Salari bassi? La colpa è dei ministri borghesi e cialtroni

19/05/2009 - Siccome si annoiava perché aveva esaurito le fregnacce da sparare in occasione delle previsioni del Pil, il ministro Maurizio Sacconi ieri ha deciso di movimentarsi la vita dichiarando che:  “La colpa dei salari bassi è della sinistra, prigioniera di una

     
 

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Siccome si annoiava perché aveva esaurito le fregnacce da sparare in occasione delle previsioni del Pil, il ministro Maurizio Sacconi ieri ha deciso di movimentarsi la vita dichiarando che:  “La colpa dei salari bassi è della sinistra, prigioniera di una borghesia parassitaria e cialtrona. Noi siamo con orgoglio il partito dei lavoratori e il Pdl lancia la sfida alla sinistra. Io accuso la sinistra italiana dei bassi salari generati dagli anni ’90, una sinistra prigioniera di borghesie parassitarie e ciniche che hanno idealizzato la moderazione salariale come modo di entrare in Europa e non invece l’incremento di produttività“. 

Non si può biasimare Sacconi. L’occasione era ghiotta: la notizia che gli italiani incassano ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei Paesi Ocse – con un salario netto di 21.374 dollari, il Belpaese si colloca al 23esimo posto della classifica dei 30 paesi dell’organizzazione di Parigi. E infatti, già che c’era Maurizio ha anche detto: “Noi siamo per far crescere i salari e crescere la partecipazione. L’unico modo possibile è in azienda dove si possono distribuire i dividendi dei risultati che si raggiungono“. Accompagnando il tutto con slogan che fanno anche un po’ ridere, in bocca a un ministro di un governo di centrodestra: “Noi siamo con orgoglio il partito dei lavoratori“. Cose del genere il PCI non le diceva più dagli anni ’70. 

Ma il ragionamento fila; anche se ci sarebbe da ricordare, come fa Pietro Garibaldi, che in Italia la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e il reddito netto dei lavoratori è tra le più marcate del mondo. Il cuneo fiscale è infatti pari al 46,5%: di cento euro che l’azienda dà al lavoratore, solo 54,5 gliene finiscono in tasca. E aggiunge: “Si tratta indubbiamente di una differenza impressionante, ma è bene ricordare che i lavoratori tedeschi hanno un cuneo fiscale decisamente superiore al 50 percento, ma percepiscono una retribuzione netta superiore. Un discorso simile vale per la Francia“. 

Già che c’è, poi, Sacconi potrebbe prendersi in saccoccia e portare a casa una lezione d’economia che arriva nientepopodimeno che da Renato Brunetta: “I salari sono legati alla produttività, quindi bassi salari vuol dire bassa produttività; alti salari vuol dire nei settori esposti alla concorrenza alta produttività. Quindi noi scontiamo una bassa produttività. C’è stata negli ultimi 10-15 anni una distribuzione del reddito che è andata più a favore dei profitti che dei salari. Questo non è negativo in sé, se dai profitti si passa agli investimenti. Se, invece, dai profitti si passa alle rendite finanziarie, allora le cose non funzionano“. E’ esattamente così che è andata. E la produttività dipende in gran parte dagli investimenti. Ma non è mica questo il punto. 

Il punto è che sull’analisi concordano tutti. Sulle contromisure non tanto, e anche Epifani vuole dire la sua: “Le statistiche internazionali confermano quello che noi abbiamo sempre detto: c’è bisogno non solo di detassare il secondo livello, ma anche il reddito da lavoro a livello nazionale“. Il problema è che poi nessuno fa nulla. O meglio: la politica non fa nulla. Preferisce, con il ministro Sacconi, buttarsi in una polemica sterile e stantia con “la sinistra” – siamo pur sempre in campagna elettorale (permanente ormai) – invece di fare qualcosa. Non importa se qualcosa di destra o di sinistra: solo qualcosa che non sia polemizzare tra un giornale, un’agenzia di stampa e una dichiarazione ad effetto in tv. Eppure, non si era detto che questa era la maggioranza più ampia, ma anche salda e con unità di intenti che sia mai uscita dalle urne (dai tempi del C.A.F.)? Invece il ministro è uno di quelli che preferisce buttarla in chiacchiere, elencando le cose che si dovrebbero fare e mai attuandone nemmeno una. Anche perché forse un po’ di coscienza sporca ce l’ha. 

…perché a questo punto è chiaro che la colpa dei salari bassi non è che si possa imputare a qualcuno che negli ultimi dieci anni al governo c’è stato per quattro anni scarsi. Specialmente perché l’avversario è stato a sua volta al governo per sei. E se ancora non si è fatto niente, la colpa non può che essere perlomeno condivisa da ministri borghesi e cialtroni, che preferiscono dichiarare invece di lavorare. Se l’esecutivo ritiene che la strada giusta sia quella della produttività, la percorra fino in fondo – poi se ne valuteranno i risultati. Se invece è la strada degli investimenti quella da seguire, perché il governo non lo fa invece di parlarne? Perché altrimenti l’unica speranza è che, non appena vede il responsabile del Welfare, Sacconi si ricordi di riferirglielo, quello che deve fare. E non è che ci sia da sperare poi tanto, visto come va da dieci anni a questa parte.

***

Da A.D’A. a L. Conforti, sms, ore 20:17: “Luca, è ufficiale: Tremonti legge Giornalettismo! Ha appena detto la cosa della Robin Tax per i contributi all’editoria di cui abbiamo parlato ieri“. 

Da L. Conforti ad A. D’A., sms, ore 20:19: “Diciamo che ha dei buoni suggeritori, piuttosto”

Peccato. Ci avevo quasi sperato.

(vignetta di Mauro Biani)

     
 

18 Commenti

  1. grano scrive:

    Secondo me bisognerebbe promuovere a ministro del welfare il responsabile del centro studi del ministero (mi pare infatti che da dieci anni e sotto i vari governi i tecnici abbiano continuato a produrre documenti interessanti) e cacciare a pedate Sacconi che, in occasione della folgorazione che l’ha condotto sulla via della fede, deve aver avuto folgorato anche qualche neurone di troppo. Già che ci siamo cacciamo anche la Roccella.

  2. Just scrive:

    Peccato. Ci avevo quasi sperato.

    Scorrendo le visite di ieri su Analytics non ho trovato nulla dal ministero tremontiano, però però… tutte quelle visite dal Presidenza del Consiglio… ^.^

  3. Gregorj scrive:

    io ho un’email del ministro; che dite, gli mando il link alla tag?

  4. Just scrive:

    Io però mi preoccuperei di tutte quelle visite dal ministero della giustizia…
    Se cercano me qualunque cosa succeda incolpate Ricchiuti!1

  5. Maria Teresa (Nuvola Rossa) scrive:

    @essemme

    La Spagna? Il suo boom era tarocchissimo, infatti è bastato che finissero i finanziamenti europei per farla riscivolare nel baratro.

  6. criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra

    abbiamo la sinistra più potente del mondo :-)

  7. Sosio Pagliaroli scrive:

    E siamo alle solite,ormai da più di un ventennio la politica italiana fà solo chiacchiere,xchè nessun politico sà fare politica.A dex a six al centro, di traverso,di dentro o di fuori;TUTTI.-
    Ma Sacconi,Brunetta e tutti gli altri,dovrebbero spiegarci xchè negli anni del boom,coloro che davano tanta produttività avevano salari bassi mentre i politici, magnager di stato,alti magistrati ecc,di fronte a zero produttività avevano e hanno salari sempre più alti ?.Attenzione!la storia ci insegna che il popolo alla lunga si stufa.-

  8. Ghisabrain scrive:

    maledettamente vero… sta sinistra dal 49 ad oggi c’ha portato al baratro.. quei poverini della Dc c’hanno provato ad opporsi.. ma niente! e ora lo stesso ingrato destino tocca a Berlusca…che paese di comunisti!

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