Economia

Tremonti: come ti sfascio i conti pubblici e la faccio franca

25 maggio 2009

I media e buona parte dell’establishment comunicano all’opinione pubblica uno stato dei conti pubblici severo ma tutto sommato “sostenibile”. E l’idea che Tremonti ha fatto il meglio che poteva, vista la situazione. Ma le cose non stanno proprio così

Lo ha affermato di recente anche [[Emma Marcegaglia]] nell’assemblea di [[Confindustria]]: secondo lei  il ministro è stato, tutto sommato, bravo nel governare la difficile situazione dei conti pubblici italiani in questi tempi di crisi e di espansioni consistenti del deficit pubblico in quasi tutti i paesi del mondo occidentale. Le possibilità sono 3: o [[Tremonti]] è un abilissimo prestigiatore di cui nessuno riesce a capire i trucchetti, o l’establishment che conta non sa fare i conti, oppure fa finta di non vedere, di non sentire e se c’era dormiva.

IL MISTERO DEL RAPPORTO DEFICIT/PIL – Se leggiamo in fila le cifre di bilancio presentate nei vari documenti ufficiali di finanza pubblica (il Dpef di luglio 2008, la Relazione Previsionale e Programmatica di ottobre 2008, il Programma di stabilità e di crescita presentato a Bruxelles nel marzo 2009 e infine la [[Ruef]] di aprile 2009) si scoprono le doti creative di Tremonti, che misurano l’affidabilità del governo, la sua credibilità come interlocutore e soprattutto come debitore. Nel Dpef di luglio 2008, quello della “manovra dei 9 minuti e mezzoTremonti prevedeva un rapporto Deficit/Pil per l’Italia, cioè uno dei principali parametri di Maastricht, pari al 2,5% del Pil, al di sotto della soglia fatidica del 3% per cui scatta la procedura Ue. Nonostante nei vari documenti il ministro continuasse (sempre in ritardo rispetto ai principali istituti di ricerca)  ad aggiornare al ribasso le previsioni di crescita del Pil, e nonostante in tutti i documenti esaminati si registri la previsione di un consistente incremento di spesa tra il 2008 e il 2009, questo rapporto è rimasto miracolosamente inchiodato attorno al 2,5% fino a marzo 2009. Come abbiamo spiegato qui, il miracolo è stato realizzato abbassando le previsioni di crescita del Pil reale ma sorprendentemente aumentando (abracadabra!) quelle del Pil nominale, (da 1.588 a 1.594 miliardi di euro). Contemporaneamente, Tremonti aumentava la previsione di crescita delle entrate tributarie in misura superiore all’aumento del Pil nominale, una cosa praticamente impossibile, a meno di non aumentare le tasse. Trattare i documenti di finanza pubblica in questo modo è diabolico, ma che nessuno se ne accorga o lo metta in evidenza è mefistofelico!

IL GIOCHETTO DELLE SPESE CORRENTI – Così scendeva il Pil, ma scendeva miracolosamente anche il rapporto deficit/Pil, tra gli applausi di Marcegaglia, sindacati, unione europea e soci. Poi, a marzo 2009 anche [[Tremonti]] ha dovuto prendere atto che il giochino non poteva continuare. E ha presentato un quadro un tantino più credibile nel Programma di stabilità e di crescita, soprattutto sul versante delle entrate, abbassando Pil nominale e entrate fiscali. Ma non si è dimenticato di essere un mago: per contenere il disastro, ha deciso a quel punto di ridurre miracolosamente le spese della PA, da 784,1 a 779,1 miliardi di euro (le sole spese correnti passano da 721,2 a 718,5 miliardi di euro). Una riduzione di 5 miliardi di euro (una mini manovra finanziaria), avvenuta in silenzio ed in assenza di qualsiasi provvedimento ufficiale (legge, decreto legge, direttiva ministeriale). Ma questo non è un ministro, è mago Merlino! La Ruef di aprile conferma queste cifre miracolose. Nessuno ha chiesto a Tremonti: cosa ha fatto per ridurre di 5 miliardi la spesa pubblica? Un altro decreto abracadabra? Anche perché, come abbiamo detto quile spese correnti nei primi due mesi del 2009 sono aumentate di 3,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo 2008. A calare sono state le spese per investimenti pubblici, dai 10 miliardi del primo bimestre 2008 ai 1,2 miliardi del primo bimestre 2009: quasi 9 miliardi di euro di investimenti in meno. Certificato da Banca d’Italia nel suo bollettino economico. Magico Tremonti: con una crisi nerissima, diminuisce le spese per investimento senza ridurre (anzi, aumentando) la spesa corrente. E il bello è che era tutto già scritto nel Dpef di giugno 2008: bastava leggere!

11 commenti a Tremonti: come ti sfascio i conti pubblici e la faccio franca

  1. “il disastro dei conti pubblici italiani sarà evidente a tutti”

    e sarà colpa di Padoa-Schioppa.

  2. aramis

    Sarà anche colpa di Padoa Schioppa ma soprattutto di quelli che lo hanno preceduto negli ultimi 50 anni. e Comunque gli ultimi governi sono quelli che hanno un po’ ridimensionato la spesa pubblica per cui: assolti….. ma soprattutto, volevo far sapere a tutti che lo prendo in culo dai buoi muschiati tibetani mentre olio loro le palle

  3. davvero? e ti piace prenderlo? ^^

  4. BUNDspread

    Eppure i differenziali di rendimento dei titoli irlandesi rispetto al Bund tedesco sono più alti rispetto a quelli italiani.
    L’articolo avrebbe dovuto considerare anche questo aspetto, ovvero cosa ne pensa il mercato sulla qualità dei debitori sovrani dei diversi stati in EU!

  5. abr

    Anche a mio avviso l’amico Copy. dovrebbe considerare i fatti da una prospettiva meno “laterale”.
    Aldila’ degli aspetti internazionali di qualita’ del debito pubblico misurabili con gli spread, basterebbe dire: bravi o meno, il Pil e’ in calo e di conseguenza le entrate fiscali (favolette sul recupero dell’evasione a parte – a proposito di favole, notificati 400 milioni(!!) di elusione a Dolce&Gabbana).

    Ergo in tempi grami, star FEEERMI piu’ che si puote con le spese. A costo che banchieri, ex miliardari e purtroppo anche i poveracci starnazzino.
    In un Paese col 75% e passa di costi pubblici in conto stipendi quindi incomprimibili, significa spostare in avanti riforme e investimenti, perche’ in questo siamo d’accordo, stiamo ballando sull’orlo del baratro. Punto e fine della discussione.

    Invece no, da una parte si accusa il Trem. dell’ovvio (il piatto piange, ci vorrebbe Mandrake) e contemporaneamente di non allargare i cordoni della borsa.
    Cosmeticizza i dati? Puol anche darsi, ma lo fa la Cina da decenni, si fa in ogni azienda, ed e’ per il bene tuo e di tutti, caro Copy :)
    ciao, Abr

    Ps.: prima che Greg. attacchi la solfa solita (concependo il mondo per tifoserie, si vede che mi considera un tifoso), ripeto il disclaimer: per me Trem., un socialista classico, e’ semplicemente il meno peggio date le circostanze, la differenza tra disastroso e catastrofico; ne apprezzo, date le circostanze, la capacita’ di mandare a mani vuote i molti questuanti e fin che ci riesce persino il MegaBoss in persona.

  6. “Ergo in tempi grami, star FEEERMI piu’ che si puote con le spese. A costo che banchieri, ex miliardaristarnazzino”

    citofonare tremonti bond ;-)

    “si accusa il Trem. dell’ovvio (il piatto piange, ci vorrebbe Mandrake) e contemporaneamente di non allargare i cordoni della borsa.”

    veramente la spesa pubblica è in aumento. Ma non quella per investimenti, che invece è stata tagliata ;-)

    “ne apprezzo, date le circostanze, la capacita’ di mandare a mani vuote i molti questuanti”

    anche quelli del fed.fisc.?

  7. @gregorj1.
    Poco ma sicuro. Anzi, sarà colpa di Berlinguer. O di Togliatti. O di Gramsci.

    @aramis:
    “gli ultimi governi hanno ridimensionato la spesa pubblica”
    Non tutti: quelli di Ciampi, Amato, Prodi sì. Quelli di Berlusconi, no. E non lo dico io, ma le cifre dei documenti ufficiali.

    @Bundspread:
    L’articolo è già lungo, e farlo ancora più lungo mi è sembrato francamente eccessivo. Riguardo ai titoli irlandesi, stiamo parlando di un paese già oltre l’orlo del collasso. Il fatto che seguitiamo a scavarci la fossa non significa che siamo morti, ma solo che rischiamo di esserlo a breve. Grazie comunque per l’ottima osservazione. :-)

    @abr:
    senza un tuo commento sinceramente mi dispiaccio.
    Il “cuore” dell’articolo è un altro: Tremonti non ha potuto o voluto mettere sotto controllo la spesa pubblica corrente e ha scelto DELIBERATAMENTE di tagliare le spese per investimento (da un lato) lasciando anche che le entrate fiscali diminuissero, senza perlatro darne conto nei documenti contabili.
    A me sembra un comportamento irresponsabile (ed è quello che fece nel decennio 1980-1990 il “Caf”, con conseguenze che tutt’ora paghiamo) e che all’epoca fu criticato da Comunisti incalliti quali Guido carli, rainer masera, Giovanni Goria, Carlo Azelio Ciampi e tanti altri…”laterali”. :-)

    Naturalmente, le strategie di breve respiro sono le preferite di molti, e sono quelle più paganti elettoralmente, perchè le generazioni future non votano. ma a me, da inguaribile “laterale”, stanno molto a cuore.

    Lasciamo poi perdere il fatto che questa crisi, così facendo, ci troverà ancora più in braghe di tela quando sarà finita. Quella è una mia opinione. E io tendo sempre a distinguere i fatti dalle opinioni.
    Un abbraccio e un grazie

    C.

  8. giul

    la domanda è: se tutto questo è vero perché l’opposizione parla del niente? Questo non riesco davvero a capirlo. Voi sapete rispondermi?
    non dite: la gente non capirebbe, non paga politicamente attaccare su queste cose, etc etc. NO. davvero Perché?

  9. @giul:
    Me lo domando tutti i giorni. E non ho risposte.
    Ciao.

    C.

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  11. Pingback: Tremonti li sbaglia ancora - I Forum di Investireoggi

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