“Don Gallo può turbare i giovani”

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Il prete chiamato e poi rifiutato in un paesino. E la chiesa chiude

Don Gallo è uno che può turbare i giovani, come Platinette. Con questa motivazione, scrive il Fatto Quotidiano, hanno tolto al prete la possibilità di parlare in una chiesa. Tutto comincia da Corrado Colombo, educatore dell’oratorio di adolescenti tra i 16 e i 18 anni, che invita don Gallo a parlare con i suoi ragazzi:

 

Assieme al curato della parrocchia va a Genova, alla comunità di San Benedetto al porto dove si comincia a costruire l’incontro con i ragazzi di Brescia. Già qui il parroco è perplesso e confida i suoi dubbi a Elisa Rinaldi, collaboratrice della comunità di San Benedetto: “Non so se sia opportuno che degli adolescenti ascoltino don Andrea, le sue posizioni li possono turbare”. E dire che don Gallo è amatissimo dai giovani: pensa e soprattutto predica un Vangelo umano, più vicino alle persone che ai dogmi. Una parola di Cristo che non si nutre di paure, di divieti, di condanne.

Cominciano i primi tentennamenti, ma la data viene fissata comunque per il 15 aprile:

Senonché interviene il vescovo in persona, Luciano Monari che dal 2007 guida la curia di Brescia, e ordina l’altolà: quest’incontro non s’ha da fare. Don Gallo è noto per le sue posizioni estreme, chissà cosa può dire alle giovani pecorelle di Molinetto. Sul sesso, sulla Chiesa ufficiale: per carità. Però più di qualcuno nota che l’o s t ra c i s m o della diocesi bresciana è strano: il vescovo non ha fama di aver vedute particolarmente bigotte e passatiste, ha perfino una pagina Facebook con foto e biografia (per la cronaca, piace a 110 persone).

 

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A quel punto si cerca una strada alternativa:

Si fa avanti un altro don, Fabio Corazzina, sacerdote di Santa Maria in Silva. E mette a disposizione la sua parrocchia per l’incontro. Che infatti si svolge, perché la censura trova sempre i suoi antidoti e don Corazzina non è tipo da farsi intimorire. Alla serata si presentano in tantissimi: più di mille persone. Qualcuno mugugnando deve tornare a casa perché la sala è strapiena. E gli adolescenti restano incantati, ascoltano anche la messa che alle 18.30 Don Gallo c o n c e l e b ra . L’incontro inizia alle 20.30: tre ore di monologo in cui il “prete degli ultimi” parla a braccio, come al solito, in uno swing che va dagli anni della Resistenza alla centralità della Costituzione, passando per la libertà, la politica svenduta alle fameliche brame di denaro, gli insulsi e anacronistici oscurantismi romani sulle questioni di sesso, di corpo e di coscienza.

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