giulia innocenzi santoro
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In bocca al lupo maestro Santoro per questa nuova avventura!

Era il 2008 quando cominciai a lavorare con Michele Santoro ad Annozero. Dopo essere stata ospite della trasmissione, durante la quale ebbi un battibecco in diretta con Ghedini e Castelli (erano i tempi di Berlusconi e del “si contenga!”), ricevetti una telefonata: “Sono Michele Santoro, vorrei parlarti di una proposta di lavoro”. Da lì dirette dalle università occupate, con gli operai all’Asinara, gli inseguimenti a Monti per fare domande che ogni volta rischiavi di perderci un dente, montaggi fino alle 4 del mattino (ricordo che una volta non andai a letto per niente: chiuso il pezzo all’alba, pennichella sul volo di rientro a Roma e altra pennichella sul taxi, poi pronti per la diretta). Eravamo stanchi, esausti, non c’erano sabati e non c’erano domeniche, ma eravamo parte di una squadra e sapevamo che stavamo facendo qualcosa di importante. Riuscimmo persino ad andare in onda senza un canale (la mitica esperienza di Servizio Pubblico), grazie alle tv locali, internet e Sky, e a fare risultati invidiabili dalle reti principali!

Poi è arrivata la grande sfida di Announo, il primo talk politico con i giovani al centro, che esordì con ospite il presidente del Consiglio. Ricordo ancora il mal  di pancia per la tensione! Quanto orgoglio quando sono riuscita a portare le Femen che hanno messo in piedi una manifestazione in diretta tv, forse la prima volta anche per loro, e quanti problemi quando in diretta dopo il lancio dei preservativi si sono rivolte pure al Papa. E la puntata sulla legalizzazione delle droghe con Fedez e Giovanardi, quella su Mafia Capitale con le ultime immagini di Carminati prima che venisse arrestato… Per non parlare della puntata dedicata agli allevamenti intensivi: era la prima volta che andava in onda in prima serata un reportage che mostrava blitz all’interno dei capannoni, con maiali feriti o agonizzanti. Le immagini erano talmente forti che la ministra Lorenzin fu costretta a intervenire in diretta! Che casino il giorno dopo, con allevatori e produttori infuriati! Ricevetti pure una visita dai carabinieri del Nas, con i quali collaborai volentieri per punire gli abusi (come feci anche in seguito, e ci tengo qui a ringraziarli nuovamente).

Dopo quella esperienza, andai da Michele e dissi: “Vorrei fare una trasmissione interamente dedicata alle condizioni degli animali negli allevamenti, una serie denuncia per tentare di porre la questione al centro dell’agenda politica”. Anche quella volta Michele rispose: “Ok, proviamoci”. L’unico pazzo che avrebbe mai prodotto una trasmissione tv senza ancora un acquirente e che andava contro alcuni dei maggiori inserzionisti pubblicitari! Fu un anno di lavoro intenso, con blitz notturni negli allevamenti, infiltrati e telecamere nascoste. Alla fine creammo Animali come noi, in onda su Raidue. Abbiamo fatto la storia: 20 minuti di messa in onda di immagini di un macello senza censure. Probabilmente un’operazione che non si potrà mai più ripetere, ma noi ce l’abbiamo fatta. Perché abbiamo lavorato inseguendo delle idee e non dei tornaconto, perché eravamo una squadra che nonostante tutto era unita, perché ci credevamo e con coraggio siamo andati avanti.

Questa sera dopo 9 anni guarderò “M”, la nuova avventura televisiva di Michele Santoro, in onda su Rai3 alle 21.15, da casa. Lo farò da telespettatrice appassionata, da sostenitrice accanita, da allieva che impara dal maestro. Se il cammino apparentemente si separa, com’è anche giusto che sia quando si cresce e si intraprendono nuove imprese lavorative, la strada rimane la stessa. Santoro è un maestro e colui che mi ha fatto innamorare del mestiere, quella è la mia prima grande famiglia lavorativa, la squadra sono i miei amici, alcuni dei quali mi porterò per tutta la vita.
In bocca al lupo!