Rugby, weekend di passione

FINALISSIMA BOREALE - La finalissima di Heineken Cup sabato al Murrayfield di Edimburgo sara’ tra due squadre “scioglilingua” per la gioia dei telecronisti: l’inglese Leicester (si pronuncia “Lester“) e l’irlandese Leinster (si pronuncia “Lenster“). Dopo la fase a gironi i Tigers neo campioni d’Inghilerra hanno sconfitto nei quarti per 20-15 Bath, squadra poi battuta ancora nelle semifinali del campionato nazionale; sono poi usciti vincitori dall’incredibile semifinale coi Cardiff Blues al Millennium Stadium, un 26 pari dopo il quale per la prima volta nella storia delle Coppe un team ha vinto “ai rigori” (una serie di calci piazzati). La squadra di Dublino a sua volta e’ giunta in finale eliminando ai quarti gli Harlequins a Londra per 6-5 in uno scontro di trincea da prima guerra mondiale; in semifinale ha invece confezionato  la “partita perfetta” contro i grandi favoriti, i cugini di Munster, schiacciandoli senza remissione per 25-6.Sono in finale due squadre molto esperte, dalle caratteristiche diverse: solidamente fondati sul pacchetto degli avanti, tosti, non a caso sponsorizzati “Caterpillar”, orientati a sbagliare meno degli avversari e anzi a farli cadere in errore gli inglesi; molto protesi al gioco d’attacco che parte da “trequarti” gli irlandesi. Paradossalmente ma non troppo, Leicester risulta la seconda squadra del torneo dopo Munster nel gioco d’attacco, con 191 punti segnati e prima per mete fatte, mentre Leinster e’ primo team difensivo con soli 70 punti subiti. Nel gioco delle assenze gli irlandesi paiono messi peggio: devono rinunciare al loro aggressivo apertura argentino Felipe Contepomi, anche se gli inglesi faranno a meno tra gli altri dell’apertura Toby Flood e del pilone italo argentino Martin Castrogiovanni.

CI SARANNO TUTTI – Non mancheranno comunque i campioni: lato Tigers il numero uno e’ sicuramente Geordan Murphy, ironia della sorte un irlandese, vincitore di entrambe i Trofei Heineken in tasca a Leicester e nominato capitano (” l’unico mio contributo con la fascia al braccio e’ che la mia squadra perde regolarmente il lancio della monetina”);  al suo fianco l’ex All Black Scott Hamilton, il francesino rivelazione Julien Dupuy e il giovane numero otto Jordan Crane. Sull’altro versante la bandiera e’ nelle mani di BOD, al secolo Brian O’Driscoll metaman del torneo (5 mete, parimerito con i gallesi Bowe e Halfpenny ma insidiato da Hamilton e l’altro Murphy di Leicester, Johne, che ne hanno 4), affiancato da mezza nazionale irlandese – Gordon D’Arcy, Luke Fitzgerald, Jamie Heaslip, Shane Horgan, Rob Kearney – piu’ qualche rinforzo del calibro di Rocky Elsom l’inarrestabile flanker australiano e il maori Isa Nacewa. Leinster contera’ anche sul “sedicesimo in campo”: ha lanciato la “Blue Province Campaign” che ha raccolto l’adesione di 50 club di base, con package scontati per  il Murrayfield dove si prevede il tutto esaurito. Quanto a chi rimane a casa, si raccomanda di vestirsi in azzurro e di raccogliersi al club o alla scuola primaria o secondaria piu’ vicine; bandiere e poster impaveseranno anche i pub del circondario di Dublino e molte case private, con tanto di foto da inviare per essere pubblicate sul sito www.leinsterrugby.ie.  Chi vince? I precedenti NON parlano chiaro: su nove incontri di coppa tra le due, cinque vittorie inglesi e quattro irlandesi; le Tigri stanno correndo come pazze da un paio di mesi senza fermarsi e paiono molto determinate a sfatare il mito che la Premiership inglese logori chi cerca di dominarla, mentre Leinster corre il rischio di essere appagata dalla clamorosa vittoria sui loro arci-rivali in semifinale; possono pero’ contare sul mitico BOD, quest’anno rivelatosi nella sua piena maturita’ e controllo. Vedarem.

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