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pubblicato il 22 maggio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home
I motori di ricerca hanno ottima memoria. E dimostrano di saper conservare benissimo le opinioni degli utenti, buone o cattive che siano. Berlusconi ne sa qualcosa. E dovrà sorbirsi, chissà per quanto, qualche appellativo pesante che gli è stato rivolto durante la vicenda di Noemi 
Lo scalpore generato dalla pubblicazione del book della giovane e bella Noemi Letizia e dalla sua particolare amicizia con Berlusconi appare adesso, a distanza di qualche settimana, scontato sì, ma anche retorico, agli occhi dei media e della gente. 

TANTO CLAMORE - Uno scalpore scontato perché, come naturale che sia, le situazioni private di un premier, generano sempre quantomeno curiosità tra la gente, tanto da far avvicinare al gossip anche chi non l’ha mai digerito, retorico perché, in fondo, prove certe e incontestabili di una “relazione” sentimentale tra la ragazza e il Presidente del Consiglio non sono mai emerse. Coloro che 100466772 Verba volant, Google manent: Berlusconi pedofilo hanno alimentato questa retorica, i molti che speravano che uscisse a galla qualcosa di compromettente e i molti che hanno insinuato che una “relazione“, e per relazione in questo caso non intendiamo solo una semplice manifestazione d’affetto e di stima, ci sia stata davvero, hanno fatto cilecca. La vicenda, di conseguenza, è stata percepita dalla gente come uno dei tentativi andati a vuoto di infangare strumentalmente l’immagine del Presidente del Consiglio. E, forse, se si fosse parlato molto meno di questa storia, e solo per qualche giorno, molti italiani davvero sarebbero rimasti con qualche dubbio e il sospetto di un Berlusconi amante di amanti” molto giovani sarebbe rimasto vivo e vegeto fino ad oggi. La riprova che si è ingigantito troppo il caso e che alla fine il tutto è stato concepito come una barzelletta è che gli italiani anche nelle vesti di elettori, in merito a questa vicenda non hanno scelto di penalizzare il capo di governo: stando ai sondaggi il Cavaliere e il suo Popolo della Libertà, né in termini di consenso elettorale, né in termini di fiducia, hanno subito contraccolpi. 

SCRIPTA MANENT - La vicenda, dunque, sarebbe destinata ad essere cancellata dalla memoria collettiva. Sarebbe. Se non fosse che i motori di ricerca ricordano tutto, anche a distanza di anni, facendo in modo che le reazioni e i dubbi iniziali palesati dagli utenti in occasione di qualsiasi accadimento passato siano ancora ben visibili sul web. E Berlusconi non dovrebbe essere felice di tutto ciò considerando che, a differenza di tutti gli altri leader politici, ma di tutti i personaggi famosi direi, accostando il suo nome al sostantivo “pedofilo” i risultati della ricerca ci sono e sono perfino numerosi: la locuzione ‘Berlusconi pedofilo‘ ricercata senza virgolette su Google riporta 536mila risultati: blogs, google groups, forum e newsgroup sono i primi risultati che vengono fuori dalle pagine di ricerca. Soltanto 492 sono i risultati per la locuzione messa tra virgolette, ma sono in crescita visto che qualche giorno fa erano meno della metà.  
 

IL PROFONDO DELLA SUPERFICIE – Dal punto di vista qualitativo, si tratta di post di blog, messaggi di forum e commenti vari degli internauti 2.0 sparsi per decine e decine di pagine di Google. “Ma allora Berlusconi è un pedofilo?” si chiedeva due settimane fa theladytruhfun su Yahoo Answers. Ecco cosa scriveva: “Premetto che non sono nè di destra, nè di sinistra. Pongo questa domanda in quanto cittadina e madre di due ragazze, di 13 e 16 anni. Visto che hanno detto che Berlusconi frequentava la ragazza già da un paio di anni, e che lei lo consolava nei momenti difficili (si può immaginare in che modo). Visto che hanno detto che la legge di Berlusconi ha vietato le intercettazioni anche per i reati di pedofilia (per i quali l’intercettazioni sono uno strumento essenziale), visto che i pedofili si mettono in contatto via sms e telefonando ai bambini e facendogli le ricariche gratis, mi chiedo: allora è un pedofilo e sta cercando ancora una volta di proteggere la sua casta a scapito -questa volta – dei bambini, creature innocenti che hanno bisogno di tutte le protezioni che gli possiamo dare“. In alcuni casi sono i pareri personali di un blogger che vengono ripresi da altri e fatti rimbalzare di sito in sito, come quanto riferito daLefteca, dove si legge: “Tra le varie metamorfosi ed interpretazioni di Berlusconi, che negli anni è passato dal presidente operaio al presidente fornaio, capotreno, unto dal Signore etc etc, ci mancava giusto il Presidente pedofilo“. Poi ci sono anche i messaggi come questo quelli che si vedono in più forum a dare una mano0KJ4P73A Verba volant, Google manent: Berlusconi pedofilo alla divulgazione del sostantivo poco gratificante. 

IL DISAGIO MENTALE – E poi c’è anche chi non sembra avere tutte le rotelle a posto: date un’occhiata a questo gruppo di discussione su it.economia.borsa dal significativo titolo “Domanda: Berlusconi Pedofilo ??????????? Ha la tessera 18909 sezione Brianza ,come nella P2″. Ecco il primo messaggio: “Per andare a 1 compleanno di 1 che ha appena compuito 18 anni ,ormai le ragazzine italiane a 15 anni l,hanno preso anche nel naso NON è che il PEDOFILO abusava di questa????? Forza ormai le 16\17 sono + zxxxole delle nostri madri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Troppo comodo dare la colpa alla sinistra,anke dagli ultimi report sul livello di pedofilia abbiamo superato i Tedeschi ,nei biglietti aeri ,c,è scritto ,se cometti qualcosa di brutto ,poi la galera che hai fatto nel paese la fai in Italia “. Risponde subito con fare complottista un altro: “proprio oggi ho sentito la pubblicità di una compagnia low cost e le destinazioni che dava erano Cuba e Thailandia. Un caso?“. E l’ultimo conclude: “E’ un pedofilo e basta! vabbè anche nano!”. Andiamo bene. Per la cronaca il primo “Berlusconi pedofilo” risale alle polemiche sul decreto intercettazioni, precisamente ai tempi in cui il capo della polizia postale italiana si diceva preoccupato per il rischio di sottrazione agli investigatori delle intercettazioni, importante strumento nella lotta contro i reati legati alla pedopornografia: “Se ci tolgono le intercettazioni, si chiude bottega. Per noi sono uno strumento di lavoro indispensabile“, diceva Domenico Vulpiani in un articolo di Repubblica  incollato nell’ennesimo ulteriore forum  in cui il sostantivo in questione rivolto al premier spicca ancora in bella mostra. L’opinione diventa notizia. E resta lì. Nello stesso tempo è il prezzo da pagare ma anche il bello della democrazia dell’informazione nella rete.

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