Cultura

Come diventare un trentenne disoccupato – 2

20 maggio 2009

Si avvicinano gli esami di maturità e molti ggiovani non sanno cosa fare dopo il diploma. Il nostro consulente del lavoro lo spiega in poche e semplici ma esaustive lezioni. Perché vincere si può, sì, ma non si deve.

(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)

Ora che avete acquisito  la guida per lo studente dovrete scegliere la facoltà. Evitiamo la sacra tetrade: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina. Contrariamente a quel che si dice conosco persone con queste lauree che hanno trovato lavoro. Partire con il piede sbagliato già in questa fase non promette nulla di buono per l’avvenire. È possibile che i vostri vi orientino verso la scelta di una di queste facoltà nel caso abbiano assorbito idee perigliose dai giornali o dalla televisione. È vostro preciso compito morale e pedagogico correggerle ora, prima che questi piccoli tarli provochino grandi crepe.
Preparatevi quindi una scusa bella e pronta per ciascuna facoltà.
«Filippo potresti fare ingegneria»
«Mamma, non capisco nulla di matematica, e poi la matematica rende aridi. Mi vuoi arido?»
«Ma così costruiresti i ponti!»
«Ma non li segui mai i telegiornali, hai visto quanti ponti crollano? Vuoi che ci vado di mezzo io, sei incosciente?»
«Beh, potresti fare medicina, tuo zio è medico, ti darebbe una mano … »
«Mamma mi dispiace ma i fegati cirrotici mi hanno sempre fatto schifo, non è colpa mia, chiamala se vuoi idiosincrasia»
«E che vuol dire?»
«Non lo so, mamma, per questo ho ancora molto da studiare. Hai un centone?»

 - L’ IPNOSI - Quella che avete appena visto all’opera è una tecnica ipnotica che sarà il caso di illustrare perché ci sarà molto utile per gli anni a venire. Quando il genitore disgraziato vi mette alle strette con argomentazioni cogenti del tipo «Potresti fare medicina, tuo zio è medico, troveresti lavoro» non fatevi prendere dal panico ma dite parole incomprensibili con un moto di stizza, quasi a sottolineare come la sua argomentazione manchi del necessario approfondimento critico e concettuale e sia perciò in ultima analisi superficiale e ancorché fallace.
Vediamo ora con un esempio pratico il concetto illustrato:
«Eugenio, perché non provi a mandare il curriculum a questa azienda? Cercano proprio laureati in Lingua e Letteratura del Perù Precolombiano! » (quando si dice la sfiga)
«Ma che non lo sai ma’, quelli so posti per raccomandati, ‘un ce se po’ fa affidamento, lassa perde» (il tutto va accompagnato con un gesto distratto con la mano a voler dire grossomodo: «Vai pure, suonerò il campanello io quando avrò bisogno di te»)
«Ma Eugenio, tentar non nuoce!»
«Mamma, l’ermeneutica trascendentale vieta di perpetuare qualsiasi epicheia dall’imperativo categorico, cazzo»
«Va bene vado, suona il campanello se hai bisogno»
Eliminate le facoltà pericolose, eliminati i suggerimenti dei genitori, si tratta ora di operare una scelta tra le facoltà rimanenti. Ovviamente Lettere e le sue propaggini saranno in cima alla nostra pole-position, ma la nostra simpatia andrà anche a discipline di incerto utilizzo come la Sociologia. Avete mai sentito di un qualche vostro amico che ora nella vita fa il sociologo? Ecco, appunto, ma non prendete mai niente alla leggera, documentatevi, comprate sin da ora i fondamentali libri della collana «Cosa fare con la laurea in …» (una risposta all’acquirente viene in mente, ma a quanto pare non è quello che propone l’autore).

 - LA FACOLTA’ GIUSTA - Immaginiamo che abbiate comprato il fondamentale manuale Cosa fare con la laurea in Petrologia e che i suggerimenti di questo libro ricadano nell’ambito della sfera dei concorsi pubblici. Ebbene, quella è la facoltà che fa per voi! Avete mai conosciuto qualcuno che ha vinto un concorso pubblico? Siamo seri, sono esseri mitologici a metà strada tra il Minotauro e la maga Circe, siete in una botte di ferro, la vostra verginità lavorativa rimarrà intatta. È vero che il nuovo ordinamento universitario ha introdotto gli stage formativi ma che stage vi potranno mai fare se vi specializzate in Numismatica Tardoantica? Per rimanere disoccupati è necessaria quindi una minuziosa conoscenza del mercato del lavoro, comprate giornalmente i quotidiani con le inserzioni e controllate pedantemente che la facoltà che avete scelto non sia tra le lauree richieste. Ora potete pure iscrivervi ad Oceanografia dei Mari del Sud a cuor sereno, sapendo che avete fatto tutto il possibile e dormirete il sonno dei giusti. Nessun superiore vi tratterà come un vaso da notte, nessun collega vi farà il famigerato mobbing, la vostra qualità di vita rimarrà quella di un seienne dell’alta aristocrazia. Dedicatevi pure allo studio della Micologia Comparata ma non vi rilassate più di tanto: altre sfide per diventare trentenni cazzoni e disoccupati vi attendono infatti al varco. Di queste sfide, se ne avrete voglia, parleremo nel capitolo che segue.

- NEMICI DEL LAVORO - La virtù è un’abitudine diceva Aristotele, e ad essere virtuosi non si impara certo da un giorno all’altro. Se questo vale per la virtù varrà tanto più per la cazzonaggine, che Aristotele (controllate pure se non ci credete) considerava niente meno che il sommum bonum.

8 commenti a Come diventare un trentenne disoccupato – 2

  1. pescatore di cozze

    le cozzeche stanno azziccate ‘e scoglie

    ‘e vongole stann’ ‘ind’ ‘a sabbia e dormono

  2. cordapazza

    “vi ritroverete nel paradiso della nullafacenza, nel wahalalla del fancazzismo, nell’eden dell’ergofobia”
    che climax, che gusto e piacere di leggerti! e te lo dice una exfancazzista laureata in lettere summo cum gaudio:-))

  3. “Camminate a passo lesto e senza guardarvi intorno, per non incorrere in tentazione, tra le studiose e grigie facoltà di economia e ingegneria e dirigetevi senza esitazione verso l’amato pratino,”

    Son tutte belle le Università viste dall’esterno!…ma l’apparenza inganna! :)
    però, alla fine di quel corridoio grigio ci son anche servizi di ristorazione e relax tutti colorati: giallo, blu, rosso, verde…a Salerno è così…tanto da sembrare un’arcobaleno della felicità! apparenze…apparenze… :)

  4. Esame di maturità: un piccolo brufoloso Just terminava tra le manifestazioni di gioia sue e della commissione una prova orale devastante (sia perché spaccava culi a chiunque gli facesse delle domande, sia perché erano le 14:30 del 14 luglio -_-”’ ).
    Prof. di italiano-latino: “Francesco, e ora che farai? Ti consiglio di iscriverti a lettere, sei indubbiamente portato!”

    Sì, sono effettivamente portato al cazzeggio spinto. Quanto me ne sono perso, mi vien da piangere… ;___;

  5. maria teresa

    \”dirigetevi senza esitazione verso l’amato pratino, che da che mondo è mondo, circonda qualsiasi facoltà di Lettere che si rispetti\”

    io ricordo con piacere e nostalgia quello della facoltà di chimica :)

  6. cordapazza

    sissì, just, era un dolce vivere, in via Crisanzio, all’Ateneo di Bari!:-)

  7. Viva il parchetto di Scienze Politiche! …anche se alla fine quel pezzo di carta mi ha messo strane idee in testa e ho fallito miseramente nel perseguire il fancazzeggio assoluto…

  8. che bello il pratino di Villa Mirafiori! Quanti ricordi fancazzisti. E manco prendevo il tram. Come dire: dal letto al prato.
    ^_^

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