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La rubricadi Donato De Sena
pubblicato il 19 maggio 2009 alle 15:30 dallo stesso autore - torna alla home

Può vivere un circo privo di animali? Può proporre esclusivamente esibizioni di trapezisti, clown, acrobati e prestigiatori senza perdere il suo appeal? Per gli animalisti sì. Gli addetti ai lavori temono la scomparsa.

Un anno fa, ad inizio legislatura, agli atti del Senato fu depositato un disegno di legge che puntava a promuovere lo spettacolo circense senza uso di animali, proposta che fu aparlamento circo L’eterna sfida tra animalisti e circensissegnata poi, in estate, alla Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato senza, però, cominciare mai ad essere esaminata.

IL PARLAMENTO – L’unico firmatario del ddl, il Sen. Stefano De Lillo (Pdl), non proponeva una immediata fuoriuscita degli animali dal circo, in quanto, in seguito, sarebbe risultata difficile la loro collocazione e sarebbero, quindi, sorti nuovi disagi: proponeva, invece, l’”imprescindibile ma rigoroso divieto di ogni ulteriore acquisizione“. Si argomentava così nella relazione che accompagna gli articoli: “L’ampia sensibilità maturata a proposito dei temi della salvaguardia degli animali genera  diffusi malumori e proteste, esternate non più solo nelle onnipresenti manifestazioni che caratterizzano l’arrivo del circo in ogni città italiana. Numerose amministrazioni comunali accogliendo, infatti, le istanze dei cittadini, si provvedono di ordinanze e regolamenti che limitano o addirittura vietano del tutto lo spettacolo circense che fa uso di animali“. Ad un anno di distanza, il 29 aprile, nell’ambito dei lavori per la regolamentazione dello spettacolo dal vivo, la Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera ha incominciato l’esame di due proposte che puntano, sulla falsariga di quella di De Lillo, alla dismissione dell’uso degli animali da parte dei circhi. Evidentemente si tratta di un animalismo bipartizan, dato che una delle due, avanzata dall’On. Elisabetta Zamparutti del Pd, è quasi del tutto un copia-incolla della precedente proposta del senatore della maggioranza, e l’altra, firmata da una ventina di deputati della maggioranza (il primo firmatario è la deputata Gabriella Giammanco), vede la partecipazione di un democratico e un dipietrista..

I CIRCENSI – Leggendo questi articoli, sembra si respiri un’aria di animalismo senza se e senza ma in Parlamento, come se i Verdi, gli unici in passato a promuovere proposte del genere, fossero ancora lì seduti tra i banchi, della maggioranza e dell’opposizione. Ed è normale che tutto ciò generi le reazioni allarmate della controparte, il mondo circense, già regolarmente preso di mira, come ripodarix orfei L’eterna sfida tra animalisti e circensirtato anche nella relazione dei ddl, dalle associazioni animaliste. Ecco, ad esempio, cosa facevano sapere pochi giorni fa in una nota dall’ufficio stampa della regina del circo, Moira Orfei, in seguito alle numerose e-mail di protesta di animalisti inviate durante la presenza del circo ad Alghero: “Gli animali al seguito del Circo Moira Orfei non subiscono alcuna violenza e sono visitati periodicamente da medici-veterinari specializzati. Si ha l’impressione che chi lancia delle accuse nei confronti degli spettacoli circensi lo fa generalizzando e, quindi, ponendo sott’accusa un’intera categoria. Gli animali del Circo Moira Orfei rappresentano un grosso patrimonio soprattutto affettivo e, pertanto, sono sottoposti a tutte le cure richieste. Questi animali vivono nel circo nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti“.

GLI ANIMALISTI - E la Moira nazionale, ovviamente, non è sola nel difendere l’impiego di animali. La voce tra i circensi è unanime: una norma animalista potrebbe mettere a rischio l’intero sistema. “Il 99,9% dei bambini vengono per vedere gli animali. Certo tenuti bene, rispettati, ma loro sono l’attrazione“, ha riferito Sonny Martino, 28enne erede dell’omonima dinastia circense, presa d’assalto dagli animalisti un paio di settimane fa a Trento. All’offensiva era andato il gruppo 100% animalisti, gli stessi che nel novembre 2008 a Padova avevano fatto irruzione proprio durante uno spettacolo di Moira Orfei. La notizia fu ripresa anche dal Tg5. Ultimamente i 100% continuano a darsi da fare, e parecchio, per oscurare i manifesti e le locandine pubblicitarie circensi e per protestare nei pressi dei tendoni in diverse province (a quanto pare sono molto attive le sezioni di Udine e Bologna). “Al circo gli animali non si divertono“, “Lo sfruttamento animale non è un divertimento“, sono due degli slogan stampati su strisce di carta che vanno poi a ricoprire, rendendoli invisibili, la data e il luogo degli spettacoli sui manifesti dei circhi che si esibiscono dalle loro parti. Altre volte, invece, quegli slogan vengono posti su striscioni mostrati nei pressi dei tendoni. Oltre al Circo Martin, da inizio anno i 100% animalisti hanno preso di mira il Circo di Vienna, il Circo Victor, il Circo Niuman, il Circo di Castelnuovo, il Circo di Barcellona, il Circo Acquatico Bellucci. E non gli hanno dato tregua: sono stati attivi a Padova, Castelnaso (Bo), San Lazzaro di Savena (Bo), Tolmezzo (Ud), Vimerate (Mi), Buja (Ud), Manzano (Ud), Cividale (Ud), Belluno, Piove di Sacco (Pd), Zelarino (Ve).

Ltigri2 L’eterna sfida tra animalisti e circensi‘ULTIMO ROUND – Intanto una piccola vittoria ottenuta dai circensi da qualche giorno rende la sfida ancora più avvincente. Il Tar di Pescara ha appena dato ragione al ricorso di un circo che si era visto negare l’autorizzazione per installare un tendone per gli spettacoli. L’autorizzazione era stata negata in virtù di una delibera del Consiglio Comunale di Pescara che vietavasu tutto il territorio comunale qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato a scopo di lucro, che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali sia appartenenti a specie domestiche che o selvatiche“. La sentenza potrebbe frenare gli animalisti da una parte, e dall’altra potrebbe spingere ad una modifica della legislazione nazionale in materia, visto che sono molti, così come riportato nel testo dei ddl di cui sopra, i comuni che in passato hanno imposto il divieto. Pensandoci, sembra inverosimile che un giorno possa esistere un circo senza animali. Ma, sicuramente, non impossibile. Era il 1993 quando Paride Orfei denunciò le torture effettuate ai danni degli animali nel mondo circense: “E’ venuto il momento di denunciare le violenze a cui vengono sottoposti leoni, elefanti e orsi prima dello spettacolo: colpi di forcone, scosse di corrente, arpionate terribili, cose che il pubblico ignora“, affermava. Nel 1998, lo stesso Paride e Nando Orfei avevano già cominciato a rinunciare agli animali, e, nonostante i loro insuccessi , anche Moira, stando a quanto riportato allora dal Corriere, si diceva pronta alla conversione all’animalismo e all’appoggio di lega Antivivisezione e WWF.

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