Si avvicinano gli esami di maturità e molti ggiovani non sanno cosa fare dopo il diploma. Il nostro consulente del lavoro lo spiega in poche e semplici ma esaustive lezioni. Perché vincere si può, sì, ma non si deve
(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)
Esaminiamo ora l’altra possibilità. Avete dormito fino a mezzogiorno e su questo non ci piove. Una giornata di puro nulla vi aspetta, avete deciso di non frequentare, che tanto si sa, non serve a niente. I professori si parlano addosso, e comunque per studiare il modulo da due crediti di Informatica per diversamente abili e letterati non è che serva chissà quale genio. Capirei se aveste fatto una facoltà seria ma non è questo il caso, ahimè, pazienza. Il tomo di Filosofia della storiografia filosofica vi guarda di sottecchi e voi lo fissate ricambiando lo sguardo. Provate ad avvicinarvi per vedere l’effetto che fa, ma improvvisamente, come fulminati sulla via di Damasco, vi ricordate che dovete as-so-lu-ta-men-te provare un nuovo gioco per la playstation, rifare le copertine di tutti i cd, scalare il k2 e vivere nelle principali città d’arte suonando il flauto di pan sotto la metropolitana.
MOSTRARSI INDAFFARATI - Fate tutte queste cose e vi accingete nuovamente ad avvicinarvi al tomo, che con un nome così torvo non potrebbe che essere una brutta cosa. E ancora una volta, mentre vi avvicinate, proprio a metà strada, venite rapiti dagli alieni, utilizzati per esperimenti di sovraumana crudeltà, e alla fine di molteplici peripezie salvate financo il mondo, ma il tomo è ancora lì, impassibile, che vi aspetta. Sapete che il problema sta tutto nell’iniziare, basta riuscire ad aprirlo, ma proprio non ci riuscite, prendete il braccio sinistro e lo utilizzate per muovere il destro, ma niente, vi viene un crampo, una paresi, un’epilessia del lobo temporale ed il tomo è ancora intonso così come mamma l’ha fatto. E mentre state pensate di fabbricarvi un arto meccanico semovente per riuscire ad aprire il libro senza avvicinarvi a più di cinque metri vi accorgete che alla fin fine, ridendo e scherzando, sono passati nove mesi. Dopotutto anche rimanere a casa a studiare ha i suoi vantaggi. Com’è come non è, prima o poi i vostri genitori vi chiederanno conto di che state facendo. Il trucco è mostrarsi sempre, e dico sempre, indaffarati. Non fatevi mai beccare con le mani in mano, siate improduttivi ma in modo affaccendato. È vero che questo potrebbe suonare in stridente contraddizione con i principi su esposti ma ricordatevi che se non vi pagano le tasse universitarie voi dovrete iniziare a comprare sordide e squallide riviste come Porta Portese, in cui la gente fa mercimonio dei propri arti per raccogliere pomodori o altre cose che non voglio nemmeno immaginare.
VAI CON IL BALLO! -È pertanto di vitale importanza che affinché l’iscrizione a Sodoma e Gomorra vi sia rinnovata che voi investiate parte delle vostre scarse energie nel mostrarvi solerti e zelanti agli occhi dei vostri mantenitori. Spiegate subito subito che il nuovo ordinamento universitario alcune attività che potrebbero altrimenti apparire bizzarre sono retribuite a suon di crediti. Ballare la rumba il mercoledì sera potrebbe sembrare a gente poco avvezza alle faccende universitarie come una grossolana perdita di tempo, un inutile vezzo di un ventenne sfaccendato. Spiegate con voce ferma che non ammetta repliche di sorta che l’insegnante di Lingua e letteratura cubana assegna ben quattro crediti per una pachanga ben eseguita e che non avete tempo da perdere, ché vi dovete laureare. Esprimete questo concetto con un sottile tono di disapprovazione mentre infilate in fretta e furia le scarpette da bowling nella sacca, ovviamente per il corso di Usi e costumi dell’America Contemporanea. Non dovete fare niente, ma lo dovete fare facendo un sacco di casino, in modo che in giro non si possa dire che non vi stiate dando da fare. A questo punto il lettore più scaltro si domanderà: sì bravo, tutto bello, ma prima o poi io mi devo laureare, altrimenti quelli mi mandano a scaricare le cassette della frutta ai mercati generali. Questo corso non funziona, rivoglio i miei soldi indietro. Caro lettore hai toccato un punto importante. Prima o poi, meglio poi, ci dobbiamo laureare, a
ltrimenti i mantenitori potrebbero tagliarci i fondi. Come e quando laurearci tuttavia è un problema che esula da questo capitolo per sconfinare nel prossimo. Non siate curiosi, è questione di un attimo.
COME E QUANDO LAUREARSI – Riassumiamo per i distratti. Per quanto vogliamo tirarla per le lunghe prima o poi ci tocca raccogliere i frutti della nostra semina. Su come e quando ora riferirò, perché nulla può essere lasciato al caso. Per vivere una vita d’ozio ci vuole meschina e accorta pianificazione, che al confronto Machiavelli non vedeva a un palmo dal suo naso. Il calcolo sul quando è presto fatto. Stimate fino a che età i vostri mantenitori sono disposti a tenervi in casa da non laureati senza mettervi fisicamente le mani addosso. Immaginiamo per amore di argomentazione che questa età sia 27 e che voi ora abbiate 19 anni. Sono otto anni, nell’arco dei quali dovrete distribuire n esami. Per essere prudenti, e non sprecare energie invano, se la vostra stima è 27 calcolate 28, che tanto per un anno in più non cambia niente. Calcoliamo ora il voto minimo che dovete prendere ad un esame per arrivare a fare n esami (qui vedo che qualcuno mi si sta perdendo, mi rendo conto, troppe incognite e troppe poche donne nude). Ebbene ricordatevi che ci sono due tipi di laurea, quella con lode e quella senza. Lasciate perdere il voto, il voto non conta niente, pensiamo alla laurea come un documento che attesta anche ai più scettici mantenitori che avete fatto il vostro porco dovere. Ebbene sulla pergamena (pergamena si fa per dire, che in realtà è un fogliaccio dai colori improbabili) può esserci o non esserci la dicitura «con lode». Ne consegue che, a conti fatti, esistono due tipologie di voto: la tipologia a) che va dal 66 al 110 e la tipologia b) ovvero 110 e lode.




Si fatica ad aspettare un nuovo capitolo della saga…
Ammetto che qualche volta provo invidia per chi riesce a beccarsi un immeritato 18… e va avanti!
! (è successo a me all’esame di diritto del lavoro…ma poi son riuscita a prendermi un 25)
a volte, anche una bella media può pregiudicare un esame!
e la colpa sta tutta nel libretto universitario: perchè mentre sostieni un esame, ci sono assistenti che si intromettono dei “fatti tuoi” leggendo i tuoi voti…e se l’esame non soddisfa…ti senti rispondere “hai una bella media, è sprecato rovinarla con un 20…alla prossima
Quando tutto questo bellissimo libro sarà finito (spero il più tardi possibile), sarà possibile metterlo insieme e farci un pdf? Capisco che questo implica lavoro, ma potrebbe essere in realtà uno di quei modi per mostrarsi indaffarati a fare niente
Se lo avessi letto anni fa la mia vita sarebbe diversa! (invece mi trovo in Olanda a fare un dottorato in fisica…Vertigoz, perchè non ti ho conosciuto primaaaaaaaa!!!)
ciao ciao
Konx.
avessi avuto sotto mano questi insegnamenti 15 anni fa ora la mia vita sarebbe probabilmente migliore