra tutti i ministri del governo più bravo, più bello e più buono del mondo, un governo che è per la libertà, il mercato, l’efficienza, il governo che elimina tutti gli sprechi della politica c’è un ministro, che è il più bravo, il più bello e il più buono di tutti. Un ministro che piace alla gente, perché non si lascia mai intimidire, perché è un po’birichino e anche un po’ maleducato, ma che vuole davvero cambiare le cose: [[Renato Brunetta]]. Il ministro che ha lottato e sconfitto gli statali fannulloni. Ora grazie a lui, la pubblica amministrazione è diventata efficiente. Adesso per sbrigare una pratica anziché un anno bastano 365 giorni. Adesso la gente risponde al telefono non dopo un’ora, come prima: ora bastano appena 60 minuti. Adesso per avere risposta ad una qualunque richiesta non serve un trimestre: bastano solo 3 mesi.
E nel governo più buono più bello e più bravo del mondo c’è pure un altro campione: [[Giulio Tremonti]], l’uomo dei miracoli: quello che riesce a fare qualsiasi cosa in 9 minuti e mezzo: mangiare, dormire, fare l’amore, scrivere la legge finanziaria. Che è riuscito ad aumentare le spese, diminuire le entrate e far credere di aver risanato il bilancio dello Stato. Che aveva capito la crisi che arrivava sule banche, per questo varò a luglio la Robin tax e a settembre le ricoprì di aiuti di Stato.
Ma Brunetta (come il suo compare Tremonti) non si accontenta mai. Ha lanciato un’altra battaglia di civiltà, stavolta contro i poliziotti panzoni. Quei poliziotti che se ne stanno tutto il giorno in ufficio a non fare niente, con la scusa che i Pc non funzionano, le auto sono senza benzina e non ci sono più i soldi neppure per gli stipendi. Poliziotti che non prendono mai un’iniziativa: anziché le auto potrebbero rincorrere i delinquenti a piedi, o in bicicletta (naturalmente la propria). Poliziotti che poi si lamentano perché il povero governo è stato costretto ad introdurre le ronde.
Ma il ministro Brunetta ha anche mille altre idee geniali contro gli sprechi, le inefficienze, per cambiare il volto dell’Italia. Come quella fantastica idea di obbligare gli impiegati ad indossare la giacca e cravatta in ufficio. Perché ci vuole decoro e rispetto del pubblico. E che sarebbe la svolta per il recupero di produttività della pubblica amministrazione: vuoi mettere la differenza di fare 2 ore di fila al catasto davanti ad un impiegato in gessato blu, o andare per 15 giorni consecutivi al ministero per sapere se la tua domanda è stata accolta parlando ad un impiegato allo sportello in elegante blazer. E’ tutta un’altra cosa!
Ma tra le fantastiche trovate di Brunetta (in compagnia del suo compare [[Tremonti]]) ce ne è una semplicemente unica. Quella che ci mostra davvero quanto stanno cambiando le cose in questa nostra bella Italia, grazie agli uomini e alle donne di questo governo buono, bello e bravo. Basta leggere l’articolo di una legge appena approvata dal Parlamento e firmata naturalmente dai bravissimi, bellissimi, buonissimi Renato Brunetta e Giulio Tremonti.
Si tratta della legge intitolata “Disposizioni per lo sviluppo, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” appena approvata dal Senato. Una di quelle leggi piene di norme piccole piccole, di cui pochi parlano, ma che dà il segno del vero cambiamento. All’articolo 71 di questa legge viene modificata una norma della Legge Finanziaria 2008, varata dal Governo [[Prodi]]. Quel governo di ladroni, spreconi, cattivoni, che aveva ridotto l’Italia a sembrare quasi un paese come tutti gli altri.
Una norma che prevedeva, per le società di proprietà pubblica non quotate in borsa un numero massimo di consiglieri di amministrazione pari a 3, invece dei 5 stabiliti fino a quel momento, oppure a 5 se fino ad allora fossero stati 7. Una norma pletorica, quasi come il Parlamento. Complicata, difficile da capire. Antica. Ed ecco che il bravo, bello, buono Brunetta ha cambiato la legge. Ed ha previsto la possibilità di aumentare da 3 a 5 (o da 5 a 7) il numero dei consiglieri di amministrazione delle società controllate dallo Stato e non quotate in Borsa. Eliminando quindi la norma del precedente governo, quello dei brutti, sporchi e cattivi, il governo Prodi.
Ma quanto è bravo, ma quanto è buono, ma quanto è bello il nostro ministro. Lui è sempre anti-sprechi, anti-lassismo e pure anti-patico. Pure questa è una norma anti. Non è anti-fannulloni, non è neppure anti-panzoni. Ma è una legge anti-elezioni. Sì, perché tra pochi giorni si vota, e sono molti i candidati che si danno battaglia per un seggio al parlamento europeo, o in qualche importante comune, o provincia. Non tutti riusciranno ad essere eletti. E qualcuno potrebbe ritrovarsi – poverino – senza lavoro. Ma questo è il governo che “Non lascerà indietro nessuno“.
Ed ecco che Brunetta, firmatario della legge assieme a Tremonti, si è ricordato che sono in scadenza un sacco di Consigli di amministrazione di società di proprietà dello stato: l’Anas, la Fintecna, la Fincantieri, l’Enav, e anche Trenitalia. E hanno avuto una fantastica idea: aumentare il numero dei consiglieri di amministrazione, così che se qualche poveretto finisse per essere trombato alle elezioni nonostante gli era stato promesso un posto sicuro in qualche parlamento o consiglio comunale e provinciale, si potrebbe accontentarlo con un posto in qualche CdA. Una norma anti-elezioni e anche un po’ anti-elettori.
Nel mentre si acquistano le poltrone nuove di zecca per i boiardi che verranno, salutiamo con gioia il ministro più bravo più bello più buono del mondo: Renato Brunetta e il suo degno compagno di merende Giulio Tremonti. Dopo la lotta ai fannulloni, le ingiurie ai panzoni, arrivano le pernacchie agli elettori un po’ fresconi. Già pronto il nuovo slogan per la campagna elettorale del PdL: più poltrone per tutti!
Meditate, gente, meditate !
Buon tutto!























Non te la prendere Carlo: non essendo ancora riusciti nell’impresa di moltiplicare pani e pesci, (ma si stanno attrezzando chettecredi!),si esercitano con i consiglieri…
@Mt:
Sono o non sono “quelli del nuovo miracolo italiano”??? ^_^
Ah, io non me la prendo mai…sono quello del sorriso, ricordi???
E poi, come Brunetta, “Non mi lascio intimidire da nessuno” ;-*)
C.
Svuotate i cda, riempite i granai…
Ma non era prevista una prova di forza del premier per sfoltire il numero dei parlamentari? Si, era prevista. Noi avevamo umilmente suggerito di essere più ambiziosi, diserbando anche i consigli regionali, provinciali e comunali, le Asl, i cda delle m…
Art. 71.
[...]
a) ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette.
A me pare che dica che il numero massimo venga ridotto…magari mi sono perso qualcosa eh
@Phastidio:
Era prevista, sì….Il vostro suggerimento era molto molto interessante.
@Carlo Alberto Cuoco:
Infatti, ti sei perso il comma 12 dell’art.3 della Legge 244/2007, la finanziaria del governo Prodi, quello abrogato dall’art. 71 di cui si parla nell’articolo (è linkato, esattamente come il testo che hai riprodotto tu)
Quello che diceva, testuale:
[...]
12. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, commi 459, 460, 461, 462 e 463, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le amministrazioni pubbliche statali che detengono, direttamente o indirettamente, il controllo di società, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile, promuovono entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle forme previste dalla vigente normativa, anche attraverso atti di indirizzo, iniziative volte a:
a) ridurre il numero dei componenti degli organi societari a tre, se composti attualmente da piu` di cinque membri, e a cinque, se composti attualmente da piu` di sette membri;
[...]
ecc…
Io la differenza la vedo…e tu?
la vedo la vedo…ho chiesto proprio per capire non per fare polemica. una curiosità però: la finanziaria 2007 ha ovviamente dispiegato i suoi effetti giuridici a suo tempo, quindi se capisco bene questa schifezza avrà effetto sulle amministrazioni (e non è da escludere che siano la maggioranza) che non si sono adeguate entro i 90 giorni previsti di cui sopra, mentre non sarà possibile per chi eventualmente avesse già provveduto alla riduzione a 3(oppure 5) di risalire a 5(oppure 7). Mi sbaglio?
@Carlo Alberto Cuoco
Temo che il provvedimento riguarderà la maggioranza delle amministrazioni, anzi tutte
Anche perchè l’articolo 71 ha modificato TUTTO IL COMMA 12, che ora è così:
12. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, commi 459, 460, 461, 462 e 463, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero da eventuali disposizioni speciali, gli statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, SI ADEGUANO alle seguenti disposizioni:
a) ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette.
ecc….
Par di capire che anche ammesso che qualcuno si sia disturbato a ridurre il numero dei Consiglieri, ora deve ADEGUARSI. La legge non dice: possono adeguarsi, ma SI ADEGUANO.
E in ogni caso, senza questa modifica, restava valido quanto scritto nella Finanziaria, quindi i CDA in scadenza avrebbero dovuto RIDURRE il numero dei Consiglieri.
Così, non devono farlo più.
Grazie per l’attenzione e la considerazione.
C.
Si ovviamente il tuo secondo punto è indiscutibilmente vero, resto perplesso sul primo. E’ vero che la formulazione parla di un obbligo “(si adeguano”), ma viene poi specificato:
“se le disposizioni statutarie vigenti[...]”
mi sembra quindi da escludere che il provvedimento vada a obbligare gli organi di amministrazione che abbiano già adeguato lo statuto VIGENTE alla precedente normativa.
Resta ovviamente la domanda: in quanti avevano riformato gli statuti?