Messi così, lo United andò in Barca a Roma

28 maggio 2009

La regina d’Inghilterra fu Etò’o

A Roma, a Roma. Oggi, il 27 di Maggio del Duemila e nove, mi piacerebbe champions_coppafare le seguenti cose: ritornare a Roma, mangiare il gelato artigianale con la panna sul lungotevere, prendere il fresco e il buono di Roma, andare all’Olimpico, seduto, farsi salutare da Ferguson che tanto quello saluta tutti manco la cosa, la finale, lo riguardasse. La finale ? Siamo qui per questo. Già dimenticate le polemiche, false, povero Chelsea ora piange da solo. Dimenticato già tutto. L’han venduta Finale delle Finali. Fosse stato un match da venti Cempions vinte, si fosse trattato di un Real Madrid-Milan allora. A livello di palmarès, per non parlare di fascino (nessuna al mondo vale il Real), ‘ste due, Manchester United e Barcellona, ne avran vinte cinque in coppia. E la metà negli ultimi tre anni, con l’intervallo del solito (oggi più che mai) “accoppato” Ancelotti. Allora la buttano sulla finale del calcio sensuale, nella splendida cornice. A parte che Roma ne ha visti di più imperiali e di più cazzari, calcio spettacolo ? Abbè. Sai che palle. Arbitra una quaterna svizzera coi cognomi da italiani, che così “e pure noi ci siamo, l’onore è salvo, forse non siamo tanto in crisi, la crisi è finita, che si mangia ma’ ?”. D’italiano ci sono anche due ex brocchi, due scartati. Nello United Van Der Sar, nel Barca Henry. Sul Corsport Furio Zara ha definito Van Der Sar la Bellucci con la quale la Vecchia Signora ha fatto roba senza accorgersene. Se quello lì era la Bellucci, Buffon è l’eterno femminino. Su Henry, la più grande intuizione senza buon fine di Moggi appena dopo lo scambio Davids per gli sconosciuti De Rossi-D’Agostino-Aquilani, ma che colpa abbiamo noi: periodicamente abbiamo allenatori che s’inventano Vialli ed Henry a centrocampo, a quelli che han vinto gli scudetti perdoniamo, ad Ancelotti no. Stasera il 4-3-3 si spreca, scambi ambo le parti, è un’orgia. Fergie è il solito allampanato, a Guardiola purtroppo dobbiamo il rimbambimento italico intorno ai nuovi allenatori, agli emergenti cui dobbiamo dare una chance. Bisognerebbe essere giusti e dare loro la squadra di Rijkard però. Se parliamo invece di cose serie, Messi e Ronaldo (che tra l’altro ha già cominciato a non vincere la classifica marcatori del famoso calcio inglese) si giocano il Pallone d’Oro nello scontro diretto. Il Manchester così ha anche quello da perdere, oltre la Coppa. Parecchi senza biglietti: chissà che succede. Essien e Drogbà seguiranno la partita da casa. Partiti, no, falsa partenza, non sono i calciatori, quelle sono le vere geishe, è il cerimoniale. Milleduecento euro il tagliando per vedere questa coreografia da teatro cinese, di quello che non ammette repliche (per carità di Dio). C’è Bocelli, sempre per far vedere che ci siamo anche noi in finale, non bastasse averci messo campo e pallone. Partiti sul serio, ma tanto tutte le strade portano qui.
Messi e Ronaldo al centro dei rispettivi tridenti, Etò’o a destra, Henry a sinistra ed Iniesta leader e vivandiera di palloni a completare il Barcellona, Rooney ingegnere con Giggs operaio a costruire ponti da sinistra con l’orientale Park a destra a fare foto e imparare per lo United. Minuto primo e ventisei secondi, punizione centrale ma a giro di Ronaldo dopo un tour di assaggio della reattività dei 4 dietro catalani culminato in un tunnel e un ingenuo stop già perso il pallone. La palla è insidiosa come una gatta che chiede coccole in tutti i posti e girandosi tra i guanti del portiere lo costringe a smanacciare. Si salva sul volontario (alla frattura) tra le mille gambe in uscita catalane Park. Tensione, gambe pesanti, braccino, errori ambo le parti nei disimpegni. I bianchi d’Inghilterra fanno movimento ma i difensori rossoblu non salgono. Mantengono la posizione e non si riesce a risucchiarli. Non funzionano neanche le sovrapposizioni. Giggs a sx è velleitario. Il pressing bianco non serve, possono pressare anche in 7 ma il Barca ha un buon palleggio, freddo, sornione, indifferente e dunque insidiargli la sfera non ha costrutto. Al sesto Ronaldo prova allora la sinistra del portiere. Ottavo, dopo due tocchi al volo Ronaldo non contento la riprova, ancora ad incrociare dalla sua sinistra lo specchio della porta. Ma SOCCER-UEFA/un minuto dopo è il Barca a portarsi in vantaggio. Assolo di Iniesta a percussione, su Etò’o a destra. Costui converge, salta Vidic fermo e batte proprio nell’angolo coperto da Van Der Sar. E ti saluto la Bellucci. Uno a zero per il Barcellona, goal di Etò’o con un tocco coraggioso e lupino, tiro non forte ma di destrezza, quasi papera del Papero olandese. Aver invertito Etò’o e Messi ha funzionato. Nipote Guardiola batte Nonno Ferguson. Quindicesimo, Piquè abbatte un sempre lù Ronaldo, solitario cui fa compagnia solo la fortuna, avvantaggiato da un rimpallo. Punizione a giro di sinistro a rientrare di O’Shea. Alto. Con Ronaldo era goal: la democrazia è una brutta cosa se devi vincere o raddrizzare i torti. A proposito. Henry non prende palla. Messi si. Al minuto diciotto se ne va e di sinistro fa un di poco alto dai 30 mt. Su Park lo United non trova profondità. Se la dai a chi si rivede Ronaldo, Tourè non lo molla ma lui giochicchia con le gambe e comunque tira. Lo specchio non lo prende più ma ci va spesso vicino. Ci fosse Sir Ranieri, ma non c’è più. Ventunesimo, Rooney a sx, Giggs a dx, avanzato nel tridente al posto del muso giallo. Ronaldo fa tutto, proprio tutto. Altro che gioco di squadra. Ventisei, punizione di Xavi, a sfiorare il palo. Iniesta è un caos totalmente calmo. Solido, massiccio, non cade mai. Allora quelli del Manchester prendono la rincorsa per buttarlo giù. Ma niente. Barca al palleggio, come sempre. United che ha letteralmente dimenticato la destra e a sinistra cerca con i classici uno due di arrivare al cross o di mettere Ronaldo in condizione di accelerare. Rooney, il giocatore che dopo Ibra più prenderei al mondo, non è in serata però. E Tourè nel frattempo ha imparato a fermare Ronaldo facendo un blocco cestistico e non inseguendo ( a perdere) il pallone. Spalletti blaugrana: lo segnalano in tribuna. Capito. Capito ora perché lo voglion dar via. Capita anche ai più semplici. Primo tempo a chiudere. Fino al goal s’è giocato, dopo entrambe han rinculato. Il M. attacca in 4. Il Barca si difende in 7. 44°, tanto perché è tornato in Italia e si sente di nuovo a casa, a far papere con le romane, Van Der Saar fa un amarcord di presa libera su di un tirante rasoterra dell’involato Messi. Nulla cambia, tutto si distrugge.

7 commenti a Messi così, lo United andò in Barca a Roma

  1. Ricchiù, le tue cronache postume so proprio belle.

  2. questa avrebbe fatto scendere dal cielo gianni brera per fargli dire: “I love you man”.

    Peccato che il cielo non esista.

  3. Impeccabile ( detto da una tifosa dello Utd )

  4. Il tuo post sembra quasi una “telecronaca diretta” sul campo! Bravo!
    Onore al Barça!

  5. ricchiuti

    Bè, il post nasce dagli appunti che prendo davanti la tv azione per azione.
    Grazie a tutti.

  6. Infatti! è stato come rivivere per un attimo le emozioni della partita! :)

  7. Rado il Figo

    Mi hai fatto pure ricordare Vialli centrocampista (roba che avevo a fatica rimosso dalla mia memoria remota).

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