Il giorno dopo, come è giusto, i giornali sono ancora pieni della vittoria di Berlusconi. Anche perché nel frattempo stanno arrivando i risultati di regionali, comunali e provinciali, che confermano ampiamente l’onda lunga del PdL: al centrodestra va il Friuli - dove Illy sembrava godere di un consenso forte - mentre il centrosinistra, contro tutti i pronostici è costretto al ballottaggio a Roma, sia alle provinciali (Zingaretti-Antoniozzi, il fascino della parentela con Montalbano non è bastata) che alle comunali (Rutelli-Alemanno, e sarà interessante capire se qualche voto del centrosinistra si è perso per strada a causa di un candidato impresentabile). Nel frattempo, a Repubblica parla il direttore: Ezio Mauro commenta la vittoria di Silvio parlando di “eterno ritorno”. “Cos’è questa capacità di mordere nel profondo del Paese, e di tenerlo in pugno? Il Cavaliere ha creato un senso comune ribelle e d’ordine, rivoluzionario e conservatore, di rottura esterna e di garanzia interna, che lui muove e agita a seconda delle fasi e delle convenienze, in totale libertà: perché non deve rispondere ad una vera opinione pubblica nel partito (che non ha mai avuto un congresso dal 1994) e nel Paese, bastandogli un’adesione, un applauso, una vibrazione di consenso, come succede quando la politica si celebra in evento, i cittadini diventano spettatori e i leader si trasformano in moderni idoli, per usare la definizione di Bauman“.

Intanto Berlusconi annuncia le sue prime mosse: “Subito via l’Ici e sgravi agli straordinari“, annunciano all’unisono i quotidiani, mentre su tutti almeno un riquadro è dedicato ad Alitalia; spicca un editoriale del Foglio intitolato “Dove va Airmolli“, dove si dà conto dell’antipatia berlusconiana per i francesi - da ricondurre alle battaglie per La Cinq e a Lagardére - e della cordata in fieri: “quella che è stata una trovata da campagna elettorale diventa più difficile quando deve diventare realtà“. Bruno Ermolli, consulente del Cav., sta comunque lavorando ad una cordata che coinvolgerebbe Passera e Banca Intesa, insieme ad altri imprenditori. Nomi non se ne fanno, però. E già questo appare molto significativo. Tra gli editorialisti, Ernesto Galli della Loggia sul Corriere “riflette” (scusate le virgolette) sulla scomparsa della sinistra comunista dal Parlamento. “In Italia la Prima Repubblica non è finita nel 1994, ma ieri; e il terremoto che ha colpito la sinistra può essere interpretato come la conseguenza del modo miope e insufficiente con cui essa affrontò quella crisi della democrazia e delle istituzioni“. Insomma, nonostante il coro unanime dei commentatori abbia addossato pari responsabilità anche all’altra metà del cielo, serviva EGDL per farci scoprire che invece è tutto, sempre e comunque colpa dei comunisti. Il francese Les Echos titola “Il ritorno di Berlusconi e il neoliberalismo latino, il vincitore delle elezioni si presenta come un eroe dell’antipolitica”.

Totoministri: Tremonti confermato all’Economia nonostante il Sole annunciasse che voleva gli Esteri; Berlusconi l’ha bloccato già la notte del 14, dicendo che la Farnesina sarebbe andata a Frattini. Maroni verso le Attività Produttive o gli Interni, la Poli Bortone verso il Mipaf e la Prestigiacomo punterebbe al bis alle Pari Opportunità, così come Matteoli per l’Ambiente. E’ corsa a due per i Beni Culturali: Paolo Bonaiuti contro il ticket Bondi-Capezzone, e noi non possiamo che tenere per questi ultimi. Un Poeta come erede della Melandri ci sta più che bene, specialmente se affiancato dall’ex radicale. I due insieme rappresenterebbero la giusta coniugazione tra la Fantasia e la Concretezza.

Tra le notizie in prima pagina del New York Times, le proposte del candidato repubblicano alla Casa Bianca, John McCain, per fare uscire il paese dalla crisi economica. Un piano che prevede, tra l’altro, una drastica riduzione delle tasse. Ampio spazio anche per l’arrivo negli Stati Uniti di Benedetto XVI. In occasione della sua storica visita negli States, “il Papa negli Usa esprime profonda vergogna per i preti pedofili”. La cosa carina la fa notare Aioros: Ratzinger ha rilasciato queste dichiarazioni direttamente sull’aereo, prima ancora di mettere piede sul suolo americano. Che esagerazione. Secondo me l’avrebbero lasciato scendere lo stesso.

(immagine tratta da Artefatti)



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