Messi così, lo United andò in Barca a Roma

28/05/2009 - Seconda rata, entra tra i bianchi la eterna riserva Thevez per Anderson. Ha il cognome della madre perciò non gioca. Yes, Ferguson mi ama, lui ama tutti, è fatto così. Fergie però a certe cose ci tiene. Rooney a dx.

     
 

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Seconda rata, entra tra i bianchi la eterna riserva Thevez per Anderson. Ha eto_evra1il cognome della madre perciò non gioca. Yes, Ferguson mi ama, lui ama tutti, è fatto così. Fergie però a certe cose ci tiene.
Rooney a dx. Thevez punta avanzata dietro Ronaldo in uno spallettiano 4-2-3-1. 48°, Iniesta esce prepotente, Xavi (uno che l’eleganza e la piacevolezza ce le ha stampate sin dalla brevità nel pronunciare il suo cognome) lancia Henry il quale dribbla due volte Ferdinand, poi d’esterno, a piazzare, respinge Van Der Sar. 50°, Messi schizzato via dalla difesa dei White Devils (sarà il bianco che ha annacquato il fuoco, il Diavolo non veste bianco) su gran palla filtrante di Etò’o (che non è Ibra e non gli somiglia neanche lontanamente, è un Vucinic concentrato con le gambette lunghe senza la sindrome da vispa Teresa). Vogliono il rigore, non è rigore. Minuto cinquantuno, Iniesta (come fermarlo, faranno un simposio che durerà i prossimi venticinqu’anni della gestione Fergie) sfonda centralmente, steso poco prima di entrare in area a quel punto. Punizione conseguente di Xavi: palo pieno, esterno. Spettacolo, no ? Non dite di no, quest’è il vostro feticcio culturale. Vuoi mettere la differenza con un Barca che chiude tutti gli spazi compattamente. Solo un liscio scomposto, da Bingo Bongo sprecone e disarticolato che usa lo spazzolino per telefonare e le gambe per fare piovere, di Tourè può far sognare lo United. Puyol a dx è una furia. Sta prendendo coraggio. E Ronaldo non torna, è giusto, non ce la fa più. Barca più manovriero e tecnico, Manch. più nervoso, tipo manga forse, tocchi al volo e ripartenze veloci a tutto turbo. C’è da sperare. Rooney in crescita netta. Iniesta ha deciso: quando vuole, se ne va . Amen. Fergie tace e mostra impotenza. Pazienza, direbbe Sor Ranieri che la sa più lunga. Scompaiono Ronaldo e Messi negli 1 contro 1: pletorico come il Parlamento il primo, debole l’argentino. Henry con quella faccia un po’ così strizza l’occhio anche se gioca contratto come se stesse in frac: male che vada lui per quella notte ci prova sempre. Al vostro buon cuore. Sessantacinque, esce Park (si dispera solo Bagni e la curva azulgrana), entra Berbatov. Thevez a scalare dal centro avanzato un metro dietro o addirittura in linea. Fergie è impazzito. Dalli che ridalli ha creduto davvero alle balle sul calcio inglese che lui stesso ha messo in giro. Quattro attaccanti quattro come in Italia solo le retrocesse già all’andata: Rooney + Cri Cri + Berbie + Mama Thevez, o in linea o spalmati intaseranno solo e poi scusate con quell’Iniesta lì, ma il pallone quando arriva, chi glielo porta, Enrico Toti Pavolini Giggs, il ridotto in Valtellina ? E così vincerà il lesto Barca che senza filosofie di se SOCCER-CHAMPIONS/stesso quest’anno ha vinto tutto. Senza (le teste) ammorbare. Al 69°, Rooney fa infatti un recupero alla Nedved su Messi: se hai abolito il centrocampo, logico che ti debba rientrare a perdifiato l’attaccante. Così che quando gli capiti il pallone, ti si sgonfi dall’acido lattico. Ah Fergie, le tue legioni, Fergie. Chissene. Perché al minuto sessantanove ci fermiamo tutti. 69°, CAPOLAVORO, goal à la Pelè. Xavi crossa da sinistra, la Pulce dimenticata sale più di Saviano, + di un guaglione del Sistema morto e mandato in Paradiso con una raccomandazione, + della pila delle copie di Gomorra. Resta sospeso in aria come un formicolio di naso per la coca che non conosce (per ignoranza) la legge di gravità. Ed è sballo. Sghembo come un destino troppo avanti e dunque (avvitato) storto. Due a zero. Il resto è inutile. Settantunesimo, esce Henry che insieme a Van Der Sar ha fatto fondamentalmente una spettacolare per carità gara di merda. Dopo una uscita di Victor Valdes su Ronaldo, al minuto settantatre si ha il tempo di annotare persino la vendetta del Dio dei brutti. Cri Cri (in eccellente quanto frustrante ripiegamento difensivo, Fergie te la sei cercata) entra in netto ritardo spaccagambe sul bruto Puyol. Poi lo stesso Puyol va di testa a inzuccare la sua punizione. Sarebbe goal sempre e ovunque. Quindi è goal o meglio lo sarebbe se il Diavolo dei brutti non si ripigliasse il dato con gli interessi: Van Der Sar c’è. Entra il vecchio Scholes, Ronaldo completa l’opera su Puyol, in chiara difficoltà (correte ai ripari, è fuori Zio Fergie, la prossima sarà Zoff di testa da calcio d’angolo) come terzino con 40 mt di svantaggio sul suo avversario, e si fa ammonire. Iniesta che continua a impegnare il portiere e Messi dan lezione da fermo di possesso (palla) : li aspettano milioni sedici in premi con gli altri. Prima lezione, si intitola: “Il fantomatico calcio inglese alla fine convince ma non vince”. 84°, Puyol maramaldeggia senza più freni con un taglio bellissimo su cui la palla è troppo lunga, e la Coppa troppo vicina, perché rischi uno stiramento (di coscia, di capelli chissà). Mentre Ronaldo senza più mezzi e oramai regredito al baratto usa anche Berbatov per saltare più in alto con il collo sempre più tozzo, Iniesta esce dal campo. Quando ha voluto.

     
 

7 Commenti

  1. EssEmme scrive:

    Ricchiù, le tue cronache postume so proprio belle.

  2. gregorj scrive:

    questa avrebbe fatto scendere dal cielo gianni brera per fargli dire: “I love you man”.

    Peccato che il cielo non esista.

  3. Tess scrive:

    Impeccabile ( detto da una tifosa dello Utd )

  4. Lucia scrive:

    Il tuo post sembra quasi una “telecronaca diretta” sul campo! Bravo!
    Onore al Barça!

  5. ricchiuti scrive:

    Bè, il post nasce dagli appunti che prendo davanti la tv azione per azione.
    Grazie a tutti.

  6. Lucia scrive:

    Infatti! è stato come rivivere per un attimo le emozioni della partita! :)

  7. Rado il Figo scrive:

    Mi hai fatto pure ricordare Vialli centrocampista (roba che avevo a fatica rimosso dalla mia memoria remota).

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