Augusto “Pinocchiet” Minzolini, dallo spettacolo all’avanspettacolo

20 maggio 2009

Che Augusto PinocchietMinzolini sia ormai quasi ufficialmente il direttore del Tg1 con stipendio a carico nostro rappresenta non soltanto la giusta punizione per chi continua a pagare il canone. E’ anche il giusto coronamento di una carriera giornalistica che, nonostante i numerosi tentativi d’imitazione (Francesco Verderami sul Corrierone ne è il degno erede) rimane unica. Minzolini infatti è intanto l’unico esempio di giornalista che ha avuto l’onore di vedere coniato sul suo cognome un sostantivo (il “minzolinismo“) dal significato assai chiaro: “Forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte“. Parola dell’Annale del lessico contemporaneo italiano nell’edizione del 1996. Tredici anni fa, e sembra ieri. 

Bei tempi, quelli, per il mitico Minzo: stava per rimediare una rubrica su Panorama ed era sempre pronto a pubblicare retroscena e interviste che immancabilmente venivano pubblicamente smentiti dagli interessati, a volte persino con strascichi giudiziari. Le informazioni il mitico Minzolini le rimediava in tutti i modi possibili, e il fatto che si vantasse privatamente di aver sentito una certa chiacchiera – sulla quale aveva costruito la solita articolessa – nel bagno della Camera, mentre stava espletando le sue funzioni fisiologiche, dà l’esatta dimensione del personaggio. Che, per fare un paragone con i classici latini, somiglia più a Cornelio Nepote Svetonio che a Sallustio: mentre il secondo raccontava la storia, il primo ritraeva i propri personaggi guardandoli dal buco della serratura. Un po’ come Lino Banfi che spia Edwige Fenech in quei film da segaioli degli anni ’70. 

Poi, la svolta: negli ultimi anni Minzolini è diventato il cantore ufficiale del berlusconismo in forma di retroscena retroscenoso retroscenante. E ormai mitica rimane nel ricordi di tutti questa meravigliosa “intervista(lo metto tra virgolette per rispetto della parola) uscita in piena campagna elettorale, sulla questione Alitalia: “Inutile che gli altri ci scherzino su - esordisce il Cavaliere – la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento. Da Ligresti, a Benetton. Poi naturalmente c’è Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l’Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente all’operazione“. L’inchiostro sulle pagine della Stampa è ancora fresco quando Mediobanca ed Eni vergano alle agenzie di stampa una smentita dai toni talmente vibranti da far arrossire di vergogna qualsiasi professionista dell’informazione. A Minzolini invece gl’arimbarza, come dicono a Roma: “Ne ho presi due su quattro, sono ampiamente sopra la mia media!“, avrà anzi detto al direttore per giustificarsi . E il giorno dopo lui è pronto a lanciarsi in nuove avventure, cantando a squarciagola Io diventerò qualcuno“. A noi non resta che tenere in caldo la pentola e preparare i popcorn: l’informazione è anche  spettacolo, e che il Tg1 si dedichi all’avanspettacolo prima o poi dovevamo aspettarcelo. La cosa triste è che purtroppo il biglietto dobbiamo pagarlo lo stesso, anche se non ci va di godercelo. 

***

25 commenti a Augusto “Pinocchiet” Minzolini, dallo spettacolo all’avanspettacolo

  1. Mi piacerebbe sentire i commenti dei difensori della natura statale della RAI, adesso. A lorsignori capita come a certi cattolici o comunisti: costruita l’Inquisizione e le purghe, si ritrovano purgati a loro volta.
    Chi è causa del suo mal pianga se stesso – e non berci di “svendita ai privati” la prossima volta che si cerca una soluzione al bubbone RAI.

  2. chi è causa del suo mal pianga sé sPesso, semmai.

  3. Pingback: The Mote in God's Eye

  4. 1. Gran bella vignetta
    2. Manca poco e posso andare in un qualche paese scandinavo ed avere buone possibilità di avere uno status di rifugiato politico. Confidiamo che il governo arrivi a fine legislatura, e poi organizziamo un bel bus per Oslo… chi viene?

  5. maria teresa

    beh, dai, due su quattro è una buona media! ;)

  6. Grande pezzo su Minzolini, Ale. Tanto di cappello!

  7. grazie. Fanno dieci euro pagamento postepay.

  8. cordapazza

    Mi prenoto io: qualunque capitale europea va bene!
    E, più che mangiare popcorn, verrrebbe da lanciare uova sullo schermo, come mi capitò d’istinto anni fa!
    Divertente, anzi vertiginoso, il paragone con Nepote fino a scivolare su Lino Banfi (ce ne sono stati molto peggiori di Nepote: un angioletto rispetto a Velleio Patercolo, a Valerio Massimo e tanti altr “storici”)
    :-)

  9. (il “minzolinismo“) dal significato assai chiaro: “Forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte“.

    Non ero a conoscenza dell’esistenza di questo neologismo! ho imparato qualcosa di nuovo: articolo istruttivo! :)

  10. Comunque Studio Aperto non è che abbia sbagliato. “Berlusconi è stato assolto” dalla sua gente, da chi l’ha votato, dopotutto ha il 75% dei favori del pubblico. Insomma questa “giustizia” cerca soltanto di appannare il giudizio del popolo, ben più importante.

  11. Voglia scusare, signor Gregorj, il mio appunto erudito, ma lo storico latino che per antonomasia guardava i propri personaggi per il buco della serratura era Svetonio, non Cornelio Nepote, anche se l\’opera di quest\’ultimo passa per mediocre, anedottica, moralistica.
    Questa precisazione, s\’intende, la faccio solo per la maggior gloria di Giornalettismo.com.

  12. ahahahhaahah

    grazie, zamax, correggo senza nemmeno ricontrollare: sono sicuro che sul tema sei più ferrato tu (io però ti batto sui film della Fenech)

  13. aramis

    Se “minzolinismo” è un neologismo ad hoc sul personaggio, direi che è stato fortunato ad avere un neologismo che lo rappresenta, considerato quanti altri non sono da 2 su 4 ma da 0 su 4. Per quanto riguarda Berlusconi a dire la verità ormai non so più se credere ai giudici. Non è possibile che alla vigilia di tutte le elezioni, ci sia qualche giudice che ha qualche cosa da addebitare a Berlusconi. Prescindendo dal fatto che ho la convinzione che tutti quelli che hanno raggiunto il potere o la ricchezza hanno qualche scheletro nell’armadio, la faccenda comincia ad essere particolarmente strana. E, se ieri sera, un mio amico comunista dal 1972, ha avuto lo stesso sospetto, vuol proprio dire che la magistratura ha tirato troppo la corda su un ritornello trito e ritrito. Additare Berlusconi come vittima mi fa quasi ridere, ma tutto considerato ormai sono quasi sicuro che non è lui il carnefice.

  14. quanto devo dare per la citazione ed per il link gratis?

    :-)

  15. darmix

    penso che Galluzzo (anche se non l’ho ascoltato) si possa essere riferito all’altra sentenza. Per i fatti relativi alla presunta corruzione, Berlusconi stesso fu prima condannato e poi assolto, in via definitiva.

  16. 31 visitatori ha fruttato il link

  17. scusa Gregorj tifi Milan per caso?

  18. @ darmix: non ci avevo pensato; certo che è stato piuttosto cervellotico

    @ sbronzo: io sono di Roma.

  19. ADORNO ADORNATO DI GELSO

    oggi quando si parla di giornalismo e giornalisti…..a parlar male si pecca sicuramente, ma non si sbaglia mai…..

    io pure fui il Capezzone degl ani 90

    in nome delle mie idee capii che non sempre è tradimento la fuoriuscita da un partito e l’ abbraccio del partito opposto

    le appartenenze sono in funzione delle politiche dei partiti

    e tutto si fa per far carriere

    con Osservanza

    Ps non l’ uomo est debole nix il giornalista, ma la società troppo ingolosente

  20. Panegiristi ed encomiasti proliferano fino a diventare maree o maremoti quando la gestione del potere tende a farsi imperiale,come è stato bene ricordato in mattinata;a quelli citati potrebbero sommarsi non impropriamente anche i nomi di Curzio Rufo,Stazio e,perché no,anche quello del giovane Plinio.Tutti personaggi che più o meno nobilmente hanno dato il via a quel plurisecolare sport nazionale italiano che si riassume emblematicamente nel ben praticato slogan:Franza o Spagna phorche se magna.

  21. Mah!…Meglio un Minzolini che un sordido Curzio Maltese.
    E lode al Lodo Alfano perché siamo stanchi di Repubblica delle Gandus e dei Travagli.

  22. giuspe

    @ Lontana

    …ci accordiamo su un eroico Corto Maltese?

    e siamo anche STUFI di tutta questa gente che non sanno niente di quello che vogliono il popolo!!!11!1!

  23. gloria

    Minzolin non si è smentito

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