Colpo di scena, il Porto in Champions League?

29 maggio 2009

Il Porto ha vinto l’ultimo campionato con 4 punti di vantaggio sullo Sporting e ben 11 sui rivali storici del Benfica. Col Portogallo all’8° posto della classifica UEFA 2003/08, i Dragoni hanno guadagnato l’accesso diretto alla fase a gironi della Champions 2009/10.
 
Hanno o avrebbero?Torniamo indietro a quasi un anno fa, quando il Portogallo calcistico è scosso da uno scandalo di corruzione arbitrale, con coinvolto anche il Porto. I fatti riguardano il campionato 2003/04 e le sanzioni, applicate alla classifica 2007/08, sono assai pesanti: il Leiria ha 3 punti di penalizzazione (perde l’accesso all’Intertoto) ed il Boavista (6°) è retrocesso. Il Porto, campione, subisce 6 punti di penalizzazione, sanzione che non produce effetti per il titolo (il distacco dalla seconda era di 20 punti), ma che risulta pericolosa in campo internazionale. Infatti nel 2007/08 è entrata in vigore la cosiddetta “clausola Milan”: oltre a titolo sportivo, indipendenza dei club e ottenimento della licenza UEFA, requisito per l’iscrizione, a norma del Regolamento di Champions, UEFA ed Intertoto, è anche il seguente: “it must not be or have been involved in any activity aimed at arranging or influencing the outcome of a match at national or international level”.
 
LA SENTENZA - La Commissione Disciplinare e di Controllo UEFA il 4 giugno 2008 sancisce l’esclusione del Porto dalle Coppe: “l’offesa [leggasi: accusa] accertata in Portogallo corrisponde a un’attività volta a determinare o influenzare un risultato di una partita e […] quindi le condizioni dell’articolo 1.04 non vengono rispettate nel caso dell’FC Porto”. Il Porto ovviamente s’appella e la Commissione d’Appello UEFA dopo essersi meglio informata sulle procedure d’appello portoghesi (troppi appelli in questa fase) annulla la decisione della Commissione Disciplinare che quindi riesanima il caso ed il 13 giugno 2008 emana la sentenza definitiva: il Porto è ammesso alla Champions in quanto “il procedimento che [lo] vede protagonista [...]in patria non si è ancora concluso”. In altre parole: non essendosi, alla data di iscrizione alle coppe europee, ancora concluso l’iter completo della giustizia sportiva portoghese, il Porto può partecipare alla Champions.
 
STESSA SORTE PER LA STEAUA - Non è solo il Porto ad avere avuto l’iscrizione alla Champions in pericolo per tali motivi: in simile impaccio vi era anche la Steaua, seconda classificata romena e penalizzata di 7 punti per essersi accordata coll’Universitatea Cluj (già retrocessa) perché battesse la capolista Cluj nell’ultima giornata. Sanzione che non le ha tolto il secondo posto ma che ha messo in pericolo, come per i Dragoni, l’iscrizione alla Champions. Anche in questo caso la Commissione Disciplinare UEFA il 29 giugno 2008 ammette l’iscrizione della Steaua perché “il procedimento che [la] vede protagonista [...] in patria non si è ancora concluso”, aggiungendo una precisazione: “una volta chiarita definitivamente la posizione del club, potrebbero venire adottati ulteriori provvedimenti in merito alla partecipazione della Steaua alle competizioni UEFA per club”. Ebbene, sia per il Porto che per la Steua (ed anche per gli altri club coinvolti) le sanzioni sono state confermate e divenute definitive. Ciò nonostante in alcune sedi – ed in primis nel sito dell’UEFA – si parla di mancata iscrizione per la prossima stagione europea. È anche vero che attualmente la Steaua, a due giornate dalla fine del campionato, non ha ancora conseguito un piazzamento utile nemmeno per la Europa League (in coppa romena è fuori dai sedicesimi), per cui si può pensare che “non sia ancora il tempo”, ma per il Porto, come visto, non è così.
 
EVVIVA LA LENTEZZA DELLA GIUSTIZIA - È da augurarsi che si tratti solo di un ritardo nelle comunicazioni ufficiali, ma non fosse così è lecito chiedersi il senso della “clausola Milan”, introdotta apposta per avere una “arma legale” colla quale impedire la partecipazione di squadre punite dalla giustizia sportiva nazionale, ma in misura tale da consentire loro l’accesso alle coppe europee, se è sufficiente avere un iter giudiziario abbastanza lungo per congelare ogni decisione dell’UEFA e, pur con condanne confermate, poter ugualmente prendere parte alle competizioni continentali l’anno seguente, come se nulla fosse. D’accordo il garantismo e l’attesa degli appelli, d’accordo che per attendere questi si possa partecipare ugualmente alle coppe, ma se poi con condanne confermate l’effetto pratico è nullo, tanto vale rimanere nella situazione pre 2007/08. La situazione sarà monitorata su eventuali sviluppi.
 
P.s.: per le castronerie regolamentari, sia nella finale di Coppa Italia (RAI) che in quella olandese (Sport Italia), i telecronisti erano convinti che la scelta della porta dove battere i rigori fosse affidata al sorteggio fra i due capitani. Uguale errore era stato commesso nella Super Coppa Italiana 2008: probabilmente è un requisito professionale ignorare questo aspetto regolamentare.
E qualcuno avvisi Galeazzi e Lauro che la prossima Coppa UEFA si chiamerà Europa (in greco) League, e non Europe (in inglese) League.

Un commento a Colpo di scena, il Porto in Champions League?

  1. Rado il Figo

    Errata corrige:

    “Ciò nonostante in alcune sedi – ed in primis nel sito dell’UEFA – non si parla di mancata iscrizione per la prossima stagione europea.”.

    Scusate per il “non” rimasto nella tastiera.

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