Cultura

Scandalo mitologico in TV

20 maggio 2009

Nella mitologia greca Cupido viene descritto come un “fanciullo alato, furbo ma maldestro che con i suoi strali fa innamorare  gli esseri mortali e immortali”.  Forse  Venere e Giove dall’alto dell’Olimpo non avrebbero gradito l’imtervento del loro figlio in questa trasmissione.

FANTASIA O AMORE? - Che coss’è l’amor, si chiedeva un tempo Vinicio Capossela. Una via di mezzo fra il Brutto Anatroccolo e Scherzi a parte, si sono risposti a Italia 1, sfornando tosto, per il pubblico ggiovane e che già sente il frizzantino della primavera, Cupido. Il programma è così brutto che è difficile trovare qualcosa di specifico da criticare; ma laddove televisivamente Cupido si rivela per ciò che è, e cioè un aggregato di frattaglie, analizzarlo invece dal punto di vista sociologico è interessantissimo, non tanto perché permette di capire l’anima di un paese (i concorrenti sono finti come una moneta da tre euri), ma aiuta invece a farsi una precisa idea della forma mentis degli autori televisivi che partoriscono queste genialate. “Siete da tempo innamorati di qualcuno, ma non osate dirglielo?” domandavano infatti gli autori del programma, nel promo per agganciare volenterosi concorrenti. Niente paura, ghe pensi mi: la filosofia meneghin-berlusconiana efficentista non ammette che il più ingovernabile dei sentimenti non possa essere abilmente manovrato a botte di fondotinta e sceneggiature simil Grande Fratello: la felicità non solo va ricercata, come dice la costituzione americana, lasciando però la libertà di arrangiarsi ognuno secondo i propri mezzi, ma ottenuta a tutti i costi. Quindi ecco che Federica Panicucci, vestita non si sa perché come Eva Kant, si presenta dagli innamorati silenziosi e sfigatini e mette in campo tutto ciò che, secondo un autore Mediaset, fa seduzione. Nella prima puntata, ad esempio, una biondina slavata e timiduzza viene trasformata, grazie al sapiente intervento di truccatori e personal shoppers, in una velinetta color platino, che certo non potrà competere con quelle ufficiali (è alta un metro e mezzo, par di capire), ma, dovesse andarle male con il suo amato, potrà sempre riciclarsi con qualche candidatura al Consiglio di Quartiere. Subito dopo si mette in scena un corteggiamento che è la parodia di una campagna politica di Silvio: la fanciulla è posta costantemente sotto il naso del suo potenziale ma renitente innamorato: la incontra ogni piè sospinto, non può girare l’angolo di una strada, sedersi ad un bar senza che la redazione non gliela mandi fra i piedi. Il poveraccio sopporta per educazione, cerca gentilmente di liberarsene, ma non c’è nulla da fare: l’aspirante innamorata, coadiuvata dai “ganci”, cioè gli “amici” di lui che hanno scelto di collaborare alla trappola è ovunque. Ecco, anche su questo, ci sarebbe da ragionare: che razza di amici sono questi, che ti infilano a tradimento in una candid camera permettendo ad una perfetta sconosciuta di perseguitarti per giorni pur di finire venti minuti in tv come comprimari??? . L’idea dell’amore che hanno gli autori di Mediaset, la Carfagna si dia pace, è qualcosa di molto vicino allo stalking.

ROCCAMBOLESCHE PANTOMIME - La Panicucci, coadiuvata dai suoi esperti, dà consigli e analizza le mosse della fanciulla. Vi spaventa l’idea che sia la Panicucci ad indicarvi la strada verso l’amore della vostra vita? E considerate che gli “esperti” sono lo psicologo Meluzzi, Rossano Rubicondi, di professione forse-ex-marito, e un astrologo: già con un simile team alle spalle verrebbe voglia di rimanere single a vita. Comunque, quando il concupito sta per arrivare al colmo dell’esasperazione, ha confidato a tutti i “ganci” che non ne può più, la ragazza non gli piace, non la vorrebbe neanche con i saldi di fine stagione e medita di trasferirsi in Tibet pur di evitare ‘sta rompiballe che incontra ogni istante” ecco che la Redazione inventa qualche contrattempo degno di Scherzi a parte: l’aspirante amato viene coinvolto in una situazione in cui l’innamorata repressa salva miracolosamente un passante, e viene quindi invitata per ringraziamento nella villa del fratello di lui, miliardario, che la concupisce corteggiandola come un cumenda cafone in una commedia di Sordi. Un “escamotage” talmente assurdo che qualsiasi persona di buon senso capirebbe che ciò può  essere solo frutto di una messinscena televisiva e subodorerebbe un tranello. Invece l’amato no: dimostrando di essere bietolone in tutto e per tutto, ci cade in pieno, vede l’innamorata repressa e sfigatina come un mito, si innamora come un perognocco e non traballa neanche quando vien fuori che l’innamorata repressa lo ha menato per il naso e ha fatto riprendere dalla troupe di Cupido tutte le sue figure meschine. In effetti, se dopo aver saputo ciò non ammolla alla neoamata una pizza in faccia, deve essere scoccata una vera fiamma di passione…

MALSANA CURIOSITA’ – Che dire di una roba simile? Un moralista potrebbe trovare materiale per giorni di invettive. Ma qui moralisti non siamo. Una persona dotata di semplice buon senso e una relativa dose di cattiveria potrebbe invece chiedere che il reality continuasse, mostrando l’evolversi della coppia senza l’ambaradan di supporto, per verificare come reagisce l’amato quando l’ innamorata torna ad essere l’anatroccolo depresso che non può più contare sull’apporto di visagisti e sceneggiatori per far emergere le sue doti: sarebbe uno show crudele, ma forse varrebbe la pena vederlo. Oppure ci si può limitare a spengere la tv, meditando che è ora di aggiornare i vecchi proverbi: è vero che Dio li fa e poi li accoppia, ma quando Lui non ci riesce, ci pensa Silvio. Con tutti i prevedibili risvolti del caso.

2 commenti a Scandalo mitologico in TV

  1. L’amore, fra tutte le illusioni, è quella che inganna di più! :)

    Bellissimo articolo Galatea!

  2. Un corteggiamento che è la parodia di una campagna politica di Silvio…

    mamma mia santa: non è che questa trasmissione è solo brutta: è un incubo!!!

    Un sorriso Galateo!!!

    :-)

    C.

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