Americans do it better: il sindacato USA supera quello italiano nella corsa allo sfascio.

29 maggio 2009

I memo sulle procedure del sindacato USA evidenziano un problema fondamentale: il sindacato UAW, fresco azionista di controllo di Chrysler e GM, intende impiegare la propria nuova posizione di azionista per bloccare ogni modifica al contratto di lavoro, uno dei più generosi degli USA. Barack Obama ha ripagato in pieno il suo debito elettorale, ma il conto lo pagheranno  i lavoratori dell’azienda di Detroit.

La situazione di General Motors , dopo il fallimento, cambierà drasticamente, ma chi non cambia, negli USA come in Italia, è il sindacato: uno dei maggiori corresponsabili del disastro, che diventerà di fatto il padrone di GM. Le pretese sindacali della UAW sono state una concausa, unitamente alla pessima qualità del management che lo stesso sindacato ha sempre appoggiato, in cambio di aumenti del costo del lavoro e di trattamenti sanitari e pensionistici di tutto rispetto. Non solo: buona parte dell’indebitamento che ha accelerato la fine di Detroit è stato causato direttamente dall’ultimo scellerato patto sindacale, che obbligava l’azienda a versare ad un fondo controllato dai sindacati (non dai lavoratori)  miliardi di dollari,  mentre  ha impedito la ristrutturazione aziendale.

La differenza con l’Italia è che il sindacato americano non ha avuto 40 anni per devastare la nazione con questa mentalità, ma l’amministrazione Obama sta facendo del suo meglio per recuperare il tempo perduto. Invece di pagare insieme ai creditori, al sindacato è stato riservato un trattamento di favore, calpestando i diritti di chiunque altro. Il fatto che la UAW ed in generali i sindacati americani abbiano fornito un contributo fondamentale alla campagna di Obama, di cui sono stati  i grandi elettori,, non ha certamente nulla a che fare con questo risultato.
Le conseguenze, come in Italia, non saranno pagate dal sindacato, ma da tutti i cittadini e, a lungo andare, dai lavoratori: che per qualche tempo godranno del congelamento delle proprie condizioni di favore, ma che lavoreranno in un’azienda sempre meno in grado di reggere la concorrenza senza l’aiuto statale, un aiuto reso necessario anche dal trattamento brutale riservato ai creditori, che ha scoraggiato potenziali finanziatori durante la fase di amministrazione controllata.
Benvenuti a Detroit, comune di Arese, distretto di Pomigliano d’Arco.

2 commenti a Americans do it better: il sindacato USA supera quello italiano nella corsa allo sfascio.

  1. markogts

    trattamenti sanitari e pensionistici di tutto rispetto-

    Mio dio che scandalo!

  2. gigino371

    se l’italia è allo sfascio,dobbiamo dire solo grazie ai sindacalisti che hanno guardato solo le loro tasche.
    il sindacato ottima cosa ,ma essere sindacalista puro è molto difficile.in italia già il portaborse del portarborse non lavora ma sta sulla paga dell’azienda ciao

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