Brancaglion
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I militanti di CasaPound fanno danni? Paga papà

Le importanti cifre economiche che, in una maniera o nell’altra, stanno dietro al movimento di CasaPound sono sempre state un grosso interrogativo che ha caratterizzato – tra le altre cose – anche la campagna elettorale per le amministrative di Ostia. Finanziatori noti al grande pubblico o interessi privati e personali che riescono a farsi carico di una serie di spese?

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BRANCAGLION, IL RISARCIMENTO OFFERTO ALLA VITTIMA DELL’AGGRESSIONE

Certo, fa riflettere il caso del consigliere di circoscrizione a Bolzano Davide Brancaglion. L’esponente di CasaPound era finito sotto processo per aver aggredito un giovane che stava passando davanti alla sede di via Cesare Battisti ascoltando Bella Ciao dal proprio telefonino. Il 17enne è stato brutalmente colpito, mentre Brancaglion è stato accusato di lesioni personali aggravate.

Nella giornata di ieri si è celebrata la prima udienza del processo e, nel corso di questa fase, i difensori di Brancaglion hanno optato per la «condotta riparatoria», un possibile risarcimento danni alla vittima della violenza e un successivo rito alternativo per affrontare il processo. La decisione verrà presa nell’udienza fissata per il 21 marzo prossimo.

BRANCAGLION, UNA STORIA CHE FA RIFLETTERE

Si tratterebbe di un’uscita indolore dalla vicenda: Brancaglion non ha mai ammesso responsabilità dirette sul pestaggio, ma gli elementi sin qui raccolti hanno suggerito una strategia difensiva che possa in qualche modo far passare il caso sotto silenzio.

Brancaglion, faccia pulita e una certa eleganza nel modo di presentarsi, fa parte di quel gruppo di CasaPound che potremmo definire «da salotto» e che, pertanto, deve mantenere una certa credibilità agli occhi dell’opinione pubblica. Spendere dei soldi per risarcire le vittime di aggressioni, insomma, non può essere un problema.