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Internidi Abramo Rincoln (Abr)
pubblicato il 15 maggio 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Un tema vissuto dalla maggioranza della gente come assolutamente pratico e richiedente risposte di buon senso, trova invece opposizione ideologica a prescindere e soprattutto  rivela smottamenti trasversali interni agli schieramenti

(Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergia, sonnolenza e dare assuefazione)

 La sicurezza divide e non imperaLa Camera dopo i sì ai maxiemendamenti governativi ha dato il via libera – previa approvazione definitiva senatoriale – al cosiddetto “pacchetto sicurezza“, un variegato insieme di strumenti molti dei quali francamente illiberali (ad esempio l’inasprimento del 41bis il regime carcerario duro per i mafiosi), molti altri francamente propagandistici, noto soprattutto per la introduzione del reato di “immigrazione clandestina” e l’autorizzazione alla pratica del “respingimento“. Avvertenza: questo post evitera’  il canovaccio bartaliano standard “l’e’ tutto sbagliato, l”e tutto da rifare”: non che non si possa o non si debba criticare ma, come diceva la mia nonna, piuttosto che niente meglio piuttosto, a maggior ragione in Italia. Inoltre al posto del solito trito mantra dell’ineluttabilita’ della societa’ multietinica e multirazziale o delle ire funeste della Sciura Pina stanca delle rapine nella sua tabaccheria, troviamo la vicenda offra lo stesso spunti interessanti: evitiamo per una volta il “loggionismo” di quelli che fischiano il tenore in teatro dall’alto della loro esperienza – di ascoltatori – e della loro antropologica superiorita’.

IN SUPERFICIE – Legge assolutamente necessaria” per il PdL e la Lega canta vittoria; di tutto s’e’ trattato tranne che di una decisione “bipartisan” o in qualche modo mediata. Figurarsi, un argomento che si presti cosi’ perfettamente all’approccio ideologico a prescindere: Franceschini tira in ballo le “camice nere” riferendosi alle ronde, una deputata del Pd srotola lo striscione “siamo tutti immigrati“, il presidente Napolitano lancia il monito contro la diffusione “di una retorica pubblica che non esita ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia“. bossi02G La sicurezza divide e non imperaUmberto Bossi dal canto suo risponde lapidariamente: “Napolitano? Io ascolto la gente …”. Quanto a Berlusconi, dopo aver accusato i colpi sotto la cintura di Repubblica (prima Veronica, ora anche Ancellotti!) riparte back to basics dai sondaggi: “Il 76 per cento degli italiani è d’accordo con le azioni del governo in tema di immigrazione irregolare e sicurezza”. Sino a qui la cronaca: siamo alle solite mazzolate, ai botta e risposta della dialettica maggioranza -opposizione; e’ interessante andare oltre, guardare ai movimenti sotterranei interni a destra e sinistra, sotto al formalismo di contrapposizione imposto dal voto di fiducia.

SOTTO SOTTO SI SPACCANO SEMPRE -Oggi il vero impresario dell’odio e dell’intolleranza è chi non vuole porre limiti, come ci sono in tutti gli stati civili, all’immigrazione clandestina e nega la realtà, ovvero i disagi che suscita, facendo così crescere paura e insicurezza nella popolazione, non animata da pulsioni razziste e xenofobe ma preoccupata della propria vita, del proprio habitat, della propria figlia che si ritira la sera tardi in metro o in autobus, degli episodi di violenza che ci sono ma che poi vengono ingigantiti proprio dalla sensazione di essere indifesi ed esposti“. Lo scrive Marcello Veneziani ed e’ innegabile rappresenti i perche’ della maggiornaza in modo efficace. Prima che riempiate i commenti di controdeduzioni, trovo non sia questa la migliore delle argomentazioni “pro”, c’e’ di meglio che arriva da “sinistra”. Scrive il professor Luca Ricolfi in prima pagina su La Stampa dell’altro giorno: “L’ostinazione con cui la sinistra respinge al mittente qualsiasi proposta concreta in materia di sicurezza, senza essere minimamente sfiorata dal dubbio di aver torto, ci fornisce una preziosa radiografia dei suoi mali.” L’intellettuale non certo organico ma sicuramente nemmeno estraneo alla sinistra moderata e raziocinante, snocciola il suo j’accuse: “L’astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. Se non fossero ammalati di astrattezza i dirigenti del Pd capirebbero (..) che l’unico modo di scoraggiare l’immigrazione irregolare è di convincere chi desidera entrare in Italia che può farlo solo attraverso le vie legali. A questo serve il «respingimento», ma a questo serviva anche la norma che prolunga da 2 a 6 mesi la permanenza nei centri di raccolta degli immigrati, una norma necessaria ma ottusamente combattuta dall’opposizione“.

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