I memo sulle procedure del sindacato USA evidenziano un problema fondamentale: il sindacato UAW, fresco azionista di controllo di Chrysler e GM, intende impiegare la propria nuova posizione di azionista per bloccare ogni modifica al contratto di lavoro, uno dei più generosi degli USA. Barack Obama ha ripagato in pieno il suo debito elettorale, ma il conto lo pagheranno i lavoratori dell’azienda di Detroit.
La situazione di General Motors , dopo il fallimento, cambierà drasticamente, ma chi non cambia, negli USA come in Italia, è il sindacato: uno dei maggiori corresponsabili del disastro, che diventerà di fatto il padrone di GM. Le pretese sindacali della UAW sono state una concausa, unitamente alla pessima qualità del management che lo stesso sindacato ha sempre appoggiato, in cambio di aumenti del costo del lavoro e di trattamenti sanitari e pensionistici di tutto rispetto. Non solo: buona parte dell’indebitamento che ha accelerato la fine di Detroit è stato causato direttamente dall’ultimo scellerato patto sindacale, che obbligava l’azienda a versare ad un fondo controllato dai sindacati (non dai lavoratori) miliardi di dollari, mentre ha impedito la ristrutturazione aziendale.























trattamenti sanitari e pensionistici di tutto rispetto-
Mio dio che scandalo!
se l’italia è allo sfascio,dobbiamo dire solo grazie ai sindacalisti che hanno guardato solo le loro tasche.
il sindacato ottima cosa ,ma essere sindacalista puro è molto difficile.in italia già il portaborse del portarborse non lavora ma sta sulla paga dell’azienda ciao