Papi & Noemi 3MSC (perché la topa tira la tiratura)
27/05/2009 - Ieri Ballarò dedicata al caso Noemi Papi. Ezio Mauro è stato inappuntabile: pur pensandola diversamente, bisogna riconoscere che il direttore di Repubblica ha argomentato in maniera molto convincente – è difficile dargli torto – perché quelle di Silvio Berlusconi e
Ieri Ballarò dedicata al caso Noemi Papi. Ezio Mauro è stato inappuntabile: pur pensandola diversamente, bisogna riconoscere che il direttore di Repubblica ha argomentato in maniera molto convincente – è difficile dargli torto – perché quelle di Silvio Berlusconi e Noemi Letizia sono vicende pubbliche. Ma ha incassato un colpo quando Maurizio Belpietro di Panorama ha fatto sapere che al casellario giudiziario a carico di Gino Flaminio risulta una condanna a due anni e sei mesi per rapina impropria, e ha chiesto se i cronisti di Largo Fochetti avessero verificato la circostanza. Il ragionamento, a parte il fatto che non si capisce come mai una prostituta debba anche essere per forza miope, non fa una grinza. Spettacolare comunque l’incazzatura di Belpietro quando Dario Franceschini gli ha ricordato che è un dipendente della Mondadori, controllata dalla Mediaset del presidente del Consiglio. “Io rispondo solo alla mia coscienza“, ha detto l’ex direttore del Giornale, responsabile di sgùb come Telekom Serbia, l’accusa sparata in prima pagina a Livia Turco di aver appoggiato un disegno di legge sull’eutanasia (in realtà si trattava del radicale Maurizio Turco), e il caso “Scaramella sta per morire avvelenato dal polonio” (affidato a un non ancora folgorato sulla via della mignottocrazia Paolo Guzzanti). Se davvero Belpietro risponde alla propria coscienza, probabilmente la notte si sveglierà urlando.
Poi, al culmine dell’arrabbiatura, il direttore di Panorama se n’è uscito dando a Ferruccio De Bortoli del Corriere del “venduto a Bazoli“, intendendo il presidente di Banca Intesa, azionista della Rizzoli. Una cretinata nel merito, visto che Intesa è azionista per il 5,05% in un patto di sindacato con altri soci; una stupidaggine storica, se non altro perché Intesa è la colonna portante della Compagnia Aerea Italiana, la cordata che ha salvato Alitalia su cortese sollecitazione del governo Berlusconi; un’idiozia totale, se si pensa che a via Solferino scrivono opinionisti come Ernesto Galli Della Loggia, Angelo Panebianco e Pierluigi Battista – per dire i primi tre che vengono in mente – di certo non ostili al centrodestra.
Il ministro Sandro Bondi ha detto che “Siamo noi ad offrire questo pessimo spettacolo di noi ai media stranieri, a causa dei media italiani“. Nelle orecchie riecheggiavano chiaramente le parole di un allora giovane sottosegretario molto vicino a De Gasperi, un certo Giulio Andreotti, che si diceva disgustato dal neorealismo italiano e da film come Ladri di Biciclette: “I panni sporchi si lavano in famiglia“, concludeva lupesco già all’epoca.
Poi il conduttore ha avuto la pessima idea di dare la parola a Pannella. Con stella gialla appuntata sulla giacca, Giacinto detto Marco è partito dal tema d’attualità, ha poi virato prendendosela con il regime partitocratico, ha quindi ricordato i bei tempi dell’illuminismo, fatto sapere che Berlusconi lo conosce bene e poi, all’ultima curva (dell’attenzione dello spettatore), proprio quando i più esigenti avevano l’occhietto cisposo e i più stronzetti stavano per chiamare la Croce Verde, ha concluso. E il pubblico ha applaudito. Forse perché nel finale ha buttato lì una frase ad effetto sulle carceri. Più probabilmente, perché – appunto – aveva finito. Ad un certo punto hanno cominciato a parlare di cose serie, però. E probabilmente l’audience è crollata del 40-50%.
Per fortuna la giornata era stata pienotta, sul caso. In mattinata la Cei aveva fatto sapere, a proposito della “questione morale” e delle ultime vicende del premier, dal processo Mills al caso di Noemi Letizia, che “preferisce non dare giudizi ma richiamare ognuno alle proprie responsabilità”. Un po’ timida, come presa di posizione; specialmente da chi negli ultimi tempi ci ha dato prove di maggior nettezza e decisione. Forse perché si teme che Berlusconi, per ripicca, cominci a rifornire di libertà di coscienza e d’azione anche gli altri cittadini, oltre che sé stesso. E la madre, Anna Palumbo, descrive Noemi come “toccata, scioccata e offesa da tutte le cose che sono state dette di lei sui giornali in questi giorni, con molte falsità“. …ecco perché tutti parlano di questa storia, nel bene e nel male. Perché è estremamente facile. E poi perché c’è topa, e la topa tira la tiratura, allitterano quelli che stanno nel settore e ne parlano il gergo. Ma questo s’era già capito.
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Nel frattempo al Corriere si rivelano per quel che sono. Dopo la splendida figura rimediata con Facebook, ora al Corriere è la volta di esecrare un video messo su Youtube nel quale dei ragazzini di scuola media imitano i cocainomani in classe, sniffando dello zucchero. “L’utente su Youtube è Manuelcalvizzanese97“, ci fa sapere l’Ombudsman di turno, facendoci così intuire perché si parlasse nel titolo di dodicenni. Di un perbenismo davvero perbene.
(Vignetta di Mauro Biani)













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